Recioto, oggi convegno alla Cantina Valpolicella Negrar. L’85° anniversario festeggiato con l’Amarone Domìni Veneti 2013

Recioto, oggi convegno alla Cantina Valpolicella Negrar. L’85° anniversario festeggiato con l’Amarone Domìni Veneti 2013

Quest’anno Cantina Valpolicella Negrar festeggia gli 85 anni di attività, e per l’occasione è stata prodotta un’etichetta da collezione a edizione limitata di Amarone 2013 Domìni Veneti dedicata ad Ulisse, figura simbolo della cantina.

A metà ottobre scorso, si è chiusa anche la vendemmia, che sembra riportare allo stile vinicolo tradizionale della Valpolicella, quello per intenderci pre anni ’90, che vedeva vini dal contenuto meno zuccherino, più facili da bere.


LE ORIGINI
La vela di Ulisse, presente in oro nell’etichetta dell’85esimo su uno sfondo di onde blu, conduce la Cantina nel suo viaggio dal 1933 a oggi. L’eroe omerico interpreta al meglio lo spirito della cantina, da sempre legata al territorio e con lo sguardo rivolto al futuro.

Fu infatti per difendere la Valpolicella da speculazioni finanziarie che, nell’agosto del 1933, sei imprenditori decisero di dar vita alla Cantina Sociale Valpolicella, tenendo a battesimo negli anni ’30 del secolo scorso nella propria bottaia, al tempo ubicata a Villa Mosconi ad Arbizzano, il nome Amarone.

“Da allora, la forza sempre più numerosa della nostra realtà associativa ha contribuito a farci crescere in dimensioni e modernità, ma la componente forse più importante rimane il territorio, inteso sia come patrimonio viticolo ma anche come le generazioni di viticoltori che si tramandano l’amore per una terra da tutelare e difendere”, dichiara Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.

Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar

Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar

 

VINI VALPOLICELLA: L’ANNATA 2018
Eleganza e longevità dei vini le caratteristiche dell’annata 2018.

Chiusasi con oltre il 20 per cento in più di uva prodotta rispetto al 2017, la vendemmia di quest’anno ha richiesto grande professionalità in campo, profusa dai soci viticoltori con la sapiente regia di Claudio Oliboni, tecnico di campagna della cantina.

Nell’arco dell’anno, si è resa necessaria un’adeguata difesa sanitaria delle viti, la regolazione dell’eccesso produttivo di alcune di esse nonché la scelta dei migliori grappoli per la vendemmia.

A far la differenza qualitativa, più di tutte le altre annate, quest’anno è stata la collina, le cui pendenze hanno permesso di sgrondare le acque in eccesso e di portare l’uva a perfetta maturazione, complice anche il colpo di coda estivo tra settembre e ottobre, raggiungendo una gradazione zuccherina inferiore agli anni precedenti, un accumulo fenolico equilibrato e un’acidità rimasta molto alta in collina.

 

VINI VALPOLICELA: CONVEGNO IL 19 NOVEMBRE
Nell’Acinatico, antico progenitore del Recioto, le indicazioni per un futuro più sostenibile in viticoltura in Valpolicella?

I risultati del progetto di ricerca – con degustazione – condotto da Cantina Valpolicella Negrar in collaborazione con Lorenzo Simeoni saranno presentati lunedì 19 novembre a partire dalle 19.30 nel convegno in cantina a Negrar “Dall’Acinatico al Recioto”, che vedrà tra i relatori Attilio Scienza.

 

DETTAGLI SUL CONVEGNO
Nell’era delle biotecnologie, può una tecnica di produzione vinicola antica di migliaia di anni rivelarci qualcosa di nuovo e utile per ottenere una viticoltura più sostenibile a vantaggio di ambiente e salute? Una domanda a cui ha cercato di rispondere Daniele Accordini, direttore generale ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar.

I risultati dello studio, comprensivo di degustazione, saranno forniti nel dettaglio oggi, lunedì 19 novembre 2018, nel convegno aperto al pubblico “Dall’Acinatico al Recioto”, che si terrà a partire dalle 19.30 nella sala convegni Domìni Veneti  (via Ca’ Salgari 2, Negrar).

Il convegno sarà il coronamento dell’evento di presentazione delle sei cooperative associate a The Wine Net–Italian Co-op Excellence, la prima rete italiana dell’eccellenza della cooperazione vitivinicola italiana.

A partire dalle ore 14.30, nelle sale della cantina cooperativa negrarese, anche gli enoappassionati avranno la possibilità di conoscere e approfondire la varietà di vini che caratterizzano queste realtà attraverso alcune degustazioni itineranti con abbinamenti gastronomici.

Sono previste, inoltre, tre masterclass:

  • dalle 15.30 alle 17, “Quando la storicità si sposa con la modernità, le straordinarie capacità di alcuni vini di coniugare tradizione e innovazione”, guidata da Marco Scandogliero, miglior sommelier Ais del Veneto nel 2016;
  • dalle 17 alle 18.30, “Quando il tempo non spaventa i vini, vivere la straordinaria esperienza della longevità del vino”, condotta da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine;
  • dalle 18:30 alle 19.30, “Quando l’autoctono è vincente, il ruolo dei vitigni autoctoni nell’esaltazione identitaria di un vino” condotta da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere.

 

ISCRIZIONI ENTRO IL 16 NOVEMBRE
Convegno e degustazioni, guidate e non, sono a numero chiuso, per cui era necessario iscriversi entro venerdì 16 novembre ore 12, fino ad esaurimento posti, costo 5 euro a persona, sul sito www.dominiveneti.it sezione eventi.

Per altre informazioni sul convegno organizzato dalla Cantina Valpolicella Negrar per festeggiare l’anniversario degli 85 anni, scrivere alla email eventi@dominiveneti.it – Oppure telefonare al 345.8663048.

Elena Caracciolo

 

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VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

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Premio Leonildo Pieropan al trentino “Bepi” Fanti. La festa dei Vignaioli Indipendenti FIVI il 24 e 25 novembre a Piacenza

Premio Leonildo Pieropan al trentino “Bepi” Fanti. La festa dei Vignaioli Indipendenti FIVI il 24 e 25 novembre a Piacenza

Il premio Vignaiolo dell’anno è da quest’anno dedicato a Leonildo Pieropan, l’illustre vignaiolo del vino Soave di eccellenza, scomparso quest’anno.

Per il 2018 è Giuseppe Fanti, vignaiolo in Trentino, il Vignaiolo dell’Anno secondo la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI).

Il premio, intitolato a Leonildo Pieropan, verrà consegnato a Giuseppe Fanti la mattina di domenica 25 novembre 2018 a Piacenza, durante l’assemblea dei Vignaioli al Mercato dei Vini (che si tiene sabato 24 e domenica 25).

