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MANTOVA: COSA VEDERE

Mantova turismo

Visitare Mantova: il territorio

Visitare Mantova è sempre un’emozione. Mantova e il turismo sono infatti un binomio perfetto.

Il comune di Mantova e la sua provincia si caratterizzano, del resto, per una precisa individualità.

Terra di confine incastonata fra tre regioni, Mantova ha una storia millenaria di arte, cultura e d’indipendenza politica che hanno lasciato un’impronta forte ed avvertibile con caratteristiche e dimensioni peculiari.

Mantova cittadina di provincia ma anche capitale; spazio a misura d’uomo, la sede di una delle Regge più ampie ed affascinanti d’Italia: apparenti contraddizioni che costituiscono il fascino sottile di questo nobile e bellissimo territorio.

Peraltro tutto il Mantovano, all’apparenza uniforme e profondamente padano, offre una complessità inaspettata.

Cosa vedere a Mantova? C’è l’imbarazzo della scelta.

Si passa dalle colline moreniche a ridosso del lago di Garda alle sponde del fiume Mincio e dell’Oglio, dalla fenditura che il fiume Po traccia tra la media e la bassa provincia fino al contorno inusuale dei tre laghi che cingono Mantova. 

Cosa vedere a Mantova: luoghi di interesse storico

DUOMO. CATTEDRALE DI SAN PIETRO

Un grande rettangolo di ciottoli circondato dalla storia che le pietre antiche raccontano. Qui i Gonzaga, con il golpe del 1328, conquistavano la città, spodestando i Bonacolsi.

Punto focale: la chiesa cattedrale di San Pietro, testimone di tre epoche con la facciata neoclassica, la fiancata gotica, il campanile romanico.

A destra della cattedrale, la Magna Domus e il Palazzo del Capitano, duecenteschi, congiunti a quello detto del Plenipotenziario.

A sinistra invece, il settecentesco Palazzo già dei marchesi Bianchi, diventato sede vescovile e, a chiudere, il duecentesco, imponente Palazzo Bonacolsi ora dei marchesi Castiglioni. Dietro il palazzo svetta la Torre bonacolsiana, con la gabbia nella quale venivano rinchiusi i malfattori.

PALAZZO DUCALE

L’imponente reggia che domina Piazza Sordello è Palazzo Ducale, la reggia che ha ospitato nel corso dei secoli le famiglie che hanno governato la città di Mantova e i suoi territori. Un palazzo che racconta la ricchezza e i fasti vissuti dalla città dei tre laghi. 

Il Palazzo Ducale si compone di più edifici costruiti in epoche diverse. E collegati fra loro nel corso del tempo prima dalla famiglia Bonacolsi e poi dai Gonzaga.

Costruito da Guido verso la fine del 1200, l’edificio è tipicamente vicino ai palazzi comunali d’area lombarda, ma nel contempo anticipazione del passaggio di Mantova da Comune a Signoria.

Divenuto infatti capitano del popolo nel 1299, Guido trasformò quello che allora era ancora un palazzo di proprietà della famiglia, nel centro del potere della città.

La vasta superficie della facciata alleggerita dalle ampie arcate del porticato sottostante, è arricchita dal sobrio cromatismo del mattone alternato al marmo. 

BASILICA DI SANT’ANDREA 

Se la cattedrale rispecchia la città, la concattedrale di Sant’Andrea ha rilevanza addirittura universale.

Nella sua ultima opera Leon Battista Alberti ha creato un capolavoro dell’architettura rinascimentale. Non solo: è anche un modello di spazio sacro variamente ripreso in innumerevoli chiese sparse nel mondo intero.

E con quello dell’Alberti ricorrono qui i nomi di Mantegna, Correggio, Giulio Romano, Juvarra, Canova e uno stuolo d’altri, tutti tesi a dare evidenza all’oggetto che ha mosso tanto impegno: la reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù.

Una reliquia che, a prescindere dalla sua autenticità, richiama un evento cardine della fede cristiana: il sacrificio del Redentore e la sua riproposizione sacramentale nell’Eucarestia.

