Il 24 Aprile 2020 il Governo Italiano pubblicava il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. Molte cantine hanno ricevuto via email le regole da seguire.

Una raccolta con 15 pagine di regole secondo il DPCM del 10 aprile 2020 affinché venissero assicurati le zone adibite al lavoro.

L’obiettivo prioritario: la continuità delle attività lavorative secondo la sicurezza.

Attualmente valide da continuare a seguire. E soprattutto utili per la ripresa.

All’ingresso deve essere presente un foglio informativo che segnala:

  • L’obbligo di non poter entrare in caso di febbre oltre 37,5°.
  • L’obbligo di non poter entrare in azienda se sussistano situazioni di pericolo, presentando sintomi influenzali, temperatura, provenienza da zone rosse o essere stati a contatto con persone con il virus nei 15 giorni antecedenti.
  • L’obbligo di mantenere la distanza da altre persone di almeno 1m .
  • Osservare le regole di igiene delle mani, utilizzando anche gel igienizzanti propri o quelli messi a disposizione dell’azienda.
  • L’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione personali, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Possono essere utilizzate anche mascherine la cui tipologia corrisponda a quanto segnalato dalle Autorità di competenza.

All’ingresso in azienda può essere misurata la temperatura corporea, se superiore a 37,5 non sarà consentito l’accesso in azienda.

L’uscita e l’ingresso devono essere per vie differenti.

Chiunque si debba recare in azienda dovrà sottostare alle regole indicate.

I locali dovranno essere sanificati e la pulizia deve essere quotidiana. Numerose sono anche le regole indicate dal protocollo per i dipendenti, per gli spazi comuni dei dipendenti.

Sanificazione igiene personale, distanziamento sociale sono tutti termini che abbiamo dovuto imparare durante questa emergenza sanitaria, con i quali avremo a che fare ancora per un pò.

La pandemia ci ha costretto ad una chiusura totale. Siamo stati in Stand-by per più di due mesi.

Ed ora ci viene detto che, con tutte le precauzioni necessarie, possiamo tornare piano piano in punta di piedi a riprendere le nostre vite, le nostre attività.

Sembra impossibile da credere ma il turismo è sulle griglie di partenza in attesa del via.

Oggi, in Italia, si può circolare tra regioni. Tra pochi giorni apriranno le frontiere e anche gli altri stati europei sono pronti a ripartire.

Ristoranti, bar e quasi tutte le attività commerciali sono ripartite. Il turismo a km ZERO, quello da poter fare interregionale ha già iniziato a creare un pò di movimento.

L’edizione 2020 di Cantine Aperte

Il 30 e il 31 maggio 2020 è ripartito anche uno degli eventi più importanti di enoturismo: Cantine Aperte del Movimento Turismo del Vino, con una sua edizione sul Web.

Il weekend più atteso dagli enoturisti ha ripreso con un’Edizione del tutto Speciale e Virtuale.

In 25 anni mai era successa una cosa del genere. Quest’anno infatti l’evento si è svolto online, grazie anche alla collaborazione con Iorestoacasa.delivery, piattaforma di e-commerce che si offre di essere un punto di riferimento per tutti i commercianti. Si occupa infatti di garantire consegne a domicilio, ed è cresciuta di fama con l’emergenza sanitaria.

Durante questa occasione piuttosto particolare smart e social, le cantine associate a Movimento Turismo del Vino hanno avuto l’occasione di spedire e far assaggiare i propri vini direttamente a casa. Molti turisti si sono anche potuti recare in cantina dopo aver prenotato l’asporto diretto.

Tante anche le degustazioni in diretta e brindisi social grazie all’hashtag ufficiale #CantineAperteInsieme.

Un’edizione piuttosto innovativa per un inizio di ripresa.

enoturismo

Nel periodo estivo le cantine organizzano pic-nic o cene in vigna. Per rimanere sempre informato seguici sul Blog di VeronaWineLove.com

 

 

La ripresa delle abitudini: la teoria di Maxwell Maltz

Ci si domanda però: davvero vogliamo un turismo che rimanga via Web, anche ora che finalmente il lockdown è terminato?

