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CUSTOZA E DINTORNI

Parco Sigurtà, Valeggio


CUSTOZA E L’OSSARIO DEL RISORGIMENTO
Sul colle più alto del paese di Custoza, ben visibile da ogni direzione, si erge l’Ossario, che accoglie le spoglie dei caduti nella Prima e nella Terza Guerra d’Indipendenza, rispettivamente del 1848 e 1866. Il 24 giugno 1866, nello scontro italo-austriaco che ebbe l’epilogo proprio attorno alla frazione di Custoza, le perdite dei due eserciti ammontarono a circa 2 mila morti, disseminati sui campi, nei fossati e fra le siepi.

I cittadini di Sommacampagna, di Villafranca e di Custoza vollero dare loro una sepoltura, riunendoli in grandi fosse segnate da croci di legno. Solo nel 1879 l’architetto veronese Giacomo Franco progettò e inaugurò l’Ossario, oggi riconosciuto come simbolo di pace e pietà.

Di pianta ottagonale, l’Ossario presenta quattro lati grandi con gradinata e pronao e quattro lati chiusi. Alla base si trova la cripta con il sacrario, mentre nella parte superiore un prezioso e piccolo museo espone alcuni reperti risalenti alle due battaglie.

Valeggio, Castello_Foto di Giovanni Bosco
Villafranca, Castello

VALEGGIO SUL MINCIO E IL PARCO SIGURTA’
Piccolo borgo circondato da vigneti e colline, Valeggio presenta un incantevole centro storico e un imponente castello scaligero che domina il paese dalla cima di un colle. Risalente al XIII secolo, della parte più antica si può ammirare oggi solo la Torre Tonda, unica superstite del terremoto del 1117: il resto dell’edificio è stato ricostruito nel Trecento, di cui resta un solo ponte levatoio (di tre iniziali) tramite cui accedere al cortile interno.

Di interesse anche la Chiesa di San Pietro del 1753 e Villa Maffei Sigurtà, residenza estiva dei Conti Maffei. Per gli amanti dei giardini, inoltre, a poca distanza dal borgo si trova il Parco Giardino Sigurtà, aperto alle visite da marzo a novembre.


VILLAFRANCA DI VERONA E IL CASTELLO SCALIGERO
Villafranca, a sud ovest di Verona, è il secondo comune della provincia per popolazione, con oltre 30 mila abitanti. Il centro abitato nacque come accampamento romano collocato sull’antica via Postumia. Il simbolo della città è il Castello Scaligero, costruito in epoca medievale dai signori di Verona.

La zona di Villafranca è stata teatro di molte battaglie risorgimentali, per questo il territorio circostante ospita al giorno d’oggi diverse testimonianze di quel periodo. In particolare nel 1859 Francesco Giuseppe e Napoleone III si incontrarono in una sala del Palazzo Bottagisio, dove stipularono la cosiddetta “Pace di Villafranca”, atto conclusivo della seconda guerra d’indipendenza.

Palazzo Bottagisio, noto anche come “Casa del Trattato”, è visitabile e al piano terra ospita il Museo del Risorgimento, dove sono raccolte armi, stampe e reliquie dell’epoca. Passando dalla storia alla modernità, il Museo Nicolis – sulla strada che da Villafranca porta a Verona – raccoglie una ricca collezione di auto e moto d’epoca, ma anche, macchine fotografiche e da ripresa e biciclette d’epoca: merita di essere visitato.

BORGHETTO E IL PONTE VISCONTEO
Sorto nel 1400 lungo la sponda destra del fiume Mincio, questo piccolo nucleo abitativo fondava la propria prosperità economica sull’attività di molatura del frumento e pilatura del riso. Oggi, a distanza di molti secoli, Borghetto conserva inalterato tutto il suo fascino: merli ghibellini, antichi mulini e cascatelle d’acqua creano infatti un’atmosfera unica capace di riportare indietro nel tempo.

A dominare la scena è il ponte-diga Visconteo, commissionato dal duca di Milano Gian Galeazzo Visconti per proteggere i confini orientali del suo ducato. Raccordato al sovrastante Castello da due alte cortine merlate, il ponte, lungo 650 metri e largo 25, avrebbe dovuto garantire il successo di un piano strategico ambizioso mai realizzatosi: deviare le acque del Mincio sul fiume Tione a Villafranca allo scopo di creare un fossato per il Serraglio, opera difensiva progettata dagli Scaligeri.

Il terzo martedì di giugno si tiene a Borghetto la festa del “Nodo d’amore”, grande manifestazione enogastronomica dove circa 4 mila commensali prendono posto su tavoli imbanditi che si snodano per tutta la lunghezza del ponte.

Borghetto, foto di Gianni Crestani

CASTELNUOVO DEL GARDA E LA TORRE DEI VISCONTI
La Torre Viscontea è il simbolo della cittadina di Castelnuovo del Garda. La torre era il mastio del castello costruito nel 1387 da Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, in seguito alla sconfitta degli Scaligeri di Verona.

Il complesso visconteo, che comprendeva anche una doppia cinta muraria, fu edificato nella stessa posizione di una precedente costruzione difensiva, probabilmente risalente al XII secolo. Fra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, sulla sommità della torre venne aggiunta la cella campanaria, che ospita ben quattordici campane.


PESCHIERA DEL GARDA E LE FORTIFICAZIONI
Peschiera del Garda ha avuto nel corso dei secoli un importante ruolo strategico-militare, diventando una vera e propria città-fortezza. Le massicce mura e le fortificazioni che ancora oggi si possono vedere, sono state costruite e ampliate dagli Scaligeri, dai Veneziani (secondo i progetti del Sanmicheli) e infine dagli austriaci. Le fortificazioni veneziane, dal luglio 2017, sono Patrimonio dell’Umanità.

Durante il dominio asburgico nel Lombardo-Veneto, Peschiera divenne infatti uno dei vertici del famoso sistema difensivo del Quadrilatero. Porta Verona costituisce l’ingresso monumentale al centro storico, sulla sua cima spiccava un tempo il Leone di San Marco.

Passeggiando fra le vie del centro si possono scorgere i resti delle abitazioni di epoca romana, quando il villaggio era noto con il nome di Arilica. Il santuario della Madonna del Frassino, che gode di grande popolarità in zona, ospita alcune opere di Paolo Farinati, pittore veronese del Cinquecento, allievo di Nicola Giolfino.


LAZISE E LA DOGANA
Lazise è stata considerata sia dagli Scaligeri che dalla Serenissima un centro importante per il controllo del Lago. Per questo motivo vanta un’ampia cinta muraria, tre porte d’accesso al centro e un castello, eretto fra il 1375 ed il 1381. La scenografica piazza del municipio si apre verso il porticciolo, su cui si affacciano la Dogana veneta e la chiesetta di San Nicolò, in stile romanico.

La Dogana è l’edificio che più rappresenta Lazise e la sua storia. Costruita da Cangrande della Scala agli inizi del Trecento, divenne poi un Arsenale per opera della Serenissima Repubblica di Venezia, che qui collocò una importante flotta armata, sempre pronta alle funzioni di presidio e di lotta contro i Visconti di Milano.

L’edificio della Dogana continua a ricoprire un ruolo importante per la comunità, ospitando eventi culturali e della vita civile in un contesto dal valore architettonico straordinario.

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