“Ogni territorio ha bisogno di esperienze e testimonianze positive, di persone che credano nella territorialità come Giuseppe Fanti”, afferma Lorenzo Cesconi, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino e consigliere FIVI. “Fanti tanto ha fatto per il mondo del vino. Con il suo lavoro è stato esempio e stimolo per tanti altri Vignaioli”.

 

Leonildo Pieropan - vino Soave - Vignaioli Indipendenti

Leonildo Pieropan. A lui è dedicato il premio Vignaiolo dell’Anno della FIVI

 

Giuseppe Fanti detto Bepi, nato nel 1928, ha festeggiato da poco i novant’anni. Nella sua vita ha sempre fatto il Vignaiolo ed è stato un pioniere.

Nel 1971, quando il vino era venduto prevalentemente sfuso, cominciò infatti ad imbottigliare la Nosiola di Pressano nelle renane da 720 cc con il proprio nome. 

Fanti è anche un uomo che ha sempre visto lontano come quando, in compagnia di pochi altri, fondò l’Associazione Vignaioli del Trentino.

Il giorno precedente alla premiazione, sabato 24 novembre, alle 13, saranno consegnate le targhe ai nuovi punti di affezione, enoteche e ristoranti che possono esporre il logo FIVI nel proprio locale.

Sono enoteche e ristoranti che nelle loro carte dei vini propongono molti vini di Vignaioli Indipendenti.

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli FIVI, giunto quest’anno all’ottava edizione, è l’evento più importante per l’associazione.

Quest’anno i vignaioli presenti saranno 600.

Nei due giorni i visitatori potranno conoscerli, confrontarsi con loro, degustare i loro vini e acquistarli. Festeggiando insieme i 10 anni di vita della FIVI.

Quello della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti è per Verona una ricorrenza importante.

Ed è importante anche per la zona di produzione del vino Soave, visto che da quest’anno il premio “Vignaiolo dell’Anno” è dedicato a Leonildo Pieropan (nella foto principale un vigneto di Pieropan).

Pieropan – la cui attività prosegue con l’azienda degli eredi – è un vignaiolo che con l’eccellenza della sua produzione (e con la passione) ha portato il vino Soave a importanti livelli di qualità, con un vino molto apprezzato in Italia e all’estero.

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Il “vino cooperativo” a sostegno della viticoltura italiana. Studio di Winemonitor sul calo dei vigneti (-7%)

Il “vino cooperativo” a sostegno della viticoltura italiana. Studio di Winemonitor sul calo dei vigneti (-7%)

La cooperazione in ambito vinicolo è fondamentale per la tenuta e lo sviluppo della viticoltura. Lo dimostra uno studio sulle superfici italiane a vigneto.

Le cooperative che hanno un fatturato importante – come quelle di Verona con oltre 30 milioni di euro di media – garantiscono una tenuta della coltivazione della vite. E favoriscono l’ampliamento delle superfici vitate.

Il vigneto italiano negli ultimi cinque anni ha conosciuto un calo delle superfici del 7%.

Le riduzioni maggiori hanno interessato, però, le regioni dove mancano cooperative strutturate e dimensionate.

Regioni come Campania, Sardegna, Lazio (in cui si concentra solo il 12% delle cooperative), hanno conosciuto la contrazione più significativa, da un -15% della Campania a un -21% della Calabria.

 

VINO COOPERATIVO E VITICOLTURA A “VIVITE”
Al contrario, in territori dove la viticoltura è molto frammentata come Trento e Bolzano, Emilia Romagna, Abruzzo e Veneto, è proprio la significativa presenza di cooperative molto grandi per fatturato (oltre 30 milioni di media per cooperativa a Trento, Verona, Treviso e Reggio Emilia) che hanno garantito una tenuta della coltivazione della vite, registrando anche una crescita delle superfici del vigneto.

E’ quanto emerge dai dati di uno studio realizzato da Winemonitor-Nomisma che è stato presentato l’altro giorno a Vivite, il festival del vino cooperativo, dimostrando come Vino e cooperazione siano ormai un binomio fondamentale per la tenuta dei viticoltura italiana.

“Lo studio presentato da Nomisma dimostra con l’evidenza dei numeri”, spiega Ruenza Santandrea, coordinatrice Vino di Alleanza cooperative Agroalimentari, “il ruolo svolto dalle cantine cooperative nell’opera di salvaguardia e di sviluppo dei produttori di uva anche nelle zone più svantaggiate del paese. Nelle province dove la cooperazione non c’è, il potenziale produttivo va via via riducendosi”.

Di qui l’importanza del ruolo della cooperazione nel conservare e nel puntare allo sviluppo e alla qualità dei vigneti italiani.

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Cantina Trabucchi d’Illasi con l’Amarone 2010 fra i dieci migliori vini italiani secondo la Guida Bibenda 2019. Gli altri vini veronesi premiati

Cantina Trabucchi d’Illasi con l’Amarone 2010 fra i dieci migliori vini italiani secondo la Guida Bibenda 2019. Gli altri vini veronesi premiati

I vini italiani d’eccellenza, con le migliori aziende vinicole. Questo offre la Guida Bibenda 2019.

E fra i 10 migliori vini italiani dell’anno 2019, la Guida Bibenda colloca la cantina veronese Trabucchi d’Illasi con l’Amarone della Valpolicella 2010.

La cantina Trabucchi d’Illasi (Verona) è così nella Top Ten della Guida Bibenda 2019. Ed è fra i vini prediletti dal gruppo di lavoro che afferisce alla Fondazione Italiana Sommelier.

L’Amarone 2010 di Trabucchi è fra i dieci vini migliori selezionati su 27.000 vini assaggiati durante la stesura della Guida.

“Abbiamo fatto la scelta”, spiega lo staff della Guida Bibenda 2019, “utilizzando criteri che si sono aggiunti a quelli previsti di norma dal nostro metodo di valutazione”.

“Parliamo di vini che oltre ad aver ottenuto i Cinque Grappoli, con una valutazione da 91 centesimi in su, più ci hanno suggestionato, colpito la nostra sensibilità, trasmesso grandi emozioni”, sottolinea Bibenda. “Li abbiamo individuati proprio così: ascoltando l’anima, la mente e il cuore”.

I vini veronesi che hanno ottenuto i Cinque Grappoli della Guida Bibenda sono, in tutto, 27: di questi, 21 sono vini Valpolicella Amarone, quattro vini Soave (tre classici e un superiore), un Trebbiano di Soave, un rosso Veronese Igtr e un bianco Veneto Igt.

In Veneto, oltre ai 27 vini veronesi, sono stati riconosciuti i Cinque Grappoli ad altri sette vini veneti. In tutto, i vini scaligeri premiati con i Cinque Grappoli sono 34. 

Trabucchi d'Illasi - Amarone della Valpolicella 2010 - uno dei 10 migliori vini italiani - Guida Bibenda 2019

LA CANTINA TRABUCCHI DI ILLASI FRA I 10 MIGLIORI VINI DI BIBENDA 2019
La presenza della Cantina Trabucchi fra i dieci migliori vini della Guida Bibenda 2019 è frutto di una selezione rigorosa.

