La serie televisiva “La verità sul caso Harry Quebert” non delude le aspettative di chi ha letto e amato il romanzo di Joël Dicker.

Quello che manca, nelle dieci puntate sul caso dello scrittore americano Harry Quebert, protagonista del caso, è il vino.

Vediamo scene in cui si beve whisky per consolarsi e stemperare le tensioni. Altre in cui bevande gassate poco identificabili occupano le ambientazioni della tavola calda di Somerset, un’inventata cittadina del New Hampshire (Stati Uniti).

Il libro di Joel Dicker – a cui la serie televisiva è ispirata – è stato il caso editoriale del 2012. Il romando giallo ha venduto oltre 3 milioni di copie in tutto il mondo.

“La verità sul caso Harry Quebert” è stato tradotto in 33 lingue. E adesso è una serie televisiva.

Le prime due puntate sono andate in onda su Sky Atlantic il 20 di marzo 2019. In tutto sono dieci episodi, già tutti disponibili on demand.

Li si può vedere sia sul canale di Sky che via internet su Now Tv.

 

La verità sul caso harry quebert - verona wine love - Nola e Harry

Una scena del film tratto dal romanzo “La verità sul caso Harry Quebert”. I personaggi di Nola Kellergan, la ragazza scomparsa e trovata morta, e lo scrittore Harry Quebert in una scena della serie televisiva

 

La verità sul caso Harry Quebert: la storia

Siamo negli Stati Uniti, nello Stato del New Hampshire.

E’ l’estate del 1975. La cittadina dove tutto accade è Somerset, che nella versione originale (in francese) e in quella italiana è chiamata Aurora.

Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.

Dal passato al presente. Siamo nella primavera del 2008, a New York.

Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore.

Qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico, scrittore e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan.

Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore Harry Quebert, a Goose Cove, poco fuori Somerset, sulla riva del mare.

Certo che l’amico e mentore Harry Quebert sia innocente, Marcus Goldman si precipita a Somerset.

Comincia così la indagine. Marcus, a 33 anni dalla sparizione di Nola Kellergan, deve rispondere a una domanda: chi ha rapito e ucciso la ragazzina nell’estate del 1975?

L’inchiesta del giovane scrittore Goldman non è comunque fine a sé stessa.

Stritolato dalle regole del marketing e dagli interessi del suo agente letterario, interpretato dall’attore Ron Perlman, lo scrittore in crisi di creatività deve anche scrivere un libro sul caso.

Croce e delizia, quel libro sarà per lui una fonte di guai e di soldi. Come in tutte le trame in cui il thriller si incrocia con la vita di uno scrittore.

 

La verità sul caso harry quebert - verona wine love - Nola

Nola Kellergan, la ragazza 15enne della serie Tv “La verità sul caso Harry Quebert”, interpretata dall’attrice norvegese Kristine Froseth

 

Le recensioni sulla serie Tv dedicata al caso di Harry Quebert

Secondo il magazine “Wired”, “con oltre tre milioni di copie vendute in tutto il mondo, premi prestigiosi e traduzioni in più di 30 paesi, La verità sul caso Harry Quebert del ginevrino Joël Dicker è stato nel suo anno di uscita, il 2012, uno dei più eclatanti casi letterari degli ultimi tempi. E ancora oggi è un bestseller insuperabile”.

E’ un caso di successo editoriale, fa notare il magazine Wired, “nonostante le 800 pagine e alcuni difetti madornali che in molti riconoscono al di là del successo dell’opera”.

Tutto merito è di una trama intricata. Una trama fatta apposta per incollare il lettore alla pagina, sottolinea Wired.

“La stessa trama che è riportata (difetti compresi) nella miniserie in dieci episodi dal 20 marzo su Sky Atlantic”, avverte Wired.

Patrick Dempsey, che ha interpretato il dottor Stranamore di Grey’s Anatomy, interpreta in modo convincente Harry Quebert, professore di letteratura e soprattutto scrittore molto apprezzato.

Dopo aver ricevuto la visita di Marcus Goldman (interpretato dall’attore Ben Schnetzer), un suo allievo divenuto anche lui autore di successo, la sua vita viene però sconvolta.

