L’Italia in prima fila al Vinitaly, il salone internazionale dei vini e dei distillati, che si tiene a Verona dal 15 al 18 aprile. Il vino italiano vale 13 miliardi di euro – pari al 10% del fatturato dell’intero settore agroalimentare secondo una stima Ismea – si mette in mostra e in degustazione, nella quattro giorni di eventi in programma alla Fiera di Verona.

Vinitaly – giunto alla 52^ edizione – si presenta al mondo del vino con 4.380 espositori (130 in più rispetto al 2017), 36 paesi esteri rappresentati nell’International Wine_Hall (erano 29 la scorsa edizione). Nel quartiere fieristico, in contemporanea a Vinitaly, si svolgono Sol&Agrifood, salone internazionale dell’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e delle tecnologie olivicole ed olearie.

Vinitaly, organizzato da Veronafiere, è una vetrina internazionale fondamentale per l’Italia, primo esportatore in volume nei mercati top del mondo: Usa, Germania, Regno Unito, Svizzera e Canada.

Le cantine italiane, secondo Ismea, sono inoltre prime in Germania, Russia e Svizzera anche nei flussi a valore, ma nella classifica generale l’Italia è medaglia d’argento col titolo di secondo esportatore di vino mondiale, alle spalle della Francia.

In ripresa, dopo anni di calo, la domanda interna, con gli italiani che hanno ripreso a consumare vino, superando quota 22 milioni di ettolitri del 2016.

A trascinare il mercato il fenomeno Prosecco e la moda degli aperitivi. Nel primo trimestre 2018, in linea col trend dello scorso anno, si torna, dopo dieci anni, a consumare bollicine nel settore horeca (hotel, ristoranti, bar, catering).

Nei ristoranti stellati, ma anche nelle pizzerie, vanno forte le bolle tricolori, sia frizzanti che spumanti. E’ un fenomeno molto interessante che tocca da vicino un eccellente spumante veronese, il Lessini Durello, sempre più apprezzato per le sue caratteristiche.

In forte crescita, anche nella grande distribuzione, i vini da uve di territorio e il biologico.

A crescere è anche il paesaggio vinicolo lungo la penisola: nel 2017 la superficie a vite, secondo i dati dell’inventario, è stata di 652mila ettari, l’1% in più rispetto all’anno precedente.


OPERAWINE, IN PASSERELLA I MIGLIORI VINI ITALIANI DEL MONDO

E’ dal 2012 la vetrina dei migliori vini italiani del mondo, sorta di “Oscar” assegnati ai produttori italiani dalla più prestigiosa rivista mondiale del settore.

A Verona, al Palazzo della Gran Guardia, alla vigilia dell’apertura di Vinitaly, è tornata OperaWine, settima edizione dell’esclusivo appuntamento su invito con i vini delle 107 cantine, 13 delle quali nuove, selezionate da Wine Spectator per il Grand Tasting di quest’anno.

La Toscana si conferma regione “regina” con 25 vini selezionati, sul podio anche Piemonte e Veneto, rispettivamente con 16 e 15 prodotti. Per i rossi ci sono 85 vini selezionati, 14 i bianchi, 5 spumanti e 3 passiti.

Primo mercato al consumo del mondo, gli Usa continuano ad essere trainanti per l’export italiano di vino, con stime di crescita del 22,5% in cinque anni, secondo le previsioni del focus Paese di Vinitaly/Nomisma Wine Monitor.

Da qui la sfida di rinnovare l’immagine dell’Italia enologica per conquistare i Millennial, offrendo ai buyer, agli operatori e ai giornalisti invitati ad OperaWine un nuovo punto di vista.

Per questa edizione l’evento si veste con la street art di Shepard Fairey. Proprio al famoso illustratore americano si rifà il concept grafico allestito al Palazzo della Gran Guardia.

OperaWine è l’unico evento di Wine Spectator in Italia. Bruce Sanderson e Alice Napjus della prestigiosa rivista americana hanno presentato “Le copertine iconiche di Wine Spectator: Italia 1978-2018”: in 40 anni, 45 edizioni della rivista dedicate al vino italiano.


SUCCESSO DEL VINO ROSATO: IL BARDOLINO CHIARETTO SUL PODIO INTERNAZIONALE

I dati diffusi dalla Nielsen dicono che negli Stati Uniti i vini rosati hanno segnato un +53% di vendite e che in valore assoluto hanno superato la vendita dei vini fermi.

I vini rosati sono dunque tornati alla ribalta in particolare sui mercati internazionali, come sottolinea la degustazione promossa da Confagricoltura dei calici rosè della Campania.

Anche la Puglia, l’Abruzzo, il Veneto, e i territori vulcanici hanno sempre prodotto rosati d’eccellenza, e ora girano pagina con cinque consorzi che si presentano ufficialmente insieme: Chiaretto di Bardolino, Valtenesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte rosato e Salice Salentino.

Insieme – negli appuntamenti promossi da deGusto Salento, l’associazione dei produttori di Negroamaro – per sviluppare un progetto italiano di promozione che ci vede tutti uniti per la valorizzazione del vino rosato autoctono italiano.

Alla vigilia dell’apertura di Vinitaly, i cinque presidenti dei consorzi si sono riuniti sabato 14 aprile a Villa Carrara Bottagisio di Bardolino, futura sede del Consorzio di tutela del Bardolino e del Chiaretto che nel progetto assumerà il ruolo di capofila.

I cinque consorzi dei vini rosati hanno siglato un Patto d’intenti nel quale si impegnano alla promozione unitaria delle loro produzioni.

L’auspicio dei cinque organismi di tutela è di allargare l’intesa agli altri territori nei quali si producono tradizionalmente vini rosati da uve autoctone per giungere presto alla costituzione di un Centro del Rosato Autoctono Italiano che possa essere sede di confronto, promozione e ricerca.

Il successo dei vini rosati, fra cui il vino veronese Bardolino Chiaretto, viene sancito dai dati sugli Stati Uniti proprio in occasione di Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati, dal 15 al 18 aprile 2018, nel quartiere fieristico di Veronafiere.

Al Vinitaly il meglio della produzione vinicola italiana si presenta in una vetrina internazionale che porta a Verona decine di migliaia di produttori, buyer nazionali e internazionali, cantine e produttori. Con un occhio di riguardo per i vini legati al territori e per i vini biologici e biodinamici.

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