Al  Cibus 2018, alla Fiera di Parma, ha inizio la Food R-Evolution con la 19^ edizione del Salone internazionale dell’alimentazione (7-10 maggio 2018).

L’industria alimentare e il sistema agroalimentare, dai campi alla distribuzione, si presentano più pronti a investimenti tecnologici e a fare rete tra realtà le più eterogenee.

Colossi dell’agrofood come Cremonini e Consorzio Garlasco (Pomì e De Rica) in Filiera Italia, con Coldiretti e griffe del vino come Donnafugata e Terre Moretti; Slow Food al fianco del Consorzio del Parmigiano Reggiano; Nord e Sud uniti nello stand di Grana Padano e Mozzarella di Bufala Campana per far comprendere il valore del made in Italy di qualità.

Il presidente delle Fiere di Parma, Gian Domenico Auricchio, ha accolto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, rinsaldando, come ha detto Mantovani, “la messa a fattore comune delle conoscenze dei mercati esteri per promuovere l’export”.

Più gioco di squadra dunque e maggiore apertura alle novità della ricerca: da oggi neanche la genetica a tavola fa più paura. Cibus, per il vice ministro delle Politiche agricole Andrea Olivero, “è un perfetto mix tra tradizione e innovazione. Ci si confronta, senza segmentazioni, sul genoma editing e sull’agricoltura di precisione ma, al contempo, c’è la tradizione agricola”.


INNOVAZIONE, NUOVE TECNOLOGIE E TRADIZIONE AGROALIMENTARE

In Italia c’è richiesta di nuove tecnologie e l’innovazione è un passo importante per la Food R-Evolution, ma si deve fondere nel rispetto della tradizione agroalimentare e della biodiversità.

“Abbiamo bisogno dell’innovazione per garantire sostenibilità ambientale e sociale“, ha detto il viceministro Olivero, al Cibus di Parma. “Questo deve favorire anche l’interconnessione tra produzione e consumatori, ed è il modello produttivo italiano che dobbiamo difendere in Europa e nel mondo, per essere contemporanei e vincenti nella competizione mondiale”.

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