L’Amarone & gli altri vini Valpolicella. Parte da Prowein 2019 in Germania la promozione internazionale del Consorzio Valpolicella

L’Amarone & gli altri vini Valpolicella. Parte da Prowein 2019 in Germania la promozione internazionale del Consorzio Valpolicella

Valpolicella vino, riparte da Prowein (Düsseldorf, 17-19 marzo) il calendario internazionale del Consorzio vini Valpolicella, con 27 aziende aderenti alla collettiva organizzata per la manifestazione tedesca.

In programma quattro degustazioni in abbinamento con formaggi del Consorzio Asiago DOP e prodotti della pasticceria Perbellini,

Degustazioni al Valpolicella Wine Bar del Consorzio (Padiglione 15 – Stand F41), guidate da Kevin Gagnon, Valpolicella Wine Specialist (VWS) e dal giornalista Steffen Maus, entrambi esperti di vino italiano.

 

Vini Valpolicella - Amarone - Prowein 2019

 

Valpolicella vino: le degustazioni al Prowein dei vini della Valpolicella

Si inizia domenica 17 marzo alle 11, con “Handcrafted Wines of Valpolicella” per poi continuare nel pomeriggio, ore 15.00 con “Amarone della Valpolicella Docg – Different vintages to taste”.

Lunedì 18, ore 11, “Valpolicella Superiore, Ripasso, Amarone – Stilisticly very different?” e a conclusione della due giorni di tasting, alle 15 “Valpolicella Superiore, Ripasso, Amarone – What’s your favourite?”.

Infine, per coloro che a gennaio (29 – 31 gennaio 2019) non hanno superato il difficile esame del Valpolicella Education Program (VEP), ci sarà la possibilità di riaffrontare la prova scritta e il blind tasting presso lo stand consortile.

Un appuntamento importante – quello in Germania – per il primo mercato europeo di vino made in Italy fondamentale per i vini Valpolicella e il suo Amarone.

“La Germania”, spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio Vini Valpolicella (http://www.consorziovalpolicella.it/it/) è un mercato di riferimento per la bilancia commerciale dei nostri vini”.

“La pausa congiunturale dello scorso anno non ridimensiona le opportunità”, sottolinea Olga Bussinello. “E la voglia di riscatto nel principale mercato di sbocco del nostro Amarone, che deve lavorare su promozione e posizionamento. Partendo dall’alta ristorazione fino alle nuove generazioni di enoappassionati”.

 

Amarone Valpolicella

 

Consorzio Tutela Vini Valpolicella a ProWein 2019 (Padiglione 15 – Stand F41)

Le aziende della Valpolicella presenti alla collettiva:
Aldegheri, Antiche Terre Venete, Bennati, Cà dei Maghi, Ca’ Rugate, Clementi, Fasoli Gino, Fattori, Domenico Fraccaroli, I Campi, Le Calendre, Le Guaite di Noemi, Le Marognole, Mizzon, Montecariano, Monteci, Piccoli Daniela, Recchia, San Rustico, Scriani, Secondo Marco, Tenuta il Canovino, Tenute Falezza, Vigneti di Ettore, Villa Mattielli, Pietro Zardini, Zýmē.

Le aziende della Valpolicella che partecipano alle degustazioni e al banco mescita:
Albino Armani, Bennati, Cà dei Ronchi, Ca’ Rugate, Cantina Valpantena Verona, Corte Lonardi, Dal Cero in Valpolicella, Domini Veneti by Cantina Valpolicella Negrar, Fattori, I Tamasotti, Le Guaite di Noemi, Marco Mosconi, Massimago, Montecariano, Paolo Cottini, Roberto Mazzi e figli, Roccolo Grassi, Rubinelli Vajol, Sala di Boscaini Paolo, Sartori di Verona, Tenute Ca’ Botta, Tenute Fasoli, Villabella, Zonin.

Valpolicella vino, la presenza di aziende vinicole tanto prestigiose a Prowein 2019 riporta all’attenzione internazionale le eccellenze dei vini della Valpolicella.

