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VERONA: CITTÀ DI MUSICA, ARTE E CULTURA

Verona_Mauro Magagna Ph.

Verona è una capitale internazionale della musica, grazie all’anfiteatro Arena di Verona; ed è una città dell’arte e della cultura, in forza dei suoi monumenti e delle sue collezioni di quadre e statue.

La città di Verona è anche un centro economico mondiale, grazie alla sua Fiera internazionale (Veronafiere), al Mercato agroalimentare, al Quadrante Europa con l’interporto e all’aeroporto Valerio Catullo.

Se si arriva in treno dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova o con l’auto dal casello autostradale di Verona Sud, alla fine di corso Porta Nuova si entra nel cuore della città di Verona.

Subito appaiono i “Portoni” della Bra, con due grandi archi merlati e la torre Pentagona con l’orologio, regalo del conte Antonio Nogarola nel 1871.

PIAZZA BRA: L’ARENA, LA GRAN GUARDIA E IL LISTON
Attraversati i Portoni si giunge in piazza Bra, una delle venti piazze più grandi d’Italia (25mila metri quadrati).

Da qui si possono ammirare alcuni dei monumenti più importanti della città: Palazzo della Gran Guardia, Palazzo Barbieri (sede del Comune di Verona), l’anfiteatro Arena (tempio della Musica Lirica), il monumento eretto in onore di Vittorio Emanuele II e il Listòn, una lunga linea curva di palazzi e porticati in buona parte occupati da ristoranti, bar e negozi.

Il Palazzo della Gran Guardia fu costruito agli inizi del 1600 per ordine del Doge di Venezia e nacque come luogo adibito alla rassegna delle truppe militari.

Oggi questa imponente ex-caserma viene utilizzata per eventi, mostre e congressi.

L’anfiteatro Arena è il simbolo della città di Verona, prende il suo nome dalla parona “rena” (sabbia) e fu realizzato all’esterno delle mura cittadine tra il 20 e il 40 dopo Cristo.

Le pietre usate per la sua costruzione sono originarie della Valpolicella e vennero trasportate, attraverso il fiume Adige, all’attuale collocazione.

Proprio a causa del loro alto pregio, durante il Medio Evo, l’Arena fu più volte depredata per costruire forti gentilizi e solo sotto il dominio veneziano venne ricostruita e salvaguardata come luogo dedicato all’arte.

Oggi l’Arena è ben conservata, se non fosse per il suo anello esterno di cui rimangono in piedi solo le quattro arcate a ridosso di via Mazzini, che prendono il nome di “Ala”.

Entrando in questo teatro romano ci si trova a percorrere lunghi corridoi e cuniculi in pietra sovrastati da una serie di archi ellittici, che portano alla piattaforma interna all’Arena.

A fianco dell’anfiteatro si trova via Mazzini, che conduce da piazza Bra a Piazza delle Erbe.

Lungo via Mazzini si possono ammirare due palazzi di particolare pregio: Palazzo dell’Accademia e Loggia Arvedi.

Arena_dettaglio Aida_Foto di Marta Pasini
Arena e Palazzo Barbieri_Mauro Magagna Ph.
Piazza Dei Signori, statua di Dante_Mauro Magagna Ph.
Piazza Erbe_Mauro Magagna Ph.
Scalinata Palazzo della Ragione_Foto di Marta Pasini
Statua di Giulietta_Foto Marta Pasini

PIAZZA ERBE E IL FORO ROMANO
Definito il più bel monumento di Verona, nei secoli Piazza Erbe fu cara a poeti e scrittori che ne decantarono la bellezza.

Nata in corrispondenza dell’antico Foro Romano, ha ospitato per anni il mercato delle spezie, da cui ha preso il nome.

Ancora oggi la piazza mantiene la tradizione e vede al suo interno le bancarelle del mercato di frutta, verdura e souvenir.

Intorno al piazzale si ergono numerosi edifici storici: l’antica Domus Mercatorum (da via Mazzini sulla sinistra), Casa Mazzanti (sulla destra) riconoscibile per la grande balconata e le pareti affrescate in stile rinascimentale e, in fondo alla piazza, Palazzo Maffei, caratterizzato nella sua parte superiore da alcune statue delle divinità greche: Mercurio, Giove, Ercole, Atena e Apollo.

