La pavimentazione a mosaico di epoca romana è stata rinvenuta a Negrar di Valpolicella dopo dei carotaggi fatti dalla Soprintendenza di Verona.
La Cantina Valpolicella Negrar, già dal 2011, aveva creato una linea di vino Amarone per sottolineare il legame tra cultura del territorio e storia

Quanta emozione tra le vigne della valle della Valpolicella. Nel comune di Negrar di Valpolicella, vicino a Verona, rivedono la luce una serie di mosaici che sono parte integrante di una pavimentazione di una villa romana.

La scoperta, avvenuta il 26 maggio 2020, è opera del gruppo di archeologi della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, sotto la direzione dell’archeologo Gianni De Zuccato e realizzato operativamente dall’archeologo Alberto Manicardi della SAP (Società archeologica Padana s.r.l.).

Oramai la notizia ha fatto il giro del mondo tanto che lo stesso Gianni De Zuccato ha rilasciato delle informazioni sulla scoperta al New York Times.

 

Gianni de Zuccato archeologo

La pavimentazione della villa romana, composta da mosaici, ritrovata dalla Soprintendena Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, sotto la direzione dell’archeologo Gianni de Zuccato (Foto del profilo Facebook di Gianni de Zuccato)

 

Il sito archeologico di Negrar di Valpolicella

Tra questi filari, dove si produce il famoso vino rosso della Valpolicella, la villa Romana di Negrar era già stata al centro di altri scavi.

Il sito di Negrar, che si trova in località Villa e di proprietà della famiglia Giacopuzzi-Bronzo, è noto agli studiosi e agli archeologi fin dal 1887.

Risalgono al 1922 e 1975 i primi ritrovamenti di una parte della pavimentazione a mosaico che ora è collocata nel Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

I mosaici della villa, che sono gli unici resti dell’edificio, sono databili verso la fine del III secolo d.C come riporta Paolo Lino Zanotto in “Mosaici Paleocristiani delle Venezie” (Del Bianco, 1963).

Mosaici Villa romana a Negrar

I mosaici della pavimentazione della villa romana di Negrar di Valpolicella (Foto del Comune di Negrar di Valpolicella)

Le tessere di pietra dei mosaici sono ancora di vivaci colori (come nella foto sopra): rosse, bianche, rosa, viola, arancio e gialle.

La composizione disegna sulla superficie del mosaico una serie di motivi geometrici chiamati i “nodi di Salomone” e “nodi a otto capi” in quanto formati da ottagoni alternati a rombi.

Gli scavi nel fondo erano iniziatii nell’agosto del 2019 e ripartiti dopo lo stop dovuto al periodo di lockdown.

La Cantina Valpolicella di Negrar con una linea di vino Amarone Classico

Il ritrovamento del nuovo tratto di pavimentazione della Villa Romana si collega anche alle precedenti scoperte avvenute nel fondo della famiglia Giacopuzzi-Bronzo.

La Cantina Valpolicella Negrar aveva dedicato l’etichetta del suo Amarone Espressioni Domini Veneti “Villa”, del 2011, proprio a un frammento del mosaico ritrovato e ora conservato nel Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

Il valore storico dell’insediamento romanico viene così valorizzato con la creazione di una linea di vino Amarone prodotto proprio dalle viti del sito oggetto degli scavi.

Amarone della Valpolicella della Cantina di Negrar

“Villa” Amarone della Valpolicella della Cantina Valpolicella Negrar del 2011, Direttore Daniele Accordini, linea Domini Veneti – collezione Espressioni (Foto Cantina Valpolicella Negrar)

 

Le fasi dei ritrovamenti

La residenza romana che risale al II-III Secolo d.C è composta da una pars rustica per la lavorazione dei prodotti agricoli, come i “vini retici” propri del periodo romano.

Le date storiche dei ritrovamenti sono:

  • 1887 primo ritrovamento in frazione Villa, a Nord di Negrar di Valpolicella,
  • 1922 dopo uno smottamento il Sig. Giovanni Battista “Giobatta” vide affiorare alcune parti della Villa romana,
  • 1974 ritrovamento di un altro locale durante i lavori per la costruzione dell’abitazione di proprietà della famiglia Giacopuzzi-Bronzo.

Gli elementi di maggior importanza sono indubbiamente i mosaici pavimentali, eseguiti tra il II ed il III secolo d.C. recuperati in parte dagli scavi del 1887, e conservati al Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

 

Mosaici della Villa a Negrar di Valpolicella

Sui mosaici della Villa romana, ritrovati nel 1974, sono raffigurate immagini ispirate a giochi circensi e lotte tra gladiatori (Foto Cantina Valpolicella Negrar)

 

Ora l’obiettivo è quello di portare a termine il recupero dell’intera pavimentazione e rendere l’area accessibile agli studiosi, agli storici e anche ai turisti.

La valorizzazione del sito con la creazione di un’area archeologica che sia fruibile dalla cittadinanza dovrà essee un punto sul quale trovare una soluzione.

Nella speranza che le istituzioni e la proprietà del fondo, che è attualmente coltivato con vitigni, trovino un accordo rimane la speranza di riscoprire questo patrimonio archeologico comune, oltre che storicamente di rilievo.

Guardando al presente rimane la soddisfazione per Gianni de Zuccato e tutti gli altri colleghi archeologi di aver ridato luce a queste decorazioni impiegate, per la prima volta, dai Sumeri più di 3000 anni fa.

> English version: In Valpolicella area were found Mosaics of a Roman villa of third century A.D.

Ulteriori approfondimenti sul sito della Soprintendenza archeologica di Verona.

 

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Articolo a cura di Nicola Albi
veronawinelove@gmail.com

Foto di copertina: mosaico della Villa romana (foto Cantina Valpolicella Negrar)

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