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Cicloturismo tra natura, vino Chiaretto di Bardolino e prodotti locali. Itinerari in bicicletta dalla città di Verona al lago di Garda

Cicloturismo tra natura, vino Chiaretto di Bardolino e prodotti locali. Itinerari in bicicletta dalla città di Verona al lago di Garda

Cicloturismo, unire la passione per la bici a quella per il buon vino – come il Chiaretto di Bardolino che si festeggia in questo periodo – e i prodotti tipici dei territori. Tra gite sulla due ruote e degustazioni.

Ci è riuscito il gruppo di Bike Experience.

Il fondatore Fabio Boeti, ciclo-amatore e cicloturista, e la sua squadra in cui troviamo l’associazione Ciclone Asd ha fatto della promozione del cicloturismo la propria mission.

Questo con l’obiettivo di far crescere il territorio che ci circonda, farlo scoprire attraverso la sua storia, la sua cultura e le sue tipicità enogastronomiche.

In occasione della Festa di San Valentino, il Chiaretto di Bardolino ad esempio partecipa a “Lago di Garda in Love”, sulle sponde gardesane veronesi.

Cicloturismo - itinerari fra vino e cultura - Verona, Custoza e Valpolicella

Cicloturismo e giri in bicicletta. Vino, fiori e sole in un’immagine di vita all’aria aperta. Aspettando la bella stagione


Bike Experience
offre diverse proposte di escursioni, con itinerari che attraversano Verona, il lago di Garda, le terre di Custoza, le colline Moreniche e Mantova.

In ogni percorso è prevista una tappa per la degustazione di vini e specialità locali. Naturalmente ogni percorso è a misura di bicicletta.

Vediamo i principali itinerari.


Cicloturismo: Verona

Martedì: visita alla città di Verona con partenza da Sommacampagna.

Seguendo uno dei singoli tracciati delle “Terre del Custoza, si raggiungi la città di Giulietta e Romeo visitando in modo nuovo e alternativo la splendida Verona.

Venerdì: da Verona alla Valpolicella.

Da Verona, lungo le sponde dell’Adige attraverso strade secondarie a bassa percorrenza si va a scoprire una delle zone più tipiche del territorio, ricca di storia, enogastronomia e soprattutto di natura: la Valpolicella.

Grazie alla presenza di numerosi vigneti, che danno origine a famosi vini come Amarone, Ripasso e Valpolicella Doc potrete ammirare la rigogliosa natura che circonda le magnifiche colline.

Si attraverseranno borghi molto caratteristici come Castelrotto e Corrubbio di Negarine nel comune di San Pietro in Cariano ricche di corti antiche, fino a raggiungere Marano di Valpolicella.

Dopo aver affrontato una salita di circa 5 chilometri, ecco la piacevole sosta di degustazioni di prodotti tipici.

Il ritorno sarà su strade secondarie a bassa percorrenza e piste ciclabili per raggiungere il centro di Verona e visitare la città.


Terre del Custoza – Colline moreniche – Basso lago di Garda

Sabato: le Terre del Custoza.

40 chilometri ondulati su percorso misto asfalto/sterrato attraverso strade secondarie a bassa percorrenza, alla scoperta delle Colline Moreniche del vino Custoza e dei suoi caratteristici centri storici e panorami mozzafiato.

Un territorio unico, ricco di storia, cultura ed enogastronomia, visitando Villafranca di Verona, Valeggio Sul Mincio, Custoza e Sommacampagna.

Un percorso adatto a tutti tra lago di Garda e Verona, attraverso una cornice naturalistica, enogastronomica e storica.

Domenica: le Colline del Risorgimento.

Un balzo nella storia, con partenza da Peschiera del Garda.

Si potranno scoprire le Colline Moreniche del Basso Garda, caratterizzate da dolci avvallamenti, rigogliose coltivazioni di vigneti e frutteti, ma soprattutto famose perché teatro di battaglie durante le guerre d’indipendenza italiane.

Si possono conoscere paesi e borghi storici come Solferino, Cavriana, Castellaro Lagusello e San Martino della Battaglia.

 

 

Cicloturismo - itinerari fra cultura e natura - Verona, Valpolicella, Custoza

Cicloturismo. Immagini di vita all’aria aperta in attesa della bella stagione. Manca poco alla primavera

 

Peschiera – Mantova – Lago di Garda

Mercoledì: le Terre del vino Custoza un viaggio nella storia.

