Un’ottima annata” (A good year) è un film del 2006 di Ridley Scott, tratto dall’omonimo romanzo di Peter Mayle.
Nel cast: Russel Crowe, Abbie Cornish, Marion Cotillard, Albert Finney e Freddie Highmore.

Max Skinner, l’attore Russel Crowe, è un broker londinese tanto capace quanto odiato il cui carattere si può riassumere nel suo motto: “vincere non è tutto…è l’unica cosa”.

La vicenda si sviluppa quando Max eredita dallo zio la proprietà della tenuta lo Châteaux La Siroque in Borgogna.
Max ritorna nei luoghi dell’infanzia deciso a concludere in giornata la vendita.
Nel vecchio casale il broker ricorda voci e immagini di un tempo passato che segneranno le sue decisioni future.

 

Rassegna Cinema e Vino di Verona-Wine -Love

Rassegna Cinema e Vino di VeronaWineLove

Siamo in Provenza (le scene sono girate a Bonnieux) in una calda e assolata estate. I grilli scandiscono il ritmo di una quotidianità senza lo stress imperante della metropoli.

Da un vecchio disco si sente una musica che richiama le armonie degli anni ’60 con i suoi chansonniers.

Una musica romantica che ben si addice alla sinuosità delle colline coltivate a vigna immerse nella bellezza della campagna francese (vedi il sito www.circuitoturismo.it).

Il film si apre con un flash-back: il bambino Max e lo zio Henry che giocano a scacchi. Gioco che è una metafora esistenziale: anche nella vita, se non si vuole perdere, ogni mossa deve essere pensata in tutte le sue variabili.

Insieme ai continui rimandi al passato, Max dovrà gestire situazioni collegate alla figura dello zio e a coloro (il vigneron, la cugina americana, l’amica d’infanzia) che gravitano intorno alla vigna.

 

Cinema e vino - Un'ottima annata

Cinema e vino – Un’ottima annata di Ridley Scott (2006)

L’intera vicenda poggia su quel fil rouge del vino, “nettare sublime incapace di mentire”.
Il legame tra i personaggi si consolida e si sviluppa attraverso il contatto con la terra.

I valori e gli insegnamenti dello zio emergono nella mente di Max fino a trasformarlo da arido bussines-man ad uomo sensibile e amante delle piccole cose. In lui cambiano gli obiettivi e cambia la visione della vita.

Come dice lo zio Henry: “ Al terroir non basta sole e pioggia, ha bisogno di equilibri”.

Un film che rievoca l’importanza dei legami affettivi perché, anche quando sembrano dimenticati ritornano.

Una trama dosata nei colpi di scena, senza paternalismi e ben interpretata dall’intero cast.

Sara Soliman
www.aessecommunication.it
@aessecommunication

Leggi anche:
Cinema e Vino: il rapporto fra uomo e terra nel film “Finché c’è Prosecco c’è speranza”

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