Home › Cosa vedere

IL BASSO LAGO DI GARDA, ZONA DEL LUGANA

Lago di Garda_Mauro Magagna Ph.

IL LAGO DI GARDA

Il più grande lago d’Italia, il lago di Garda, prende il nome dall’omonimo paese situato sulla sua sponda orientale. Il lago di Garda trae origine dal profondo solco scavato in Era Quaternaria dal ghiacciaio atesino. Attraverso un’imponente azione di spinta e di accumulo sul suolo, il ghiacciaio ha modellato nella sua parte meridionale un doppio semicerchio di colline. Sono queste che costituiscono l’Anfiteatro morenico del Garda.

Il lago di Garda – 370 kmq di superficie, 52 km di lunghezza, 17 km di larghezza, 346 metri di profondità massima – condiziona il clima delle aree vicine, grazie all’azione mitigatrice dell’enorme distesa d’acqua e agli elevati contrafforti montuosi, entro cui è racchiuso, che lo riparano dai freddi venti del Nord.

Il microclima è favorevole allo sviluppo di una rigogliosa vegetazione mediterranea, dove prevalgono cipressi ed olivi, viti e oleandri. Visto dall’alto, il lago di Garda offre un paesaggio in cui le montagne precipitano nell’acqua e le colline sono rigate da filari di viti e olivi.
È qui che il vino Lugana affonda le radici, presentarsi con una classe, un gusto e un profumo che fanno del Lugana uno dei vini bianchi più apprezzati al mondo.

SIRMIONE E LE GROTTE DI CATULLO

Denominata la “perla del lago di Garda”, Sirmione (provincia di Brescia) è uno dei paesi più suggestivi della costa meridionale del lago, rinomato per la sua atmosfera incantevole; e per il fascino del passato che ancora vi aleggia. Proprio sulla punta della penisola di Sirmione rimangono i ruderi della più importante villa romana del nord Italia, le “Grotte di Catullo“, così chiamata in quanto il noto poeta latino era solito soggiornare nella penisola.

All’interno della villa romana si conservano affreschi risalenti al primo e II secolo a.C. mentre vicino ai ruderi, sorge un piccolo museo che conserva reperti archeologici e ricostruzioni della villa romana.

Da visitare sono il castello scaligero, risalente al 1200, e il borgo medievale di Sirmione.
Si tratta di uno fra i più completi e meglio conservati castelli d’Italia, oltre che uno dei più visitati.
ll castello è bagnato su tutti i lati dalle acque del lago di Garda, e su uno di questi lati è stata realizzata, poco dopo la costruzione del castello, la darsena, che un tempo rappresentava il luogo di rifugio della flotta scaligera. Le mura e le tre massicce torri maggiori sono caratterizzate dalle merlature a coda di rondine che contraddistinguono ogni costruzione scaligera. Dietro questi tre torrioni emerge l’imponente mastio, alto 47 metri.

Garda Lake
Grotte di Catullo
Castello Sirmione_foto di Jessica Zufferli
Torre di San Martino della Battaglia_foto Jessica Zufferli
Peschiera, porto
Santuario Madonna del Frassino_foto Jessica Zufferli

LA TORRE DI SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA

La Torre monumentale di San Martino della Battaglia venne edificata nel comune di Desenzano del Garda (provincia di Brescia), a partire dal 1880, sul colle più alto di San Martino, uno dei luoghi più significativi delle battaglie risorgimentali.

Il complesso monumentale ricorda la battaglia del 24 giugno 1859 fra l’esercito austriaco e quello franco-piemontese. L’altura venne conquistata e persa più volte dai due eserciti, con un altissimo costo in termini di vite umane.

La torre monumentale, nel mezzo di un grande parco, è alta 64 metri e permette di godere il panorama ad ampio raggio: si possono vedere il lago di Garda e le colline circostanti. Nello stesso parco è situato un museo che conserva armi e oggetti dei soldati; cimeli e documenti della battaglia; e altre testimonianze della storia del Risorgimento. Nel parco sorge anche la Chiesa Ossario, che raccoglie le ossa dei soldati caduti nella sanguinosa battaglia del 1859.

PESCHIERA DEL GARDA

Peschiera del Garda (provincia di Verona) ha avuto nel corso dei secoli un importante ruolo strategico-militare, diventando una città-fortezza. Le massicce mura e le fortificazioni che ancora oggi si possono vedere, sono state costruite e ampliate dagli Scaligeri, dai Veneziani (secondo i progetti del Sanmicheli) e infine dagli Austriaci. Le fortificazioni veneziane sono state dichiarate dall’Unesco, nel luglio 2017, Patrimonio dell’Umanità.

