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IL VINO BIOLOGICO E LE CANTINE

Vigneti_Mauro Magagna Ph.
Vigneti_Mauro Magagna Ph.

La passione per il vino biologico – quello certificato a livello europeo – è in crescita. Crescono le vendite in Italia. Sale l’export, con la Germania in testa.

Dal 2000 la superficie totale coltivata a vite è calata. In compenso, è più che triplicata la superficie coltivata a vite biologica.

Nella grande distribuzione una bottiglia di vino biologico costa in media 5,6 euro. Il trend di acquisti segna di continuo un incremento.

Anche Vinitaly presta attenzione a questo comparto del mondo vinicolo con VinitalyBio.

Vinitaly è un salone organizzato da Veronafiere con FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Per i produttori italiani di vino biologico, il business è l’export.

In alcuni Paesi, come la Germania, l’esportazione di vini italiani sarà in crescita – nei prossimi anni – proprio sul fronte del vino biologico.

In Italia la quota di superficie a vite biologica sul totale è pari al 12% dei terrenicoltivati a vite.

Nel 2017, in Italia, gli ettari di terra con vite biologica (o in fase di conversione a biologico) erano 105.384.

Vi sono regioni con incidenza elevata, soprattutto nel centro-sud. Basti pensare che in Sicilia una vite su quattro è biologica.

 

VINO BIOLOGICO: I DATI DI FEDERBIO

“In Italia nel 2016 la superficie a vigneto biologico è aumentata del 23,8% a livello nazionale, ma con picchi superiori al 40% in sette Regioni“, spiega FederBio.

Il vino biologico prodotto in Italia è pari a 500 milioni di litri

I dati di FederBio sulle vendite di vino biologico rendono l’idea della tendenza di questo mercato: +54% in Veneto (nel 2018 rispetto al 2017).  

In Toscana l’incremento è stato del 70%. In Sicilia del 176%. In Emilia Romagna del 233%. In Piemonte si è arrivati a +415%. 

“La produzione di vino biologico italiano”, spiega FederBio, “è di circa 500 milioni di litri, destinati al canale delle enoteche, dei negozi specializzati in prodotti biologici, alla grande distribuzione (supermercati, ipermercati, libero servizio)”.

Nella grande distribuzione organizzata, dal 2016 al 2017 le vendite sono cresciute del 41%. Quelle della categoria vino nel suo complesso del 2%.

In tutto, nella grande distribuzione, sono stati venduti 22 milioni di bottiglie.

Vigneti_Mauro Magagna Ph.

La percentuale di vino biologico, dicono i dati di FederBio, è pari all’1,6% (nelle tradizionali bottiglie da tre quarti di litro).

Il prezzo medio per bottiglia di vino biologico venduto nella grande distribuzione è di 5,6 euro.

Sempre nella grande distribuzione, nel 2016 le vendite sono aumentate del 65% per gli spumanti biologici, dell’85% per i vini DOC e DOCG e del 118% per i vini a indicazione geografica.

 

Vigneti_Mauro Magagna Ph.
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Logo di FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica

Vi sono poi le vendite dirette nelle aziende agricole, nell’agriturismo e nella ristorazione di qualità.

“Nell’ultimo anno nei supermercati italiani le vendite di vini biologici piemontesi sono aumentate del 415%, quelle dei vini biologici dell’Emilia Romagna del 233%”, scrive FederBio. “A +176% i vini biologici siciliani, +107% quelli delle Marche, +70% i toscani, e così via, tutti con segno positivo”.

Il successo non è solo sul mercato interno, fa notare FederBio.

Cresce l’export, che costituisce ancora il mercato di sbocco più significativo per le cantine biologiche italiane.

I mercati più importanti del vino biologico – sottolinea FederBio – sono Germania, Stati Uniti, Svezia, Canada, Svizzera, con una sorprendente Cina come sesta destinazione, seguita da Regno Unito, Giappone.

Nel 2018 FederBio ha dato vita alla quarta edizione di Vintalybio, il salone nell’ambito di Vinitaly che ha raccolto 74 cantine biologiche di 15 Regioni.

VinitalyBio ha visto presentazioni aziendali e sedute di degustazione guidate.

Gli acquirenti selezionati, alla ricerca di vini biologici, hanno raggiunto Verona e VinitalyBio da Stati Uniti, Giappone, Cina. Svizzera, Spagna, Germania, Danimarca, Israele e dalla new entry India.

L’export di vino biologico italiano è strategico per i produttori bio. Dove si vende di più?

Fatto 100 il valore delle esportazioni di vino biologico italiano, la Germania rappresenta il 33% – dicono i dati di FederBio – gli Stati Uniti il 12%, Svezia Canada e Svizzera l’8%, la Cina il 7%, il Regno Unito di Gran Bretagna il 6, il Giappone il 2%.

Altri Paesi dell’Unione Europea raccolgono l’11% dell’export italiano di vino biologico. Gli altri Paesi extra-Ue il 4%.

 


VINO BIOLOGICO: QUANDO IL VINO È “BIO”

Il vino biologico è regolato da una normativa: il Regolamento Europeo 203/2012.

Come spiega il sito specializzato Vino-Bio, sono state stabilite alcune regole sulla produzione di prodotti vitivinicoli biologici.

Un produttore biologico – osserva il sito Vino-Bio – può utilizzare circa la metà del numero di coadiuvanti, che può utilizzare da regolamento un produttore convenzionale.

I limiti di anidride solforosa totale per i vini biologici rossi secchi sono fissati a un massimo di 100 mg/litro.

Per i bianchi secchi quel massimo di anidride solforosa è fissato a 150 mg/litro.

Secondo il sito web Vino-Bio, il vino “biologico”, è tale solo quando:

  • in vigneto: si producono uve biologiche, coltivate senza l’aiuto di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati;
  • in cantina: si esegue la vinificazione utilizzando solo i prodotti enologici e i processi autorizzati dal regolamento 203/2012 (elenco nell’allegato VIII bis).

Come fa notare Vino-Bio, l’azienda vitivinicola produttrice ha bisogno di una certificazione di conformità da parte di un ente certificatore.

Solo in questo modo un produttore di vino, una cantina, un’azienda vinicola possono commercializzare un “vino biologico” certificato.

 

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