E’ il corpo di Nola (interpretata da Kristine Froseth) e una copia del manoscritto del romanzo che l’ha reso famoso – trovato accanto ai resti della ragazza – a inchiodarlo senza dubbi apparenti.

“La miniserie è girata con stile calligrafico da Jean-Jacques Arnaud, il regista di titoli acclamati come Il nome della rosa e Sette anni in Tibet, che qui ritrova un certo gusto per la suggestione ambientale (l’oceano, le spiagge e le foreste del Maine, anche se le riprese sono avvenute in Canada) degno degli spot dei suoi esordi”, scrive il magazine Wired.

“La tranquilla cittadina di Somerset, ovviamente, nasconde dietro la patina di diner casalinghi e feste di beneficenza doppie vite, segreti sommersi, diffidenze mai sopite”, sottolinea Wired.

“Ciò contribuisce a rendere ancora più ambigua la storia fra Harry e Nola, che già nel nome trova un furbo richiamo alla Lolita di Nabokov“, fa notare il magazine Wired. “Il loro amore è assolutamente inappropriato (e lo scrittore cerca di sfuggirvi, almeno all’inizio) ma la sua resa sullo schermo è comunque ricca di sfumature e chiaroscuri. Sfumature e chiaroscuri che fondono una corruttibile, umanissima moralità e un gusto cliché per gli artisti belli e dannati e le loro muse, un po’ vittime e un po’ tentatrici”.

Come rileva Wired, il giovane scrittore Marcus mostra un carattere insopportabile e tronfio. Fino ad imparare umiltà e dedizione proprio grazie a questo compito ingrato.

“Scioglierà pezzo dopo pezzo”, rileva Wired, “un intrigo in cui non mancano magnati senza scrupoli, madri ambiziose o violente, padri inetti, poliziotti decisamente poco integerrimi“.

“La costruzione degli episodi – soprattutto dopo i primi due che sono piuttosto un’introduzione anche al meccanismo stesso del racconto – procede per colpi di scena degni, appunto, della più avvincente delle storie page turner”, osserva Wired.

“Il finale, soddisfacente anche se forse non straordinario, passa comunque in secondo piano”, fa notare Wired, “rispetto a una narrazione che procede confutando le ipotesi o i convincimenti che lo spettatore (ma anche il lettore, prima), si costruisce man mano”.

Secondo Wired “La verità sul caso Harry Quebert” ha i suoi difetti, a partire da una specie di ossessione per l’ovvio più che per il didascalico.

Si parla di una ragazza scomparsa? Subito l’inquadratura del classico volantino Missing portato via dal vento.

Viene arrestato un poliziotto? Qualcuno dice “ora mi sembra di non conoscerlo più”.

“Anche l’andirivieni temporale del racconto, fra il 1975 in cui avviene la scomparsa e il 2008 in cui si svolgono le indagini”, sottolinea Wired, “ogni tanto sa di artificioso, soprattutto a causa di un trucco che invecchia i personaggi in modo per nulla convincente”.

Superati i vari cliché autoriali – ammette però il magazine Wired – “s’intravede un cuore sincero che vuole parlare dei rapporti di arte e vita. Ma soprattutto di come certi desideri viscerali, nella scrittura come nell’amore, debbano sempre venire a patti con vincoli imprescindibili, come la morale e ancor più la verità“.

 

la verità sul caso Harry Quebert - serie televisiva -

La versione in francese della serie televisiva “La verità sul caso Harry Quebert”

 

La verità sul caso Harry Quebert è composta da dieci episodi e le singole puntate hanno una durata dai 41 ai 49 minuti.

In questa miniserie si assiste a un cambiamento di Patrick Dempsey che, per interpretare al meglio Harry Quebert, subisce una grande trasformazione fisica.

Secondo il magazine “Serial Crush”, a un primo impatto non convince “la scelta di Schnetzer come Marcus”.

L’attore rende il suo personaggio di scrittore in crisi di creatività molto più giovane e ancora più pieno di sé di quanto è nel libro, osserva “Serial Crush”.

