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Riso, radicchio, ortaggi, frutta: i prodotti tipici di Verona

Riso, olio, radicchio. Sono solo alcuni dei prodotti tipici dell’agroalimentare veronese.

La provincia di Verona offre una serie di ortaggi e frutta di prima qualità. Prodotti degni di una terra generosa nota soprattutto per il vino, ma che coltiva un’ortofrutta di grande qualità.

Alcuni prodotti tipici della provincia scaligera sono classificati con l’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Altri con la Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Tutti meritano un assaggio, sia per i piatti tradizionali della cucina scaligera, sia per il consumo alimentare di qualità e benefico per la salute.

Di seguito una guida ai prodotti tipici veronesi, alcuni dei quali IGP e DOP, con le relative foto tratte dal sito Agriturismo Verona.

Riso Nano Vialone Veronese IGP

Il risotto è uno dei piatti tipici della tradizione culinaria veronese.

Il riso adatto per il risotto secondo la cucina scaligera è il Vialone Nano Veronese.
Ha caratteristiche di resistenza alla cottura, di sapidità, d’integrità del chicco.

Il “Riso Nano Vialone Veronese” è tutelato da un Consorzio di produttori e risieri.

Nel 1996 ha avuto il riconoscimento dell’Unione Europea di prodotto a Indicazione Geografica Protetta (IGP).

La zona di produzione di questa varietà di riso comprende, oltre all’area di coltivazione, anche i territori delle risorgive e dei fontanili da dove si originano le acque per le risaie.

La zona di produzione del Riso Nano Vialone Veronese comprende 24 comuni della provincia scaligera: Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Cerea, Concamarise, Erbé, Gazzo Veronese, Isola della Scala, Isola Rizza, Mozzecane, Nogara, Nogarole Rocca, Oppeano, Palù, Povegliano Veronese, Ronco all’Adige, Roverchiara, Salizzole, Sanguinetto, San Pietro di Morubio, Sorgà, Trevenzuolo, Vigasio, Zevio.

 

Radicchio di Verona IGP

Vi sono due tipi di “Radicchio di Verona”: c’è il “tipo precoce” e il “tipo tardivo”.

Il radicchio di Verona ha foglie sessili, intere, con margine privo di frastagliature e piegate a doccia verso l’alto.

Grazie alle temperature invernali, quelle foglie prendono un colore rosso scuro intenso.

Addossate le une alle altre, le foglie del radicchio di Verona danno al cespo la forma compatta.

La nervatura principale delle foglie, molto sviluppata, è invece di colore bianco.

Per il “tipo tardivo” di Radicchio di Verona le foglie mostrano di avere croccantezza e assumono un gradevole gusto amarognolo.

La zona tipica di produzione del Radicchio di Verona – tutelato dal Consorzio Tutela Radicchio di Verona – è il Basso Veronese, in pianura.

Il radicchio si presta a ricette gastronomiche e piatti tipici.

Il più noto è il risotto con il radicchio rosso di Verona, accompagnato da vini come il Valpolicella Ripasso o l’Amarone Valpolicella.


Asparago di Verona

L’asparago è un ortaggio di consistenza carnosa, privo di foglie.

L’asparago conta numerose varietà, a seconda del colore e della misura.

Il colore bianco delle varietà di Verona è dovuto alla profonda collocazione nel terreno, al riparo cioè dalla luce.

Se l’interramento è ridotto, si avrà la qualità di asparago verde da consumarsi giovane.

L’asparago è povero di calorie e di carboidrati, ma molto ricco di proteine. Inoltre, ha una buona quantità di vitamine e di minerali.

A tavola l’asparago può essere gustato lesso, con un pinzimonio di olio e aceto, accompagnato a uova sode, oppure può essere impiegato in cucina per la preparazione di risotti e pasta.

Verona è una provincia leader a livello nazionale nella produzione di asparago. Qui ha sede il Consorzio per la Valorizzazione dell’Asparago di Verona.

 

Cavolo dell’Adige

Il Cavolo dell’Adige è un prodotto ortofrutticolo proprio del Basso Veronese e di Castagnaro, il comune scaligero che vanta la maggior produzione a livello nazionale.

Le varietà coltivate di cavolo sono diverse: il cavolfiore, il cavolo cappuccio verde o rosso, il cavolo verza, il cavolo broccolo. In loco si è costituito anche un Consorzio di Tutela del Cavolo dell’Adige.

Il cavolfiore è un ortaggio conosciuto fin dall’antichità per le sue doti terapeutiche. Ricco di sostanze nutritive (vitamina C, selenio, fibre e potassio) è ricco anche di ferro e zolfo che aiutano l’organismo a depurarsi.

