Cosa spinge gli winelovers di tutto il mondo a concentrarsi nella bella Verona per assaporare e degustare?

Come può il vino muovere così tante persone? Dove va ricercata l’origine di questo potere di persuasione intrinseco del vino?

In questi giorni tutti gli appassionati del vino, gli specialisti del settore e i veri e propri intenditori, si trovano nella città di Romeo e Giuletta per il consueto appuntamento annuale firmato Vinitaly.

Vinitaly è il salone internazionale dei vini e dei distillati.

Non solo il quartiere fieristico di Veronafiere, ma anche le strade e le piazze di Verona si affollano di winelovers grazie al fuori salone del vino, Vinitaly in the City.

Insomma, una serie di eventi, presentazioni e degustazioni caratterizzano una settimana che ha un solo protagonista, il vino.

Polifenoli, tannini, decantazione e barrique. Questi tra i termini più pronunciati – ci avrai fatto caso – quando si parla di vino e, più in generale, di vinificazione.

Scopriamo allora insieme alcuni aspetti legati alla cultura del vino.

 

banchetto rinascimentale

Banchetto rinascimentale. Fondamentale il ruolo del vino nelle cene e nei pranzi dell’epoca, come testimoniano gli scritti sui banchetti nelle case nobiliari

 

Alle radici della cultura del vino: l’Opera Nova di Eustachio Celebrino

Una testimonianza fondamentale per conoscere le origini che si celano dietro al fenomeno del vino è l’opera di Eustachio Celebrino, intitolata Opera Nova.

In questo testo datato 1525, possiamo già notare la presenza del vino.

E’ un vino che si distacca in modo netto dal vino che oggi troviamo sulle nostre tavole.

Era il coppiere a prendersi la responsabilità del servizio delle bevande durante i banchetti rinascimentali.

Si curava innanzitutto della scelta dei vini, del loro servizio e, secondo gli usi dell’epoca, il corretto modo di annacquarli secondo i gusti del signore.

La scelta del vino, il suo servizio e il suo consumo, nel Rinascimento come oggi, rappresentavano un aspetto fondamentale e di grande importanza in relazione ai banchetti e alle cerimonie.

Già in epoca rinascimentale era presente e necessaria la volontà di abbinare una determinata qualità di vino a determinati tipi di pietanze.

Lo scalco Domenico Romoli, detto Panonto, fornisce nell’opera La singolar dottrina una dettagliata descrizione del coppiere.

Chi è il coppiere per Panonto? “Egli, oltre la galanteria della sua persona, bada esser tutto fede, giovane e non vecchio, disposto e non sgarbato, non guercio né cieco, mezzano e non troppo picciolo né troppo grande”.

Questa figura conviviale richiedeva un’assoluta fiducia da parte del nobile che organizzava il banchetto.

 

Paolo Veronese, le nozze di Cana - vino nel Rinascimento

“Nozze di Cana”, opera di Paolo Caliari, detto il Veronese (Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588). Il Veronese è stato un pittore del Rinascimento. Qui il vino è rappresentato richiamando le Nozze di Cana del Vangelo

 

Il servizio del vino, la paura del veleno e l’uso di calici e coppe

La preoccupazione che qualche rivale potesse avvelenare il signore, era molto diffusa durante il Rinascimento.

Durante il servizio del vino, era infatti pratica comune quella di usare calici e coppe d’argento per prevenire, scongiurare e rendere inefficace ogni tipo di veleno.

Sulle tavole rinascimentali erano inoltre presenti dei veri e propri talismani.

Erano molto spesso oggetti preziosi provenienti dall’allora misterioso Oriente.

Questi talismani, chiamati anche contravveleni, non erano altro che denti di pescecane, corna di narvalo (che all’epoca rappresentava il corno del mistico unicorno) e tazze di porcellana spesso provenienti dalla Cina.

 

Il coppiere, una specie di sommelier del Rinascimento. Primo obiettivo, in quel caso, era evitare l'avvelenamento

Il coppiere, una sorta di Sommelier del Rinascimento. Primo obiettivo, in quel caso, era evitare l’avvelenamento

 

Dal coppiere del Rinascimento al Sommelier dei nostri giorni

Sono chiare quindi le differenze tra la cultura del vino nel Rinascimento e la cultura del vino dei nostri giorni.

Quell’odierna cultura del vino che spinge i numerosissimi winelovers che visiteranno la bella Verona durante il salone di Vinitaly.

La figura del coppiere si è evoluta in quella del sommelier, centrale e  fondamentale per l’universo dell’enologia e della gastronomia.

È il sommelier che lavorando con il cuoco decide abbinamenti e di conseguenza quali vini proporre ai clienti.

È infatti importante ricordare che, grazie ad un buon vino, aromi, sapori e profumi risultano ancor più esaltati, prestando maggior attenzione e dando ancor più importanza alla materia prima: il cibo.

Andrea Braga

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