Con partenza da Villa Venier a Sommacampagna, attraverso un percorso misto asfalto/sterrato fatto di strade secondarie a bassa percorrenza e di campagna, si scoprono le Colline Moreniche del Custoza.

Un territorio unico immerso nella natura, famoso per il vino Custoza Doc. Un percorso adatto a tutti dove sarà possibile scoprire i prodotti tipici locali e sostare in una delle aziende agricole del territorio.

Giovedì: lungo il fiume Mincio sulla Peschiera-Mantova.

Partendo da Sommacampagna si raggiungerà il paese di Valeggio sul Mincio e poi Borghetto, per visitare alcuni borghi storici delle Colline Moreniche del Basso Garda.

Domenica: le Colline del Risorgimento.

Con partenza da Peschiera del Garda, si potranno scoprire le Colline Moreniche del Basso Garda, caratterizzate da dolci avvallamenti, rigogliose coltivazioni di vigneti e frutteti.

Si conosceranno paesi e borghi storici come Solferino, Cavriana, Castellaro Lagusello e San Martino delle Battaglia in un susseguirsi di esperienze enogastronomiche.

Cicloturismo - cultura e vino fra Valpolicella, Custoza e Verona

Giri in bicicletta. In attesa della bella stagione un’immagine di repertorio, in pieno clima primaverile, con i prodotti del territorio


Cicloturismo: informazioni su escursioni, costi e contatti

Le escursioni Bike Experience sono giornaliere, ma è possibile organizzare anche per piccoli gruppi delle uscite di più giorni, oppure programmare itinerari diversi.

Per informazioni, contattare Fabio Boeti: 349.6632013

  BikeExperience_logo                         Allmost logo

Il costo della singola gita è di 45 euro a persona con accompagnatore e noleggio bicicletta adatta ad affrontare tutti i tipi di terreni previsti e potersi muovere in comodità e serenità godendosi la gita.

Se si ha la propria bicicletta, il costo della gita senza noleggio è di 30 euro.

Tutte le gite hanno la durata di una giornata con partenza alle 9 circa e rientro per le 17. Sarà possibile effettuare soste lungo i percorsi per visitare i luoghi ed eventualmente degustare prodotti tipici del territorio.

Le gite con guida e noleggio bicicletta vengono effettuate con gruppi minimo di 4 e massimo di 10 persone, per garantire un’adeguata assistenza a tutti i partecipanti.

Con un ulteriore supplemento sarà possibile prenotare anche una degustazione di vino con prodotti tipici del territorio in una cantina scelta da Bike Experience di Fabio Boeti.

 
Elena Caracciolo
(foto di Alessio Rigoni e Francesco Trentini)

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Valpolicella: Guccini, Vecchioni, lo scrittore Hemingway e il vino degli artisti fra canzoni, romanzi e osterie

Valpolicella: Guccini, Vecchioni, lo scrittore Hemingway e il vino degli artisti fra canzoni, romanzi e osterie

La nebbia che svela e vela sentieri. Un giorno d’inverno. Un pranzo in campagna in un tempo sospeso, a sorseggiare vino Valpolicella. Un giorno a parlare dei sogni di futuro e del tempo andato.

Poi il discorso si sposta sul destino, su quanto abbiamo donato e avuto. Su ciò che vorremmo.

Mentre aleggia nell’aria la canzone “Ti insegnerò a volare” di Roberto Vecchioni, con la voce di Francesco Guccini, che canta alcune strofe e il ritornello.

Una canzone che è un omaggio e un regalo a Alex Zanardi, il pilota di Formula Uno che, vittima di un grave incidente nel 2001, ha donato la sua vita a insegnare quanto è importante la battaglia per la vita.


“TI INSEGNERO’ A VOLARE”: VECCHIONI, GUCCINI E IL VINO NEGLI ANNI SETTANTA
Mi piace pensare così l’ambiente entro cui raccontare di Roberto Vecchioni e Francesco Guccini, due protagonisti della canzone d’autore italiana degli settanta.