Davanti al palazzo sorge una colonna in marmo bianco sulla cui sommità è posto il leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia.

La fontana, con integrazioni medievali, sormontata dalla statua di Madonna Verona è il monumento più antico della piazza (epoca romana).

L’opera è stata voluta da Cansignorio della Scala in occasione dell’opera idraulica progettata per portare l’acqua del torrente Lorì di Avesa fino a Piazza Erbe.

Alla sua sinistra troviamo la Torre del Gardello, mastio trecentesco in mattoni alto 44 metri e sulla cui sommità era situata una gigantesca campana con lo stemma della famiglia Della Scala, signori della città.

Oggi la campana è custodita nel museo di Castelvecchio.

Dal centro di Piazza Bra, poco prima di Casa Mazzanti, passando attraverso l’arco della Costa, si arriva all’interno del Palazzo della Ragione

Al suo interno svetta la Torre dei Lamberti, la più alta della città (84 metri): la cima della torre, da cui si gode uno splendido panorama della città di Verona, si può raggiungere con un ascensore.

La torre contiene due campane del 1295: la Marangona che suonava in caso di incendio e per avvertire la fine dell’orario di lavoro per gli artigiano e il Rengo che chiamava alle armi i cittadini in caso di pericolo.

LA CASA DI GIULIETTA E IL BALCONE
Tappa fondamentale per chi visita Verona è la Casa di Giulietta. Da sempre meta prediletta dagli innamorati, il palazzo, dal quale si accede da un portico e un piccolo cortile, è reso famoso dalla tragedia di Shakespeare “Romeo and Juliet”.

In questi ambienti i due giovani amanti veronesi, Giulietta e Romeo, si scambiavano memorabili versi.

Il celebre balcone, dove Giulietta si affacciava per vedere l’amato, è ancora oggi il palcoscenico di rappresentazioni teatrali.

Ogni anno sono oltre 2 milioni i visitatori che accedono alle stanze della casa e si sporgono dal davanzale.

Al di sotto si trova la statua in bronzo di Giulietta: la tradizione vuole che porti fortuna toccare il seno destro della giovane.

 

TEATRO ROMANO E MUSEO ARCHEOLOGICO
Il Teatro Romano è il primo vero anfiteatro romano della città. Il teatro nasce infatti all’interno delle mura cittadine di Verona nel 25 avanti Cristo, molti anni prima dell’anfiteatro Arena.

Grazie alla sua incredibile acustica e alla posizione panoramica fu utilizzato per la rappresentazione di commedie e tragedie fino al 300 dopo Cristo.

Dal 300 dopo Cristo in poi venne lasciato all’incuria: fu adibito prima a cimitero e poi abbandonato fino a quando il fango, che scendeva dal colle, non lo seppellì quasi del tutto.

Solo con i restauri del Novecento fu riportato alla luce lo splendore di questo antico monumento.

Ad oggi ne è stata recuperata una buona parte. Il Teatro Romano è ora utilizzata per rappresentazioni teatrali e concerti: ogni estate vi si tengono il Festival Shakespeariano e il Festival della Bellezza, oltre a serate di musica, danza e di teatro.

Appena sopra il Teatro Romano c’è il prezioso Museo Archeologico, raggiungibile a piedi attraverso una scalinata, un ascensore e attraverso la Funicolare esterna che da via San Carlo porta a Castel San Pietro.

PONTE PIETRA E CASTEL SAN PIETRO
Uno dei luoghi significativi della città è Ponte Pietra che, situato ai piedi del Colle di San Pietro, fu il primo ponte ad essere costruito a Verona (prima in legno e poi in pietra dai Romani): nei primi anni dell’Ottocento segnava il confine di Verona, dividendola tra il territorio di dominio francese e quello austriaco.

Ancora oggi si può vedere la colonna bianca sul parapetto del ponte che ne segnava i limiti.

Sul Colle di San Pietro sorge l’omonimo castello, un tempo edificio militare e luogo strategico per il controllo del fiume e della città.

