Con l’accoglimento del dossier da parte del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali è sempre più vicina la nomina a Paesaggi Rurali Storici delle colline terrazzate della Valpolicella classica.

L’iniziativa è stata promossa in sinergia dall’azienda veronese Cantina Valpolicella Negrar, dall’Università degli Studi di Verona (Dipartimento di Economia Aziendale), ed i Comuni di Negrar di Valpolicella, Marano di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella e il GAL Baldo Lessina. 

 

Il Registro “Paesaggi Rurali Storici” del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Ad oggi il Registro “Paesaggi Rurali Storici” conta 24 paesaggi iscritti e altri 17 in lista d’attesa, tra cui la Valpolicella classica.

Enoturismo

Le colline della Valpolicella sono candidate ad essere insignite nel Registro di “Paesaggi Rurali Storici” del Mipaaf. Il risultato potrebbe arrivare già il prossimo anno (Foto di Mauro Magagna)

All’interno della lista del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la città veronese vanta già un posto di prestigio grazie alle colline del Soave.

Soave è entrato in questa categoria grazie al suo paesaggio storico caratterizzato dalla viticoltura, che affonda le sue radici al periodo romano.

Soave è inoltre una zona ricca di valori estetici e panoramici degni dunque di questa lunga lista di eccellenze del Made in Italy.

Questo importante registro è attivo grazie al Decreto n. 17070/2012, quando il Ministero istituì l’Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali.

Il compito principale è censire determinati paesaggi, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali ritenute di particolare valore, ma anche promuovere attività di ricerca per approfondirne i valori connessi all’ambiente rurale.

Gli intenti sono legati alla salvaguardia, alla gestione e pianificazione dei territori agricoli, affinché si vadano a preservarne anche le diversità bio-culturali.

La Valpolicella merita certamente un posto nella lista, perché il suo territorio è unico.

Dopo alcuni sopralluoghi l’inserimento nel Registro nazionale di “paesaggi rurali storici, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” del Ministero delle Politiche Agricole, potrebbe arrivare già con il 2021. 

Di certo le colline della Valpolicella Classica non passano inosservate e hanno tutte le carte in regola per soddisfare i criteri di candidatura, uno su tutti quello legato alla storicità delle vallate.

 

La “storicità” è uno del criteri per l’iscrizione del Registro di “Paesaggi Rurali Storici”

Il territorio della Valpolicella, da sempre fertile grazie alla presenza di corsi d’acqua, è stato e continua ad essere favorevole all’agricoltura.

Il ritrovamento di reperti storici conferma la presenza dell’uomo già dall’epoca del Paleolitico. Si evidenzia così un importante excursus storico da non tralasciare.

Un’altra caratteristica del territorio che rende le colline della Valpolicella uniche, rispetto ad altre zone del veronese, sono sicuramente la presenza delle marogne, i muretti a secco.

Valpolicella, marogne

Le marogne della Valpolicella, sono un segno indelebile della storicità indiscussa delle sue vallate

Le marogne della Valpolicella

Si tratta di muri a secco, che ridisegnano a gradini i pendii del territorio della Valpolicella. Il termine “marogna” indica in italiano un informe mucchio di sassi.

Ecco perché nella zona ci si sta adoperando da tempo per garantire anche una sostenibilità ambientale e il rispetto totale della conformazione esistente del paesaggio con la manutenzione costante degli elementi che lo disegnano.

Le marogne sono il frutto di una tecnica architettonica affinata nei secoli, stesso modus operandi utilizzato anche per la costruzione dei forti austriaci.

Oltre al compito di rendere il terreno più sicuro, esse sono portatrici di biodiversità secondo il punto di vista ecologico.

Infatti, grazie a questi muretti a secco, le piante trovano un un terreno non umido evitando anche che le radici marciscano.

Inoltre, grazie al fenomeno dell’insolazione, nella stagione invernale le marogne diventano veri e propri collettori solari per vigneti e uliveti. Senza tralasciare che un terrazzamento costruito a secco in zona collinare è anche una sorta di “condominio” di diversi insetti, che trovando nel muro il loro habitat, ne mantenengono così l’equilibrio ecologico.

Se i paesaggi agricoli hanno avuto per molto tempo un ruolo marginale, oggi c’è “un’inversione di marcia”, che vede produttori e consumatori sempre più attenti alle politiche ambientali.

Ottenere il riconoscimento nel Registro “Paesaggi Rurali Storici” è indispensabile per la Valpolicella Classica

Questo riconoscimento è importante perché punta a preservare l’identità della Valpolicella Classica, che non può essere considerata solo un territorio del vino.

Essere nella lista del “Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” vuol dire anche generare valore alla sua storicità e a quella del paesaggio circostante, ma soprattutto mettere in luce il lavoro di produttori e agricoltori che da generazioni danno il loro contributo a questo patrimonio storico-culturale.

La Valpolicella è uno dei territori più importanti d’Italia per il vino prodotto.

Portare avanti la candidatura delle Colline Terrazzate della Valpolicella Classica significa anche aggiungere valore e prestigio alla zona, perché utilità e bellezza sono oggi fondamentali per misurarsi nella competitività globale.

Del resto non si sta parlando di qualche appezzamento di terra, ma di una superficie occupata da un paesaggio storico di un’area compresa di 6.395,49 ettari, che ricopre la zona collinare della Valpolicella, per circa il 50% del totale.

Il territorio, come lo confermano i dati, conserva evidenti testimonianze della propria origine e storia, con un ruolo importante anche nella società e nell’economia della zona.

Un altro esempio dell’importanza di fare rete tra pubblico e privato è certamente questa iniziativa, fortemente voluta e partita grazie a Renzo Bighignoli, presidente della Cantina Valpolicella Negrar, coordinato dall’architetto Chiara Zanoni.

Sono state anche coinvolte le amministrazioni di Negrar, Marano, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella e il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Verona e il GAL Baldo Lessinia.

uva

La candidatura è stata inviata, attendiamo il responso (Foto di Nicole Rossignoli)

La domanda di candidatura delle Colline Terrazzate della Valpolicella Classica dunque è stata accolta dal Ministero, ora non resta che attendere il responso.

Ci auguriamo tutti che sia positivo.

 

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Articolo a cura di Nicole Rossignoli
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour 

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Foto di copertina di Mauro Magagna

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