L’enoturismo è un settore in forte crescita vista la nostra ricca tradizione enogastronomica, che ogni anno attrae milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. Affinché siano in grado di rispondere alle esigenze del pubblico, gli operatori dell’enoturismo devono cogliere le nuove dinamiche dell’industria del turismo.

Tra i cambiamenti più significativi, si riscontra l’uso crescente di strumenti digitali, ad esempio i portali di gestione e promozione di servizi turistici e i social network, sempre più utilizzati come canali comunicativi e di promozione dal settore turistico.

Ma non è sufficiente l’impiego del digitale. Il turista moderno ricerca un vero e proprio viaggio esperienziale, che gli faccia vivere i sapori, il folklore e la bellezza del territorio.

Dunque, i professionisti del turismo devono avere competenze di marketing e comunicazione che consentano di valorizzare il patrimonio enogastronomico, artistico e culturale del luogo.

In questo nuovo contesto, la figura del sommelier deve allinearsi con le novità del settore del turismo del vino. Quindi, non solo conoscenze enogastronomiche. C’è bisogno di una formazione per le relazioni con il cliente. E saper trasmettere al turista un racconto che unisca al piacere del vino la storia del posto.

Questi temi sono stati presentati durante il Convengo di apertura del Congresso Nazionale AIS, svoltosi a Verona dal 22 al 24 novembre 2019.

In questa occasione, professionisti del settore turistico, docenti universitari e esperti della comunicazione del vino hanno avuto modo di discutere di comunicazione digitale, formazione e sommellerie nel quadro dell’enoturismo moderno.

 

turismo del vino

 

L’enoturismo e l’evoluzione verso la comunicazione digitale

 

Il settore enoturistico deve sapersi adattare ai cambiamenti veloci prodotti dalla rivoluzione digitale e alle richieste di un turista sempre più evoluto e internauta.

Come fa notare Stefan Marchioro (docente di Economia turistica applicata al Turismo dell’Università di Padova), “Il web prima e oggi la sharing economy ed il social commerce hanno reso il mondo più “piccolo”, più a portata di mano e di click, ma anche più conoscibile e sfaccettato, sicuramente meno standardizzato”.

L’evoluzione stessa del ruolo di Facebook può essere un’ottima cartina tornasole per rappresentare le tendenze attuali, che lo vedono come un potente canale comunicativo per il turismo e tutta l’industria del viaggio.

L’enoturismo, quindi, non deve subire il cambiamento, ma deve cogliere e gestire le grandi opportunità che offrono gli strumenti digitali, come la rapida comunicazione con il cliente e la possibilità di farsi conoscere in maniera capillare.

La mancata gestione anche dell’aspetto digitale, dunque, rischia di mettere in difficoltà le realtà enoturistiche italiane rispetto a Paesi con una tradizione meno consolidata rispetto alla nostra ma che hanno saputo sfruttare le potenzialità della tecnologia.

Il professor Marchioro sottolinea che gli effetti per le imprese turistiche italiane sarebbero una corsa al ribasso, con una conseguente perdita di qualità e competitività.

Trasformare il “terroir” in destinazione turistica significa organizzazione, professionalità ma soprattutto lungimiranza per costruire un contesto che sappia rispondere e accogliere le esigenze del turista moderno.

Marchioro porta ad esempio il modello già adottato da qualche tempo in Francia: l’Open System Alliance Réseaux.

Si tratta di un marketplace turistico che consente un dialogo diretto tra gestore e cliente, dando spazio ai circuiti brevi e la disintermediazione. I proprietari, quindi, hanno il controllo diretto della loro attività e hanno modo di dialogare con il cliente, dando consigli per la vacanza e proponendo attività.

Dal punto di vista della domanda, permetterebbe di creare un’offerta eterogenea e accessibile per il turista, dandogli anche i mezzi per fare i propri acquisti online.

 

Congresso nazionale AIS - Teatro Filarmonico Verona

Il convegno di apertura del Congresso Nazionale AIS al Teatro Filarmonico di Verona

        

 

Creare valore nel turismo del vino con il capitale umano

 

Se è vero che oggigiorno le tecnologie stanno prendendo sempre più piede nel settore turistico, il capitale umano rimane comunque un fattore essenziale.

È il contatto umano che può contribuire a rendere piacevole un’esperienza o, al contrario, lasciare un pessimo ricordo.

Mauro Santinato (Presidente di Teamwork) sottolinea che il far sentire bene l’ospite e l’accoglienza sono fattori non riproducibili dalle tecnologie ma solo da un personale formato e attento.

Le figure dell’enoturismo 2.0, quindi, non potranno essere impreparate. Il nuovo quadro generale richiede capacità interdisciplinari, saper interpretare le abitudini e le esigenze del turista moderno e del degustatore che ricerca un viaggio esperienziale che fonda gusto e cultura.

Ma non solo: i professionisti devono possedere competenze relazionali, comunicative, gestionali e di marketing che permettano di essere in linea con le dinamiche attuali dell’enoturismo.

Bisogna innovare il sistema dell’ospitalità e della valorizzazione del territorio ai fini turistici. Il turismo del vino ha l’obiettivo di creare un viaggio esperienziale, che dia spazio all’esaltazione di un territorio caratterizzato da profumi, sapori e una storia unici nel loro genere.

 

Sommelier AIS Verona

 

La figura del sommelier nell’enoturismo 2.0

 

Il Congresso AIS 2019 è stata l’occasione per rivalutare il ruolo del sommelier e la sua formazione alla luce di queste nuove riflessioni.

Il sommelier del domani deve porsi in termini di figura protagonista nel mondo dell’enoturismo. Come fa presente Mauro Santinato, “le parole d’ordine del futuro per i sommelier sono professionalità, comunicazione e legame umano”.

Ai sommelier è richiesta una preparazione trasversale a diverse discipline: non basta più saper abbinare un vino ad un piatto, ora è necessario avere più competenze necessarie per rispondere ai bisogni di un turista sempre più evoluto ed esigente.

I nuovi sommelier, quindi, saranno preparati sui temi della comunicazione, del marketing, del racconto del territorio e della cultura che identifica quella meta. Accompagneranno il turista attraverso una narrazione che unisce il lato enologico a quello culturale, garantendo al turista un’esperienza a tutto tondo.

E AIS si pone come formatore di eccellenza dei futuri sommelier, sia da un punto di vista didattico che professionale.

“Fra tutti i professionisti di settore in Italia, il sommelier è la figura professionale che meglio si adatta alle nuove esigenze delle aziende in termini di enoturismo”, ha ricordato Antonello Maietta, Presidente nazionale di AIS, “si può formare in tempi relativamente brevi, ha competenza nell’assaggio del vino, è abituato a parlare di abbinamenti cibo-vino. Ma non solo, riesce anche a legare il vino al territorio in cui viene prodotto, contestualizzarlo nella zona di produzione in cui si trova”.

Il turismo del vino, dunque, sta andando verso un’evoluzione a tutto tondo, che coinvolge il digitale, il valore umano e la sommellerie.

È importante, però, che sappia mantenere la propria unicità e soggettività. L’esperienza del vino non può estinguersi con un click o un post, ma va vissuta con professionisti che sappiano far conoscere e apprezzare il territorio e i suoi prodotti.

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Articolo a cura di
Zara Rubes
redazione@veronawinelove.com

 

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