Due cantautori – Vecchioni e Guccini – che nelle loro canzoni hanno mescolato vino e cultura, libri e fili d’ebbrezza. Il tutto fra un giro di chitarra e una storia d’amore.

Il disco “Ti insegnerò a volare” è un riconoscimento a quanto Alex Zanardi ha fatto. E a quanto sta facendo per insegnarci che la vita merita comunque di essere vissuta.

Alex Zanardi ci insegna come, di fronte a una perdita, sia importante concentrarsi su ciò che ci resta. Anziché angustiarci per quanto abbiamo perduto.

La canzone “Ti insegnerò a volare” segna il fugace, ma intenso, ritorno di Guccini alla canzone.

L’ha voluto Vecchioni, per fargli un dono e per ricordare che là sulle montagne tosco-emiliane ha il suo rifugio uno dei grandi della musica d’autore italiana.

Roberto Vecchioni già nel disco “Samarcanda” (1978) fece un tributo al suo amico Francesco Guccini, dopo che quest’ultimo era stato contestato – in modo pesante – a un concerto a Verona, al Teatro Laboratorio.

Assistetti alla contestazione di quella sera, fuori del piccolo teatro dove Guccini si era esibito – assieme a un altro chitarrista – per quattro serate. Una contestazione partita da alcuni studenti che conoscevo. Gente che di Guccini sapeva, peraltro, molto poco.

La “Canzone per Francesco”, di Roberto Vecchioni, è ambientata in un’osteria dove fra vino e sigarette i due cantautori tirano tardi.

I due amici si raccontano, fra bicchieri di vino e frescacce, in un conversare dove pesa come un macigno la contestazione proprio contro Guccini, uno dei più genuini cantautori italiani.

Contestare Guccini voleva dire essere miopi o in malafede. Il Maestrone di Pàvana è stato uno dei cantautori che non si sono mai compromessi con l’industria discografica; e con gli aspetti deteriori del mercato musicale.

“E vorrei dirtelo: ma in fondo cosa importa?
Ti ho visto peggio e già la so la tua risposta
che non c’è niente che non resti
e che non passi con il vino
ma coi ragazzi c’era un fatto personale
non han capito chi ci marcia su e chi vale

La rabbia un tempo la scandiva
soltanto la locomotiva
gettata a sasso sulla strada.

Adesso è giorno di mercato

spuntano a grappoli i poeti
tutte le isole han trovato”.
(R. Vecchioni, Canzone per Francesco)

Il riferimento al vino non è causale. Francesco Guccini è il cantautore che più ha portato il vino nelle canzoni.

Celebre una delle sue migliori composizioni: “Canzone delle osterie di fuori porta”, di cui abbiamo un’eco proprio nei versi che Vecchioni gli dedica con “Canzone per Francesco”:

“E non c’è niente che non passi con il vino
anche Susanna e andata su
per il camino.
E noi vediamo un po’ d’alzarci
perché è l’ora, perché è tardi
a ciucche dure finiremo per capire
come si vive e ci potremo divertire

“Bologna è un vecchio
che ripete la mia vita
l’ultimo amore, l’osteria che mi è restata

Il pane, il vino, i gesti quotidiani, i tanti piccoli-grandi personaggi che popolano la nostra vita di tutti i giorni. Sono questi alcuni fra i protagonisti di molte delle canzoni di Guccini.

Il cantautore modenese, classe 1940, nella sua composizione intitolata “Un canzone” ce lo ricorda.

Il vino e la chitarra, gli amici e l’osteria, gli amori (quieti nella forma e passionali nell’anima) sono i punti di riferimento assieme ai libri e ai valori di giustizia sociale, libertà, indipendenza di pensiero e rispetto degli altri.

La canzone può aprirti il cuore
con la ragione o col sentimento
fatta di pane, vino, sudore
lunga una vita, lunga un momento.

