Vinitaly ha chiuso ieri i battenti con un bilancio di 128 mila visitatori da 143 Paesi. E’ stato un salone internazionale del vino e dei distillati all’insegna della qualità del business.

Un Vinitaly con prospettive interessanti per il futuro del mercato vinicolo e dell’export di vini veronesi e italiani.

Per le oltre 4.380 aziende espositrici (130 in più dello scorso anno, sottolinea Veronafiere) a spingere il mercato per il vino italiano una sempre più ampia platea (+6%) di buyer internazionali.

I buyer internazionali, in questa 52^ edizione di Vinitaly, hanno raggiunto quota 32mila presenze.

”Vinitaly 2018 ha confermato la vocazione di rassegna dedicata al business e alla promozione del mondo vitivinicolo. Siamo sulla strada giusta”, ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, preannunciando le date per la prossima edizione che è in programma dal 7 al 10 aprile 2019.

Il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani è soddisfatto per la crescente presenza di professionisti all’edizione 2018, con buyer selezionati e accreditati da tutto il mondo. E rilancia, con una nuova iniziativa pensata per il mercato latinoamericano. Si tratta di Wine South America, in programma a settembre di quest’anno nello stato di Rio Grande do Sul, in Brasile.

L’edizione 2018 ha lasciato il segno anche come platea della politica nazionale in vista della formazione del governo. Dal mancato patto del vino tra Salvini e Di Maio alla visita delle più alte cariche dello Stato: il premier Paolo Gentiloni, in fiera anche in veste di ministro delle Politiche agricole, e la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

Entrambi hanno sottolineato lo straordinario sviluppo del settore enologico, una identità del fare impresa e solidarietà, nonché la crescente presenza femminile tra le imprenditrici del vino.

Una imprenditoria in rosa che ha il suo primo atlante, la guida DiWine di Repubblica che delinea le storie delle socie ‘Donne del Vino’.

Per il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “sono un esempio straordinario di imprenditorialità, che proprio nell’agricoltura si manifesta con tutta la sua forza propulsiva”.


FESTA A VERONA, SOAVE, VALEGGIO E BARDOLINO CON “VINITALY AND THE CITY”

Il vino a Verona e’ stato anche festa e cultura: a Vinitaly and the City quasi 60mila appassionati e winelover tra Verona e i tre borghi storici della provincia: Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave.

Un dato per tutti: a Valeggio sul Mincio il ristorante a gestione familiare ”Alla Borsa’‘ ha utilizzato 1200 uova in quattro giorni per i suoi gustosi tortelli, noti come “Il nodo d’amore”, messi in tavola per gli winelover giunti a Palazzo Guarienti e gli espositori habituè di Vinitaly, come i toscani della Carpineto.

Il fuori salone, ha detto Danese, ”è un progetto uscito dalla fase di start-up e diventato ormai un prodotto autonomo e glamour. Come tale sarà sviluppato a partire dalla prossima edizione”.

Il programma di attività nel centro storico scaligero dedicate agli enoappassionati, ”sta crescendo bene, e fa bene anche al Vinitaly di Veronafiere la vicinanza di una città patrimonio Unesco”, ha commentato con soddisfazione il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

Vinitaly, il salone internazionale del vino, e Vinitaly and the City (con la festa del vino nel centro di Verona, a Soave, Bardolino e Valeggio) hanno così dimostrato come la qualità sia premiante. Questo vale sul mercato interno e internazionale del vino. E vale anche fra gli winelover che hanno affollato Verona, in Fiera e fra le strade del centro storico.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Vedi
Nascondi