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VICENZA COSA VEDERE: LA CITTA’ DI PALLADIO

Cosa vedere a Vicenza? Visitare Vicenza è innanzi tutto contemplare un piccolo gioiello di architettura.

La città di Vicenza è situata situata nel cuore del Veneto, in posizione centrale tra Verona e Padova

È terra di colline, crocevia di fiumi come il Bacchiglione, il Retrone e l’Astichello che nel passato hanno avuto una significativa influenza nella storia, nella difesa e nello sviluppo della città.

Dal XV al XVIII secolo è parte della Repubblica Serenissima Veneta.

In Piazza dei Signori troneggia, su un’alta colonna, il Leone di San  Marco, simbolo del fiorente periodo di annessione alla Repubblica di Venezia.

Vicenza cosa vedere: la città di Andrea Palladio

Vicenza è la patria artistica di Andrea Palladio, celebre architetto padovano vissuto nel XVI secolo a Vicenza.  

Il corso principale che attraversa il centro storico e che ripercorre l’antica Via Postumia che collegava Genova con Aquileia è intitolato ad Andrea Palladio. 

A lui si devono i preziosi monumenti come la Basilica Palladiana, il Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati e la celebre Villa Valmarana detta “La Rotonda”.

Grazie ai numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, Vicenza – denominata anche “Città del Palladio” – è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Lo stile “palladianesimo” è diffuso in tutto il mondo: dalla Casa Bianca di Washington, alla britannica Queen’s House fino ai palazzi di San Pietroburgo e Puskin.

Appena fuori dal centro storico, sulla collina berica, dal XV secolo il Santuario di Monte Berico, luogo di culto e di arte custodito dai Frati Servi di Maria, domina la città. 


Cosa vedere a Vicenza?
Architettura, Arte e Natura.

Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico è l’ultimo capolavoro di Andrea Palladio e l’opera più geniale.

Destinato alle rappresentazioni teatrali dell’Accademia Olimpica, della quale Palladio era membro fondatore, è ispirato alle più belle tradizioni dell’arte greco-romana.

La sala è un anfiteatro, con alte gradinate per il pubblico.

La scena è fissa, in legno adorna di stucchi e sculture, e rappresenta un ricco palazzo, stile classico a tre arcate, con una prospettiva perfetta ed armoniosa.

Novantacinque statue, raffiguranti personaggi mitologici e fondatori dell’Accademia Olimpica, adornano la fronte del prestigioso teatro, oggi adibito a rappresentazioni musicali ed eventi culturali.

Basilica palladiana

La Basilica è il simbolo della città di Vicenza e monumento nazionale.

È posizionata sul lato sud della piazza dei Signori, signorile salotto nel cuore della città.

A prima vista la splendida costruzione palladiana sembra un unico complesso, invece essa è frutto di due costruzioni separate.

Il palazzo venne costruito a metà del XV secolo unificando i più antichi “Palatium Vetus” e “Palatium Communis”.

Fu Andrea Palladio a riprogettare il Palazzo della Ragione, arricchendo l’antica costruzione con una copertura a carena di nave rovesciata e il doppio ordine di logge.

Goethe scrisse: «non è possibile descrivere l’impressione che fa la Basilica di Palladio».

Al primo piano c’è la sala del Consiglio, 52 metri di lunghezza e 25 di larghezza.

Da fine aprile a fine ottobre viene aperta la splendida terrazza che restituisce ai visitatori un panorama stupendo della città.

La Basilica è sede di mostre ed eventi di alto livello.

Villa Capra detta la Rotonda

Posizionata su una piccola collina, lungo la Riviera Berica, Villa Valmarana detta “La Rotonda” venne commissionata da un canonico Paolo Almerico intorno al 1566.

Alla morte del committente, nel 1591, venne rilevata dai componenti della famiglia Capra.

Ispirata al Pantheon di Roma, è la più famosa villa del Palladio, fonte di ispirazione di numerosi edifici in tutto il mondo.

Venne progettata per essere in perfetta armonia con il paesaggio circostante. L’interno dell’edificio venne decorato con affreschi e statue di artisti vari. Fu completata da Vincenzo Scamozzi.

La Villa dal 2012 è di proprietà della famiglia Valmarana. È aperta al pubblico, nel periodo primaverile il giardino circostante è uno spettacolo di colori e bellezza.