Per Mantova il Preziosissimo Sangue, come viene chiamato, assume poi un’importanza speciale, collocandosi all’origine della sua storia moderna.

ROTONDA DI SAN LORENZO

È la chiesa più antica della città, fondata tra la fine del XI secolo e l’inizio del XII, probabilmente per volere di Matilde di Canossa.

Ispirata alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dedicata a San Lorenzo (martire romano del III secolo) è la Rotonda di San Lorenzo.

La rotonda è a pianta centrale, con soprastante matroneo. Un deambulatorio precede e circonda la navata, caratterizzata da otto colonne e un piccolo abside.

E’ costruita in cotto, secondo la tradizione lombarda del periodo, ma osserva due colonne di marmo, alcune formelle e pilastrini in pietra di epoca precedente (VI-VIII secolo) provenienti da edifici scomparsi.

PALAZZO DELLA RAGIONE

Il Palazzo della Ragione fa parte di quel nucleo di edifici cittadini sorti in epoca medioevale.

Citato più volte in documenti dell’epoca come Palatium Novum del Comune, il palazzo venne edificato intorno al XI-XII secolo. Doveva assolvere alle funzioni civili pubbliche e destinato ad accogliere le assemblee e le adunanze cittadine.

In caso di cattivo tempo, il mercato che si teneva nella piazza sottostante.

L’edificio fu più volte oggetto di modifiche, fin dalla metà del tredicesimo secolo.
Nel XV secolo vennero eretti i portici e nel 1472 fu innalzata la Torre dell’Orologio, realizzata su disegno di Luca Fancelli.

L’anno dopo la Torre fu arricchita da un pubblico orologio ideato dal matematico ed astrologo Bartolomeo Manfredi. 

L’orologio dava conto delle ore del vulgo, delle posizioni dei pianeti, del crescere e del calare del giorno. Ma anche dei segni zodiacali, delle fasi lunari, dei giorni favorevoli per far salassi, seminare, partire per viaggi e di altre cose.

L’orologio funzionò sicuramente fino agli inizi del Settecento. In seguito fu trasformato in un normale meccanismo per il sole e per i minuti. 

CASA DEL MANTEGNA

Eretta a partire dal 1476 sul terreno donato all’artista dal marchese Ludovico II Gonzaga, la casa si presenta molto semplice all’esterno con una volumetria cubica. All’interno vi è inserito un cortile cilindrico, quasi una piccola piazza di sobria ed austera eleganza.

Attorno a questo cortile, sono disposte le stanze, oggi adibite dall’Amministrazione Provinciale di Mantova a spazi espositivi.

La singolare concezione dell’edificio fa ritenere che l’autore del progetto sia stato lo stesso Mantegna.

In pianta il cerchio si inscrive nel quadrato: l’evidente allusione alla simbologia del divino rimanda alle teorizzazioni dell’Alberti. E allo spirito ricettivo dell’artista.

Una dimensione che è anche sottilmente suggerita dal motto Ab Olympo che troviamo iscritto sopra uno dei portali.

L’intera costruzione sembra dunque ruotare intorno a questo nucleo rotondo. Un nucleo che, per la sua forma, si distacca da ogni altro cortile della Rinascenza e sottolinea ulteriormente l’originalità del Mantegna.

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PALAZZO SAN SEBASTIANO

Situato sull’asse viario che collega Palazzo Ducale a Palazzo Te, Palazzo San Sebastiano è dal 2005 sede del Museo della Città.

Al suo interno storia e arte guidano il visitatore attraverso un suggestivo percorso che, attraverso più di cento opere, racconta i momenti emblematici della storia della civiltà mantovana.

Moderne postazioni multimediali permettono di approfondire la contestualizzazione urbanistica ed artistica delle opere, per una completa comprensione del legame tra Museo e territorio.