In compenso, rileva il magazine online, con il procedere delle puntate Ben Schetzer diventa via via più convincente.

Nel cast anche Damon Wayans Jr (New Girl, Happy Endings) nei panni dell’agente Perry Gahalowood.

Vi sono poi Virginia Madsen (Designated Survivor, Sideways – In viaggio con Jack) che interpreta Tamara Quinn, proprietaria del locale nel quale lavorava Nola e Joshua Close (Person of Interest) nel ruolo di Luther Caleb.

Colm Feore (ThorHouse of CardsChangeling – Una Storia vera) veste i panni del magnate Elijah Stern, fra gli uomini più facoltosi del Maine.

Mentre Matt Frewer (L’alba dei morti viventi50/50Watchmen), che nella serie interpreta il Reverendo Kellergan, è l’ambiguo padre della quindicenne Nola.

La serie Tv sul caso di Harry Quebert, rileva “Serial Crush” risulta alla fine “ben fatta e fedele alla storia originale. E’ misteriosa al punto giusto da lasciare quel desiderio di scoprire cosa accadde in quell’estate del ’75 tra Harry e Nola, e come questo si ripercuote sugli eventi del presente”.

 

una scena dalla serie tv "La verità sul caso Harry Quebert"

Una scena dalla serie televisiva. I personaggi di Nola Kellergan e dello scrittore Harry Quebert nella veranda affacciata sul mare del New Hampshire

 

L’ambientazione e le scene della serie Tv sul caso di Harry Quebert

La serie televisiva “La verità sul caso Harry Quebert” rende onore al libro. Operazione, questa, che non sempre riesce.

Il personaggio di Harry Quebert è forse addirittura più riuscito sullo schermo di quanto abbia fatto nel romanzo lo scrittore Joël Dicker.

Dicker è molto bravo a disegnare trame intricate e avvincenti. A suscitare colpi di scena che inchiodano il lettore alla poltrona.

Ma la letteratura non è il suo mestiere. I personaggi non hanno profondità. Solo la sua maestria – lo si rileva anche nell’ultimo romanzo giallo, “La scomparsa di Stephanie Mailer” – riesce a supplire alle carenze dei soggetti che si muovono sulla scena.

La trasposizione filmica del caso di Harry Quebert attenua un poco quella carenza di profondità dei personaggi.

Il regista Jean-Jacques Annaud riesce a dare più spessore ai soggetti che si muovono nella narrazione.

In compenso, la serie televisiva tratta dal libro di Dicker non cerca di rendere le atmosfere e le situazioni caratteristiche degli Anni Settanta.

Neppure il presente – un 2008 di cui ci accorgiamo soprattutto per la mancanza di smartphone – ha una sua caratterizzazione.

Ne sono piccoli, ma significativi, dettagli le bevande.

A parte qualche bicchiere di whisky e una bevanda gassata qui e là, non vi sono bicchieri di vino o bottiglie di Coca-Cola a dare un tocco di quotidianità alle scene di vita spicciola.

Il vino, soprattutto, è il grande assente.

E’ scelta legata alla mancanza di sponsor interessati a promuovere il vino fra i tantissimi giovani lettori del romanzo che corrono a guardare la serie Tv? Oppure è la rinuncia a riferimenti così espliciti della vita quotidiana degli americani di oggi?

La mancanza di “bevande caratterizzanti” è un particolare che toglie spessore di “vita vissuta” a una serie televisiva comunque avvincente.

La trasposizione in Tv del romanzo “La verità sul caso Harry Quebert” ha ottenuto, in Italia, un gradimento del 97%. Negli Stati Uniti, lo scorso settembre, il gradimento è stato del 72% secondo “Rotten Tomatoes”.

E’ una serie televisiva che prende, convince e inquieta nel momento in cui si ripensa a quella ragazza di 15 anni.

Un caso di finzione che riverbera, in alcuni passaggi misteriosi e inspiegabili, un caso tutto italiano come quello del “biondino della spider rossa” (anno 1971).

La serie Tv “La verità sul caso Harry Quebert” avvince comunque. Con o senza il vino nelle scene di vita quotidiana.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

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