Bibenda 2019 è una guida frutto di degustatori professionali sotto l’insegna della Fondazione Italiana Sommelier.

Sono 609 i vini premiati col massimo riconoscimento, i 5 Grappoli, della Guida Bibenda 2019, 21^ edizione.

La guida sarà presentata dalla Fondazione Italiana Sommelier (FIS), presieduta da Franco Maria Ricci, il 24 novembre a Roma.

Un rito che riunisce il bel mondo del vino, nella sede dei sommelier al Rome Cavalieri Hilton, e che certificherà, annuncia il presidente della FIS Ricci, ”un contesto produttivo che ha visto crescere la qualità in maniera diffusa su tutto il territorio nazionale”.

Con la guida nata per comunicare il vino in modo professionale, oggi online, ”ci prendiamo il merito di aver fatto emergere territori, regioni, tipologie un tempo trascurate”, sottolinea ancora Ricci, “se non addirittura snobbate”.

“Le abbiamo con coraggio contestualizzate”, dichiara Ricci, “forti di una preparazione e di un metodo condiviso, forti di una pattuglia di degustatori, le cui valutazioni a confronto diretto (e ciclico) collimano al centesimo.

“Abbiamo così sdoganato dalla serie B Val d’Aosta, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Rossese, Lambrusco e Frascati, felici di farne cavalli vincenti pronti per altri cavalieri un po’ meno temerari di noi”, rileva il presidente della Fondazione Italia Sommelier, Ricci.

Sono 2029 le aziende di vino presenti in questa edizione della Guida Bibenda 2019. Il panorama italiano dei 5 Grappoli, precisa Bibenda, registra un totale di 609 vini per 541 aziende premiate.

Il primato spetta al Piemonte, che sebbene sofferente di un’annataccia come la 2014, mantiene la vetta con 329 aziende presenti, per 117 vini premiati.

Lo tallona la Toscana con 371 aziende pubblicate e 106 vini premiati.

Il Veneto vede pubblicate 183 aziende vinicole e 34 vini premiati.

 

Trabucchi d'Illasi - Amarone della Valpolicella 2010 - uno dei 10 migliori vini italiani - Guida Bibenda 2019 -

La cantina dell’azienda Trabucchi d’Illasi (Verona), premiata dalla Guida Bibenda 2019

 

GUIDA BIBENDA 2019: VINI E CANTINE VERONESI E VENETI PREMIATI
Ecco l’elenco dei vini e delle cantine di Verona edel resto del Veneto premiati dalla Guida Bibenda 2019 con i Cinque Grappoli. In grassetto le aziende vinicole scaligere:

Acininobili
2012 | Maculan

Amarone Classico della Valpolicella Villa Rizzardi
2013 | Guerrieri Rizzardi

Amarone della Valpolicella
2014 | Monte Zovo

Amarone della Valpolicella
2010 | Trabucchi d’Illasi

Amarone della Valpolicella Classico
2010 | Bertani

Amarone della Valpolicella Classico
2014 | Allegrini

Amarone della Valpolicella Classico Acinatico
2014 | Stefano Accordini

Amarone della Valpolicella Classico Capitel Monte Olmi Riserva
2012 | Tedeschi

Amarone della Valpolicella Classico
Ca’ Florian Riserva
2011 | Tommasi

Amarone della Valpolicella Classico
Costasera Riserva
2013 | Masi Agricola

Amarone della Valpolicella Classico
De Buris Riserva
2008 | Tommasi

Amarone della Valpolicella Classico Mazzano
2011 | Masi Agricola

Amarone della Valpolicella Classico Riserva
2006 | Valentina Cubi

Amarone della Valpolicella Classico
Sergio Zenato Riserva
2012 | Zenato

Amarone della Valpolicella Classico TB
2009 | Tommaso Bussola

Amarone della Valpolicella Classico
Terre di Cariano Riserva
2013 | Cecilia Beretta

Amarone della Valpolicella Col de La Bastìa
2014 | Fattori

Amarone della Valpolicella
Famiglia Pasqua Riserva
2010 | Pasqua

Amarone della Valpolicella Fondatore
2015 | Montresor

Amarone della Valpolicella I Prognai
2011 | Fratelli Giuliari

Amarone della Valpolicella
Leone Zardini Riserva
2011 | Pietro Zardini

Amarone della Valpolicella San Floriano Riserva
2011 | Brigaldara

Capitel Croce
2017 | Anselmi

Colli di Conegliano Refrontolo Stèfen 1624
2013 | De Stefani

Frank!
2016 | Barollo

La Poja
2013 | Allegrini

Le Rive
2015 | Suavia

Massifitti
2015 | Suavia

Montello Colli Asolani Còrpore
2015 | Villa Sandi

Montello e Colli Asolani Rosso dell’Abazia
2015 | Serafini & Vidotto

Soave Classico La Rocca
2016 | Pieropan

Soave Classico Le Bine de Costìola
2016 | Tamellini

Soave Classico Superiore Foscarin Slavinus
2016 | Montetondo

Valdobbiadene Superiore di Cartizze Arzanà
2017 | Astoria

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Cinema e Vino: “Tutti lo sanno”, con Penelope Cruz. Un film noir uscito al cinema, fra segreti e drammi. Sullo sfondo il vino e la fatica in vigna

Cinema e Vino: “Tutti lo sanno”, con Penelope Cruz. Un film noir uscito al cinema, fra segreti e drammi. Sullo sfondo il vino e la fatica in vigna

Il film “Tutti lo sanno”, al cinema da novembre 2018, è una narrazione serrata – un noir spagnolo – con sullo sfondo la vigna e il vino.

E’ un film drammatico che riesce a proporre anche accenni di costume. Pennellate di contemporaneità.

Un racconto che offre un’analisi impietosa dell’altra faccia di un paesaggio contadino e umano che ci portiamo dentro, senza sapere se sia reale o frutto di illusione ottica.

I valori contadini – il lavoro, la passione, la fatica del coltivare la vite – sostanziano una storia che dopo un terzo del film (durata 132 minuti) assume i toni del thriller.

Agli aspetti operosi del lavoro, della vigna e del vino, della festa e della famiglia, il regista iraniano Asghar Farhadi, già premio Oscar, accosta e oppone però il tema del segreto inconfessabile.

All’iniziale tono allegro e ilare segue poi l’angoscia del dramma. Si squarcia così l’ipocrisia del velo che copre vecchi rancori; e mai ricucite crepe familiari.

I due attori principali sono due premi Oscar: Penelope Cruz e il marito Javier Bardem.

Interpretazioni convincenti, intense, quelle di Penelope Cruz e Javier Bardem. Due attori che sanno bene esprimere il conflitto interiore che li dilania, frutto delle pieghe di un passato mai raccontato.

Quel conflitto viene alla luce a causa del dramma del sequestro di una ragazzina. Un rapimento che squarcia la nebbia della festa vinosa intrisa di allegria e di superficiale armonia.

