Vini autoctoni regionali e supermercati, il mercato del vino di qualità conviene a entrambi. A dircelo è uno degli incontri che si sono tenuti a Vinitaly, il salone internazionale del vino, al quartiere fieristico di Verona.

Nel corso del 2017, infatti, nella grande distribuzione organizzata italiana sono stati venduti vini per 648 milioni di litri, per un valore vicino ai due miliardi di euro.

Aumentano le vendite di vino di qualità sugli scaffali di supermercati e ipermercati. E questo accade grazie ai vini autoctoni regionali e ancora grazie alla spinta degli spumanti.

A dirlo è una nota di Veronafiere, a seguito di una tavola rotonda – al salone internazionale del vino e dei distillati – su “Vino e grande distribuzione organizzata”. 


I VINI DOC E DOCG AL SUPERMERCATO

I migliori risultati di vendita, nella grande distribuzione, si sono registrati per i vini Doc e Docg che hanno registrato una crescita del 2% in volume, del 4% in valore e del 2% nel prezzo medio. Prezzo che per i vini a denominazione tocca i 4,54 euro al litro.

E’ quella della grande distribuzione un’opportunità interessante, anche se non va dimenticato il ruolo importante che hanno le enoteche nel proporre i migliori vini delle cantine di qualità. E nei consigli che sanno dare esperti sommelier che sanno gestire al meglio quelle enoteche.


I GUSTI DEI CONSUMATORI NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE

Per quanto riguarda i vini bianchi, nelle vendite della grande distribuzione si conferma in generale la ricerca dei consumatori di vini a moderata gradazione alcolica, aromatici, fruttati, facili e piacevoli.

Le migliori performance sono state registrate da Vermentino, Traminer, Müller Thurgau, Falanghina, Sauvignon, Pecorino, Grillo, che in particolare aumenta del 22,8% in quantità e del 21,2% in valore, fino ad arrivare all’Ortrugo dei Colli Piacentini.

Continua il trend positivo del Prosecco a cui si sta affiancando una crescita interessante degli “altri spumanti”; da segnalare inoltre una performance positiva dei metodi classici (oltre 5%).

Questi dati sulle bollicine sono importanti per uno spumante di qualità, e molto gradito anche sui tavoli dei ristoranti, qual è lo spumante Lessini Durello.

Fra i vini rossi interessante la crescita del Chianti, sia Docg che Classico, del Valpolicella Ripasso (insieme all’Amarone) e del Primitivo, le cui vendite sono aumentate del 20,5% in volume e del 23,5% nel giro d’affari.

La passione degli winelover il Valpolicella Ripasso e l’Amarone viene così confermata anche a livello di grande distribuzione, oltre che nei ristoranti, nelle trattorie e nelle enoteche.


IL RUOLO DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE NEL SETTORE VINICOLO

E’ indubbio il ruolo giocato dalla grande distribuzione nell’evoluzione del settore vitivinicolo, una crescita non solo numerica, ma anche di qualità. É aumentata la sensibilità per prodotti di prestigio con prezzi anche elevati, con marche note, profondamente legate al territorio.

Questo in risposta al cambiamento delle esigenze del nuovo consumatore. E senza nulla togliere a quelle boutique del buon bere che sono le enoteche.

I dati della grande distribuzione ci dicono che siamo di fronte a un consumatore che ha una consapevolezza maggiore.

Chi compra vino di qualità è esigente e sente la necessità di essere informato sulle caratteristiche dei vini che acquista. Ricerca anche ed in maniera crescente prodotti di qualità medio alta e per questo è disposto a spendere di più.

I vini autoctoni regionali e la grande distribuzione sono insomma un connubio molto interessante per una cultura del bere vino italiano di qualità.

Non va tuttavia dimenticato il ruolo culturale che hanno le enoteche, soprattutto quelle che propongono vini di qualità delle piccole cantine. E quanto contribuiscano alla cultura del degustare con saggezza i vini migliori gli stessi ristoranti e le trattorie.

Maurizio Corte
www.corte.media

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