CASA DEL MERCANTE

In Piazza Erbe fa da sfondo visivo una splendida casa che respira l’aria d’Oriente dei viaggi del mercante Boniforte da Concorezzo. Questi si stabilì a Mantova e volle costruire nel ricordo di essi la sua casa nel 1455.

Sotto il portico incisi sull’architrave gli oggetti che il mercante vendeva nella bottega. Piatti guanti, cucchiai, coltelli, bilance. Una sorta di pubblicità ante litteram.

CASTELLO DI SAN GIORGIO 

Costruito a partire dal 1395 e concluso nel 1406 su committenza di Francesco I Gonzaga e su progetto di Bartolino da Novara, è un edificio a pianta quadrata costituito da quattro torri angolari. E’ cinto da un fossato con tre porte e relativi ponti levatoi, volto a difesa della città.

L’architetto Luca Fancelli ristrutturò il castello che perse definitivamente la sua primitiva funzione militare e difensiva. Lo fece nel 1459 su indicazione del marchese Ludovico III Gonzaga, che liberò ambienti di Corte Vecchia per il Concilio indetto da Pio II,

CAMERA DEGLI SPOSI

Chiamata nelle cronache antiche Camera picta (“camera dipinta”), è una stanza collocata nel torrione nord-est del Castello di San Giorgio di Mantova.

È celebre per il ciclo di affreschi che ricopre le sue pareti, capolavoro di Andrea Mantegna, realizzato tra il 1465 e il 1474

Mantegna studiò una decorazione ad affresco che investisse tutte le pareti e le volte del soffitto, adeguandosi ai limiti architettonici dell’ambiente.

Al tempo stesso ha sfondato illusionisticamente le pareti con la pittura, come se lo spazio fosse dilatato ben oltre i limiti fisici della stanza.

Il tema generale è una celebrazione politico-dinastica dell’intera famiglia Gonzaga, con l’occasione dell’elezione a cardinale di Francesco Gonzaga.

La decorazione della stanza venne commissionata da Ludovico Gonzaga a Mantegna, pittore di corte dal 1460.

La sala aveva originariamente una duplice funzione: quella di sala delle udienze (dove il marchese trattava affari pubblici); e quella di camera da letto di rappresentanza, dove Ludovico si riuniva coi famigliari.

PALAZZO TE  

Villa degli ozi e degli svaghi, Palazzo Te fu progettato dal 1525 al 1535 da Giulio Romano allievo di Raffaello, per Federico II Gonzaga, figlio di Isabella D’Este e di Francesco II Gonzaga.

Dalle varie spiegazioni più o meno fantasiose del nome “Te”, quella più attendibile è del Bertazzolo che lo motiva con l’intersezione di due strade che formavano sull’isola una grande  T divenuta poi “TE” per ragioni eufoniche.
La derivazione è da ”tejetus”, ovvero località dove sorgevano le “teze”, tipiche capanne con il tetto di paglia.

Federico II volle trasformare il luogo dove sorgevano le antiche scuderie della famiglia Gonzaga, in una sorta di “villa di rappresentanza”. Era destinata tanto ai sontuosi ricevimenti quanto ai segreti convegni amorosi con la donna amata Isabella Boschetti. 

TEATRO BIBIENA 

Il Teatro Bibiena è un capolavoro unico. Denominato anche Teatro Scientifico, nacque per le finalità dell’Accademia Virgiliana, destinato ad ospitare sia spettacoli sia sperimentazioni scientifiche ed esposizioni dottrinali.

Progettato da Antonio Galli Bibiena tra il 1767 ed il 1769, il teatro a forma di campana è disposto su più ordini di palchetti lignei. Gli interni, a figurazioni monocrome, furono affrescati dallo stesso Bibiena.

Il teatro è incorniciato dalle statue dei mantovani illustri (Virgilio, Bertazzolo, Pomponazzo e Baldassarre Castiglione). Fu inaugurato il 3 dicembre 1769 dal quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart in un memorabile concerto, che ne propriziò il fortunato destino. 

 

Testi di Elena Caracciolo
Fotografie di Rossana Vecchi

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