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STRADA DEL GARDA DOC

Tre percorsi alla scoperta del Garda Doc

 

MONIGA DEL GARDA e LA ROCCA DI MANERBA

 
Partenza: Moniga del Garda
Arrivo: Manerba sul Garda
 
 
Partiamo da Verona con l’Autostrada A4/E70 (casello Verona Sud) direzione Milano con uscita Desenzano del Garda.
Procediamo in direzione Salò/Riva del Garda e ci fermiamo a Moniga del Garda, piccolo comune in provincia di Brescia situato sulla riva ovest del Lago di Garda.
Questo paesino, circondato da vigneti e uliveti, è uno dei territori più belli della Valtènesi

Il paese è molto conosciuto dagli intenditori di vino, essendo il centro di produzione del Rosé Chiaretto, ed è stato rinominato Città del Chiaretto. Il vino viene prodotto dalle viti del Groppello.
 
Anche la produzione dell’olio d’oliva ricopre una certa importanza ed è protetta dal marchio “Olio Extra Vergine di Oliva DOP Garda“.
 

Il Castello di Moniga è uno dei classici esempi di costruzione avvenuta nel decimo secolo durante le invasioni degli Ungari. A salutare il turista che giunga dalla strada costiera del lago è la cinta muraria, dotata di bei merli ghibellini.

Agli angoli della cinta muraria sono presenti quattro torri rotonde mentre nella metà dei lati sono visibili tre torri semicircolari.

Anche la vista sul Lago è molto bella, permettendo di scorgere la penisola di Sirmione.

 
Le mura racchiudono il piccolo borgo che si snoda attraverso quattro file di case, tutt’oggi abitate e al quale si accede attraverso strette viuzze.
 
Il borgo, che sorge sopra una modesta altura, non ha mai visto la presenza di una signoria locale e non è da considerare in posizione strategica dal punto di vista bellico-militare.
 
Per questo motivo è più corretto definirlo “ricetto”, cioè rifugio, perché è qui che le genti del luogo trovavano riparo e ospitalità in caso di pericolo. Costruzioni di questo tipo sono presenti anche nei vicini abitati della Valtènesi.
 
Il Tour prosegue lungo le sponde del lago verso Manerba, per visitarne La Rocca.
La Rocca di Manerba è posta su uno sperone roccioso a picco sul Lago di Garda e, grazie a un comodo parcheggio a pochi metri dalla cima, raggiungibile senza grandi difficoltà.
 

Sulla cima, in spettacolare posizione, si trovano i resti del Castello conosciuto come “Rocca” e sormontati da una grande croce.

Si può accedere alla Rocca attraverso il sentiero che attraversa il parco, taglia per il pianoro del “Sasso” e si arrampica fino ai ruderi del castello.

Durante gli scavi archeologici nell’area del Sasso (area sottostante la Rocca, esposta al vento e interrotta da una scogliera a strapiombo sul lago) sono state rinvenute tracce di un insediamento del Mesolitico e testimoniano la presenza di esseri umani di circa 8000-5000 anni fa. 

Inoltre numerosi reperti archeologici dimostrano la presenza di insediamenti Etruschi, dei Galli Cenomani e dei Romani.

Nel 776 la Rocca fu l’ultimo baluardo di resistenza dei Longobardi ai Franchi di Carlo Magno, che un secolo dopo donò i terreni circostanti  ai monaci di San Zeno di Verona.

La proprietà della Rocca divenne col tempo degli Scaligeri, dei Visconti ed infine della Repubblica Veneta.

Sulla sommità della Rocca, grazie a lavori di restauro, è possibile visitare i resti dell’antico castello medievale e di altre antiche strutture accessibili attraverso una ripida strada asfaltata, chiusa alla circolazione nell’ultimo tratto.

Il percorso attraverso muri perimetrali, scalinate e ponticelli in legno è ben segnalato e offre dei punti panoramici davvero splendidi con una visuale a trecentosessanta gradi sul Lago di Garda e sul Monte Baldo.

I ruderi, nella parte dell’entroterra, declinano verso un prato che offre la possibilità di riposo ai visitatori.

Sul lato dei ruderi che guardano verso il lago, un ripido sentiero, permette invece di scendere al Parco della Rocca di Manerba (accessibile però anche dal basso).

Il Parco Naturale Archeologico della Rocca e del Sasso è un grande pianoro coperto da 90 ettari di boschi e prati che comprendono la Rocca stessa e tutto il tratto costiero denominato Parco Naturale Archeologico della Rocca e del Sasso.

Nei boschi che ricoprono gran parte del territorio del Parco si trovano rappresentate tutti gli alberi e i cespugli autoctoni, come il Carpino nero, la Quercia Roverella, il Pungitopo, il Caprifoglio e l’Elleboro, che convivono con alberi e cespugli propri della Macchia Mediterranea.

