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STRADA DEL VINO LUGANA

Partenza: Sirmione
Arrivo: Lonato

Il Veneto condivide con la Lombardia la produzione del Lugana, vino bianco DOC ottenuto dalle uve Trebbiano.

In provincia di Verona il Lugana è prodotto sulle colline moreniche della sponda meridionale del Lago di Garda e, appena di là col confine lombardo, nel bresciano, in località Lugana, nel comune di Sirmione.

Quello che vi proponiamo, alla scoperta delle zone di produzione del vino Lugana, è un tour tra Sirmione e Solferino, fino a Lonato.

Ci inoltreremo in una splendida strada tra i vigneti che 150 fa fu teatro della più cruenta lotta per l’indipendenza d’Italia.

Partiamo da Sirmione, vera musa ispiratrice per artisti e poeti di ogni epoca della statura della cantante lirica Maria Callas e del poeta Catullo.

Sirmione, in dialetto bresciano chiamato Sirmiù, è uno dei posti più caratteristici della zona del lago di Garda.

Da sempre conteso e rivendicato dai veneti, faceva parte dei possedimenti veronesi in epoca antica e molte strutture e costruzioni lo testimoniano, avendo una tipica estrazione e decorazione veneziana.

Pare che Sirmione sia diventata proprietà di Brescia solo dopo l’Unità d’Italia, grazie al decreto Rattazzi.

Sirmione sembra una piccola isola galleggiante sul lago di Garda. Il suo nome deriva infatti dal greco syrma, che significa “coda”, “striscia”, proprio perché sorge sull’acqua, leggermente staccato dal resto della terraferma.

Suggestiva è l’entrata nel paese, strutturata come un ponte levatoio che crea un passaggio nell’arcata tra le altissime mura del castello, all’interno del quale sorge il caratteristico borgo, strutturato come un borgo medioevale, con archi e vicoletti chiusi al traffico.

Il castello scaligero di Sirmione è uno dei castelli meglio conservati d’Italia.

Si pensa che sia stato edificato sulle rovine di una costruzione romana.

Il castello è bagnato su tutti e quattro lati dal lago, una caratteristica che lo rende fiabesco e suggestivo, forse unico nel suo genere.

L’acqua fungeva da deterrente naturale contro i nemici, impedendo loro di accedere all’interno del castello.

Anche per questo motivo, il castello è arrivato ai giorni nostri praticamente intatto.

È possibile accedere alle ronde di camminamento percorrendo una lunga scalinata formata da 146 gradini. Da lì la vista sul Garda è spettacolare.

D’obbligo è una visita alle Grotte di Catullo, che sono così chiamate da quando Catullo, nelle sue liriche, espresse la volontà di tornare alla sua casa di Sirmione. 

Le grotte sono in realtà i resti di un’antichissima villa romana, risalente al I secolo a.C. 

Ciò che si ammira è una serie di finestre ad arco sul lago, che offrono un panorama mozzafiato e un vero e proprio tuffo nel passato.

Due sono le chiesette che vi consigliamo di visitare, entrambe nel piccolo centro.

La prima è la Chiesetta di Sant’Anna, una piccola cappella del 1300 posta proprio all’ingresso del paese, accanto al castello.

Le decorazioni interne sono barocche, con fregi preziosi.

La chiesetta  è aperta fino a notte fonda per permettere a chiunque di entrare e godere di un momento di pace e raccoglimento.

 

La seconda è la Chiesa di San Pietro in Mavino: è una chiesa antichissima, menzionata per la prima volta in un manoscritto del 756.

Nel corso dei secoli ha subito vari rifacimenti ed esternamente si presenta come un connubio di architetture diverse, con differenze contrastanti.

La struttura della chiesa presenta infatti linee simmetriche che contrasta con i rosoni tondeggianti e ampi, decisamente più moderni rispetto al progetto originale.

All’interno della chiesa sono conservati alcuni affreschi molto importanti, tra i quali la trilogia di San Michele e quello che rappresenta San Simone.

Lasciamo Sirmione, ci dirigiamo a Desenzano e facciamo una visita a Rivoltella, a Villa Brunati.

Una targa testimonia che la villa, nel 1859, dopo la battaglia di Solferino e S. Martino, ospitò Vittorio Emanuele II e il suo Stato Maggiore.

Attualmente è sede della biblioteca civica, mentre il parco si affaccia su una spiaggia locale.

La chiesa dedicata a S. Biagio, risalente ai primi del ‘400, domina il porticciolo. Anche il centro urbano di Rivoltella, chiuso al traffico automobilistico, conserva i tratti dell’antico borgo.

Il nostro percorso prosegue verso San Martino della Battaglia, dove ci fermiamo a vedere la Torre, eretta per onorare la memoria di re Vittorio Emanuele II e di quanti hanno combattuto per l’indipendenza e l’Unità d’Italia nelle Campagne dal 1848 al 1870. 

La torre fu inaugurata il 15 ottobre 1893 ed è da sempre un monumento ammirato per la sua maestosità all’esterno e per i suoi pregi artistici all’interno.

Sorge sul colle più alto di San Martino ed è circondata da un ampio parco. 

Alle spalle della Torre vi è il Museo che conserva cimeli, documenti e  ricordi della battaglia del 24 Giugno 1859, oltre a significative testimonianze di altri eventi della storia del Risorgimento. 

Realizzato nel 1939, il museo è costituito da tre sale dove sono esposti anche alcuni esemplari dei cannoni impiegati nella battaglia.

Proseguiamo per Solferino, dove facciamo una sosta al Museo situato ai piedi del parco della rocca e del contiguo parco della Chiesa-ossario.

Vi si trovano esposti alcuni esemplari di cannoni, armi, uniformi e cimeli vari della storica giornata del 24 Giugno 1859. 

Per orari e per scaricare l’audio guida in file mp3 visita il sito www.solferinoesanmartino

Il nostro tour naturalistico e storico si conclude alla Rocca di Lonato, costruzione fortificata che sovrasta il centro abitato di Lonato del Garda, in provincia di Brescia.

Il Castello, o Rocca, edificato nel X secolo fu da sempre considerato strategico dal punto di vista difensivo e militare.

La camminata sulle mure offre un panorama eccezionale sia sul lago che sulla bassa pianura mantovana, veronese e bresciana. 

È possibile visitare l’intero complesso: la Rocca, la casa del podestà (ricca di cimeli di varie epoche) e il museo ornitologico.

L’intero complesso è proprietà della Fondazione Ugo da Como, illustre politico dei primi del Novecento.

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