Usato per la preparazione di zuppe, minestre di verdure e risotti, il cavolo può essere gustato crudo nell’insalata o cotto come contorno per la carne di maiale.

Patata dorata dei terreni rossi del Guà

 
La “Patata dorata dei terreni rossi del Guà” viene coltivata nei terreni alluvionali, argillosi, profondi e di colore rosso formati in tempi remoti dal divagare dell’Adige.
 
Il territorio interessato alla produzione è situato tra le province di Padova, Vicenza e Verona nei comuni di Montagnana, Saletto, Megliadino San Fidenzio, Ospedaletto Euganeo, Cologna Veneta, Pressana, Roveredo di Guà, Lonigo, Noventa Vicentina, e Poiana Maggiore.
 
I terreni di coltura presentano argille di natura basaltica e calcarea, con colorazione bruno rossastra. Combinate col limo, quelle argille conferiscono ai tuberi la particolare doratura della buccia, elemento di distinzione del prodotto.
 
Con la denominazione “Patata dorata del Guà”, si comprendono una serie di varietà coltivate: la Primura, quella più diffusa, Agata, Vivaldi, Cicero, Monalisa, Liseta e Alba.
 
 

Tarfufo del Monte Baldo e dei Monti Lessini

 

Tra le prelibatezze della gastronomia veronese si trova anche il tartufo: il tartufo nero del Monte Baldo e il tartufo dei Monti Lessini.

Il tartufo nero pregiato ha profumo gradevole ed intenso. Ha dimensioni variabili tra quelle di una noce e quelle di una mela e un aspetto tuberiforme. In genere matura da novembre a marzo.

Di minor pregio ma alquanto diffusi sono il tartufo nero d’estate o scorzone e la trifola nera. Grazie all’aroma e al sapore intensi, il tartufo viene utilizzato per insaporire i piatti e va usato con moderazione per non rischiare di coprire gli altri gusti.

Zucca di Verona

La zucca è un ortaggio diffuso soprattutto nel Basso Veronese e nell’Est Veronese.

Ha grandi dimensioni, una buccia verde e spessa e una polpa di colore giallo intenso.Il sapore è netto e dolce.

E’ ricca di semi che, tostati e salati, vengono gustati come snack.La zucca, ricca di vitamina A, potassio e fosforo, è indicata per la preparazione di minestre, risotti, ma può essere usata anche per preparare gnocchi o cotta al forno gratinata.

 


Anguria di Verona

L’Anguria di Verona è un frutto coltivato soprattutto nell’Est Veronese e nel Basso Veronese, nelle stesse zone del melone.

L’anguria è il simbolo dell’estate.

Nelle sagre di paese vi sono gli stand gastronomici con la “molonara”, dove vengono servite grosse fette di anguria.

L’anguria è molto dissetante e diuretica. Contiene il 95% acqua, oltre a potassio e vitamina A.

 

Fragola

La fragola viene coltivata soprattutto nella zona della Basso Veronese e dell’Est veronese.

La coltivazione di fragole possiamo trovarla in un po’ tutta la provincia di Verona. Ma a esserne interessati sono soprattutto i comuni di Bonavigo, Minerbe, Albaredo d’Adige (Basso Veronese).

E quelli di San Giovanni Lupatoto, Zevio, Buttapietra (zona sud-ovest della provincia scaligera). 

Il periodo di maturazione della fragola è compreso fra aprile e giugno.

Le fragole di bosco maturano invece tra giugno e luglio. 

La fragola è un frutto ricco di vitamina C e ha poteri disintossicanti.

La fragola può essere gustata fresca, servita nel modo della macedonia con l’aggiunta di succo di limone e zucchero oppure con l’aggiunta di un poco di vino.

La fragola può anche essere usata per preparare la marmellata di fragole.


Mela di Verona

La “Mela di Verona” viene coltivata in una cinquantina di comuni tra i quali Albaredo, Legnago, Sommacampagna, Palù e Zevio.

La Mela di Verona, insieme a quelle del Trentino, è una delle mele più apprezzate dai consumatori.

La mela veronese è suddivisa per gruppi Golden delicius, Red delicius, Gala, Morgenduf, Granny smith, Fuji e Braeburn .

Si distingue subito per la croccantezza, la bassa acidità e l’aroma spiccato.

A Zevio, nel mese di ottobre, il Comune organizza una rassegna per promuovere e diffondere questo prodotto tipico.  

Le metodiche di lavorazione sono quelle tipiche della coltura della mela.

La coltivazione della Mela di Verona avviene su suoli argillosi e ben soleggiati, in assenza di trattamenti antiparassitari.

