La Lessinia, la fascia montuosa a nord di Verona, rappresenta il nucleo centrale della montagna veronese. Questo vasto altipiano è solcato da valli e canyon con strutture rocciose e dolci cime erbose.

La Lessinia è splendida in ogni stagione: immergiti tra le sue valli e assapora il suo silenzio e i suoi profumi.

Oggi ti propongo tre differenti itinerari adatti a tutti, fattibili in mezza giornata e con un dislivello lieve o medio:

  • il primo è un itinerario circolare che inizia Campofontana e ti porta a Cima Lobbia,
  • il secondo inizia a Sant’Anna d’Alfaedo e ti porta alla cima del Corno D’Aquiio,
  • il terzo è la visita alle cascate di Molina che meritano per l’ambiente circostante immerso nel silenzio.
 

Vedi la Guida della Lessinia di Verona Wine Love

 

Escursione tra boschi e pascoli delle malghe di Campofontana, nella parte orientale della Lessinia

L’anello che parte da Campofontana  e si dirige verso contrada Pagani e le malghe Lobbia e Porto è un percorso molto noto e fattibile in ogni periodo dell’anno.

È un itinerario con dislivello lieve (300 m) che si svolge su strade asfaltate, sterrate e sentieri segnalati tra prati, pascoli di montagna e boschi di faggio e larice. Il percorso è adatto anche a famiglie.

Lascia l’auto nei dintorni del cimitero di Campofontana (1220m) e prosegui fino a contrada Pagani, caratterizzata dalle abitazioni in pietra con tetto a doppia spiovenza.

Dopo aver superato l’antica fonte con vasca in pietra segui la strada sterrata che conduce verso malga Lobbia.

Salendo noterai la famosa Madonna della Lobbia, scultura in pietra che rappresenta la Pietà (1290 m).

 

Itinerari in lessinia

Lessinia, Madonna della Lobbia. Foto di Francesco Vinco

 

Raggiunta la malga il panorama verso nord è splendido: in primo piano le vette del Monte Terrazzo e Monte Zevola.

Dopo aver fatto qualche foto continua a salire seguendo il sentiero (se c’è neve è un sentiero adibito allo sci di fondo), superando la Croce della Lobbia.

Sali ancora repentinamente fino al muro a secco di confine della malga, che segna anche il limite comunale e provinciale tra Verona e Vicenza.

Sul muretto si erge un’altra splendida scultura, la Madonna delle Scalette (1510 m).

A questo puoi proseguire a sinistra e raggiungere così Cima Lobbia e poi l’alta Val Fraselle.

 

Vista sulla Val Fraselle

Vista sulla Val Fraselle. Foto di Francesco Vinco

 

Continuando invece verso sud, raggiungerai il breve il pendio che conduce agli edifici rurali di Malga Porto di Sopra (1520 m). Anche da qui il panorama è spettacolare, soprattutto al tramonto.

Dalla malga inizia la discesa lungo la strada sterrata che affianca la cima del Monte Formica e poi raggiunge gli edifici di Malga Porto di Sotto.

Qui, a fianco della malga, puoi notare la cupola interrata di una vecchia giassara.

Ora, con il sentiero CAI n.205, rientrerai a breve al parcheggio.

Dislivello: 300 m
Lunghezza: 6,4 km
Tempo di percorrenza medio: 2:30 ore

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A piedi in alta Lessinia: da Sant’Anna d’Alfaedo fino alla cima del Corno d’Aquilio

Questo itinerario si svolge su sentieri montani ben segnalati e brevi tratti di strada asfaltata e sterrata.

Lascia l’auto in uno dei parcheggi di contrada Tommasi  e prosegui attraversando località Coste (1157 m).

Prosegui lungo la strada sterrata lungo il bosco e raggiungi, con circa 100 m di dislivello, Passo di Rocca Pia (1215 m).

Il Passo fu in passato punto di confine tra Veneto e Trentino e importante nodo di traffici di contrabbando, durante il primo conflitto mondiale fu invece punto di osservazione con numerose trincee.

Dal passo prosegui lungo il sentiero CAI 234 che, dopo un’iniziale tratto in falsopiano, sale a tornanti fino ad aprirsi nei pascoli di malga Fanta (1496 m).

Qui una foto è d’obbligo: gli edifici della malga, con la mole della catena baldense sullo sfondo, sono molto caratteristici.

A poche centinaia di metri si trova la Spluga della Preta, famoso e profondo abisso che supera gli 800 metri di profondità e metà di numerose spedizione speleologiche di ricerca.

Proseguendo lungo la dorsale raggiungerai la sommità del Corno d’Aquilio (1547 m), dove una croce in ferro accoglie gli escursionisti dopo la fatica.

 

Panorama sulla Val d'Adige

Panorama sulla Valdadige dalla cima del Corno d’Aquilio. Foto di Nicola Albi

 

Nelle belle giornate il panorama è di una bellezza straordinaria e puoi ammirare l’intera Valdadige e le anse del fiume Adige, oltre alle cime che sovrastano la valle.

Da qui puoi scendere e, oltrepassato sulla destra il muretto divisorio di malga, raggiungere, la Grotta del Ciabattino, una cavità orizzontale che, nella seconda parte dell’inverno si arricchisce di spettacolari forme di ghiaccio.

 

Grotta del Ciabattino-Corno d'Aquilio

Grotta del Ciabattino, ingresso. Foto di Nicola Albi

 

Oltrepassa poi Malga Preta di Sotto e rientra scendendo lungo il sentiero CAI 240-250. Raggiungerai così la strada asfaltata della Liana e da qui contrada Tommasi.

Lunghezza: 8,30 km
Tempo di percorrenza medio: 3:30 ore
Dislivello: 450m

 

Visita alle Cascate di Molina

Una valida alternativa ai due itinerari in Alta Lessinia è la visita alle Cascate di Molina, in Valpolicella.

Molina è un borgo medioevale situato nel comune di Fumane, caratterizzato da antiche corti e case di pietra.

Il borgo prende il nome dai numerosi mulini che in passato erano in funzione nella zona, grazie alla forza dell’acqua.

 

Cascate di Molina

Le cascate di Molina (Foto di Mauro Magagna)

 

All’interno del Parco delle cascate, puoi visitare la malga costruita nel 1879, dove i soci portavano il latte e lo lavoravano a turno. Ora l’edificio è stato ristrutturato e viene usato con scopi didattici.

Nel Parco delle Cascate, una flora e fauna particolari e protette hanno permesso di creare il Museo della Botanica, dove la presenza di specie di orchidea selvatica è uno spettacolo di rara bellezza.

Nel Parco puoi scegliere tra tre itinerari: l’itinerario ambientale (o Sentiero del Bosco), l’itinerario storico (o Sentiero dei Molini), l’itinerario archeologico (o Sentiero delle Grotte).

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Foto di copertina: ph. Mauro Magagna

 

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