Durante il dominio asburgico nel Lombardo-Veneto, Peschiera divenne uno dei vertici del famoso sistema difensivo del Quadrilatero. Porta Verona costituisce l’ingresso monumentale al centro storico: sulla sua cima spiccava un tempo il Leone di San Marco.

Passeggiando fra le vie del centro, si possono scorgere i resti delle abitazioni di epoca romana, quando il villaggio era noto con il nome di Arilica. Il santuario della Madonna del Frassino, che gode di grande popolarità in zona, ospita alcune opere di Paolo Farinati, pittore veronese del Cinquecento, allievo di Nicola Giolfino. L’ingresso del santuario si caratterizza da un ampio viale delimitato da cipressi. Di particolare interesse gli affreschi di Domenico Muttoni che rievocano l’apparizione della Madonna del Frassino.
Sul lato sinistro della chiesa è posto un piccolo cimitero riservato ai monaci francescani e lungo un corridoio, che conduce ai due chiostri del convento, si può osservare il luogo in cui ebbe origine il miracolo.

VALEGGIO SUL MINCIO E IL PARCO SIGURTÀ
Piccolo borgo circondato da vigneti e colline, Valeggio su Mincio (provincia di Verona) presenta un incantevole centro storico e un imponente castello scaligero che domina il paese e la valle dalla cima di un colle. Risalente al XIII secolo, della parte più antica del castello si può ammirare oggi solo la Torre Tonda, unica superstite del terremoto del 1117: il resto dell’edificio è stato ricostruito nel Trecento, di cui resta un solo ponte levatoio (di tre iniziali) tramite cui accedere al cortile interno.

Interessante anche la Chiesa di San Pietro del 1753 e Villa Maffei Sigurtà, residenza estiva dei Conti Maffei. Per gli amanti dei giardini, inoltre, a poca distanza dal borgo si trova il Parco Giardino di Sigurtà, aperto alle visite da marzo a novembre.

Il Parco Giardino Sigurtà è lo scrigno naturale di varietà botaniche ed attrazioni storico – artistiche di impareggiabile bellezza.
Da marzo a novembre ogni giorno è possibile scoprire cosa custodiscono i 600.000 metri quadrati di prati e boschi.

Tulipanomania dà il via alla meravigliosa danza delle fioriture che si sussegue nel corso dei mesi di apertura: oltre un milione di tulipani che insieme a giacinti, muscari e narcisi rappresentano una delle fioriture più importanti al mondo.

Maggio invece è il mese dedicato per eccellenza alla rosa e al Parco le rose non mancano! 30.000 esemplari rifiorenti in due varietà accompagnano i visitatori in tutto il chilometro del Viale a loro dedicato e che sembra condurre, per un effetto ottico, al Castello Scaligero di Valeggio s/M.

Nel Viale delle Aiuole Fiorite, protagonista è il colore, grazie ai numerosissimi esemplari di piante annuali: 30 varietà di dalie e coloratissimi esemplari di impatiens, sunpatiens, zinnia, canna indica e tagetes.

 

BORGHETTO E IL PONTE VISCONTEO
Sorto nel 1400 lungo la sponda destra del fiume Mincio, il piccolo nucleo abitativo di Borghetto (Comune di Valeggio) fondava la propria prosperità economica sull’attività di molatura del frumento e pilatura del riso.

A distanza di molti secoli, Borghetto conserva inalterato tutto il suo fascino: merli ghibellini, antichi mulini e cascatelle d’acqua creano infatti un’atmosfera unica capace di riportare indietro nel tempo. A dominare la scena è il ponte-diga Visconteo, commissionato dal duca di Milano Gian Galeazzo Visconti per proteggere i confini orientali del suo ducato.

Raccordato al sovrastante castello da due alte cortine merlate, il ponte, lungo 650 metri e largo 25, avrebbe dovuto garantire il successo di un piano strategico ambizioso mai realizzatosi, quello cioè di deviare le acque del fiume Mincio sul fiume Tione a Villafranca  di Verona.

Lo scopo era quello di creare un fossato per il Serraglio, l’imponente opera difensiva progettata dagli Scaligeri. Il terzo martedì di giugno si tiene a Borghetto la festa del “Nodo d’amore”, manifestazione enogastronomica dove oltre 4000 commensali prendono posto su tavoli imbanditi che si snodano per tutta la lunghezza del ponte.

Vedi
Nascondi