L’export in crescita dei prodotti agroalimentari a denominazione di origine e territoriali, la ripresa del mercato interno a partire dal 2017 e le potenzialità per l’espansione delle produzioni e dei consumi: questi i focus di Sol&Agrifood, alla Fiera di Verona, il salone internazionale dell’agroalimentare di qualità.

Un’edizione, quella di Sol&Agrifood, in contemporanea con Vinitaly, che si tiene all’insegna dell’ottimismo perché – ha detto Claudio Valente, vicepresidente di Veronafiere – nell’anno del cibo italiano i numeri sono positivi, con oltre 250 miliardi di euro di valore al consumo e più di 41 miliardi di euro di export nel 2017.

Il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità è la vetrina delle eccellenze, della biodiversità e di uno stile di vita riconosciuto, grazie alla dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco nel 2010.

Una fiera in crescita – Sol&Agrifood – con 317 espositori e 9.000 metri quadrati di superficie espositiva, il 20% in più rispetto al 2017, per dare più spazio anche al meglio delle produzioni agroalimentari di altri Paesi, sempre più rappresentati in questa fiera che richiama ogni anno oltre 58.000 buyer e operatori specializzati da 130 Paesi.


IL SALONE PER L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

Tra i principali protagonisti di Sol&Agrifood c’è l’olio extravergine di oliva di qualità, che trova qui il suo salone di riferimento anche per ricompattare la filiera – forte delle 435 mila tonnellate di produzione stimata da Ismea per la campagna in corso – in vista delle sfide internazionali delle prossime settimane, a iniziare dalla discussione a Bruxelles per mantenere l’organizzazione comune di mercato dell’olio di oliva e il relativo budget.

«Rumors dalla Commissione indicano che l’Ocm olio di oliva non verrà cancellata e noi lavoreremo per mantenere il plafond di 35 milioni di euro per l’olio di oliva dell’Italia”, sottolinea Felice Assenza, direttore generale per le politiche internazionali e l’Unione europea del Ministero delle politiche agricole. “Intanto abbiamo ottenuto un successo, con l’introduzione della campagna olearia obbligatoria in etichetta, un atto delegato della Commissione europea che verrà emanato tra qualche settimana”.

In un contesto sempre più competitivo il mondo dell’olio e del food “le sfide da affrontare sono tante, dai dazi di Trump al dumping, fino alla contraffazione. L’Italia può e deve fare squadra per affrontare queste sfide e recuperare competitività”, fa notare Raffaele Borriello, direttore generale di Ismea. “Il settore dell’olio d’oliva è esemplificativo della situazione generale, perché a fronte di una domanda crescente, la produzione oscilla paurosamente. Due anni fa la peggior campagna olearia degli ultimi cinquant’anni, mentre oggi è in forte crescita”.


LE SFIDE PER LE AZIENDE AGROALIMENTARI DI QUALITA’

Il tema della competitività e della redditività delle aziende è centrale anche per le aziende che producono le eccellenze agroalimentari Dop/Igp. Un settore che vale 15 miliardi di euro all’anno, il 10% dell’industria alimentare nazionale e che esporta per 7,8 miliardi secondo i dati Aicig/Qualivita.

“Nonostante tutti i dati largamente positivi dobbiamo fare di più per accrescere la conoscenza, la consapevolezza e il coinvolgimento del consumatore“, precisa Federico Desimoni, consigliere di Aicig, l’associazione che riunisce più del 90% dei Consorzi di tutela italiani. “Solo così potremo recuperare valore aggiunto e redditività per le nostre imprese. Il consumatore deve diventare il nostro primo alleato”.

Sono molti e importanti i tavoli su cui impostare il futuro dell’agroalimentare italiano, che punta alla qualità e al coinvolgimento del consumatore. Il successo di Sol&Agrifood è una dimostrazione di come vi sia un interesse su un comparto strategico, quello agroalimentare, sia per la salute che per l’economia dell’Italia.

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