Il Centro Visitatori del Parco Archeologico Naturalistico della Rocca di Manerba del Garda ospita nella sua attuale sede espositiva (vicino al parcheggio sotto la Rocca) anche il Museo Civico Archeologico della Valtenesi.

LE TERRE DEL VINO DEL GARDA

Partenza: Salò
Arrivo: Sirmione

 

Questo unico grande tour collega due zone tipiche del vino gardesano: la Valtènesi e la Lugana.

Partendo da Salò, il percorso regala una delle più panoramiche strade del vino, passando dal paese di Polpenazze fino al arrivare al Castello di Padenghe (vedi primo percorso).

Salò è noto ai turisti per alcuni eventi sportivi di rilievo quali il Meeting Internazionale di Nuoto “Città di Salò”, il Rally Millemiglia, il Circuito del Garda, il Trofeo “Golf nel golfo”. 

Da visitare il centro storico di Salò, seguendo il percorso indicato dalle targhe che portano e l’origine delle contrade borgo. Partendo dalla Fossa (Piazza Vittorio Emanuele II) si visita la Chiesa di San Bernerdino che conserva famosi affeschi, la bella Chiesa della Visitazione e il Vecchio Teatro.

Attraverso l’antica Torre dell’Orologio si giunge in Piazza Angelo Zanelli, dove si erge la casa Bersatti, ritenuta la casa più bella tra le cinquecentesche di Salò. La Torre dell’Orologio è una struttura fortificata a pianta rettangolare che si erge statuaria tra molti altri edifici e ingloba il grande orologio rotondo, con cifre romane.

Da vedere il Palazzo Municipale, detto anche Palazzo del Podestà, sede (durante la Repubblica di Venezia), della Magnifica Patria. Bellissima la Sala del Consiglio, con immensi armadi adibiti ad archivio storico.

Il Duomo, dedicato a Santa Maria Annunziata, contiene superbi affreschi, opere di Vassillacchi D’Aliense, tele del Moretto, del Veronese e del Romanino.

Lasciato Salò ci dirigiamo verso Lonato, dove il Castello, comunemente denominato Rocca, si erge in cima ad una collina morenica. 
Il castello è una delle fortificazioni più imponenti di tutta la Lombardia e, raggiunto il colle, si può accedere al Castello e percorrere il cammino di ronda, godendo di uno spettacolare panorama sul Lago di Garda.

Lonato conduce al territorio della Lugana e, attraverso i luoghi della battaglia di Solferino e San Martino (vedi percorso) alla penisola di Sirmione, vera musa ispiratrice per artisti e poeti di ogni epoca, della statura della cantante lirica Maria Callas e del poeta Catullo.

Sirmione è la perla del basso lago di Garda, con la sua penisola che si spinge nel mezzo delle acque, impreziosita dalla Rocca Scaligera (del Duecento) e dalla zona archeologica di epoca romana.

Percorrendo la stretta lingua di terra, si incontra innanzitutto il Castello. Per accedere al centro storico è obbligatorio infatti attraversare proprio uno dei suoi ponti.

Passato il nucleo abitato, si può arrivare fino alla punta della penisola, dove sono visitabili i ruderi della più importante villa romana del nord Italia, le “Grotte di Catullo”, dal nome del famoso poeta latino che proprio a Sirmione visse parte della propria vita.

COLLINE DELLA VALTÈNESI

Partenza: Bedizzole
Arrivo: Calvagese

Questo tour vuole essere un percorso alla scoperta della Valtènesi, attraverso il territorio che si trova alle spalle della sponda sud-occidentale del Lago di Garda.

Il percorso interno della Valtènesi, da Bedizzole a Calvagese, è caratterizzato da un paesaggio di campi coltivati lungo il quale si incontrano cantine di particolare bellezza architettonica.

Nel tragitto che collega Puegnago ai paesi di Polpenazze e Padenghe si attraversano colline, vigneti ed oliveti. Senza perdere di vista il Lago, s’intravede il Monte Baldo sullo sfondo.

A Polpenazze si trovano i Laghi di Sovenigo, piccoli laghetti di rara bellezza immersi nella pace di boschi. Incastonati tra le dolci dorsali delle colline, i tre laghetti di Sovenigo rappresentano il miglior esempio di bacino intramorenico del basso Garda.
Si consiglia la visita nei mesi estivi, per poter ammirare la fioritura delle ninfee.

Sono possibile anche bike-tour tra i laghetti: tutte le informazioni le trovate al sito www.tuttogarda.it

A Padenghe merita una visita il Castello, posto su un colle e dal quale si può godere di una vista suggestiva su Sirmione e il lago di Garda.

L’edificio è stato costruito tra il IX e il X secolo, al tempo delle invasioni ungariche, su antichi ruderi di epoca romana; quello che oggi ammiriamo è un rifacimento operato tra i XIII e il XIV secolo.

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