La qualità del vino paga. Lo sanno i produttori veronesi che con passione e competenza curano il vino dalla vigna all’imbottigliamento.

Ne è una dimostrazione un’eccellenza dei vini italiani: il Valpolicella Amarone. Come lo dimostrano gli altri vini di alto livello della provincia di Verona: dal Lugana al Soave, dal Bardolino allo spumante Lessini Durello, ai vini della Valdadige (Terra dei Forti) e di Arcole. Senza dimenticare il Garda Doc.

Ora sono i consumatori italiani a “certificare” la qualità e l’apprezzamento per il vino di qualità e le sue declinazioni migliori.

Gli italiani sono infatti insoddisfatti del sapore di frutta e verdura. I risultati si vedono nei consumi in calo del 2,5% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2017.

Lo dice uno studio dell’Osservatorio Ortofrutta di Ismea-Agroter che ha analizzato i comportamenti di 3 mila italiani responsabili degli acquisti.

Il gennaio nero di quest’anno (-2,8% a volume e -3,1% a valore rispetto al 2017) poteva trovare una giustificazione nelle gelate che hanno fatto schizzare i prezzi. I trend negativi di febbraio e marzo fanno invece capire quanto sia necessario intervenire per aumentare il valore percepito di frutta e verdura.

Al contrario dell’ortofrutta – che, a quanto dicono i consumatori, non si è preoccupata del gusto degli italiani – vengono riconosciuti i valori qualitativi del gelato artigianale, riconosciuto dal 57% degli italiani, del vino (49%), della birra (54%) e del cioccolato.(51%).

Gelato e cioccolato sono prodotti che possono consumare tutti gli italiani dai 5 ai 90 anni. La birra, grazie alle produzioni artigianali e al basso tasso alcolico, è una bevanda a vasta diffusione popolare.


IL VINO DI QUALITA’ INCROCIA IL GUSTO RAFFINATO DEGLI ITALIANI

E’ allora importante sottolineare come gli italiani considerino il vino fra le produzioni di gusto e di qualità.

Questo dato ha due significati: da un lato viene premiato l’impegno di cantine e produttori per un vino di livello; dall’altro il gusto degli italiani dimostra di essersi affinato nel tempo.

L’auspicio è che anche il mondo della frutta e della verdura punti ad aumentare la qualità del gusto e del valore intrinseco. Gusto e valore che si traducono, a vantaggio dei produttori e della salute dei consumatori, in una adeguata remunerazione di ingredienti fondamentali della dieta mediterranea.

Quello che è certo è che un ingrediente della dieta mediterranea – il vino, da consumarsi in dosi adeguate – è valutato dai consumatori in modo positivo. Gusto e qualità premiano: sul piano economico, su quello dell’immagine e sul piano della salute.

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