L’estate è giunta senza farsi troppo attendere e anche le calde giornate sono qui a farci compagnia. Sembra però che questo che stiamo vivendo sia un periodo piuttosto insolito.

I danni sono parecchi, di ogni natura. Ma questa estate si può ancora recuperare?

Una domanda che ci facciamo tutti, sia in termini economici che psicologici. Vorrei avere una risposta da dare.

Di sicuro posso scrivere di quello che ho osservato, sulle possibilità che ci sono per salvare l’estate 2020.

Non mi riferisco ad aiuti economici, prestiti a fondo perduto, perché non mi occupo di finanza.

Non ho nemmeno da proporti ottimi investimenti a tasso zero, non è il mio settore. Io faccio turismo.

Quando mi capita di vivere un’esperienza, in generale mi piace riflettere su ciò che è successo e su ciò che mi ha lasciato.

E soprattutto tentare di capire come posso impiegare e sfruttare a mio favore quanto è accaduto. In percentuale quanto posso beneficiare di una situazione?

Se riesco a tirare furi almeno 3 tre risposte positive, significa che qualcosa di buono può giungere.

Siamo tutti d’accordo che questo Covid-19 di buono ha lasciato ben poco, anzi è arrivato piuttosto come uno Tsunami spazzando via quanto di più poteva.

Però vorrei lanciare una riflessione sul da farsi e chiederti se anche nel tuo piccolo hai trovato lo stesso riscontro che ho trovato io.

Questo periodo, di pseudo libertà e tanto tempo libero forzato non richiesto, lo stiamo ben o male tutti impiegando in preparativi per il 2021.

E’ un pò come se tutti ce la fossimo un pò messa da parte, questa estate 2020. Della serie pazienza, ok questo anno il treno è partito lasciandoci a piedi, ma io non demordo e mi preparo per il prossimo.

Io le valigie le ho sempre pronte, non le ho messe nell’armadio. Sono sempre sulla griglia di partenza con i motori accesi, un pò come accade al nostro Bel Paese che un pò acciaccato tenta di ripartire.

In qualche articolo fa si parlava di Enoturismo e di quanto l’Italia sia preparata all’accoglienza, non so se lo hai già letto: L’enoturismo è pronto per la ripartenza: gli spazi aperti sono la soluzione per accogliere i turisti del vino e della buona tavola.

Enoturismo

Condividere idee e progetti sull’enoturismo significa unire le forze per superare le difficoltà attuali

 

Ti consiglio di farlo perchè altrimenti questo articolo ti farebbe perdere il filo di come puoi girare il timone a tuo favore.

Come possiamo muoverci per aiutare il nostro business a ripartire?

Sento spesso dire:

“Non esiste un vento a favore per il marinaio che non sa dove andare”.

Questa frase di Lucio Anneo Seneca, mai azzeccata come ora, mi riporta un pò all’intento di questo articolo: a illustrarti cioè come si può direzionare questo vento contro a nostro favore.

Qualcuno ti ha mai chiesto di collaborare?

Noto in questi giorni, ed è un’onda che arriva sempre più forte un pò da tutte le parti, una continua ricerca e richiesta di collaborazione, di fare squadra. E’ capitato anche a te?

Io stessa mi sono accorta di cercarne più di quanto mi capitasse prima in passato, come se attualmente ne sentissi maggiormente il bisogno. Non tanto perchè metto in dubbio le mie capacità. Piuttosto mi rendo conto che se “nuotassi in gruppo” potrei essere più forte anche contro corrente.

Il termine “fare rete”, è un concetto che esisteva anche prima del Covid-19, funzionava forse sì, magari non troppo bene, ma oggi più che mai sembra essere diventato una forza onnipotente che può regalarci ottimi risultati.

Non funziona perchè lo dico io, ma è l’attuale presente che ci porta a doverlo sperimentare, a richiederlo, a sentire il bisogno di fare networking, di aiutarci, di darci una mano.

Mai come in questo periodo arrivano ancore di salvezza alle quali aggrapparsi. E io che faccio parte dei pesci piccoli non voglio disdegnare questi aiuti.

Il presente non è roseo ma noi italiani siamo abituati a rimboccarci le maniche. Insieme sicuramente abbiamo una marcia in più.

Perché fare rete è una buona strategia?

Ti dico le mie tre motivazioni.

1.Fare rete può aprire nuove porte, nuovi orizzonti.

2.Chi fa da se far per tre, ma come diceva il grande campione di Basket Michael Jordan:

“Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.”

3.Se ci aiutiamo, facciamo crescere il mio e anche il tuo di business.

Ecco perchè anche per la creazione di un mercato che sia il più unitario possibile è bene tenere in considerazione la strategia di costruire collaborazioni tra imprese o tra professionisti.

Tanti settori si prestano, ma quello però al quale io faccio sempre un pò riferimento è sicuramente il mio e quello di questo Blog: l’Enoturismo con le sue imprese legate al territorio.

