L’Italia ha chiuso il primo trimestre con vendite, su base dogane cinesi, per oltre 45 milioni di euro e una quota di mercato che sale al 7% in Cina, complice l’exploit dei fermi imbottigliati (+41%) che rappresentano l’87% del prodotto importato, secondo l’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, realizzato in collaborazione con Nomisma Wine-Monitor.

Proprio il successo dei fermi imbottigliati apre prospettive sempre più interessanti per il vini Valpolicella (dall’Amarone al Ripasso), per i vini Soave, Lugana, Bardolino e per tutta la produzione vinicola scaligera.

”Se l’Italia dovesse mantenere questo trend”, ha detto, in occasione di Vinexpo Hong Kong, la ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta, “a fine 2018 potrebbe superare per la prima volta quota 200 milioni di euro di vendite nel mercato cinese. Una performance notevole se si pensa che 2 anni fa il valore era di 120 milioni di euro”.

Il +41,4% registrato nelle importazioni in Cina nel primo trimestre 2018 – contro una media import del Paese a +18,1% – consolida il sorpasso sulla Spagna al quarto posto. E rappresenta un segnale del recupero del vino italiano su una piazza da sempre considerata difficile’.

La collettiva delle 22 aziende targate Taste Italy! – il brand di Business Strategies per la promozione del made in Italy in Cina – si è svolta a Vinexpo Hong Kong (dal 29 al 31 maggio) con un presidio di 200 metri quadri dedicato al prodotto enologico tricolore.

Inoltre, il 2 giugno è stata presentata la piattaforma di e-commerce dedicata al wine&food italiani promossa da Business Strategies e lo Shanghai Morning Post: “Absolute Italy Lifestyle” è partito con 15 aziende e circa 50 etichette inserite.

E’ un negozio virtuale per vini che vanno dalla fascia premium all’entry-level, ed è pensata per promuovere i prodotti italiani in lingua cinese.

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