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Il sistema del Prosecco vara un
progetto sinergico tra i vari stakeholder per tutelare il nome delle famose bollicine da operazioni come quelle intraprese contro il Prosek.

È stato presentato, a Roma, in un incontro con la stampa, un progetto di aggregazione tra vari portatori d’interesse che prevede un lavoro unitario tra i vari enti per diffondere la cultura del Prosecco in Italia e nel mondo e delle colline di Conegliano Valdobbiadene patrimonio dell’umanità.

All’evento, promosso dal senatore Gianpaolo Vallardi, hanno partecipato vari esponenti parlamentari, responsabili dei diversi Consorzi di tutela e la presidente dell’associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco, Marina Montedoro.

“Quando parliamo delle nostre colline” – ha detto Montedoro – “parliamo di un paradigma di biodiversità, di una viticoltura in gran parte eroica e sempre attenta alla sostenibilità, di cultura, di arte e di tradizioni che affondano le radici nella ruralità del Veneto”.

Valorizzare in sinergia questi patrimoni serve oggi per difendere ciò che rende distintivo e competitivo il Made in Italy a livello internazionale.

Secondo il senatore Vallardi, il Prosecco è l’ambasciatore delle eccellenze italiane in Europa e nel mondo ed è tanto apprezzato in ogni parte del globo da essere, fra i prodotti del Made in Italy, il più copiato ed oggetto dell’Italian Sounding, che invece va contrastato con determinazione e vigore.

Le terre venete e friulane curano e perfezionano la coltivazione di quei tralci di vite per dare vita ad un tipo di vino sempre di altissima qualità, dal gusto raffinato e con la presenza di quelle bollicine conosciute nei cinque continenti.

Nell’occasione è stata ricordata la data del 5 luglio per il deposito alle autorità europee competenti delle deduzioni contrarie al riconoscimento del diritto ad adoperare il nome Prosek per la produzione di un particolare tipo di vino in Croazia.

“Il Prosecco è nostro, è simbolo della nostra viticoltura eroica, è una bandiera della nostra terra che non può essere imitato. Confermo che il nostro impegno ci sarà sempre a fianco di chi si batte per difendere un prodotto che è unico come il territorio su cui crescono i suoi vigneti”.

Con queste parole Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, ha commentato il progetto di aggregazione presentato a Roma tra i vari portatori di interesse con obiettivo la tutela del nome del Prosecco.

“È una difesa della nostra storia e della nostra identità” – spiega il Presidente – “a chi pensa di utilizzare il nome Prosek con disinvoltura, ricordiamo che il nostro Prosecco è un vino che si identifica con la nostra cultura, il nostro lavoro e i nostri territori”.

Fare squadra è fondamentale, ricorda Zaia, per unire tutte le forze contro non solo la contraffazione ma anche la confusione di nomi e località di cui può approfittarsene qualcuno a danno dei nostri viticoltori e di una cultura enologica che da noi è di casa da secoli.

“Ribadisco il concetto più volte espresso: il Prosecco è tale perché c’è una riserva del nome con un decreto del 2009, riconosciuto dall’Europa” – conclude Zaia – “e c’è il pronunciamento dell’Unesco che, nel 2019, ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.

 

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