Alleanza fra agricoltura e industria alimentare per difendere il cibo italiano dalle imitazioni. O da di chi vuole contrastarlo puntando sul “cibo chimico” all’apparenza più salutista.

E ancora: difesa della qualità della produzione agroalimentare, in un quadro di sostenibilità ambientale e sociale. Il tutto con la consapevolezza che l’autenticità del cibo “Made in Italy”, unico alla cultura e al territorio con le sue tipicità, è la carta vincente.

Sono questi i messaggi che vengono da Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione che si chiude oggi a Parma. Espressione del messaggio che esce da Cibus è “Filiera Italia”, che vede fare sistema la produzione agricola e l’industria alimentare.

“Filiera Italia”, la nuova realtà associativa presentata a Cibus, unisce, per la prima volta, la produzione agricola e alcuni grandi nomi dell’industria alimentare e quelli del vino italiano.

Soci promotori di Filiera Italia sono Coldiretti, Ferrero, Inalca-Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica) e ancora Bonifiche Ferraresi, Ocrim, Farchioni Olii, Cirio agricola, Donnafugata, Maccarese, OL.Ma, Giorgio Tesi Group, Terre Moretti (Bellavista) e Amenduni.

“Grazie a Cibus”, dichiara il vicepresidente di Filiera Italia, Vincenzo Gesmundo, segretario generale della Coldiretti”, sono già 43 le richieste di ingresso” alla compagine che ha, per statuto, una presidenza industriale, designato Luigi Cremonini.


LA DIFESA DEL CIBO ITALIANO E DELLA SUA AUTENTICITA’

Filiera Italia, ha detto il vicepresidente Gesmundo, ”è un’unione che nasce per puro interesse: difendere la distintività del cibo italiano e contrastare gli spettri che si aggirano in Europa, a partire dall’etichettatura a semaforo che, nei supermercati inglesi, segnala col semaforo verde l’olio di colza mentre l’olio extravergine d’oliva ha il rosso”.

“Esiste poi per noi la necessita’ di diventare ‘Sistema Italia’ nei negoziati per la revisione della Politica agricola comune a difesa dell’eccellenza, l’unicità e l’autenticità del modello agroalimentare italiano”, ha sottolineato Gesmundo. “Agroalimentare che fonda il suo successo sul legame intimo e virtuoso fra Industria e produzione agricola“.

Nel mondo, ha osservato il consigliere delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, ”più cresce la domanda di cibo italiano, più aumentano le imitazioni. Per questo, a Cibus, parliamo al mondo dell’unicità del nostro modello produttivo”.

“Esistono tensioni internazionali sul cibo, e l’Italia solo come Sistema può vincere la competizione globale e contrastare strumentazioni imposte da potentissime lobby della chimica”, ha fatto notare il consigliere delegato di Filiera Italia, “che vogliono impadronirsi dell’alimentazione e trasformarla in qualcosa di banale”.

Ecco che il fare sistema, l’alleanza fra produzione agricola e industria alimentare possono – all’insegna della qualità e della tipicità – difendere e promuovere il meglio della produzione agroalimentare e vinicola italiana. Questo il messaggio e il monito che vengono dall’edizione 2018, a Parma, di Cibus.

 

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