L’abbinamento tra agricoltura e turismo è strategico per dare ai giovani una speranza in questo settore. Ed è un volano per il turismo di qualità dei tanti borghi e piccoli comuni che caratterizzano l’Italia.

Il riconoscimento del valore del turismo abbinato al mondo agricolo e agroalimentare è stato del resto sottolineato la scorsa settimana anche dal ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, durante l’audizione con le commissioni di Camera e Senato.

“Presentare al mondo il patrimonio nazionale attraverso l’abbinamento di agricoltura e turismo è strategico per dare ai giovani una speranza in questo settore”, ha affermato. “Serve quindi puntare sulla multifunzionalità, su più elementi di diversificazione delle fonti integrative di reddito delle aziende agricole. Per potenziare questo aspetto abbiamo voluto con forza legare le competenze del Ministero delle politiche agricole a quelle del Turismo”.


PRESTO I DISTRETTI DEL CIBO

“Siamo già al lavoro”, ha detto il ministro Centinaio, “anche per lo sviluppo degli strumenti di progettazione territoriale, come i distretti del cibo. Un decreto li renderà operativi e creerà anche il primo Registro nazionale dei distretti del cibo riconosciuti dalle Regioni. Puntiamo a dare sostegno a chi aggrega e costruisce progetti di investimento che vedano uniti Istituzioni locali e soggetti privati nel rilancio delle nostre aree agricole. Rafforzare le politiche di filiera e l’integrazione tra agricoltura e trasformazione”.

Quella di unire i due settori, ha aggiunto Centinaio, è “una strada vincente. La bellezza dei nostri paesaggi rurali, unita alla qualità del nostro cibo e del nostro vino – oggetto anche di numerosi riconoscimenti Unesco – rappresentano una fortissima attrattiva per i cittadini di tutto il mondo”.

Ecco che la strada dell’enoturismo, con la valorizzazione delle bellezze artistiche e naturalistiche insieme al vino, va percorsa per valorizzare sia l’agricoltura che l’industria turistica italiana.

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