Riuscire ad instaurare relazioni con gli stakeholder del luogo, network tra locali, attraverso lo sviluppo di sinergie durature può far beneficiare gli attori di introiti interessanti.

Come fare rete tra cantine?

L’idea di base è puntare in chiave sistemica e sostenibile alle risorse circostanti.

E’ fondamentale che si realizzi varietà e trasversalità, in modo da risaltare le potenzialità locali e rafforzarne la differenziazione.

Ad esempio una cantina che si occupa di degustazioni, se nella sua offerta è prevista la consumazione di stuzzichini, invece che andare a rifornirsi all’ingrosso, dovrebbe prediligere quel formaggio tipico locale.

Fare rete sul territorio

Puntare sulla scelta di prodotti locali significa creare un ciclo che sostitene il mercato di prossimità

 

Se il cliente chiedesse consiglio su dove pranzare, sarebbe da direzionare verso osterie e ristoranti locali, con i quali è possibile stringere affari e, perché no, vendere anche il proprio prodotto.

Attraverso politiche commerciali ad hoc si devono preferire realtà territoriali cosicché da dare più valore al patrimonio locale.

Cosa fare per invogliare il turista a rimanere sul territorio?

Fare una check list di che cosa il territorio offra. Come botteghe antiche, aziende che svolgano un certo tipo di esperienze, tutto quello che può far pensare al turista: “Interessante, quasi quasi mi fermo ancora un pò e vado a dare un’occhiata”.

Rete sul territorio

Il digitale si è rivelato indispensabile per generare contatti nel territorio

 

Conoscere i riferimenti geografici, le infrastrutture, i servizi.

Informarsi di orari di musei locali e luoghi storici

Il turista va consigliato verso imprese della zona per farlo restare più tempo.

I vantaggi di aggregarsi

In generale le aggregazioni generano numerosi vantaggi: economici, di visibilità, possibilità di ingresso ad ulteriori mercati o tra settori diversi.

Le relazioni tra imprese locali implementano non solo una crescita interna ma anche quella esterna, generando una sorta di benessere generale collettivo.

E aggiungo, la creazione di supporto per le diverse fonti, riduzione di rischi d’impresa, incremento di conoscenza, rafforzo di reputazione.

In un paese come l’Italia con un patrimonio culturale unico, le sinergie sono da sfruttare, con il fine di favorire una più equa distribuzione dei flussi turistici.

L’aggregazione è la chiave giusta per creare una possibile destinazione turistica.

Si sente spesso parlare di questa parola, che non è altro che un termine utilizzato a valutare il territorio nella sua complessità in modo che tutti gli elementi circostanti si contestualizzino.

Affinché si vadano a sviluppare attrazioni e infrastrutture adeguate da rendere fruibile una località, non deve mancare la cooperazione tra i vettori turistici e locali.

La sfida è di interagire senza sprecare risorse preziose, ed è essenziale che ci siano servizi informativi adeguati, per porre l’ospite nelle condizioni migliori.

Fare rete sul territorio

Fare rete nel territorio serve anche per costruire una brand identity della destinazione turistica

 

Ricordati che l’intento deve essere quello di creare valore aggiunto, per rendere unico il territorio, dall’accoglienza alla partenza del viaggiatore.

Interessante è la costruzione di brand identity del territorio, ossia la creazione un segno distintivo associato al territorio.

La destinazione deve trasmettere un’immagine positiva ai clienti, e solo le imprese locali possono generarla.

L’estate 2020 senza feste popolari

Normalmente in una situazione di normalità non è corretto eliminare momenti di aggregazione come sagre di paese ed eventi legati al territorio, le aziende non dovrebbero smettere di parteciparvi.

In quanto risulta essere ormai chiaro che il visitatore di oggi è sempre più interessato a tutti quegli elementi distintivi di una cultura che vive tra le strade.

Infatti, oggi più di prima sono le piccole storie di quotidianità a destare interesse agli occhi del viaggiatore.

Il turista predilige sempre più spesso esperienze da vivere più di monumenti da visitare.

Ecco perché le imprese enogastronomiche devono assolutamente essere parte integrante del prodotto turistico territoriale.

Riassumendo, una rete di imprese è sempre una scelta vincente, si tratta sempre di capire quale è il partner giusto.

Ovviamente è anche una scelta che ti fa mettere in gioco e non in panchina. E’ necessario che alla base ci sia una mentalità aperta disposta anche a rischiare.

Se ti è piaciuto il mio articolo non esitare a condividerlo e se vuoi dei consigli, contattaci.

Vuoi “fare rete”? lasciami un commento, facci sapere il tuo punto di vista. Vorrei sentire cosa ne pensi.

Vorrei lasciarti con un’ultima frase, di Harry Ford:

“Quando tutto sembra andare male, ricorda che gli aerei decollano contro vento, non con il vento a favore”.

 

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
Team veronawinelove.com
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour
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