Dopo la raccolta, che avviene a mano, il prodotto non è soggetto a trasformazioni. E’destinato al consumo allo stato fresco: può comunque essere conservato alcuni giorni nelle celle frigorifere.


Melone Precoce di Verona

Il “Melone Precoce di Verona” è – assieme alle fragole – la principale produzione di frutta del Basso Veronese e dell’Est Veronese.

Il melone precoce di Verona – coltivato anche in serra – è un prodotto apprezzato e molto legato al territorio scaligero.

La coltivazione in serra del Melone Precoce di Verona consente a questo frutto di essere presente sui mercati da fine maggio ai primi di luglio.

Il melone ha una polpa carnosa, ricca di succo e un sapore dolce ben marcato.

Va consumato fresco e il suo sapore viene esaltato dall’abbinamento con il prosciutto crudo.

 

Pesca di Verona IGP

La “Pesca di Verona” viene coltivata nei comuni scaligeri di Bussolengo, Pescantina , Sona, Sommacampagna, Villafranca e Valeggio sul Mincio.

Fanno parte della zona dedicata alla coltura della pesca. In primavera si colorano in modo suggestivo grazie alla fioritura dei peschi.

La zona di produzione presenta un clima temperato a poca distanza dal Lago di Garda.

La “Pesca di Verona” ha caratteristiche organolettiche e qualitative uniche. Questo grazie al tipo di terreno, di pianta di pesco e di coltura.

La coltura del pesco nel territorio veronese viene citata da Plinio: egli in epoca romana scriveva nelle sue opere del “pomo della lanuggine” coltivato nella zona.

Il pittore Andrea Mantenga nel Quattrocento dipingeva le pesche nei suoi affreschi nella Basilica di San Zeno a Verona.

La Pesca di Verona ha un proprio marchio a tutela della qualità e della tipicità del prodotto.

Formaggio, olio extravergine e prosciutto “Made in Verona”

 

Formaggi, marroni, olio extravergine. I prodotti veronesi a Denominazione di Origine Protetta (DOP) offrono una galleria di prelibatezze pronte per essere cucinate e degustate.

La Denominazione di Origine Protetta (DOP) indica prodotti collegati in modo molto stretto a una determinata regione o area geografica di cui portano il nome.

Un prodotto per potersi fregiare del marchio Dop deve sottostare a due precise condizioni.

La produzione delle materie prime e la loro trasformazione fino al prodotto finito devono essere effettuate in loco, nella zona dalla quale prendono il nome.

Qualità e caratteristiche del prodotto devono essere riconducibili solo all’ambiente geografico d’origine: l’insieme dei fattori umani e naturali, ad esempio il clima, la qualità del suolo, le tecniche di lavorazione.

 

Formaggio Monte Veronese DOP

Il formaggio “Monte Veronese” prende il nome dalla collina e dalla montagna veronese in cui viene prodotto.

Si tratta di un prodotto di antica tradizione, che è giunto a noi dal Medioevo.

Le prime tracce di questo formaggio, infatti, risalgono al 1100. Nei secoli il procedimento di produzione è rimasto invariato.

Garanzia della qualità e della tipicità di questo formaggio sono il latte, che proviene esclusivamente dalle stalle della Lessinia. E le tecniche di produzione tradizionale.

il Formaggio Monte è commercializzato in due tipologie a seconda della stagionatura:Monte Veronese D.O.P. Latte Intero e Monte Veronese D.O.P. d’allevo.

Il Monte Veronese DOP Latte Intero è un formaggio da tavola a pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte di vacca intero.

La stagionatura varia dai 30 ai 60 giorni. Ha forma cilindrica ed il peso varia da 7 a 10 Kg.

La pasta ha colore leggermente paglierino, con occhiatura sparsa e di piccole dimensioni con sapore delicato e gradevole.

Il Monte Veronese Dop d’allevo è un formaggio semigrasso a pasta semicotta, prodotto solo con latte di vacca.

La stagionatura varia da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 2 anni.

Ha una forma cilindrica ed il peso varia da 6 a 9 Kg.

La pasta ha colore bianco e/o giallo paglierino, in relazione alla stagione di produzione. Presenta in genere occhiatura media.

Il formaggio Monte Veronese viene tutelato e promosso dal Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese DOP.

 

Formaggio Grana Padano DOP

Il formaggio “grana”, è stato così chiamato per la granulosità della pasta, che così si distingue dagli altri formaggi a pasta uniforme.

La zona di produzione del formaggio DOP Grana Padano è la Val Padana, comprensiva nel Veneto delle province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

Formaggio semigrasso a pasta dura, cotta ed a lenta maturazione, è prodotto con latte di vacca la cui alimentazione base è costituita di foraggi verdi o conservati, proveniente da due mungiture giornaliere.

