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CICLOTURISMO E CAMMINATE


BREONIO (
Lessinia Occidentale)

Vista sul Monte Baldo

Trekking / 5,75 km (2:15 ore)

Partendo dal paese di Breonio (Fumane), si giunge in breve alla sommità del monte Crocetta, da dove è possibile ammirare il panorama offerto dal lago di Garda e dal monte Baldo. Proseguendo sulla dorsale verso il monte Pastelletto è possibile scorgere i resti delle trincee della prima guerra mondiale.

Dopo il Pastelletto si torna a scendere verso la contrada Paroletto, con le sue caratteristiche case in pietra a vista. Si attraversa quindi un fitto bosco seguendo le indicazioni della Proloco di Breonio. Continuando sulla strada sterrata si arriva alla strada provinciale. Una volta attraversata, siamo nuovamente Breonio. Maggiori informazioni.

 

GIAZZA E VAL FRASELLE

Vista sulla Val Fraselle (Foto di Francesco Vinco)

Trekking / 5,5 km (2:15 ore)

Il percorso è ben segnalato e senza particolari difficoltà. Si parte da Giazza e si articola fra strade sterrate e sentieri nei boschi. Dall’antico paese di Giazza si sale verso il torrente Fraselle, fino nota sorgente Locke, dove è possibile fare il pieno di acqua fresca.

Qui si lascia la strada asfaltata per proseguire sul sentiero fra i boschi. Si prosegue incontrando ponticelli, case e costruzioni tipiche dell’ambiente montano. Si imbocca quindi il sentiero CAI n°284 che attraversa la Val Fraselle, fino alle rovine di Prusti di Sopra, una vecchia località abbandonata. Il sentiero prosegue attraversando Prusti di Sotto, Selle e Telderi, tornando verso Giazza.

 

DA BOCCA DI SELVA A RIFUGO PODESTARIA

Rifugio Bocca di Selva

Rifugio Bocca di Selva (Foto di Marco Melotti)

Trekking / Cicloturismo – Circa 4 ore

Partendo da Bosco Chiesanuova si prosegue in direzione San Giorgio e, superata la contrada Tracchi, imboccate una deviazione ben segnalata sulla sinistra. In una decina di minuti raggiungerete così malga Bocca di Selva (1.551 mt.).

Da qui si inizia la passeggiata o il percorso per mountain bike fino al rifugio Podestaria, seguendo la strada sterrata n.255.
Camminando tra dossi erbosi e collinette, che caratterizzano l’alta Lessinia, si ritrova una sensazione di pace. Lungo la strada si nota sulla destra il monte Tomba (1.766 mt.) solcato dalle strutture di sciovie ormai in disuso.
La strada percorsa è stata costruita negli anni della Grande Guerra dal Genio Militare e venne usata per il transito dei mezzi di trasporto.
Dopo circa una ventina di minuti si nota sulla destra il bivio che porta alla cima del monte Tomba e, più avanti sulla destra, è situata una sorgente: la fonte Chiarana, da cui sgorga oramai acqua non più potabile.

Da qui si prosegue per San Giorgio e, verso destra, si raggiunge la Pozza Morta (1.715 mt.) dov’è visibile un grosso cippo segnastrade in rosso ammonitico.

Sopra di voi si nota la croce posta sulla cima Sparavieri (1.797 mt.) da dove ammirare un panorama grandioso: davanti a voi, alla destra, si erge il gruppo del Carega mentre in lontananza il gruppo dell’Adamello e del Brenta.
Seguendo il crinale si raggiunge la cima dell’Aguz (1.603 mt.) dove si possono osservare i resti delle numerose trincee del primo conflitto mondiale.
Scendendo verso sud si nota il sentiero che sale dalla val Bona: una via usata dai contrabbandieri della Lessinia che scendevano ad Ala – allora parte dell’impero asburgico – per scambiare cereali con tabacco, sale e zucchero.

Si prosegue fino alla malga Scortigara di Cima (1.585 mt.), strada sterrata n.113, e dopo una ventina di minuti si arriva alla Dogana Vecchia, antica caserma di confine tra le province di Trento e Verona.
Di fronte si vede il rifugio Podestaria (1.655 mt.) nome riferito al fatto che il podestà, nominato per amministare i pascoli – dal XV secolo in avanti – soggiornava in questo luogo in occasione della riscossione delle decime.
Qui si svolge, come da antica tradizione e da poco ripristinata in estate, anche una grande festa che riunisce i lavoranti delle terre.

Davanti al rifugio si trova un sentiero dal quale si arriva fino alla partenza dello skilift del monte Tomba, per poi proseguire per la strada bianca percorsa all’andata.

Da questo punto si ritorna a Bocca di Selva in pochi minuti.

Tempi di percorrenza totale: 4 h. a piedi, 3 h. in mtb.
Dislivello: 450 mt.
Lunghezza: 13 km.

TOUR IN MOUNTAIN BIKE IN ALTA LESSINIA

Monte Castelberto (Foto di Mauro Magagna)

Cicloturismo

Il percorso che proponiamo è un anello che attraversa buona parte dei due più importanti comuni dell‘alta Lessinia: Erbezzo e Bosco Chiesanuova, con ritorno dal vajo dell’AnguillaPanorami a 360 gradi dalla pianura al Lago di Garda e al Monte Baldo, alla Valle dell’Adige, ai ghiacciai trentini, alle Piccole Dolomiti.