Film Tutti lo Sanno - Penelope Cruz - Javier Bardem - Recensione - Cinema e Vino - Vigna - Lavoro nei Campi - novembre 2018

Il premio Oscar, Javier Bardem, nel film “Tutti lo sanno”, con Penelope Cruz

 

VINO E CINEMA: TRAMA E ANALISI DEL FILM “TUTTI LO SANNO”
Laura (Penelope Cruz) fa ritorno in campagna
, al paese della sua infanzia, in occasione del matrimonio della sorella.

Ha lasciato la Spagna 16 anni prima, per andare a vivere in Argentina. E’ sposata con Alejandro (Ricardo Darin) con il quale intrattiene una relazione senza amore autentico.

Laura ha due figli che adora. Uno di questi è Irene, inquieta 16enne.

Nella provincia della Rioja (Spagna settentrionale), Laura ritrova le persone care che ha lasciato da anni.

E ritrova Paco (Javier Bardem), un amore giovanile troncato non si sa bene perché. Un amore che Paco forse non ha mai dimenticato.

Il ritorno di Laura in famiglia è caloroso. Il matrimonio in chiesa della sorella è festoso. Si mangia, si beve e si balla dal mattino a sera tardi.

D’improvviso, la festa si tramuta in dramma. La figlia di Laura, Irene, scompare dalla sua cameretta chiusa a chiave.

La ragazzina è stata rapita. I sequestratori chiedono 300 mila euro.

“Una sparizione che fa cadere le maschere in famiglia e in piazza dove ‘tutti sanno'”, osserva Marzia Gandolfi, nella recensione del film, sul sito Mymovies. “Il regista iraniano Asghar Farhadi esce dai sentieri battuti del suo cinema. Ma resta fedele al suo universo e ai suoi temi: il sospetto, la colpa, le crepe familiari”.

Film Tutti lo Sanno - Penelope Cruz - Recensione - Cinema e Vino - novembre 2018

L’attrice Penelope Cruz (Laura nel film “Tutti lo sanno”) in una scena del sequestro

 

Il dramma della scomparsa della ragazzina riporta alla luce un segreto mai raccontato, che tuttavia “tutti sospettano”.

Vecchi rancori riemergono. Oltre la retorica della “famiglia patriarcale felice” vengono alla superficie vizi risaputi che hanno rovinato rapporti e cambiato destini.

“I film di Farhadi (di)mostrano come un evento imprevisto possa rivelare a ciascuno le proprie debolezze”, sottolinea la recensione di Mymovies. “E come, in quella circostanza, i non detti, i segreti troppo a lungo custoditi disorientino fino a sconvolgere le relazioni”.

Nel film “Tutti lo sanno” il sospetto prende il posto della fiducia.

L’angoscia per la scomparsa di una ragazzina – che ha problemi di salute – ci porta a pensare che quella familiare può essere  solo una rappresentazione teatrale all’insegna dell’ipocrisia.

E’ all’interno della famiglia, infatti, che si annidano i mandanti e gli esecutori di un rapimento che ha come sfondo la campagna e la vigna.

Una campagna e una vigna in un tipico paese spagnolo di campagna, simile a tanti nostri paesi a vocazione contadina.

Quella campagna e quella vigna danno un vino che è frutto del lavoro operoso e del tempo.

La campagna e il vino sono – nel film – l’esempio di come si possa far nascere vita e benessere da un terreno arido.

Su un altro versante, quel vino e quella vigna riescono a risuscitare invidie e rancori mai sopiti.

 

Film Tutti lo Sanno - Penelope Cruz - Javier Bardem - Recensione - Cinema e Vino - novembre 2018 - matrimonio

Festa di nozze nel film “Tutti lo sanno”, con Penelope Cruz e Javier Bardem

 

IL VINO E LA VIGNA NEL FILM “TUTTI LO SANNO”
Nel film “Tutti lo sanno” (“Todos lo saben”, in spagnolo) il lavoro nei campi e nella vigna assume così un valore simbolico.

I simboli del film hanno comunque solidi agganci con la realtà.

Fa capolino, infatti, nel racconto il sospetto e lo strisciante razzismo da strada verso gli “immigrati che rubano il lavoro”.

Quegli stessi lavoratori migranti che faticano sotto il sole (come altri devoti famigliari non farebbero), per trarre dalla vite il succo del lavoro.

“Sapete qual è la differenza fra questo e questo?”, chiede Paco agli alunni della moglie maestra elementare. Lo chiede mentre spreme con una mano alcuni chicchi d’uva e sollevando con l’altra un calice di vino.

“La risposta sta nel tempo”, spiega Paco ai ragazzini affascinati dal vino e dall’uva.

E proprio la dimensione del tempo è quella che scandisce gli esiti del dramma causato dalla sparizione dell’adolescente Irene.

Il tempo è una delle chiavi di lettura del film. Lo è sin dall’inizio, con l’interno del campanile del paese che è un omaggio e una citazione di Alfred Hitchcock.

Alla fine tutto non sarà più come prima.

 

Film Tutti lo Sanno - Penelope Cruz - Javier Bardem - Recensione - Cinema e Vino - novembre 2018 - la famiglia

La famiglia, luogo degli affetti e dei segreti, nel film “Tutti lo sanno”

 

La vigna ricavata da terre un tempo aride, l’uva e il vino – metafore del cambiamento che tutto svela – sono il tesoro che dà speranza per riavere la giovane sequestrata.

Nel film “Tutti lo sanno” – con Penelope Cruz e Javier Bardem – la vigna, l’uva e il vino sono anche l’emblema di come dietro l’allegria della festa, come dietro la fatica quotidiana dei campi vi sia molto altro.

E di come oltre l’amore e la famiglia, cresciuti in un immaginario benessere bucolico, vi siano segreti e misfatti tutti da ricomporre.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media


VINO E CINEMA. FILM “TUTTI LO SANNO” (trailer ufficiale)

 

Cinema e Vino. Film “Tutti lo sanno”. Commento al film di Maurizio Corte (durata 10’17”)
Il ruolo della vigna e del vino in un film drammatico con i premi Oscar Penelope Cruz e Javier Bardem

 

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Guida ai Vini di Verona. Gambero Rosso, Slow Wine e Vitae premiano le eccellenze delle cantine scaligere

Guida ai Vini di Verona. Gambero Rosso, Slow Wine e Vitae premiano le eccellenze delle cantine scaligere

Vini di Verona nelle prime posizioni delle guide 2019 ai migliori vini e cantine italiani.

In evidenza l’Amarone e gli altri vini della Valpolicella, a cominciare dal Valpolicella Superiore. Ma ci sono anche il Bardolino, il vino Soave e il Custoza

Le migliori guide ai vini, edizione 2019, premiano la provincia di Verona e alcune delle sue migliori cantine. 