Il dott. Maxwell Maltz, chirurgo plastico degli anni ’60 elaborò una teoria interessante sulla ripresa delle abitudini. Egli sosteneva che per convivere con il risultato ottenuto da una ricostruzione, ci volevano 21 giorni.

“Questi e molti altri fenomeni comunemente osservati tendono a dimostrare che solitamente si richiede un minimo di 21 giorni per trasformare una vecchia immagine mentale e creare una nuova abitudine”

Venne chiamato anche il “mito dei 21 giorni”.

In realtà studi successivi hanno dimostrato che sono circa 2 mesi il periodo medio prima che un nuovo comportamento diventi automatico. Quindi per un cambiamento radicale dovremmo scordarci i cosiddetti tempi brevi.

Gli studiosi hanno anche osservato che non importa se si sbaglia a fare delle scelte durante il processo di cambio. Costruire nuove abitudini non è una passeggiata e si deve tenere conto anche di possibili errori.

Questa premessa per metterci davanti al fatto che non dobbiamo scoraggiarci o abbatterci.

Non dobbiamo metterci fretta. C’è chi uscirà più volentieri, chi aspetterà.

Meglio abbracciare un percorso più lento. Dovremmo “abituarci” ad accettare che serviranno piccoli passi.

Con l’arrivo dell’estate riprendiamo le nostre abitudini e iniziamo a fare i turisti

L’estate è alle porte, il caldo riscalda già da molti giorni le nostre giornate. Il sole illumina i nostri territori. Non possiamo ancora dire con certezza che l’emergenza sanitaria l’abbiamo lasciata alle spalle. Ma da qualche parte dovremmo pur ricominciare.

Indicazioni per stare in sicurezza ce ne sono. Con ragionevolezza e un passo alla volta arriveremo ad una “pseudo normalità” di convivenza con il Covid-19.

Allora armiamoci di pazienza e riprendiamo le nostre vite, turismo compreso.

Gli esperti del Movimento Turismo del Vino Italia, coordinati da Roberta Garibaldi, hanno stilato delle linee guida per le aziende vitivinicole.

> Un approfondimento nell’articolo di Sara Soliman: “Presentato “Tranquillamente Enoturismo”, il nuovo protocollo internazionale per una forma responsabile del turismo del vino”.

Un decalogo interessante è stato pubblicato dalle Donne della Vite (Associazione che promuove e valorizza il ruolo femminile nel mondo del vino), il Movimento Turismo del Vino Lombardia e WineHospitality di Cristina Mascanzoni Kaiser.

Le Donne della Vite sono un punto di riferimento e di aggregazione per le operatrici di settore. Ricercatrici, agronome, giornaliste tanti i ruoli che si trovano all’interno di questa rete di donne.

Di pochi giorni fa è la pubblicazione de ”Covid-19 gestire il rischio di contagio nell’azienda vitivinicola. Ripensa a come lavorare”. Una serie di vignette divertenti che illustrano il comportamento corretto da tenere in cantina.

> Pagina web di riferimento: www.donnedellavite.com

Dalle regole per i fornitori in arrivo e in partenza con diversi percorsi di carico e scarico. Procedure sicure per il reperimento di materiale.

Come lavorare in ufficio, preferibilmente utilizzando lo smarkworking e dove non possibile, ricorrere al distanziamento sociale. E ancora sanificazione e igiene.

Donne della vite con il vademecum

Il Vademecum COVID-19 per le aziende vitivinicole delle Donne della Vite in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Lombardia e WineHospitality di Cristina Mascanzoni Kaiser (Foto dal sito donnedellavite.com)

 

Si prosegue con l’informativa del protocollo del Governo (Dpcm del 14/03/2020 e integrazioni del 24/04/2020) da affiggere in bella vista all’ingresso della cantina o dell’agriturismo.

Favorire l’uso esclusivo dei mezzi come i trattori. Lavare spesso le mani, utilizzare i dispositivi di sicurezza.

 

Come gestire l’Accoglienza con i NCC, noleggio minibus o autobus-pulman

Quindi ricapitolando, dipendenti e turisti possono stare tranquilli perché le informazioni non mancano.

