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STRADA DEL VINO E DEI PRODOTTI TIPICI TERRADEIFORTI

Partenza: Avio
Arrivo: Brentino Belluno

La Terra dei Forti, una valle di vini squisiti, ha origine nel Quaternario per l’azione erosiva dei ghiacciai. Presenta un territorio ancora intatto.

La valle era, in epoca romana, il collegamento strategico fra Mediterraneo e Mitteleuropa attraverso le Alpi.

Nel tempo è diventata terra di confine fra regni e imperi, fra stati, regioni e province.

La zona di produzione di Terra dei Forti viene identificata con la valle compresa tra il Monte Baldo a ovest, che la separa dal lago di Garda, e l’altopiano della Lessinia a est.

La valle è attraversata dal fiume Adige e comprende comuni appartenenti alla provincia di Verona (Brentino Belluno, Dolcè e Rivoli Veronese) e di Trento (Avio). 

Il nostro percorso inizia ad Avio, città del vino e tranquillo borgo trentino, dove il clima mite favorisce la coltivazione dell’olivo e della vite.

Avio è conosciuta per la produzione dell’Enantio, vino autoctono con cent’anni di storia.

Arroccato sul Monte Vignola, notiamo subito Castello di Avio: uno dei più noti, antichi e suggestivi monumenti fortificati del Trentino.

Il Castello di Sabbionara d’Avio fu prima di proprietà dei Castelbarco e dei veneziani, ed ora è proprietà del FAI ­‐ Fondo per l’Ambiente Italiano.

Imperdibile il colpo d’occhio sull’imponente mastio, la poderosa cinta muraria e le cinque torri.

Ad Avio possiamo visitare poi la Pieve Romanica, uno dei più antichi luoghi di culto della Vallagarina.

Da un nucleo pagano o paleocristiano, la chiesa ha conosciuto una complessa evoluzione architettonica che l’ha resa come la vediamo oggi, a tre navate.

Presenta un’abside quadrangolare e facciata ornata di un piccolo protiro.

Il campanile di pietra bianca presenta due bifore sorrette da colonne e due antichi capitelli di origine altomedievale.

Interessanti sono gli affreschi della navata centrale, di scuola veneta, della fine del XIII secolo.

La volta affrescata dell’abside è invece attribuita a Gian Maria Falconetto, attivo in Trentino nei primi anni del Cinquecento. 

Vi segnaliamo che il primo weekend di settembre, nel periodo della vendemmia, si tiene ad Avio la manifestazione “Uva e dintorni, con il palio nazionale della botte tra le Città del Vino.

Durante la manifestazione è possibile cenare nelle “corti dei sapori”.

Attraversiamo ora il fiume Adige e seguiamo il suo corso verso sud, a partire dalla località Vò Sinistro.

Proseguiamo strada statale 12 del Brennero e attraversiamo il borgo di Ossenigo, immerso tra i vigneti, in un paesaggio d’altri tempi.

Ci dirigiamo poi verso Peri e proseguiamo per Dolcé, comune che si estende sulla sinistra Adige fra Volargne a sud e il confine trentino a nord.

A Dolcé meritano una visita la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Lucia e i palazzi signorili Ruzzenenti, Guerrieri-Rizzardi e Salgari, ora sede comunale.

Ma riprendiamo il percorso, lungo il quale si scorgono vari forti, costruiti dagli austriaci per rendere inespugnabile il passaggio delle truppe francesi.

Sono il Forte di Rivoli, Forte di Monte, Chiusa e Forte di Ceraino, Tagliata Incanal e Forte San Marco.

Seguendo la strada statale scendiamo verso la Chiusa di Ceraino, fortificazione che attraversiamo immersi nel canyon scavato dal fiume Adige nella roccia.

Una strada militare risale il crinale del Monte Pastello e raggiunge con panoramici tornanti i forti di Ceraino e Monte.

All’orizzonte intravediamo la sagoma del Forte di Rivoli, che troneggia su una ripida rocca che si affaccia sull’Adige. 

Proseguiamo la discesa a sud e attraversiamo il borgo di Volargne con la magnifica villa quattrocentesca Villa del Bene.

Giunti al Passaggio Napoleone, il cui toponimo già ci suggerisce la sosta del generale francese, ritorniamo sulla riva destra del fiume Adige e cominciamo la risalita lungo la strada che porta alla località di Gaium. 

Qui, tra rocce a strapiombo e il corso dell’Adige, possiamo ammirare la chiesa romanica di San Michele.

Sulle colline che già cominciano a diradare verso il lago di Garda incontriamo il Forte San Marco, fortificazione che si sviluppa lungo il crinale del monte Cordespino.

Il Forte si affaccia sulla valle dell’Adige, quasi a formare un tutt’uno con la roccia sulla quale è stato edificato.

E ancora, scendendo verso Canale, la Tagliata di Incanal continuiamo verso nord, attraverso il borgo di Brentino Belluno.

Alzando lo sguardo verso l’alto, scorgiamo l’impressionante santuario della Madonna della Corona, costruito su una falesia a strapiombo sulla valle.

Il santuario della Madonna della Corona, è situato a Spiazzi, sul confine fra Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo in provincia di Verona, in un incavo scavato nel monte Baldo.

Originariamente il sito ospitava un eremo ed è grazie alla sua relativa inaccessibilità se è giunto quasi intatto fino al ventesimo secolo. 

La chiesa attuale fu costruita nel 1530, diventando santuario solo nel 1625.

Il santuario si raggiunge attraversando un percorso, conosciuto come il Sentiero della Speranza, che attraversa un bosco e giunge fino alla scalinata che porta alla chiesa.

Il sentiero è lungo circa 2,5 km e può essere percorso in 2 ore circa di cammino.

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