Si può cantare a voce sguaiata

quando sei in branco, per allegria
o la sussurri appena accennata
se ti circonda la malinconia
e ti ricorda quel canto muto
la donna che ha fatto innamorare
le vite che tu non hai vissuto
e quella che tu vuoi dimenticare”.
(F. Guccini, Una Canzone)

 

BOLOGNA, GUCCINI E IL RECIOTO DELLA VALPOLICELLA
Ricordo quella domenica 2 novembre 1975, poche ore dopo l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, quando con il mio amico Gianni D’Aniello andai a Bologna, a casa di Francesco Guccini.

In via Paolo Fabbri 43 – dove arrivammo senza essere né attesi né annunciati – ci aprì la porta una deliziosa studentessa australiana. Francesco si affacciò da una finestra al secondo piano e ci disse: “Entrate! Entrate!”.

Ricordo la montagna di libri che arredava il suo studio. La chitarra Masetti che ci mostrò con orgoglio. E una scatola di Recioto della Valpolicella accanto.

“Ieri notte abbiamo fatto tardi bevendo Recioto”, ci raccontò Guccini quando seppe che eravamo di Verona.

Poi il mio amico Gianni ebbe la brillante idea di chiedergli un autografo. Un autografo a un cantautore degli anni settanta? Era una richiesta fuori luogo, tanto che fulminai il mio amico con lo sguardo.

Guccini mi tolse d’impaccio con la sua solita simpatia. “E se invece dell’autografo vi offrissi un bicchiere di vino?”.

Ci portò allora nella cucina sul retro, dove se ne stava tranquilla la gatta che compare in una foto dell’album “Radici”, dove troviamo un altro omaggio al vino.

E’ la “Canzone dei dodici mesi”:
“Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza…

Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,
lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse…”


GUCCINI, HEMINGWAY E IL VINO VALPOLICELLA IN FIASCHI

Francesco Guccini, quel 2 novembre del 1975, ci diede il suo numero di telefono di casa. E ci disse che di lì a poco sarebbe venuto a fare un concerto a Verona.

Durante l’inverno venne infatti a Verona, in un cinema teatro di periferia, nel quartiere popolare di Borgo Nuovo.

Un teatrino dove si sarebbero esibiti anche artisti allora poco noti ai più: Franco Battiato, Edoardo Bennato, Alan Sorrenti e Claudio Lolli.

La sera del concerto, Guccini propose i brani dell’album “Via Paolo Fabbri 43”, uscito nel 1976.

E cantò, accompagnato da un solo chitarrista, una delle sue più belle canzoni: “Incontro”.
Una canzone che profuma di amicizia, ricordi, immagini di un treno come viaggio nel passato.

Grazie alla canzone “Incontro” di Guccini scoprii lo scrittore americano Ernest Hemingway. Lo scrittore che sarebbe diventato uno dei più importanti punti di riferimento delle mie letture.

Uno dei romanzi più cari a chi ama Hemingway è il romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi” (pubblicato del 1950).

Va detto che Hemingway è uno scrittore a mio parere molto “maschile”. Non è frequente che piaccia alle donne.

In “Di là dal fiume e tra gli alberi”, poi, Hemingway è più che mai maschile.

Ho avuto modo di leggerlo a 19 anni, mentre finivo il liceo. E l’ho riletto 35 anni dopo. Quando avevo più o meno l’età del protagonista, Richard Cantwell, un colonnello (degradato dal ruolo di generale) malato di cuore.

Cantwell viene rappresentato mentre trascorre alcune giornate in una Venezia tranquilla e solitaria, in compagnia di una giovane nobildonna veneziana, Renata, che egli chiama “Figlia”.

Fra abbondanti libagioni, giri in barca, chiacchiere e momenti di intimità, il colonnello Cantwell vive i suoi ultimi giorni con quella donna che gli dona – con il suo amore – un soffio di giovinezza.

La grandezza di Hemingway, in questo romanzo mal compreso dalla critica, sta nel rappresentare a fondo l‘animo maschile di fronte all’ineluttabilità di quella sconfitta che è la morte.

Non è un caso che il protagonista sia un alto ufficiale americano.

Non è un caso che Renata, la giovane donna che ama e da cui è amato, sia veneziana.

Il colonnello Cantwell rappresenta l’eroe di una battaglia senza futuro. Una battaglia che egli cerca di protrarre per non fare i conti con il destino.