Gambero Rosso, Slow Wine e Vitae confermano per il 2019 la grande qualità dei vini veronesi. E l’eccezionale professionalità delle cantine che li producono, unendo tecnica e passione.

A dimostrazione che la qualità della produzione vinicola della provincia di Verona viene riconosciuta ai maggiori livelli. E dai più grandi assaggiatori.

 

GUIDA AI VINI DI VERONA: VINI D’ITALIA 2019 “GAMBERO ROSSO”
In Italia sono oltre 2.500 le aziende vinicole selezionate – tra loro 129 novità  – e quasi 23mila i vini valutati dagli oltre 70 degustatori della Guida ai Vini d’Italia 2019 del “Gambero Rosso”.

Vini d'Italia del Gambero Rosso 2019L’assegnazione dei “tre bicchieri” è il massimo riconoscimento che la guida del Gambero Rosso ai vini d’Italia dà alle aziende vinicole.

Vini rossi. Tre Bicchieri.
Amarone della Valpolicella 2014 della Famiglia Cottini (azienda agricola Monte Zovo) che come l’Amarone Classico Casa dei Bepi 2012 (Viviani), il De Buris Riserva 2008 (Tommasi Viticoltori) e il Leone Zardini Riserva 2011 (Pietro Zardini) sono quattro nuove presenze fra i vini scaligeri premiati.

Vi sono poi: Amarone della Valpolicella Classico ’14, Allegrini; Classico ’10, Bertani; Classico ’09, Giuseppe Quintarelli; Classico Albasini ’11 (Villa Spinosa), Classico Costasera Riserva ’13 (Masi), Monte Ca’ Bianca ’13 (Lorenzo Begali), Vigneti di Ravazzol ’13 (Ca’ La Bionda); Villa Rizzardi ’13 (Guerrieri Rizzardi), Mai dire Mai ’11 (Pasqua-Cecilia Beretta).

Tre Bicchieri anche a Bardolino Superiore Pràdicà ’16 dell’azienda agricola Corte Gardoni di Valeggio, nuovo ingresso nella lista delle eccellenze del Gambero Rosso come i Valpolicella Classico Superiore Camporenzo ’15 (Monte dall’Ora) e il Superiore Tenuta Campocroce ’16 (Tenute SalvaTerra). Mentre il Superiore Ripasso Campo Ciotoli ’16 (I Campi) figurava anche nella guida del “Gambero Rosso” 2018.

Vini bianchi. Tre Bicchieri.
Rientrano in classifica i Custoza Superiore Amedeo ’16 (Cavalchina), Ca’ del Magro ’16 (Monte del Frà), ai quali si aggiunge il Sanpietro ’16 (Le Vigne di San Pietro).

Nella guida del Gambero Rosso ai vini italiani 2019 anche il Lugana Molceo Riserva ’16 (Ottella), il Capitel Croce ’17 (Roberto Anselmi), il Riesling Renano Collezione di Famiglia ’13 (Roeno), i Soave Classico Calvarino ’16 (Leonildo Pieropan), Monte Alto ’16 (Ca’ Rugate), il Monte Carbonare ’16 (Suavia) e il Monte Grande ’16 (Graziano Prà), già presente. Nuovo ingresso per il Lugana Sergio Zenato Riserva ’15 (Zenato).

 

GUIDA AI VINI 2019 “SLOW WINE”
La Guida Slow Wine ai vini (ora in edizione 2019) è l’unica guida a visitare ogni anno le quasi 2mila cantine recensite, con 300 collaboratori.

La guida assegna “chiocciole” alle aziende vinicole che interpretano il territorio. E che sono per una agricoltura di qualità, oltre a produrre grandi vini.

La guida “Slow Wine. Storie di vita, vigne, vini in Italia” assegna poi le “bottiglie” ai produttori che sanno esprimere ottima qualità per ciascuna etichetta di vini.Slow Wine 2019

Assegna infine le “monete” alle imprese che offrono un eccellente rapporto tra qualità e prezzo.

Chiocciole alle cantine veronesi
Otto le aziende vinicole a cui Slow Wine ha assegnato le “chiocciole”: Filippi di Soave e Speri in Valpolicella, ci sono poi Corte Sant’Alda di Mezzane di Sotto, Leonildo Pieropan di Soave, Le Fraghe di Cavaion Veronese, Montesantoccio – Nicola Ferrari di Fumane, Prà di Monteforte d’Alpone, Monte Dall’Ora e Speri di San Pietro in Cariano.

Bottiglie alle cantine veronesi
Sono 11 le cantine veronesi a cui Slow Wine ha assegnato le “bottiglie”: Allegrini di Fumane, Benedetti Corte Antica di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Brigaldara di San Pietro in Cariano, Ca’ Rugate di Montecchia di Crosara, Bertani di Grezzana, Gini di Monteforte, Giuseppe Quintarelli di Negrar, Secondo Marco di Fumane, Suavia e Tamellini di Soave, Vigneti Villabella di Bardolino.

Monete alle cantine veronesi
Nove le aziende vinicole veronesi con le “monete” di Slow Wine: Albino Piona di Villafranca, Cavalchina di Sommacampagna, Corte Adami di Soave, Giovanna Tantini e Poggio delle Grazie di Castelnuovo del Garda, La Cappuccina di Monteforte, Manara di San Pietro in Cariano, Recchia e Vigneti di Ettore di Negrar.

 

GUIDA AI VINI ITALIANI 2019 “VITAE”
Vitae 2019 è la guida ai vini dell’Associazione italiana sommelier (Ais).

La guida dei sommelier italiani recensisce più di 2.000 cantine di tutta Italia.

Guida Ais Vitae 2019 ai vini d'ItaliaSono oltre 15.000 i vini degustati “alla cieca”. In questo modo, gli assaggiatori non sono influenzati dal nome, pur prestigioso, del produttore.

Il riconoscimento supremo di “Viate” sono le “Quattro Viti”.

A 22 etichette, una per ogni regione vinicola d’Italia, viene assegnato il Tastevin Ais, l’oscar dei vini, che l’Ais conferisce per sottolineare le scelte coraggiose di chi vive la terra ogni giorno.

Un Tastavine Ais è stato consegnato a Teresita Molinarolo, vedova di Leonildo Pieropan, uno dei pionieri del vino Soave, per il Soave Classico La Rocca 2016.

Le “Quattro Viti” della guida Vitae sono state assegnate innanzi tutto all’Amarone della Valpolicella e alle relative cantine scaligere: Amarone Della Valpolicella Alteo 2012 – Gino Fasoli; Amarone Della Valpolicella Classico 2012 – Secondo Marco; Amarone Della Valpolicella Classico 2013 – Montesantoccio; Amarone Della Valpolicella Classico Campo Del Titari Riserva 2013 – Brunelli; Amarone Della Valpolicella Classico De Buris 2008 – Tommasi; Amarone Della Valpolicella Classico Monte Ca’ Bianca 2013 – Begali; Amarone Della Valpolicella Classico Tb 2010 – Tommaso Bussola; Amarone Della Valpolicella Hatteso Riserva 2010 – Garbole; Amarone Della Valpolicella Mithas 2012 – Corte Sant’Alda; Amarone Della Valpolicella Riserva 2011 – Brigaldara.

