L’Intervista / Carlo Bennati (Qualità Club Selection): “Vino, ecco le nuove tendenze del mercato”

L’Intervista / Carlo Bennati (Qualità Club Selection): “Vino, ecco le nuove tendenze del mercato”

Qualità e confronto continuo con il mercato. Sono queste le armi vincenti nel mondo del vino. A dircelo è Carlo Bennati, amministratore delegato di Qualità Club Selection Srl di Illasi (Verona), che la redazione di Verona Wine Love ha incontrato al Vinitaly 2018.

Carlo Bennati, che è anche un maestro di musica, spiega le nuove tendenze del mercato, alla luce della sua esperienza nel campo dei vini e della loro distribuzione.

La vendita dei prestigiosi brand, presenti nel catalogo di Qualità Club Selection, richiede una predisposizione al confronto continuo con il mercato di riferimento, sottolinea Bennati. E una passione nel saper cogliere quelle differenze sinonimo di qualità.

Carlo Bennati, quali sono le attività di riferimento di Qualità Club Selection?
Qualità Club Selection è una società di distribuzione attiva dal 1982. Il nome “Qualità Club” era stato scelto per evidenziare l’aspetto predominante della nostra selezione di vini e prodotti culinari, cioè la qualità.
Teniamo fede a questa idea in quanto la selezione dei produttori, che entrano a far parte del Club, è molto rigida.
Per questo abbiamo un testing continuo e settimanale dei prodotti di tutti i nostri competitor.

Al Vinitaly siamo presenti da 25 anni come espositori e poniamo sempre una grande fiducia in questo salone internazionale dei vini e dei distillati.

Quest’anno abbiamo allargato l’area espositiva perché sono entrate nuove aziende nel nostro catalogo e abbiamo allargato i prodotti di importazione. Sei sono le maison di Champagne che ci stanno regalando molte soddisfazioni. Poi ci sono i Riesling della Mosella e i vini dell’Alsazia.
Crediamo che questi marchi possano avere un trend positivo nei prossimi anni.  Soprattutto il Riesling è visto da più parti come il vino bianco che avrà il successo maggiore a livello mondiale.

Per i prodotti nazionali abbiamo incrementato la commercializzazione dei vini della Toscana.
Dopo una fase di stanca dei prodotti toscani e piemontesi, il mercato è in fase di riconversione verso questo tipo di consumo. I prodotti da Toscana e Piemonte sono davvero al di sopra della media nazionale.

Carlo Bennati di Qualità Club Selection Srl

Carlo Bennati di Qualità Club Selection Srl

Per quanto riguarda la presenza di marchi di vino Bio, Bio dinamico o naturale?
Come Qualità Club al momento abbiamo qualche cantina che si dedica al biologico. Stiamo tenendo monitorato il settore in quanto il mercato non potrà ignorare questa tendenza del pubblico.
I consumatori sono attenti a quello che mangiano e bevono. È inevitabile una virata, dal punto di vista salutistico, del vino anche se è un prodotto voluttuario fatto per piacersi e stare bene.

Nel vostro catalogo ci sono svariate etichette di vini francesi. Vi è una strategia alla base o una scelta di qualità?
Entrambe. Il mercato italiano ha cominciato ad apprezzare i vini francesi con lo Champagne in primis e poi anche i vini tedeschi.

Quindi strategicamente dobbiamo seguire il mercato. Dall’altro lato abbiamo una stima  profonda dei cugini francesi che ci hanno insegnato a fare il vino come lo conosciamo oggi. I francesi sono in effetti sempre stati qualche passo avanti a noi, sia dal punti di vista produttivo sia commerciale.

Per società commerciali come la nostra, la stabilità del marchio è fondamentale. Lo Champagne comprende una zona più grande del Veneto. Tutti i vini, in quel territorio, prendono lo stesso nome. Si provi a immaginare se in Veneto tutti i vini si chiamassero “Veneto”.
In Francia hanno un sistema di marketing importante e un sistema di controllo contro le contraffazioni esemplare. In Italia siamo ancora lontani.

Ecco che, dal punto di vista commerciale, chi è in grado di creare un brand e difenderlo diviene una sicurezza per il territorio. Mentre con i prodotti italiani abbiamo ancora qualche problema come, per esempio, alcune DOC che nascono e spariscono nel giro di poco tempo, con ricadute commerciali spiacevoli.

Ritornando al mercato italiano, siete attenti alla selezione di piccoli vignaioli in funzione della qualità. Avete acquisito nuovi marchi?
Abbiamo acquisito nuovi marchi anche nelle produzioni del Prosecco, per vini della Campania e della Sicilia.
Il piccolo produttore non è sempre sinonimo di qualità ma ci permette di conoscere chi è l’artefice del prodotto. Secondo una nostra massima “una buona testa non può che fare dei buoni vini”, se non subito ma in divenire.
È indispensabile, poi, che un buon vignaiolo rimanga aggiornato sulle tecniche produttive per progredire nella qualità.

Il vostro target di riferimento è più quello della ristorazione o quello degli winelover?
Noi lavoriamo con il settore della ristorazione, enoteche e il mondo alberghiero. Diciamo, inoltre, che anche i ristoranti stellati hanno un ruolo più di marketing che di vendita. Nel senso che se un nostro vino è servito in un ristorante rinomato può trainare le vendite su un ristorante medio-alto che necessita di un riferimento.