L’accoglienza la si può gestire a piccoli gruppi.

E se i nostri ospiti non venissero con i loro mezzi e servisse un NCC?

Niente paura, perché il Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato delle nuove linee guida per la tutela dei turisti “a bordo” di vari mezzi.

Sono presenti anche delle regole per il servizio con NCC, noleggio minibus o autobus-pullman.

Oltre alle regole note già citate come:

  • Obbligo di sanificazione dei mezzi.
  • Obbligo al distanziamento sociale di un 1m. Possibilità di deroga se vengono utilizzate sedute verticali sia in linea, un posto dietro l’altro, sia in diagonale, tipo scacchiera. Ovviamente nessun problema per le persone della stessa unità abitativa.
  • Obbligo di indossare la mascherina.
  • Misurazione della temperatura.

Con auto NCC è possibile il trasporto di 2 persone sedute dietro, per i minivan da 6-8 posti si possono trasportare massimo 4 passeggeri.

E’ necessario verificare la composizione del gruppo prima. I mezzi vanno sanificati prima e dopo, ma potremmo continuare a portare i turisti in cantina.

Due casi da tenere presente: Argentina e California

Anche all’estero le cantine si stanno organizzando per l’accoglienza. Tanti gli esempi interessanti nel mondo.

Due casi esemplari in particolare. In Argentina un protocollo simile a quello dell’Italia, è stato pubblicato dall’associazione di categoria delle Bodegas de Argentina. Si tratta di una serie di regole igienico-sanitarie per la sicurezza di dipendenti e ospiti.

Inoltre si invita le aziende a creare una sorta di database degli ospiti. Oltre che ad essere un ottimo elemento utile per il marketing, è indispensabile per questioni di sicurezza.

Un altro caso interessante è quello della Napa Valley in California. L’idea è quella di invitare i vignaioli a sfruttare maggiormente gli spazi aperti.

Degustare in ambienti open air, oltre a garantire una maggiore sicurezza di dipendenti e clienti, sembra riduca notevolmente lo stress degli ospiti, ed è quindi preferibile rispetto a luoghi chiusi. Diversamente da come accadeva prima del Coronavirus.

Lo spazio aperto è dunque in qualche modo una sorta di garanzia utile oltre che per il distanziamento sociale, anche per quello psicologico, così da far rilassare il turista che degusta.

Le associazioni di categoria californiane invitato gli imprenditori a non scoraggiarsi in quanto per rendere le aziende sicure non sono necessari grandi investimenti.

Invece di modificare o ristrutturare le cantine è più conveniente sfruttare gli spazi a disposizione. Utilizzando ad esempio tavoli all’aperto, terrazze o costruire tettoie in legno.

E perchè no? Dividere l’area destinata all’accoglienza con piante e fioriere può dare un senso di sicurezza all’ospite.

In questo modo si possono accogliere piccoli gruppi in sicurezza e gli ospiti potranno sentirsi maggiormente a loro agio.

Enoturismo

Lo spazio aperto è una garanzia utile per il distanziamento fisico. Il turista così si puo’ rilassare e degustare vini e piatti locali in piena tranquillità

 

Guardiamo al turismo del vino e della gastronomia

L’enoturismo ha le carte in regola per ripartire, soprattutto grazie ai grandi spazi.

Si può lavorare all’aperto sfruttando lo sfondo scenografico dato dalle vigne, che potrà rendere più intensa e memorabile la visita.

Quest’estate non sarà fatta di numeri, di introiti, di grossi guadagni.

Stiamo mettendo le basi per un nuovo turismo del futuro.

Forse ci serviranno più di 21 giorni o forse no, ma di passi ne abbiamo fatti rispetto a febbraio.

Piano piano e giorno dopo giorno ci riprenderemo le nostra routine, anche se dovremo convivere con il rischio del Coronavirus.

Riusciremo ad abituarci anche a queste regole.

 

Leggi anche: Come cambierà la ristorazione dopo il Coronavirus?

 

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
veronawinelove.com
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour
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Foto di copertina di Mauro Magagna (Quercia Belvedere Relais di Bardolino – Lago di Garda – Verona)

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