La giovane donna amata è invece l’icona di un rimpianto e un ideale.

Il rimpianto di non poter vivere con lei un tempo infinito. L’ideale di una giovinezza a cui abbeverarsi in attesa della fine.

Fra i due vi sono, poi, le ineluttabili differenze che l’età porta con sé. Il colonnello Cantwell, cinquantenne, avanza con la mente rivolta al passato. La giovane donna che ama, Renata, meno che ventenne, vive nel presente.

E’ un amore impossibile, il loro. Ma proprio per questo è un amore nel senso profondo del termine: un’esperienza intensa, una comunicazione autentica e disinteressata, vissuta senza la ricerca di un tornaconto. E senza la noia del quotidiano insopportabile.

Hemingway scrisse il romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi” con un fiasco di vino Valpolicella sul comodino, nell’albergo di Cortina d’Ampezzo.

Lo scrittore americano – che tanto amava il Veneto e le sue terre – era convinto che il Valpolicella non fosse adatto a essere imbottigliato…

 

Ernest Hemingway - Francesco Guccini - Roberto Vecchioni - Verona Wine Love

Lo scrittore e giornalista Ernest Hemingway

 

“TI INSEGNERO’ A VOLARE”, FRANCESCO GUCCINI E ROBERTO VECCHIONI
Non è difficile trovare in Francesco Guccini le tracce dello scrittore Ernest Hemingway.

Non solo per la somiglianza fisica – non fosse per la statura – del Guccini maturo e dai capelli bianchi rispetto all’Hemingway degli ultimi anni.

Non solo per l’amore di Guccini per una giovane donna, che ha la stessa differenza di età di Renata rispetto al colonnello Cantwell del romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”.

In Francesco Guccini – con la partecipazione al disco “Ti insegnerò a volare” di Roberto Vecchioni – vi è comunque la grande sfida che Hemingway ha sempre lanciato al destino.

Guccini canta queste strofe in “Ti insegnerò a volare”:
“Se partirai per Itaca 
ti aspetta un lungo viaggio 
un mare che ti spazza via 
i remi del coraggio. 
La vela che si strappa e il cielo 
in tutto il suo furore però per navigare solo 
ragazzo, basta il cuore 
qui si tratta di vivere 
non di arrivare primo 
e al diavolo il destino. 

E se non potrai correre 
e nemmeno camminare 
ti insegnerò a volare 
ti insegnerò a volare”.

Ernest Hemingway ha sfidato millanta volte la morte e il destino.

La sua era una sfida diretta, energica, superba. Lanciata nel fiore degli anni, dall’esperienza nella Prima Guerra Mondiale in Italia alla “morte nel pomeriggio” della corrida a Pamplona, in Spagna.

Buoni (quasi) tutti a sfidare il destino quando si è nel fiore degli anni…

Francesco Guccini – nella canzone “Ti insegnerò a volare” – lancia la sfida al destino, propostagli da Roberto Vecchioni, quando si trova negli anni dell’inevitabile tramonto.

E in questo sta la grandezza e la generosità del Maestrone di Pàvana. Di cui mi resta sempre in mente quella chitarra Masetti e le bottiglie di Recioto della Valpolicella, fra gatti e poeti in via Paolo Fabbri, 43.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

 

“TI INSEGNERO’ A VOLARE” – ROBERTO VECCHIONI E IL RITORNO DI FRANCESCO GUCCINI

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Recioto, convegno alla Cantina Valpolicella Negrar. L’85° anniversario festeggiato con l’Amarone Domìni Veneti 2013

Recioto, convegno alla Cantina Valpolicella Negrar. L’85° anniversario festeggiato con l’Amarone Domìni Veneti 2013

Quest’anno Cantina Valpolicella Negrar festeggia gli 85 anni di attività, e per l’occasione è stata prodotta un’etichetta da collezione a edizione limitata di Amarone 2013 Domìni Veneti dedicata ad Ulisse, figura simbolo della cantina.

A metà ottobre scorso, si è chiusa anche la vendemmia, che sembra riportare allo stile vinicolo tradizionale della Valpolicella, quello per intenderci pre anni ’90, che vedeva vini dal contenuto meno zuccherino, più facili da bere.