Il latte di vacca viene riposato e parzialmente decremato per affioramento.

Il disciplinare stabilisce che il Grana Padano DOP deve essere caratterizzato da forma cilindrica, scalzo leggermente convesso o quasi dritto, facce piane, leggermente orlate, peso da 24 a 40 kg per forma, diametro medio di 40 cm.

Deve poi avere crosta spessa con pasta colore bianco paglierino e struttura granulosa, che si spezza formando scaglie.

Il Grana Padano DOP bene si sposa con i vini veronesi di qualitàIl Grana Padano è tutelato e promosso dal Consorzio Tutela Grana Padano.

 

Marrone di San Zeno DOP

Il “Marrone” è la variante “nobile” della castagna. E’ un frutto più grande, di forma ovale allungata, dal colore più chiaro con striature brune ben marcate.

La buccia del marrone è sottile. Si stacca con facilità e per la polpa più gustosa e dolce rispetto alla castagna.

Presenti sul territorio veronese fin dalla preistoria, marrone e castagna vennero sfruttati come coltivazione dai romani.

La zona di produzione e trasformazione del “Marrone di San Zeno” è a un’altitudine fra i 250 e i 900 metri.

La zona del Marrone di San Zeno fa parte del territorio del Monte Baldo, che è compreso tra il Lago di Garda e la valle del fiume Adige.

Raccolto ancora oggi con i metodi tradizionali, il marrone può essere cucinato in vari modi: lessato, al forno, arrosto (sistema migliore); può costituire ingrediente basilare per vari tipi di dolci.

 

Olio extravergine di oliva “Garda” e “Veneto” DOP

Il Veneto è interessato da due Denominazioni di Origine Protette (DOP) di olio extravergine d’oliva: “Garda” e “Veneto”.

La Dop Veneto è a sua volta distinta in Valpolicella. Le zone vocate a questa coltivazione sono il lago di Garda e le colline veronesi.
Tale produzione, pur limitata nel contesto nazionale, è assai apprezzata sul mercato per la sua elevata qualità.

Lolio extravergine Garda Dop ha un colore verde da intenso e marcato, con tenui sfumature di giallo. Il profumo è leggermente fruttato, al palato dà sensazioni di mandorla dolce.

L’olio extravergine Veneto-Valpolicella Dop ha invece un colore in cui prevale il giallo con lievi tonalità di verde negli oli freschi, il profumo è di fruttato leggero, mentre il sapore anch’esso fruttato ha una leggera sensazione amara e un retrogusto di mandorla.

Grazie ad un ambiente favorevole alla coltivazione dell’olivo, sia l’olio del Garda che l’olio Veneto delle colline veronesi vengono considerati dagli esperti tra i migliori oli extravergine di oliva presenti sul mercato.

Sia crudo che per la cottura è ideale per genuinità, digeribilità, apporti nutrizionali e ricchezza di gusto.

L’olio extravergine d’oliva è il grasso più digeribile ed ha innumerevoli proprietà benefiche sull’organismo.

 

Prosciutto Veneto Berico-Euganeo

Il Prosciutto Veneto è distinto dal marchio leonino della Repubblica Serenissima di Venezia.

Nella zona di produzione rientrano i comuni veronesi di Pressana, Roveredo di Guà e Cologna Veneta.

Il prosciutto è caratterizzato da un’inconfondibile dolcezza, dalla morbidezza, dal colore roseo e dal delicato sapore accompagnato da un profumo di noci.

Un prodotto unico che viene lavorato ancora secondo i dettami e le attenzioni dell’artigianato.

Questo prosciutto è ricavato dalla coscia fresca posteriore dei suini adulti di razza pregiata.

I suini sono alimentati nell’ultimo periodo con sostanze ad alto contenuto proteico.

Le cosce non devono essere congelate. Vanno sottoposte alla salagione a non oltre 48 ore dalla macellazione.

Le cosce devono essere rifilate dal grasso e dall’eccesso di cotenna. 

Devono poi essere appese per la lavorazione e la stagionatura. Questo per evitare la strozzatura del gambo.

Il prosciutto deve essere stagionato per non meno di dieci mesi dalla salatura.

Un istituto di certificazione indipendente dal Consorzio controlla ogni passaggio di tutta la filiera.

I controlli vanno dalla data di nascita e zona di provenienza del nord Italia dei suini di razza pregiata, alle caratteristiche di allevamento ed alimentazione dei suini.

I controlli sono poi sulle fasi di macellazione e il trasporto, sulla lavorazione delle cosce fino alla stagionatura.

Il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo viene tutelato e promosso dal Consorzio di Tutela del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP.

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