Ma anche i vini Bardolino, Custoza, Lugana e Valpolicella Classico Superiore hanno ottenuto le “Quattro Viti” dell’associazione dei sommelier italiani.

Questi i vini e le relative aziende vinicole scaligere: Bardolino Classico Brol Grande 2015 – Le Fraghe; Bianco Fumo 2015 – Sandro De Bruno; Colombara 2015 – Monte Del Frà; Custoza Superiore Sanpietro 2016 – Le Vigne Di San Pietro; Harlequin 2009 – Zymé; Lugana Sergio Zenato Riserva 2015 – Zenato; Recioto Di Soave La Perlara 2015 – Ca’ Rugate; Soave Classico La Rocca 2016 – Pieropan; Soave Classico Staforte 2016 – Graziano Prà; Valpolicella Classico Superiore Marta Galli 2014 – Le Ragose.

Guida ai vini di Verona
L’elenco dei vini scaligeri premiati e delle relative cantine rappresenta una guida di prestigio ai migliori vini di Verona.

Gambero Rosso, Slow Wine e Vitae rappresentano il top degli assaggiatori italiani. E selezionano alcune delle eccellenze vinicole nazionali.

Per quanto riguarda Verona, la presenza di tante prestigiose cantine nelle migliori guide ai vini d’Italia è motivo di orgoglio.

Come in tutti i “campionati”, oltre alle squadre premiate vi sono anche qui una serie di eccellenti cantine che – seppur non scudettate in quelle guide – offrono vini di eccellenza.

Merita allora di ricordare che la migliore Guida ai Vini di Verona resta la visita in cantina o in enoteca.

La scelta dei vini veronesi al ristorante e negli wine bar, sotto la guida di sommelier ed esperti, è poi un’occasione per piacevoli scoperte.

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VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

SLOW WINE 2019

RISTORANTI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

GUIDA MICHELIN ITALIAN 2019 (ALBERGHI E RISTORANTI)

OSTERIE D’ITALIA 2019 SLOW FOOD

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Eventi Verona: “Sweet & Wine” a Villafranca. Vino e sfogliatine in piazza da venerdì 16 a domenica 18 novembre

Eventi Verona: “Sweet & Wine” a Villafranca. Vino e sfogliatine in piazza da venerdì 16 a domenica 18 novembre

Da venerdì 16 e fino a domenica 18 novembre, a Villafranca di Verona, lungo il viale principale, Corso Vittorio Emanuele e fino al Castello scaligero, si svolge la prima edizione del Tasting Festival “Sweet & Wine”.

Sweet & Wine è un evento dedicato all’eccellenza storica della pasticceria locale: la “Sfogliatina di Villafranca”. E al giusto abbinamento con il vino.

Sweet & Wine anima la cittadina villafranchese non solo con selezioni di vini dolci e assaggi di tipicità gastronomiche. Ma anche con concerti musicali.

Il nuovo evento di degustazione vede il vino declinato nella sua veste più dolce. A organizzare Sweet & Wine è l’Associazione culturale Hostaria, in collaborazione con il Comune di Villafranca di Verona.

 

SWEET & WINE A VILLAFRANCA: STAND DI PASTICCERIE E CANTINE 
Sono presenti, con il proprio stand, le quattro storiche pasticcerie del comune: il Caffè Fantoni, la Pasticceria San Giorgio, la Pasticceria Molinari e la Pasticceria Roveda.

A far da cornice alle pasticcerie di Villafranca produttrici di sfogliatine artigianali, proposte al pubblico assieme ad altre preparazioni dolciarie, ci saranno una decina di cantine vinicole.

Le cantine fanno assaggiare le loro produzioni presentando almeno un vino dolce in degustazione. E ponendo grande attenzione alla qualità:

  • Cantina Gorgo;
  • Le Bon Vin;
  • Casarotto;
  • Collis Wine Group;
  • Fornaser;
  • la selezione di vini dolci del Veronese e di quelli internazionali di Qualità Club Selection;
  • Franchini Vini.

Sono inoltre presenti gli stand che preparano piatti della tradizione veronese e italiana. Sono le famose “sbecolerìe”, che si uniscono alla selezione del vino per offrire una degustazione eno-gastronomica completa.

 

Sweet & Wine - sfogliatina e vini dolci veronesi - Villafranca di Verona - 16-17-18 novembre 2018 - locandina

La locandina di Sweet & Wine, a Villafranca di Verona

 

PROGRAMMA, DATE E ORARI DI SWEET & WINE
Il biglietto di Sweet & Wine costa 15 euro ed è acquistabile in loco alle casse dell’evento.

Il biglietto di Sweet & Wine comprende 10 gettoni degustazione vino e un gettone speciale per assaggiare la “Sfogliatina di Villafranca” più il calice per la degustazione.

Il programma di Sweet & Wine, a Villafranca di Verona, prevede concerti in tutte le serate di Sweet & Wine:

  • VENERDI’ 16 ore 19.00-21.00 – JB Blues Band (blues rock)
  • SABATO 17 ore 19.00-21.00 – Vittoria e i Gorilla (soul swing)
  • DOMENICA 18 ore 17.00-19.00 – Cactus Quillers (rock’n’roll fiesta)

 

Date e orari di Sweet & Wine a Villafranca di Verona:

  • Venerdì 16 novembre: dalle 18 alle 22;
  • Sabato 17 novembre: dalle 12 alle 22;
  • Domenica 18 novembre: dalle 12 alle 20.00

Il Tasting Festival Sweet & Wine si realizza in collaborazione con Cerea Banca, Monte Veronese e Biscopan.

 

Sfogliatina di Villafranca di Verona - Sweet & Wine - 16-17-18 novembre 2018

La sfogliatina, tipico dolce di Villafranca di Verona. E’ la regina di Sweet & Wine

 

LA “SFOGLIATINA”, IL DOLCE TIPICO DI VILLAFRANCA
È il 1870 quando Marcello Fantoni creò la ricetta di questo dolce in grado di accompagnarsi ad ogni ricorrenza.

La “sfogliatina di Villafranca” è semplice negli ingredienti: farina, uova e zucchero, oltre a burro e a una mano sapiente per tirare la sfoglia.

Friabile, delicata, con profumo di burro e con zucchero e dalla tipica forma a ciambella, la sua dolcezza conquistò il cuore di alcuni illustri frequentatori del caffè Fantoni.

Fra gli estimatori della sfogliatina di Villafranca anche i poeti Berto Barbarani, Renato Simoni e Gabriele d’Annunzio, che le dedicarono i versi di loro poesie.

