Serve una spinta per il vino italiano. Solo così può migliorare i risultati all’estero, passaggio importante dato che in Italia le vendite di vino segnalano un calo in supermercati e punti vendita della grande distribuzione organizzata.

Su questo fronte Veronafiere, con le iniziative di Vinitaly, si mostra in prima linea per promuovere la produzione vinicola italiana.


VINO ITALIANO, SERVE UNA SCOSSA PER LE VENDITE ALL’ESTERO
“Siamo sempre più convinti che il vino italiano abbia bisogno di una scossa per incrementare le proprie performance all’estero, specie ora che sul mercato interno si riscontra un nuovo calo dei volumi venduti nella grande distribuzione organizzata”. Così si è espresso il direttore di VeronaFiere, Giovanni Mantovani, incontrando a Milano 40 produttori vitivinicoli.

L’incontro milanese è avvenuto per discutere delle prossime attività di Vinitaly, wine2wine di fine novembre in primis.

“Vinitaly farà la sua parte”, ha detto Mantovani. ” La farà intensificando il proprio ruolo di driver per il settore: pensiamo alla costruzione di eventi solidi negli Stati Uniti e in Cina e a un incremento della promozione e della formazione anche attraverso gli strumenti digitali”.

Giovanni Mantovani - direttore generale di Veroafiere - Vinitaly - Verona Wine Love

Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere

Secondo Mantovani “serve un’azione incisiva e un taglio netto su certe dinamiche sin qui riscontrate. Un upgrade nel modo di fare internazionalizzazione che parta dal governo del settore, e fa piacere constatare la comunanza di pensiero con il ministro Centinaio, che in materia di promozione ha le idee chiare”.

“Il commercio mondiale del vino vive da tempo stagioni felici”, ha proseguito Mantovani. “E l’Italia è uno dei player cresciuti di più nell’ultimo decennio, ma non basta.

 

BRUSCA FRENATA DELL’IMPORT DI VINO ITALIANO NEGLI USA
“Il nostro osservatorio”, fa notare il direttore di Veronafiere, “ci segnala nei primi 7 mesi di quest’anno una crescita in valore rallentata se confrontata con gli altri top player mondiali“.

“Allo stesso tempo, secondo le dogane, nei primi 8 mesi di quest’anno c’è stata una brusca frenata nelle importazioni dagli Stati Uniti, dove il nostro mercato è di fatto in recessione mentre la Francia nello stesso periodo cresce bene”, ha osservato Mantovani.

Secondo l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, nel secondo quadrimestre si sono accentuate le difficoltà di crescita negli Usa, con il dato a valore (in euro) delle importazioni di vino italiano fermo a +0,7% per un corrispettivo di 1,11 miliardi di euro.

Un indicatore che assume maggior rilevanza se accostato al forte rialzo francese (+8,2%, a 1,18 miliardi di euro), in controtendenza rispetto a un valore globale delle importazioni di vino che vira in negativo (-0,6%).

Il vino italiano, stando ai rilievi di Vinitaly, ha bisogno di un rilancio internazionale. Solo così sarà possibile invertire le tendenza a una stagnazione delle importazioni di vino made in Italy negli Stati Uniti.

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