Per chi è allenato è una pedalata molto piacevole, da compiersi in mountain bike anche se vi sono tanti chilometri di asfalto. Discese su asfalto, salite su sterrato non impegnative (tra le quali la lunga ma piacevole salita da Erbezzo a malga Lessinia, quasi tutta su asfalto, con grandiosi panorami su Erbezzo, la pianura e l’altopiano di Fittanze Sega di Ala).
Da malga Lessinia, tramite la strada sterrata “dei Cordoni”, si raggiunge San Giorgio. Panorami a 360 gradi dalla pianura al Lago di Garda e al Monte Baldo, alla Valle dell’Adige, ai ghiacciai trentini, alle Piccole Dolomiti.
Da San Giorgio, dopo circa 2 Km di salita su strada asfaltata, ci si dirige verso Bosco Chiesanuova e, nei pressi del Passo Branchetto, si svolta a destra prendendo la stradina sterrata, che aggira sul versante meridionale il monte Tomba. Dopo la lieve salita si giunge al bivio delle malghe Folignano dove si svolta a sinistra e, discesa sterrata, si giunge al rifugio malga Bocca di Selva.
Si scende così per la strada asfaltata e, al bivio della strada provinciale di Bosco Chiesanuova, si scende ancora per alcuni chilometri fino alla contrada Grietz, caratterizzata dalla grande ‘giazzara’.
Si sale ora per la stradina sterrata che si dirama di fronte alla giazzara, fino ad arrivare ad un bivio, poi verso sinistra si scende al bivio di contrada Scalon.
Verso sinistra si risale la valletta per scendere (su asfalto) a contrada Croce di Bosco Chiesanuova. Da qui si segue la provinciale asfaltata per Erbezzo fino al fondo del vajo dell’Anguilla.
Dall’incrocio di Erbezzo prendere la strada che sale a malga Derocon (parco naturalistico), al passo Vallina, al bivio del Pidocchio (diramazione per il passo Fittanze e Ala) ed infine a malga Lessinia.
La strada fino al bivio del Pidocchio è ben asfaltata, buona parte alberata: una salita piacevole e non faticosa. Dal bivio del Pidocchio inizia lo sterrato che conduce alla vicina malga Lessinia. Da qui si continua a salire lo sterrato (altri 4 km) e, icon qualche saliscendi si giunge al bivio del monte Castelberto.
Da qui si prosegue per Podestaria lungo la strada dei Cordoni, dapprima in leggera discesa e poi in leggera salita.
Dalla Podestaria ancora leggera salita al bivio del Tomba, dove si svolta a sinistra a raggiungere la decisa curva di Pozza Morta.
Da qui, dopo alcuni chilometri di discesa ripida su fondo sterrato si giunge a San Giorgio di Bosco Chiesanuova.

 

DALLA FORESTA DI GIAZZA ALLA CIMA DEL CAREGA

Rifugio Fraccarolli sul Monte Carega (foto di Gianni Crestani)


Trekking: 10,50 km (+5,80 km di tratto supplementare)

Itinerario molto noto e affascinante in quanto permette di assaporare sia le zone di fitta foresta, sia i pascoli e le radure d’alta quota.
Si parte da Dogana Vecchia, edificio un tempo punto di controllo e di confine e si prosegue per alcune decine di metri fino al tornante dove parte il sentiero Angelo Borghetti per poi raggiungere il greto del torrente Revolto.
Oltrepassato il piccolo ponte il sentiero inizia a inerpicarsi a tornanti fino a raggiungere la Casa Turcato e gli Orti Forestali, zona adibita alla coltivazione di specie arboree che hanno permesso il rimboscamento della Foresta di Giazza e poi dislocate nei diversi punti della valle di Revolto per ricostruire le dorsali e le valli.

Lasciata la radura degli orti si prosegue verso Nord lungo il sentiero E5 e CAI185 fino al Lago Secco, ampia piana boscosa dove verso la fine di maggio si può notare la bella fioritura di Cypripedium calceolus, orchidea selvatica nota come Scarpetta di Venere.
Dal Lago Secco si torna a salire sempre lungo il sentiero CAI185, che da qui prende rapidamente quota con alcuni tratti esposti muniti di corna metallica fissa; il tratto impegnativo termina ai prati dell’Alpe Campobrun, dove la salita si fa più dolce e si notano i ruderi di una piccola caserma militare della Prima Guerra Mondiale.
Proseguendo ancora per alcune centinaia di metri lungo il sentiero si raggiunge lo storico Rifugio Scalorbi, a pochi passi dal Passo della Pelagatta, dove si gode una vista panoramica sulle Piccole Dolomiti del vicentino.

Dallo Scalorbi si ritorna verso valle lungo la comoda strada militare sterrata, ma per i più allenati è possibile la risalita lungo il sentiero CAI109 che sale al Rifugio Fraccaroli e alla cima Carega, la vetta omonima di 2259 metri. Il ritorno avviene seguendo il sentiero CAI 108B, che si ricongiunge sulla strada sterrata e permette la discesa verso valle. Lungo questo tratto si arriva al Passo Pertica e al rifugio omonimo, e scendendo ancora e tornando in foresta, al Rifugio Revolto e al Rifugio Boschetto, nelle vicinanze del punto di partenza.

Lunghezza: 10,50 km (+5,80 km di tratto supplementare)
Tempo di percorrenza: 5:30 ore (+3 ore per il tratto supplementare)
Dislivello: 650 m
Tappe del percorso: Dogana Vecchia (1150m) – Orti Forestali (1217m) – Lago Secco (1260m) – Malga Campobrun (1674m) – Rifugio Scalorbi (1767m) – opzionali Rifugio Fraccaroli (2200m) e Cima Carega (2259m) – Rifugio Pertica (1522m) – Rifugio Revolto (1336m) – Rifugio Boschetto (1160m) – rientro a valle (1150m).

 

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