C’è anche il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella tra i primi firmatari delle 10 buone pratiche per la produzione di vino responsabile.

Si tratta di un decalogo per impegnare tutta la filiera vitivinicola a produrre un “vino responsabile”. A Gavi (Alessandria), dove la scorsa settimana sono stati assegnati i premi “La Buona Italia”, è stata lanciata, su iniziativa del Consorzio di tutela del Gavi docg, la Carta del Vino responsabile, firmata da un centinaio tra produttori, amministratori pubblici, comunicatori ed esperti della responsabilità sociale di impresa.

Il manifesto è un decalogo di 10 buone pratiche che comprendono, tra le altre, la tutela della terra, la salvaguardia dell’acqua, le iniziative di contrasto ai cambiamenti climatici, la protezione della biodiversità, la promozione della cultura e delle arti.

“La responsabilità sociale nel mondo del vino”, ha detto Roberto Ghio, neo presidente del Consorzio, “è l’unico futuro possibile, come è chiaro a tutti che una produzione sostenibile e di qualità non possa prescindere dalla giustizia sociale”.

Tra i primi sottoscrittori della Carta del Vino responsabile, dirigenti dei consorzi per la tutela del Franciacorta, del Marchio Storico Lambruschi Modenesi, del Valpolicella, della Regione Piemonte, della Camera di Commercio di Milano, i produttori Marco Caprai e Michele Chiarlo.

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