 

COME SI ARRIVA A VILLAFRANCA
In auto e bus:
– per chi viene dalla direzione Bologna – Modena e prende l’Autobrennero, uscita a Nogarole Rocca. Per il centro di Villafranca sono 6 km.
– per chi viene dalla direzione Milano o da quella di Venezia, e prende l’Autostrada Serenissima, uscita a Sommacampagna. Per il centro di Villafranca sono 9 km.
– per chi viene da Verona centro, prendere via Mantovana (quartiere Santa Lucia) e la Strada Regionale 62. Per il centro di Villafranca sono 15 km.
BUS: vi è una linea di autobus Verona – Villafranca con Atv Verona

In treno:
– Per chi viene dalla direzione Milano, Venezia o Bologna, si cambia alla stazione di Verona Porta Nuova. Da qui parte un treno regionale per Villafranca che impiega 16 minuti.
– Per chi viene dalla direzione Mantova, vi è un treno regionale che percorre Mantova – Villafranca di Verona in circa 30 minuti

 

PREVISIONI METEO PER IL WEEKEND A VILLAFRANCA
Sabato 17 novembre: cielo sereno, soleggiato. Temperature: 3°/11°
Domenica 18 novembre: cielo sereno, soleggiato. Temperature: 1°/9°
(a cura del servizio IlMeteo.it)


ASSOCIAZIONE CULTURALE HOSTARIA
L’Associazione culturale Hostaria, oltre alla manifestazione Hostaria Verona, giunta alla quarta edizione, propone durante l’anno altre manifestazioni:

  • “Bollicine in Torre” riservate alle bollicine d’autore, in piazza dei Signori e Torre dei Lamberti a Verona;
  • Street Wine che si tiene sul lungolago di Garda;
  • Vino in Castello che si svolge a Monzambano (Mantova).

Hostaria vuole valorizzare i giusti abbinamenti, le importanti lavorazioni e la grande tradizione che rende unici i vini veronesi da centinaia di anni, toccando anche la provincia scaligera.

Con la prima edizione di Sweet & Wine, l’Associazione culturale Hostaria consente ai visitatori di prova l’abbinamento fra il dolce tipico di Villafranca di Verona (la “sfogliatina di Villafranca”) e il meglio dei vini veronesi.

Con Sweet & Wine, l’eccellenza della pasticceria di Villafranca di Verona si sposa con i vini dolci della tradizione vinicola scaligera.

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VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

SLOW WINE 2019

RISTORANTI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

GUIDA MICHELIN ITALIAN 2019 (ALBERGHI E RISTORANTI)

OSTERIE D’ITALIA 2019 SLOW FOOD

 

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VILLAFRANCA DI VERONA (video di PiccolaGrandeItalia.Tv)

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Vino artigianale: domenica 18 e lunedì 19 novembre a Faenza “Back to the Wine”. Rassegna con 130 piccoli produttori

Vino artigianale: domenica 18 e lunedì 19 novembre a Faenza “Back to the Wine”. Rassegna con 130 piccoli produttori

Fiera di Faenza, capitale del vino artigianale per la terza edizione di “Back to the Wine – Ritorno al vino” in programma da domenica 18 a lunedì 19 novembre 2018.

Curata da Andrea Marchetti con l’organizzazione di Blu Nautilus, la rassegna ospita oltre 130 piccoli produttori  – in media tra le 10.000 e 20.000 bottiglie – da 20 regioni d’Italia.

Presenti anche escursioni oltreconfine da Armenia, Francia, Germania e Slovenia.

Nelle sale di “Back to the Wine – Ritorno al vino” sono in programma laboratori e degustazioni sui vini della Sardegna, sull’Albana e sui vini da “garage”.

Vi sono inoltre una decina di artigiani del cibo, tre proposte ristorative, e quattro artigiani ceramisti omaggio alla tradizione faentina.

“Questo non è un evento generalista, ma un appuntamento con una sua identità precisa: un omaggio agli artigiani del vino, quelli con una produzione enoica di qualità a tiratura limitata e con un particolare occhio di riguardo all’ecosostenibilità, al minimo interventismo in cantina”, dice il curatore Andrea Marchetti.

Faenza-Fiera-del-vino-artigianale

Bottiglie di vino artigianale

 


IL VINO ARTIGIANALE

Il vino naturale o vino secondo natura o vino vero o vino artigianale è un vino che viene realizzato a partire da uve biologiche, mediante fermentazione spontanea del mosto.

Non sono aggiunte altre sostanze. Unica eccezione, in alcuni casi, l’aggiunta di piccole quantità di anidride solforosa. Non sono ammessi procedimenti invasivi.

Non esiste alcuna legislazione o un consenso sulla corretta definizione di “vino naturale”.

Questo nome non è quindi certificato da alcun organismo accreditato. Esiste tuttavia un vasto movimento per la creazione di un regolamento europeo di produzione.

Molte associazioni di piccoli vignaioli producono “vino artigianale” (o naturale) secondo un disciplinare interno.

Alcune di queste associazioni richiedono, oltre alla produzione biologica, anche la produzione biodinamica.

La produzione di un vino naturale vuole essere l’espressione naturale di un certo territorio.

Esprime la ricerca di un gusto “naturale”, originario, del vino, derivante da un processo di vinificazione naturale.

Possiamo così riassumere le caratteristiche di produzione dei vino artigianale (o vino naturale): la vendemmia manuale, la viticoltura biologica con le viti trattate secondo la legislazione in materia di vini biologici, la coltivazione e l’impiego di vitigni autoctoni.

Per quanto riguarda poi la vinificazione vera e propria, questa prevede una fermentazione con lieviti indigeni (del vigneto) presenti sull’uva; l’uso di tecniche non invasive (controllo artificiale della temperatura, procedimenti correttivi o di forzatura mediante apparecchiature o prodotti enologici, stabilizzazione chimica-fisica).

Non sono ammesse aggiunte di presidi enologici, anche se consentiti nella vinificazione biologica.

Vengono usate botti in legno e comunque senza sostanze aromatizzanti.

Oltre alle tradizionali vasche in cemento, si possono utilizzare i comuni vasi vinari in acciaio inox purché privati dei dispositivi elettromeccanici o termo-condizionanti usati nella produzione convenzionale e biologica.

Viene impiegato il solo solo zucchero endogeno per la rifermentazione, quando si produce vino frizzante o spumante. Non si usa autoclave, ma solo rifermentazione in bottiglia.

Quello del vino artigianale (o naturale) è quindi un mondo a sé, rispetto al vino biologico e al vino biodinamico.

E’ una produzione, quella di vino artigianale, che richiama i valori del territorio, della naturalità dei processi di produzione e della scelta di metodi di lavorazione propri della tradizione in cantina.

 

FARE IL VINO IN CASA (video con Massimo Perugini)

 

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VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

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Vini e gastronomia: accordo fra Gambero Rosso e Signorvino per promuovere etichette e prodotti di qualità

Vini e gastronomia: accordo fra Gambero Rosso e Signorvino per promuovere etichette e prodotti di qualità

La catena di negozi, con anche e-commerce, Signorvino e l’editrice del Gambero Rosso insieme per la promozione del vino italiano di qualità.

