Il vino al ristorante o in trattoria lo scegliamo di qualità. Un vino a denominazione d’origine controllata o comunque legato a una certa zona: Valpolicella, Lugana, Soave, Bardolino o Custoza. Oppure un eccellente spumante Lessini Durello.

E l’acqua minerale?

Sull’acqua siamo meno attenti. Ci limitiamo a scegliere fra “liscia” o “gassata”. Soprattutto non ci preoccupiamo che sia aperta, come accade per le bottiglie di vino, davanti ai nostri occhi. E che ci sia fatta assaggiare con i dovuti modi.

Eppure in un buon ristorante una bottiglia di acqua minerale vine fatta pagare anche 4 euro. E la paghiamo cara anche se è acqua di rubinetto, travestita da acqua minerale.

Accade infatti, anche in ristoranti di livello-medio alto, che nella bottiglia di acqua minerale finisca l’acqua – magari filtrata – dell’acquedotto comunale.

Niente di male, se è acqua buona: peccato che venga fatta pagare (e passare) come acqua minerale. E che ci troviamo di fronte a una “frode in commercio”.

Ho calcolato che, in media, solo una volta su dieci mi è stata aperta l’acqua minerale davanti agli occhi, dopo avere sistemato la bottiglia sulla tavola.

Spesso accade che il cameriere arrivi svitando il tappo dalla bottiglia lontano dal nostro sguardo. E lo fa, guarda caso, sempre a qualche metro dal tavolo, mentre noi siamo distratti.

Di recente, in un ristorante dove ho pagato quasi 50 euro a coperto, mi è stata portata una bottiglia di (finta) acqua minerale già aperta.

Come ho fatto a scoprire che l’acqua minerale era “finta”? Oltre al gusto che mi permette di intercettarne il sapore e la consistenza, ho un sistema fisiologico infallibile: l’acqua minerale “autentica”, se ne bevo almeno un bicchiere, mi favorisce la diuresi. Prima della fine del pranzo sento la necessità di andare alla toilette.

Se l’acqua è di rubinetto, posso berne anche mezza  bottiglia – la prova l’ho fatta tante volte anche a casa – e non accade nulla.
L’acqua, pure ottima, dell’acquedotto di Verona non ha infatti effetti diuretici.


LA BOTTIGLIA DI ACQUA MINERALE VA PORTATA AL TAVOLO CON IL TAPPO CHIUSO

Cosa fare, allora? Chiedere che il cameriere porti al tavolo la bottiglia di acqua minerale con il tappo chiuso. Dopo di che, abbiamo due scelte: aprire la bottiglia per conto nostro, tanto si tratta di un tappo svitabile; oppure chiedere che l’apra il cameriere.

Pretendiamo che ci portino una bottiglia di vino Valpolicella o Soave o Lugana chiusa e che la stappano davanti a noi, giusto? Vogliamo che lo spumante Lessini Durello piuttosto che il Bardolino vengano aperti davanti ai nostri occhi, è così?

Allora, perché dovremmo accettare che le costose acque minerali ci siano servite già aperte?

Nel costo della bottiglia di acqua minerale – come in quello del vino Doc – ci sono sia la conservazione a temperatura controllata, che il servizio di apertura davanti al cliente.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

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