La vendemmia 2019 si apre, per il Vino Soave con tre grosse novità: le “Unità Geografiche Aggiuntive”, l’“Elenco dei vigneti” e il “Piano di produzione”.

Secondo Sandro Gini, Il presidente del Consorzio Tutela Vini Soave, con il Piano di produzione, sarà possibile gestire al meglio la vendemmia anche dal punto di vista della qualità, scegliendo i vigneti migliori da destinare al Soave.

Approfondiamo i tre concetti:

1. Si potranno rivendicare in etichetta le “Unità Geografiche Aggiuntive”, a coronamento di un percorso iniziato quasi vent’anni fa con la zonazione e approdato alla definizione di 33 “cru” inseriti nel disciplinare di produzione.

2. La costruzione dell’“Elenco dei vigneti”, attivato lo scorso 20 agosto dalla Regione Veneto, che ne ha demandato il controllo e la gestione ai Consorzi di Tutela.  È questo un passo importante verso una definizione più accurata del vigneto da cui provengono le uve.

Accanto al nome della denominazione e del cru è possibile inserire anche un toponimo o un nome tradizionale. I produttori potranno farlo solo se iscritti all’Elenco, garantendo così la tracciabilità delle uve che da quel vigneto provengono.

3. Il “Piano di produzione” è uno strumento innovativo che prevede, tra gli altri interventi:

  • una dichiarazione preventiva con le superfici vitate che i produttori intendono rivendicare a DOC nella vendemmia successiva,
  • una dichiarazione di impegno da parte dei vinificatori che intendono vinificare uve atte alla DOC.

 

Uva Garganega di Soave

Uva Garganega di Soave. Foto di Nicola Albi

 

Soave, primi in Italia ad attivare il “Piano di produzione”

Nell’intervista rilasciata alla testata giornalistica online “Wine News”, Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela Vini di Soave, sottolinea: “Siamo stati i primi in Italia ad attivare il Piano di produzione“.

E continua: “Siamo partiti in via sperimentale per orientare la produzione di Soave: le aziende sono chiamate a dire su che superfici vitate intendono produrre Soave e dove, invece, doc Garda e Pinot Grigio delle Venezie.

Lo dichiareranno preventivamente e non a vendemmia finita.

Abbiamo presentato il Piano al Ministero il 20 giugno e attendiamo la risposta in tempo per l’inizio della vendemmia della Garganega.

Si tratta di un meccanismo che dovrebbe portare naturalmente a un riequilibrio delle produzioni con il mercato.

Un meccanismo che ha bisogno di tempo per oliarsi e che dovrebbe evitare i tagli orizzontali che si applicano con il blocco degli impianti, la riduzione delle rese e lo stoccaggio, che non rendono certo felici i produttori”.

 

Soave Verona - Castello di Soave

Il Castello Scaligero di Soave domina il borgo ed è circondato dai vigneti. Foto di Nicola Albi

 

Secondo il presidente del Consorzio Sandro Gini: “È questa una scelta di responsabilità, che già lo scorso anno ci ha consentito di produrre la quantità richiesta dal mercato e di mantenere i prezzi delle uve e del vino stabili se non in crescita.

L’implementazione del Piano di produzione ci permetterà di gestire al meglio questa stagione vendemmiale anche dal punto di vista della qualità, scegliendo i vigneti migliori da destinare al Soave e assicurando ai produttori una corretta remunerazione.

Il Piano di produzione, in attesa dell’approvazione ministeriale, prevede una dichiarazione preventiva attestata sulla produzione dello scorso anno, pari al 60-65% dell’utilizzo della Doc (con la restante produzione destinata alle altre Doc e Igt dello stesso territorio)”.

“La vendemmia 2019” precisa Lorenzoni “si presenta di grande qualità e parca in quantità”.

E conclude: “Siamo una realtà da 50 milioni di bottiglie per 7.000 ettari di vigna e raggiungiamo 64 Paesi con l’85% della nostra produzione.

Il presidente Lorenzoni ricorda, inoltre, che il riconoscimento Fao ottenuto nel 2018 come territorio GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems), patrimonio agricolo di rilevanza mondiale, “obbliga a declinare la sostenibilità in termini ambientali, economici e sociali. E si sta dimostrando importante anche come volano per l’enoturismo”.

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Enoturismo: per le colline del Soave l’aumento più alto in Veneto

Al convegno di apertura del Soave Versus è stato presentato un approfondimento sull’enoturismo nelle principali zone di produzione delle DOC del Veneto, dal titolo “Destinazione Veneto” (Rapporto statistico 2019 della Regione Veneto).

Dal confronto tra arrivi, partenze e numeri di notti trascorse in strutture e per provenienze emerge che le colline vitate del Soave hanno avuto un incremento del 18,4%, il più alto in Veneto.

Il territorio del Soave risulta secondo, dopo quello del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, con oltre 146.000 presenze per una media di 2,4 notti trascorse per l’81,1% in alberghi e strutture locali.

I  turisti sono per oltre la metà italiani (54,4%), seguiti da tedeschi (6%) e cinesi (5,4%).

Dati confortanti che confermano l’interesse del turista tradizionale e dell’enoturista per una zona ricca di opportunità.

Con il castello medievale, il borgo con la cinta muraria e i palazzi storici Soave offre al visitatore l’opportunità di toccare con mano la storia e degustare un ottimo vino: il bianco di Soave.

 

vino soave

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Articolo a cura di Sara Soliman
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*** Sara Soliman fa parte di Studio AEsse Communication, agenzia web veronese. Dal 2016 si occupa di copywriting e web marketing per le PMI.

 

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Soave, il Castello Scaligero


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