L’Italia è il primo produttore di vino certificato biologico al mondo, circa 500 milioni di litri e l’1% del totale vitato. Nel 2016 le vendite sono ammontate a 275 milioni di euro, con un aumento del 34% rispetto al 2015.

Al Vinitaly, il salone internazionale dei vini e dei distillati, che si tiene a Verona dal 15 al 18 aprile, c’è una sezione particolare dedicata al vino biologico, E’ VinitalyBio, lo spazio dedicato al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero, giunto quest’anno alla quinta edizione.

E’ un’occasione interessante, il salone dedicato al vino biologico, per sostenere tutto il settore vitivinicolo. Mai come oggi è importante un’offerta che accontenti tutti i palati e le esigenze. E’ anche un’opportunità per avvicinare al piacere del vino – e al suo consumo consapevole e di qualità – chi di vino non ha mai sentito parlare; o che il vino non l’ha mai degustato come prodotto di qualità.

Realizzato in collaborazione con FederBio, Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, Vinitalybio ospita quest’anno 74 aziende, anche dalla Spagna. Ancora considerato di nicchia, il vino bio non è più una moda.

“Il vino biologico è piuttosto”, afferma Maria Grazia Mammuccini, produttrice biologica e vicepresidente di FederBio, il riconoscimento da parte del mercato dello stretto legame del vino con il territorio e la sua tutela ambientale, sociale ed economica. Il vino più di altri prodotti rappresenta questo in Italia e ancor più all’estero, proprio per la peculiarità del nostro
Paese di avere un vino per ogni territorio».

Alla luce di quanto afferma Maria Grazia Mammuccini, Verona con i suoi vini rappresenta ai massimi livelli le eccellenze italiane: pensiamo ai territori e ai vini della Valpolicella, del Lugana, del Soave, dello spumante Lessini Durello. Senza dimenticare il Bardolino, il Custoza e i vini di Arcole e della Terra dei Forti – Valdadige.

Per FederBio il trend è molto chiaro, a una crescita della domanda corrisponde un aumento della produzione.

L’Italia è il primo produttore di vino certificato biologico al mondo, circa 500 milioni di litri e l’1% del totale vitato del nostro paese. Nel 2016 le vendite sono ammontate a 275 milioni di euro, con un balzo del 34% rispetto all’anno precedente. Di questi, 192 milioni hanno rappresentato il valore del vino esportato, in rialzo del 40% sul 2015, mentre il progresso sul mercato interno è stato del 22%.

La tendenza di consumo andrà consolidandosi, Mammuccini ne è convinta: “Non è un caso che grandi territori vocati o importanti aziende vadano verso la produzione di vino biologico certificato”.

Per questi motivi le aspettative per Vinitaly 2018 sono positive, come positivo è il bilancio di questi quattro
anni di collaborazione con Veronafiere.

A sottolinearlo il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla: «ll percorso fatto con Vinitaly ha permesso di dare identità al vino biologico certificato, delimitandone gli ambiti e aggregando le aziende, sia dentro VinitalyBio che all’interno di Vinitaly».

Durante Vinitaly viene organizzato anche un convegno che è diventato un punto di riferimento del settore: “Vini Bio, questione di etichetta. Quali garanzie per un’informazione chiara e trasparente al consumatore”, in calendario lunedì 16 aprile, alle ore 15, nella Sala Puccini, al Centro Congressi Arena (primo piano).

Per dare spazio anche ai vini biologici di altri produttori presenti in fiera, è attiva l’Enoteca di Vinitalybio, che propone le etichette, sempre più numerose, di aziende che hanno fatto questa scelta produttiva.

Vinitalybio, lo spazio di Vinitaly realizzato in collaborazione con FederBio (Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica) è così diventato un appuntamento e una sezione di particolare interesse per gli operatori del settore e per gli winelover.

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