L’accordo di collaborazione, siglato nei giorni scorsi, ”ha tutte le premesse”, sottolineano in una nota Signorvino e Gambero Rossa, “per dar vita ad una nuova forza comunicativa dell’enogastronomia italiana”.

Gli scaffali degli store Signorvino, format di negozi di vino specializzati ormai presente in tutta Italia, saranno arricchiti con una
selezione delle grandi etichette italiane.

So le grande etichette presenti nelle guide Vini d’Italia e Berebene del Gambero Rosso per poter dare maggiori indicazioni ai consumatori.

Chi ama il vino potrà così destreggiarsi al meglio nella scelta delle cantine e delle etichette di qualità.

Saranno poi molteplici le attività di avvicinamento al vino condivise da Signorvino e Gambero Rosso per proporre un approccio al vino autentico e di qualità, ma anche semplice ed accessibile.

“Siamo fieri di aver stretto questo accordo con Gambero Rosso che definirei “di qualità”, commenta il presidente Sandro Veronesi, patron di Signorvino e del Gruppo Calzedonia.

 

VINI E GASTRONOMIA: L’ACCORDO FRA SIGNORVINO E GAMBERO ROSSO
“Penso di poter affermare che si tratti di due realtà di prestigio da sempre in prima linea per l’enogastronomia del nostro paese”, osserva Veronesi. “Con Signorvino abbiamo voluto dar vita ad una filosofia di promozione incentrata sul consumatore finale. Lo facciamo interagendo con lui nello store, in maniera semplice ed informale, con eventi ed incontri, consigliando il cliente ed avvicinandolo a questo mondo tutto da scoprire”.

Gambero Rosso non può che essere un sigillo di eccellenza sulla nostra selezione e le nostre attività”, afferma Veronesi.

Per Paolo Cuccia, presidente di Gambero Rosso, “la collaborazione tra Gambero Rosso e Signorvino contribuirà sicuramente a rendere note e accessibili le grandi etichette di qualità a tutti i tipi di consumatori”.

“Siamo certi che, grazie al format degli store Signorvino e all’autorevolezza del nostro marchio, si riuscirà ad avvicinare sempre più il vasto pubblico di curiosi e appassionati a questa grande risorsa italiana”, osserva il presidente di Gambero Rossa, Cuccia.

La collaborazione fra Signorvino e Gambero Rosso va quindi nella direzione di una valorizzazione dei migliori vini italiani. Un’occasione per valorizzare anche i vini veronesi e veneti, che nella Guida del Gambero Rosso hanno 

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VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

BEREBENE GAMBERO ROSSO 2019

 

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Vini veronesi in Cina: i vini Valpolicella piacciono alle donne (54%). Il preferito è il Ripasso Doc. Veronafiere apre una sede a Shanghai

Vini veronesi in Cina: i vini Valpolicella piacciono alle donne (54%). Il preferito è il Ripasso Doc. Veronafiere apre una sede a Shanghai

In Cina i vini della Valpolicella piacciono soprattutto alle donne cinesi, che amano degustare prodotti di qualità e misurarsi con stili innovativi.

Sono donne (54%), tra i 25 e 29 anni, vivono nelle città orientali della Cina e tendono a spendere più della media per acquistare vino, dimostrandosi aperte a sperimentare nuovi stili.

E’ l’identikit del consumatore cinese di vini Valpolicella che emerge dal report di Wine Intelligence, Vinitrac, realizzato per il Consorzio di Tutela Vini Valpolicella che comprende viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della zona di produzione di 19 comuni della provincia di Verona.

I consumatori cinesi, secondo la ricerca, associano i vini della Valpolicella per similitudine di stile e range di prezzo ai vini del Nuovo Mondo.

I cinesi amanti del vino sono in grado di apprezzare dei vini italiani la buona qualità, la grande diversità e l’elevata acidità. E vedono nella Valpolicella una zona di produzione di grande valore e qualità.

 

Vini Valpolicella - appassimento delle uve

Vini Valpolicella. Appassimento delle uve

 

VINI VERONESI E CINA: IL VALPOLICELLA RIPASSO DOC
Quanto alle scelte, il vino della denominazione Valpolicella Doc che mostra maggiori potenzialità di sviluppo in Cina è il Valpolicella Ripasso Doc.

Più strutturato del Valpolicella Doc, il Valpolicella Ripasso Doc si misura con successo con i vini cileni, australiani e neozelandesi, con il vantaggio di essere più economico dell’Amarone della Valpolicella e di più facile beva.

Bene anche l’Amarone, apprezzato per l’esclusivo metodo di produzione e per la morbidezza e attrattività nel gusto. Morbidezza e attrattività nel gusto che – agli occhi dei cinesi amanti del vino di qualità – ben pochi altri vini italiani riescono ad avere.

Nei vini della Valpolicella e in quelli italiani in genere, secondo il report, i cinesi percepiscono lo stile italiano con il fascino del territorio di origine, fatto di storia, tradizioni e peculiarità che lo rendono unico anche in Cina.

I vini veronesi – a cominciare dai vini della Valpolicella – riscuotono quindi consensi e successo anche in Cina. Un mercato su cui è impegnata Veronafiera con Vinitaly International.

Vinitaly - Veronafiere apre una sede in Cina a Shanghai


VINI VERONESI IN CINA: VERONAFIERE APRE UNA SEDE A SHANGHAI

Veronafiere ha aperto a Shanghai una propria sede operativa permanente, nel centrale distretto del business di Xuhui.

Veronafiere rafforza così la propria presenza in favore di brand strategici della filiera Italia: vino, marmo e construction, agritech sono gli asset in portfolio dalla Spa veronese. 

“Veronafiere è sempre stata un esempio di attenzione per la Cina, di dinamismo imprenditoriale, di creatività e di qualità. L’inaugurazione della sua sede permanente, dopo 20 anni di presenza, si inserisce in un contesto di nuova apertura cinese. L’Italia e Veronafiere condividono con la Cina della nuova era tre grandi concetti: qualità, innovazione e bellezza“, fa notare l’Ambasciatore d’Italia in Cina, Ettore Sequi.

Nello stesso edificio di Shanghai lavorano altre realtà italiane, a partire dal Consolato italiano e dall’Ice.

“Sono oltre 5mila gli operatori cinesi presenti a Marmomac, Vinitaly e Fieragricola in un percorso di internazionalizzazione multipolare”, sottolinea il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese. “L’obiettivo è favorire il business attraverso un’azione e una presenza assidue e costanti”.

Il tutto a beneficio dei vini veronesi e di tutte le eccellenze dell’economia scaligera.

 

VINI VALPOLICELLA: AMARONE, RIPASSO E VALPOLICELLA DOC
(Video dal canale Youtube di Agrisapori)

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