Purtroppo, nel 1800, le milizie di Napoleone distrussero gran parte di Castel San Pietro e degli edifici interni: i resti della cinta sono ancora visibili lungo tutto il colle.

Qui, in età romana, nell’ antico e massiccio edificio militare si trovava il tempio collegato al Teatro Romano. Luogo strategico per il controllo del fiume e della città, qui sono state trovate le più antiche tracce di insediamento pre-romano risalenti all’Età del Ferro.

La funzione di fortezza difensiva di Castel San Pietro si affermò nel Medio Evo ma, nel 1801, le milizie di Napoleone distrussero gran parte del castello e degli edifici interni, compresi la chiesa e il mastio, le cui rovine si trovano ancora all’interno del recinto.

Tuttavia, i resti della cinta, per quanto rovinati, sono ancora considerevoli.

Tra il 1852 e il 1858 ci furono la progettazione e la costruzione di una caserma austriaca, presente ancora oggi. Questa venne ordinata dal feldmaresciallo Radetzky.

Intorno al 1900 si costruì una Funicolare per il trasporto dei visitatori verso il castello che è stata ricostruita e riaperta a giugno 2017: collega via San Carlo, a fianco del Teatro Romano, il Museo Archeologico a metà percorso e, sulla sommità, il Colle di San Pietro con le rovine del castello e la caserma austriaca.

Per chi visita la città di Verona, Castel San Pietro è una tappa immancabile: da questa posizione si ha una vista spettacolare della città dall’alto.

Si possono ammirare i campanili delle chiese principali, il corso del fiume Adige, il ponte Pietra con la famosa torretta e indimenticabili tramonti.

CASTELVECCHIO E IL PONTE SCALIGERO
Castelvecchio è il palazzo fortezza più importante della città di Verona. Costruito tra il 1354 e il 1357 e voluto dal Signore di Verona, Cangrande della Scala, è situato lungo la riva cittadina dell’Adige, all’interno dell’ansa del fiume.

Il palazzo fu progettato con un duplice scopo: offrire una difesa contro le ribellioni dei cittadini e creare una via di fuga a nord per la famiglia scaligera, attraverso un grande ponte.

Castelvecchio è la fortezza più longeva della città. Durante il dominio francese sulla città (1797) le truppe di Parigi trasformarono il castello in caserma, distruggendo la torre e i merli delle mura, così da poter puntare i cannoni sulla città.

Solo nel 1924, grazie alla grande opera di restauro del Comune, l’edificio fu ripristinato nella sua antica forma.

Nonostante i danni provocati della Seconda Guerra Mondiale oggi riusciamo a vederlo nelle proporzioni originarie.

Quando gli interni vennero ristrutturati dal maestro Carlo Scarpa (negli anni 1958-1974), Castelvecchio divenne un museo cittadino con importanti collezioni di dipinti e sculture.

L’imponente ponte merlato, il Ponte Scaligero, fu costruito tra il 1355 e il 1357 ed fu definito come uno degli esempi più illustri di architettura dell’epoca. 

Solo la prima arcata presentava un’ampiezza di ben 48 metri: la più grande mai costruita fino a quel tempo. Il ponte era parte integrante del Palazzo di Castelvecchio e quindi ad uso privato della famiglia di Cangrande della Scala, che lo avevano costruito come via di fuga dalla città verso i loro parenti del Tirolo.

Danneggiato durante i vari conflitti bellici venne ricostruito dal Comune che andò a cercare le pietre nelle cave dei Monti Lessini, così come aveva fatto Cangrande della Scala.

Attraversandolo a piedi, e sporgendosi dai merli medievali, si può avere un’incredibile vista del castello e della città di Verona costruita lungo le rive dell’Adige.

Ponte di Castelvecchio_Mauro Magagna Ph.
Torre dei Lamberti_Mauro Magagna Ph.
Teatro Romano_Foto Gianni Crestani
Ponte Pietra_Mauro Magagna Ph.
Castlvecchio_Mauro Magagna Ph.
Ponte di Castelvecchio_Mauro Magagna Ph.
Verona e Duomo_Foto Mauro Magagna
Basilica di Sant'Anastasia_Foto di Marta Pasini
Ponte di Castelvecchio_Mauro Magagna Ph.
Chiesa di San Fermo

CHIESE DI VERONA

CATTEDRALE (IL DUOMO)
Edificata sull’area della prima cattedrale paleo-cristiana di Verona, questa chiesa è dedicata a Santa Maria Matricolarole e la sua costruzione fu terminata nel 1187.