Villa Valmarana detta ai Nani

Posizionata sul colle della Bastiana, affacciata da una parte alla Riviera Berica, dall’altra alla Valletta del Silenzio.

È stata descritta nei romanzi di Antonio Fogazzaro.

Sul muro di cinta della splendida villa sono posizionate sculture di “nani”, da questo il soprannome “ai nani”.

Secondo la leggenda, rappresenterebbero i custodi di un’infelice fanciulla vissuta nella villa con la famiglia.

La notorietà di Villa Valmarana, proprietà dei conti Valmarana, è dovuta agli affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo.

Santuario di Monte Berico

Le origini del Santuario di Monte Berico sono legate alle due apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini, una donna che portava cibo al marito che lavorava sul colle: la prima del 7 marzo del 1426, la seconda del 1 agosto 1428.

La Madonna prometteva la fine della peste e chiedeva che in quel luogo le fosse dedicata una Chiesa.

Nel 1428 sorse così la prima chiesetta tardogotica e un piccolo cenobio per ospitare una comunità religiosa che si dedicava all’accoglienza dei pellegrini.

La chiesa fu governata per un breve periodo dai frati di Santa Brigida, solo nel 1435 il complesso fu affidato ai Servi di Maria, tuttora custodi del santuario.

Negli anni il santuario subì una serie di modifiche: dal 1493 al 1498 fu ampliato il convento; nel 1475 venne ampliata la chiesa ad opera di Lorenzo da Bologna su disegno di Palladio, nel 1703 fu realizzata la chiesa barocca ad opera di Carlo Borella; tra il 1825 e il 1852 venne realizzato il nuovo campanile su progetto di Antonio Piovene; nel 1860-61 venne rifatta la facciata della prima chiesa ad opera di Giovanni Miglioranza.

La prima chiesa si sviluppa in cinque campate ricoperte da volte a crociera, sostenute da colonne rivestite in marmorina nel XIX secolo.

L’immagine della Madonna, nella lunetta della porta d’ingresso, è stata realizzata da Pietro Pala.

La chiesa del Borella ha pianta a croce inscritta entro un quadrato ai cui vertici si aprono quattro vani minori coperti a calotta. Nei tre lati esterni, il quarto è sul fianco della prima chiesa, si ripete la stessa facciata.

La Basilica

La Basilica conserva preziose opere d’arte. Sopra l’arco che divide le due chiese si può ammirare il dipinto di Giulio Carpioni, dono del collegio dei mercanti di Vicenza al Santuario. Il dipinto raffigura la città di Vicenza ai piedi della Vergine.

Nella chiesetta gotica, a destra, sopra l’altare della Pietà, vi è il dipinto di Bartolomeo Montagna “La Pietà”; opera del 1505 commissionata dai Servi di Maria.

Nella sala che un tempo destinata a refettorio, è esposta “La Cena” di Paolo Veronese del 1572: una delle più importanti realizzazioni di questo artista.

Sculture e tele

Nella stessa sala, a destra e a sinistra della porta d’ingresso si trovano le tele di Alessandro Maganza: la “Vergine tra i quattro evangelisti” del 1580 (in origine era posta sopra l’altare del coro) e il “Battesimo di Cristo” del 1591 (in origine per l’altare della Madonna degli Angeli).

Le statue e i bassorilievi esterni ed interni sono opera di Orazio Marinali e della sua scuola e si datano tra tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.

I tre bassorilievi, collocati sopra le porte di entrata al Santuario, sintetizzano la storia da cui ha origine il complesso.

Nella porta di oriente vi è la Vergine che appare a Vincenza Pasini, nell’accesso da nord Vincenza si rivolge alle autorità cittadine; nella terza entrata, da occidente, viene ricordata la posa della prima pietra della chiesa.

Di particolare valore religioso è la “Statua della Madonna”, una scultura in pietra dei Berici colorata, posta sopra l’altare maggiore.

La scultura fu eseguita nel 1428-30 da Nicolò da Venezia. La statua è definita iconograficamente quale Madre della Misericordia o Madonna del manto. Essa rappresenta infatti Maria come madre di tutti i figli di Dio che trovano protezione sotto il suo mantello.

Testi e fotografie a cura di Sonia Gastaldi