LE ORIGINI
La vela di Ulisse, presente in oro nell’etichetta dell’85esimo su uno sfondo di onde blu, conduce la Cantina nel suo viaggio dal 1933 a oggi. L’eroe omerico interpreta al meglio lo spirito della cantina, da sempre legata al territorio e con lo sguardo rivolto al futuro.

Fu infatti per difendere la Valpolicella da speculazioni finanziarie che, nell’agosto del 1933, sei imprenditori decisero di dar vita alla Cantina Sociale Valpolicella, tenendo a battesimo negli anni ’30 del secolo scorso nella propria bottaia, al tempo ubicata a Villa Mosconi ad Arbizzano, il nome Amarone.

“Da allora, la forza sempre più numerosa della nostra realtà associativa ha contribuito a farci crescere in dimensioni e modernità, ma la componente forse più importante rimane il territorio, inteso sia come patrimonio viticolo ma anche come le generazioni di viticoltori che si tramandano l’amore per una terra da tutelare e difendere”, dichiara Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.

Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar

Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar

 

VINI VALPOLICELLA: L’ANNATA 2018
Eleganza e longevità dei vini le caratteristiche dell’annata 2018.

Chiusasi con oltre il 20 per cento in più di uva prodotta rispetto al 2017, la vendemmia di quest’anno ha richiesto grande professionalità in campo, profusa dai soci viticoltori con la sapiente regia di Claudio Oliboni, tecnico di campagna della cantina.

Nell’arco dell’anno, si è resa necessaria un’adeguata difesa sanitaria delle viti, la regolazione dell’eccesso produttivo di alcune di esse nonché la scelta dei migliori grappoli per la vendemmia.

A far la differenza qualitativa, più di tutte le altre annate, quest’anno è stata la collina, le cui pendenze hanno permesso di sgrondare le acque in eccesso e di portare l’uva a perfetta maturazione, complice anche il colpo di coda estivo tra settembre e ottobre, raggiungendo una gradazione zuccherina inferiore agli anni precedenti, un accumulo fenolico equilibrato e un’acidità rimasta molto alta in collina.

 

VINI VALPOLICELA: CONVEGNO IL 19 NOVEMBRE
Nell’Acinatico, antico progenitore del Recioto, le indicazioni per un futuro più sostenibile in viticoltura in Valpolicella?

I risultati del progetto di ricerca – con degustazione – condotto da Cantina Valpolicella Negrar in collaborazione con Lorenzo Simeoni saranno presentati lunedì 19 novembre a partire dalle 19.30 nel convegno in cantina a Negrar “Dall’Acinatico al Recioto”, che vedrà tra i relatori Attilio Scienza.

 

DETTAGLI SUL CONVEGNO
Nell’era delle biotecnologie, può una tecnica di produzione vinicola antica di migliaia di anni rivelarci qualcosa di nuovo e utile per ottenere una viticoltura più sostenibile a vantaggio di ambiente e salute? Una domanda a cui ha cercato di rispondere Daniele Accordini, direttore generale ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar.

I risultati dello studio, comprensivo di degustazione, saranno forniti nel dettaglio oggi, lunedì 19 novembre 2018, nel convegno aperto al pubblico “Dall’Acinatico al Recioto”, che si terrà a partire dalle 19.30 nella sala convegni Domìni Veneti  (via Ca’ Salgari 2, Negrar).

Il convegno sarà il coronamento dell’evento di presentazione delle sei cooperative associate a The Wine Net–Italian Co-op Excellence, la prima rete italiana dell’eccellenza della cooperazione vitivinicola italiana.

A partire dalle ore 14.30, nelle sale della cantina cooperativa negrarese, anche gli enoappassionati avranno la possibilità di conoscere e approfondire la varietà di vini che caratterizzano queste realtà attraverso alcune degustazioni itineranti con abbinamenti gastronomici.