Il Duomo è stato più volte ampliato e modificato inglobando, di volta in volta, le antiche basiliche circostanti.

L’interno ha un’ampiezza notevole e sull’altare si trova il celebre dipinto del Tiziano “L’Assunta”, unica opera del grande pittore eseguita in città.

La torre campanaria della chiesa è alta 74,9 metri ed è seconda in città, per altezza, alla Torre dei Lamberti (84 metri).

Parte del grande complesso religioso del Duomo sono la piccola chiesa di Sant’Elena e la chiesa di San Giovanni in Fonte, dove è conservata la splendida fonte battesimale ad ottagono che fece da battistero alla cattedrale per molti anni.

Da piazza Duomo si può accedere alla Biblioteca Capitolare, fondata nel V secolo e perciò forse la più antica biblioteca al mondo arrivata fino ai giorni nostri.

BASILICA DI SANT’ANASTASIA
La costruzione della Basilica di Sant’Anastasia ebbe inizio nell’anno 1290 da parte dei frati Domenicani ed è la più grande chiesa della città.

Il nome del luogo di culto deriva dalle antiche fondamenta romane dedicate alla santa.

La grande facciata d’entrata è rimasta incompiuta ancora oggi nel rivestimento e si estende solo nella parte inferiore.

L’interno della Basilica di Santa Anastasia, il più grandioso fra tutti quelli delle chiese veronesi, rappresenta il miglior esempio di architettura religiosa in stile gotico, pur mantenendo i concetti spaziali e formali della tradizione romanica.

Fra le tante opere d’arte contenute nella chiesa, merita una segnalazione l’affresco di “San Giorgio e la principessa” di Pisanello, che si trova nella parete esterna, sopra l’arco, della Cappella Pellegrini ( o “Giusti”).

BASILICA DI SAN ZENO
La Basilica di San Zeno è una delle migliori espressioni del romanico in Italia.

La chiesa si sviluppa su tre livelli e l’attuale struttura fu impostata nel X-XI secolo. 

Tra le numerose opere d’arte, ospita un capolavoro di Andrea Mantegna, la “Pala di San Zeno”.

La costruzione ha conservato quasi tutto dello stile romanico originale, tranne il soffitto fatto a “carena di nave” che è di origine gotica.

San Zeno è il santo patrono di Verona. Zeno, o Zenone, nato in Mauritania nel 300 circa e morto a Verona nel 371, è stato l’ottavo vescovo di Verona. 

La maggior parte della sua vita è avvolta nella leggenda: viene chiamato il “Vescovo Moro” per le sue origini africane.

Visse in austerità e semplicità, tanto che pescava egli stesso nel fiume Adige il pesce per il proprio pasto. Per questo è considerato protettore dei pescatori d’acqua dolce. 

CHIESA DI SAN FERMO
Al termine di via Leoni, per chi viene da Piazza Erbe, si erge la chiesa di San Fermo la quale deve il suo nome al luogo prossimo alla chiesa, in cui i santi Fermo e Rustico subirono il martirio nel 304 dopo Cristo.

Qui, attorno all’Anno Mille, i frati benedettini diedero l’avvio di una costruzione di un vasto tempio che prevedeva la sovrapposizione di due distinte chiese: una prima dallo stile romanico e una seconda con annesso un campanile.

I lavori di costruzione finirono dopo diverso tempo (1350), ma al suo interno le modifiche furono continue.

Nei secoli successivi vennero aggiunte cappelle, altari e monumenti funebri.

Solo in un secondo momento, però, sulle preesistenti strutture romaniche s’innalzarono nuove facciate gotiche, che restituirono alla chiesa l’aspetto odierno.

A fianco della chiesa si trova la Dogana, che dà sul fiume Adige: costruita intorno al 1745, negli anni di maggiore potenza della Repubblica Veneta, era un nuovo punto di snodo per le merci che giungevano per via fluviale.

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