Il vigneto che produce i vini Soave e il Recioto di Soave è sempre più attento all’ambiente e alla qualità del territorio.

Conoscenza, competenza, condivisione, misurazione e validazione: sono cinque le parole chiave del modello di gestione avanzata del vigneto Soave.

Un modello che il Consorzio di tutela del Soave ha ufficialmente presentato a tutti i sindaci del comprensorio, alle organizzazioni di categoria e a tutti i portatori di interesse.

Il modello si compone dell’insieme delle linee guida che il Consorzio tutela vini Soave e Recioto di Soave e le aziende agricole vinicole attivano in tutta la filiera produttiva.

 

Soave - Colline della zona di produzione del vino Soave

Veduta delle colline della zona di produzione del vino Soave, provincia di Verona (foto Mauro Magagna)

Soave: attenzione a suolo, acqua, aria, biodiversità e paesaggio

E’ stato riunito in un documento di sintesi, che anticipa le indicazioni della Regione Veneto sulle tematiche di preservazione di suolo, acqua, aria, biodiversità e paesaggio. 

In questo progetto sono coinvolti tutti gli operatori collegati alla produzione integrata nel vigneto quindi produttori, tecnici di campagna, istituzioni, rivenditori e ditte produttrici dei presidi sanitari e delle macchine operatrici.

Il protocollo è testato da tre anni sul territorio della denominazione dei vini Soave.

Parte da due concetti semplici ma nello stesso tempo innovativi, che tendono a una gestione sempre più sostenibile del vigneto.

Il primo concetto è il coinvolgimento di tutte le aziende del territorio: a partire dalla valorizzazione di competenze e tecnologie che da sempre proiettano il Soave a sperimentare nuove soluzioni sul fronte della tutela ambientale.

Ne sono una dimostrazione la certificazione ambientale, l’etichetta verde. E il riconoscimento a Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale). 

Il secondo concetto è invece la validazione ex-post dei diversi processi di difesa, attuati da ogni singola azienda in funzione della propria sensibilità. E in funzione delle particolari condizioni agronomiche dell’annata.

Questo vede l’applicazione del protocollo WBA (World Biodiversity Friends) su tutto il territorio. E il calcolo dello stato di salute di suolo, acqua e aria con specifici indicatori biologici.

I dati relativi alla stagione fitosanitaria 2018, che vedono raddoppiati i rilievi sulle aziende test rispetto all’anno precedente.

Indicano che l’80% delle aziende oggetto di rilevazione ha ottenuto in media un risultato di 15 punti percentuali superiore allo standard del protocollo. E’ il segno di uno stato di salute dell’ambiente positivo.

Il lavoro negli ultimi tre anni ha portato a un incremento di 4 punti percentuali dello stato complessivo del sistema Soave, da 70,2% a 74,2%.(il minimo è 60%).

E’ il segno di un continuo miglioramento dato dalla crescente sensibilizzazione delle aziende verso l’ambiente.

Soave Verona - Castello di Soave

Castello di Soave, nella zona di produzione dei vini Soave e del Recioto di Soave (Verona)

 

Soave, il vino e il territorio patrimonio agricolo di rilevanza mondiale

“La conservazione dinamica e la gestione del paesaggio“, dice Sandro Gini, presidente del Consorzio di tutela del vino Soave, “sono le “visioni” che hanno guidato l’operatività consortile. E che possono diventare valore vero per il nostro territorio”.

“Quello del Soave è ad oggi l’unico consorzio italiano che utilizza il protocollo della biodiversità come sistema di misura”, fa notare Gini. “Un  termometro in grado di valutare l’incidenza delle fasi produttive su terra, acqua, aria”.

In questo modo la biodiversità diventa una sorta di “ponte” – sottolinea il Consorzio di tutela del vino Soave – che conduce le aziende produttrici, già impegnate in tema di rispetto dell’ambiente, verso l’obiettivo finale: la sostenibilità dell’intero sistema produttivo.

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