Souvenir? Sì grazie, ma che siano prodotti tipici.

Quasi un italiano su due, per l’estate 2020, ha optato per souvenir enogastronomici: lo racconta l’indagine di Coldiretti.

A quanto pare, secondo i dati, il 49% degli italiani che sono già stati in vacanza ha acquistato (e continua a comprare) i prodotti tipici come ricordo da portare a casa.

Territorialità e prelibatezze locali

Nonostante le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria dovuta a Covid-19 e il divieto a sagre e feste di Paese, gli italiani non rinunciano a cibo e vino nemmeno in vacanza.

Anzi, le vacanze sono sempre più associate alla volontà di scoprire tradizioni e di fare esperienze culinarie diverse, soprattutto esperienze enogastronomiche memorabili.

Del resto, se ci pensiamo bene, Il turismo enogastronomico è versatile e interessa tutti i territori, da quelli cittadini a quelli rurali, dalle metropoli ai borghi, dai piccoli centri urbani di provincia ai distretti dell’entroterra. E non ha stagione.

Leggi i miei articoli precedenti sul turismo:

L’Italia ha un potenziale unico al mondo, ad ogni angolo c’è una prelibatezza che attende il turista.

Il territorio del Bel Paese è così diversificato tra Nord e Sud che presenta tante cucine quante sono le sue regioni.

Quello però che contraddistingue maggiormente la territorialità italiana è dovuto anche alla capacità degli italiani di proporre offerte turistiche di qualità.

Di certo non si più dire che non ci sia una filiera di servizi e tanta dedizione al cliente.

La composizione di pacchetti turistici ad hoc va sicuramente ad ottimizzare l’offerta e a dare una sorta di plus al territorio.

C’è da sbizzarrirsi tra ospitalità, enogastronomia, escursionismo, paesaggio, arte, cultura, eventi e intrattenimento.

Ovviamente tuttociò significa darsi l’opportunità di essere sempre più competitivi sul mercato. E l’italiano ci sa fare.

L’enogastronomia gioca un ruolo primario e indispensabile per l’Italia. La vocazione culinaria è radicata nella cultura del Bel Paese.

Il cibo, la cucina e la convivialità conducono il viaggiatore alla scoperta dell’identità culturale generando empatia. Si tratta a pieno titolo del patrimonio culturale di un luogo.

La sua valenza deriva da una stretta connessione con il territorio circostante fatto di produzione e le tradizioni locali.

Cibo e vino connettono sempre di più il turista al luogo creando una relazione, non sono quindi solo prodotti di consumo.

Il settore enogastronomico è un elemento di forte attrazione turistica, in quanto permette ai suoi fruitori di entrare in una realtà nuova da vivere e sperimentare.

 

Enoturismo

Il formaggio locale rimane uno dei souvenir più acquistati in questa estate 2020

 

Gli italiani non rinunciano ai prodotti tipici e all’enogastronomia

L’estate 2020 non è sicuramente come ce l’aspettavamo, ma è arrivata. E con essa le tanto attese vacanze.

Non possiamo raccontarci che va tutto bene e che il peggio ce lo sappiamo lasciati alle spalle. Stiamo vivendo una stagione piuttosto insolita e tante cose sono cambiate.

I dati mostrano anche un calo notevole di quella che è la una spesa media destinata alle vacanze, crollata infatti a 588 euro per persona.

La diminuzione è di circa il 25% in meno rispetto all’estate 2019 ed è causato da tutte le difficoltà dell’attuale crisi economica.

Ciò che però è interessante è che, nonostante tutto, 34 milioni di italiani non ha cancellato le proprie vacanze e, anche se per qualche giorno, sono partiti ugalmente. Anche se l’estate 2020 è segnata dal Covid-19.

Malgrado tutti i cali di budget, secondo Coldiretti, gli italiani non rinunciano al proprio soggiorno e non perdono occasione di portarsi a casa qualche souvenir “gustoso”, in modo da prolungare le emozioni vissute in vacanza.

L’83% dei turisti non torna con le mani vuote e i prodotti enogastronomici vincono su qualsiasi altro oggetto.

L’elenco di cosa venga acquistato è piuttosto lungo, i formaggi primeggiano davanti ai salumi ma non mancano vino ed olio.

E’ rilevante che che solo dopo i prodotti enogastronomici, arrivano i gadget artigianali.

Gli italiani in vacanza amano i Borghi e cercano prodotti tipici

Ovviamente tra le scelte di luoghi di vacanza, gli italiani hanno preferito itinerari maggiormente propensi all’accostamento di percorsi enogastronomici e città del gusto.

Luoghi di villeggiatura dove si possono inserire tappe a visite di aziende e mercati legati a prodotti tipici, nonostante le restrizioni legate al distanziamento sociale.

I numeri parlano chiaro: il 75% dei vacanzieri connazionali ha visitato, durante il soggiorno, frantoi, malghe, agriturismi, aziende tipiche per l’acquisto dei propri souvenir a km zero, in modo anche da ottimizzare il rapporto tra qualità e prezzo.

Tra i luoghi preferiti sicuramente hanno avuto un ruolo fondamentale i Borghi, le piccole realtà di Paese lontane dalla movida e la vita frenetica, dove è presente il 92% di produzioni tipiche della zona.

Questi piccoli luoghi hanno sempre più successo tra i turisti stranieri e italiani, anche grazie alla conservazione di realà storiche a conduzione familiare in grado di affascinare sempre di più il visitatore.

Sono il quotidiano, il tramandarsi di mestieri nel tempo, la possibilità di intraprendere un’esperienza turistica, la cultura che vive nella storia il must ricercato dal turista dell’estate 2020.

 

borghi italia

Scorcio di Verona. Foto di Simone Baldo

 

I numeri dell’estate 2020

Il modo di fare vacanza è cambiato negli anni e i prodotti enogastronomici hanno acquisito un ruolo centrale nei nostri soggiorni.

Secondo Coldiretti i prodotti tipici sono diventati un ingrediente irrinunciabile per le vacanze nel Bel Paese. Del resto l’Italia può vantare una ricchezza culinaria unica e giustamente si classifica come un vero e proprio leader mondiale del turismo enogastronomico.

Questo accade anche grazie al fatto di poter contare su un’agricoltura di tipo green, ai primi posti anche tra i paesi d’Europa con 305 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp. 5155 sono invece i prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola.

L’Italia è anche leadership nel biologico, grazie a 60mila aziende agricole bio.

Sempre secondo Coldiretti l’Italia ha la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie di Campagna Amica.

Non mancano poi le iniziative volte alla valorizzazione, dalle Strade del vino a quelle dell’olio.

Insomma, i numeri per primeggiare non mancano, l’Italia continua ad avere le carte in regola. Nonostante tutto.

 

Leggi anche Vini per il pesce: gli abbinamenti di vino bianco e vino rosso consigliati da Stefano Cipolato, Maitre Sommelier AIS del Bistrot de Venise

 

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour.
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