Oggi il mercato del vino è gestito dai premi con simboli quali gamberi, bicchieri, grappoli a seconda delle guide e poi ogni consumatore ha il suo ristorante di riferimento.
MasterChef dimostra come personaggi, che diventano famosi, sono in grado di veicolare la loro immagine e di far crescere la percezione dei brand con le apparizioni televisive.

Previsioni per il futuro del mercato del vino?
Il mercato chiede sempre più qualità e le strutture come la nostra possono avere un futuro di crescita. Il motivo è che il ristoratore non vuole più fare grandi scorte da tenere in cantina.

I ristoratori preferiscono avere una fornitura assortita, magari settimanale, per avvicinarsi alle esigenze più impellenti ed evitare costi di magazzino.

Oggi è importante avere il polso della situazione e muoversi nella giusta scelta dei vini, anche tra biodinamici o biologici, e raggiungere un equilibrio.
Come in un buon bicchiere di vino: quando l’acidità e la gradazione sono ben bilanciati donano soddisfazione e gioia.

Nicola Albi
www.aessecommunication.it

Vinitaly2018. Degustazione “Young to Young – Giovani produttori incontrano giovani comunicatori”

Vinitaly2018. Degustazione “Young to Young – Giovani produttori incontrano giovani comunicatori”

Giovani produttori e giovani comunicatori si sono incontrati all’insegna della qualità nel secondo giorno di Vinitaly 2018, lunedì mattina, 16 aprile, nel padiglione 10 della Fiera di Verona.

L’occasione è stata la degustazione  “Young to young – Giovani produttori incontrano giovani comunicatori”.
Un incontro che ha visto la partecipazione di tre aziende di valore sotto il profilo della produzione vitivinicola ed enogastronomica italiana.

I vini al centro dell’assaggio provengono dalle tre cantine di altrettante parti d’Italia. Fra loro anche un’azienda vinicola della provincia di Verona:

Tenuta QVestra di Santa Maria della Versa (Pavia)  (www.qvestra.com)
Quarta Generazione di Giovanna Paternoster di Barile (Potenza) (www.quartagenerazione.com)
Azienda vitivinicola “I Tamasotti” di Mezzane (Verona) (www.itamasotti.it).

Vinitaly2018

Vinitaly2018 – Young to Young – degustazione vini di giovani vignaioli

 

Con il primo assaggio della Tenuta QVestra si coglie in pieno la sensazione di freschezza tanto cara all’abbinamento con un piatto delicato, ricco di verdure sfiziose accompagnate da spezie indiane e formaggi stagionati.
Nell’assaggio, le note floreali si sentono sia all’olfatto che nel gusto, suscitando sensazioni piacevoli che richiamano la semplicità di un tempo.
Le uve usate usate per la vinificazione sono quelle del Pinot Nero e sono lavorate con il metodo classico DOCG Rosè.
Il vino si presenta con fierezza di carattere a quel viandante desideroso di perdersi nei percorsi dell’Oltrepò Pavese.

Con il vino rosso di Quarta Generazione, l’Aglianico del Volture, l’approccio si rende più strutturato. Ci troviamo di fronte ad uno dei vitigni più antichi d’Italia che risente di una terra vulcanica e di una mineralità catturata in profondità.
Il senso tannico del gusto e il colore rubino contribuiscono a determinarne l’eleganza e la corposità.
Note di tabacco inducono all’abbinamento con un buon sigaro e lasciano un apprezzabile gusto vellutato.

L’azienda agrituristica “I Tamasotti” – con Elena, Luisa e il cantiniere Giacomo – riportano in auge le combinazioni vincenti dei vitigni della Corvina, Corvinone, Rondinella e dell’Oseleta.
Con l’Amarone della Valpolicella la degustazione si inerpica in una combinazione di profumi e varietà aromatiche complesse. Il sapore, che richiama la marasca, e il colore, di un rosso rubino granato profondo, contribuiscono a elevare l’assaggiatore in una fase meditativa.
La corposità, dovuta all’affinamento dei mosti in barrique, e l’armonia della struttura creano un binomio di sicuro interesse.

Queste tre realtà del mondo vitivinicolo, tre giovani promesse in un mondo del vino sempre più diversificato, si incastonano perfettamente con l’esigenza di comunicare una “passione viscerale” per la propria terra e il proprio lavoro.

Sono loro, questi giovani produttori, a raccontare con passione il significato della loro opera: “Siamo il frutto della nostra storia, siamo parte delle vicende dei nostri avi e lavoriamo per trasmetterle a chi è ben disposto a coglierne sfumature e differenze”.

Per questo, la  Tenuta QVestra di Santa Maria della Versa (Pavia), la Quarta Generazione di Giovanna Paternoster di Barile (Potenza) e l’Azienda vitivinicola “I Tamasotti” di Mezzane di Sotto (Verona) meritano un riconoscimento per la loro intraprendenza, per la perseveranza e il loro spirito nel mettersi in gioco ai migliori livelli.

Buon viaggio a tutti voi, vignaioli e custodi di un’arte che inebria i nostri giorni.

Nicola Albi
www.aessecommunication.it

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