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VINO BIODINAMICO

Vigneti_Mauro Magagna Ph.
Vigneti_Mauro Magaga Ph.

I vini “bio” si possono dividere in più categorie. Oltre al vino biologico – che segue le norme dell’agricoltura biologica e ha una certificazione UE – vi è anche il vino biodinamico.

Cos’è il vino biodinamico? E’ un vino ottenuto da agricoltura biodinamica.

L’agricoltura biodinamica si caratterizza – come rileva il sito web Eataly – perché non fa ricorso alla chimica e riduce al minimo l’uso di macchinari.

L’agricoltura biodinamica si basa sul rispetto del corso naturale della natura – in particolare delle fasi lunari – e delle sue risorse. E fa ricorso all’utilizzo di preparati biodinamici (compost naturali) in determinate fasi dell’anno.

L’agricoltura biodinamica mira a coltivare piante sane in modo naturale, di alta qualità e in grado di difendersi dai parassiti in modo autonomo. Senza fare ricorso ad antiparassitari.

Il vino biodinamico non azzera i solfiti. Li limita ancor più del vino biologico: 70 mg/litro nei vini rossi, 90 mg/litro nei vini bianchi e 60 mg/litro nei vini frizzanti.

L’agricoltura biodinamica non è ancora regolamentata a livello legislativo. A promuovere e regolare, con le pratiche di produzione, il vino biodinamico vi è la Demeter Associazione Italia.

E’ un’associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici. Fra questi ci prende cura anche del vino biodinamico.

I vini biodinamici seguono quindi il metodo biodinamico, formulato negli anni venti del Novecenti dall’austriaco Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia.

I tre principi dell’agricoltura biodinamica sono:

  • Mantenere la fertilità della terra, liberando in essa materie nutritive;
  • Rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti;
  • Produrre alimenti di qualità più alta possibile.

 

VINO BIODINAMICO: SUCCESSO CRESCENTE DI VENDITE

L’agricoltura biodinamica – e con essa i vini biodinamici – sta crescendo in Italia e nel mondo.

Questo avviene grazie ai consumatori, che sono sempre più alla continua ricerca di alimenti salubri e di qualità. Alimenti che rispettino l’ambiente e non siano nocivi per la salute.

Vi è poi un maggior interesse da parte dei produttori. Questi ultimi sono sempre più coinvolti nelle dinamiche ambientali e attenti ad adottare pratiche produttive che rafforzino le proprie piante. E che lo facciano senza compromettere l’equilibrio ambientale e la biodiversità.

A dirlo è una ricerca condotta da Maddalena Bigolin, nella sua tesi di laurea magistrale (2016-2017) discussa all’Università degli Studi di Venezia sul rapporto fra vino biologico, vino biodinamico e consumatori.

L’Italia è la terza produttrice in Europa di prodotti agricoli biodinamici – e con essi il vino biodinamico – con 8439 ettari, 289 aziende agricole, 52 trasformatori e 41 distributori.

Prima dell’Italia, vi è la produzione agricola biodinamica della Francia al secondo posto. In prima posizione la Germania.

La posizione della Germania nell’agricoltura biodinamica conferma quello che è il trend dell’export di vino italiano, emerso a Vinitaly 2018.

Nei prossimi anni le esportazioni di vino italiano in terra tedesca saranno legate al compartio “bio” (biologico e biodinamico).

Vigneti_Mauro Magagna Ph.
Vigneti_Mauro Magaga Ph.

In Italia, nonostante il numero delle aziende agricole sia in calo, si è registrato un incremento di ettari coltivati a biodinamico per azienda.

La dimensione media aziendale italiana si aggira in un range che va dai 15 ai 20 ettari di superficie agricola utilizzata.

Il mercato dell’agricoltura biodinamica – e con esso della vinicoltura biodinamica – sta riscuotendo successo e sarà destinato a incrementare negli anni futuri.

 

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