Sono previste, inoltre, tre masterclass:

  • dalle 15.30 alle 17, “Quando la storicità si sposa con la modernità, le straordinarie capacità di alcuni vini di coniugare tradizione e innovazione”, guidata da Marco Scandogliero, miglior sommelier Ais del Veneto nel 2016;
  • dalle 17 alle 18.30, “Quando il tempo non spaventa i vini, vivere la straordinaria esperienza della longevità del vino”, condotta da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine;
  • dalle 18:30 alle 19.30, “Quando l’autoctono è vincente, il ruolo dei vitigni autoctoni nell’esaltazione identitaria di un vino” condotta da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere.

 

ISCRIZIONI ENTRO IL 16 NOVEMBRE
Convegno e degustazioni, guidate e non, sono a numero chiuso, per cui era necessario iscriversi entro venerdì 16 novembre ore 12, fino ad esaurimento posti, costo 5 euro a persona, sul sito www.dominiveneti.it sezione eventi.

Per altre informazioni sul convegno organizzato dalla Cantina Valpolicella Negrar per festeggiare l’anniversario degli 85 anni, scrivere alla email eventi@dominiveneti.it – Oppure telefonare al 345.8663048.

Elena Caracciolo

 

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Amarone e vini della Valpolicella i più apprezzati dagli svizzeri. Wine tasting a Zurigo con il Consorzio Vini Valpolicella

Amarone e vini della Valpolicella i più apprezzati dagli svizzeri. Wine tasting a Zurigo con il Consorzio Vini Valpolicella

L’Amarone e i vini della Valpolicella sono in testa alle preferenze dei cittadini svizzeri.

I vini italiani sono amati dai cittadini d’Oltralpe. E i vini della Valpolicella figurano sul podio dei rossi più apprezzati.

Che l’Amarone, il Ripasso e gli altri vini Valpolicella riscuotano successo in Svizzera lo dicono i dati, come dimostra la missione a Zurigo del Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

La Svizzera è un mercato in salute che non conosce crisi in fatto di vini italiani: nel 2017 ha importato 2,4 miliardi di euro in valore, con gli 8 milioni di abitanti che hanno consumato in media oltre 40 litri a testa.

Un paese dove trovano ampio spazio le produzioni di alta qualità del territorio della Valpolicella, dove viene bevuto l’11% di Amarone.

La Svizzera si posiziona da anni sul podio degli Stati più interessati al “Grande Rosso” veronese.

Bene anche l’export di Valpolicella Doc (8%) e del Ripasso della Valpolicella (4%).

 

Amarone - Vini Valpolicella - Consorzio Tutela Vini Valpolicella


AMARONE E VINI VALPOLICELLA IN SVIZZERA

“Gli svizzeri amano i vini italiani e i vini del nostro territorio, apprezzandone le produzioni di alta qualità”, sottolinea il direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Olga Bussinello in vista dell’evento di Zurigo previsto per oggi, 29 ottobre, dove si concluderà l’ultima tappa dei festeggiamenti di ottobre per il 50° anniversario della Doc veronese.

Tra le attività in programma a Zurigo, è previsto un Walk Around Tasting al Metropol che vedrà presenti 14 aziende dalla Valpolicella doc e 13 dalla zona del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

L’Amarone della Valpolicella sarà grande protagonista in due masterclass istituzionali condotte da Christian Eder, corrispondente per l’Italia di Vinum.

Inoltre verrà rinnovata la collaborazione con Vinum, il principale wine magazine svizzero e il Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.

Il successo del vino Amarone e degli altri vini della Valpolicella conferma come la Svizzera sia un mercato molto interessante per la produzione enologica italiana.

Vini Valpolicella più noti fra i vini italiani in Cina. L’export made in Italy sale a +21%

Vini Valpolicella più noti fra i vini italiani in Cina. L’export made in Italy sale a +21%

I vini della Valpolicella leader in Cina. La denominazione dei vini veronesi sopravanza, come notorietà fra gli winelovers cinesi, sia il Chianti che il Barolo.

Questo dimostra come la qualità dei vini della Valpolicella – e della produzione vitivinicola scaligera – sia un punto di forza del comparto vinicolo italiano.

Continua infatti la corsa delle esportazioni di vino italiano in Cina, mettendo a segno nell’ultimo anno una crescita del 14,2% in quantità e del 21,76% in valore, per un giro d’affari di 140 milioni di dollari.

Un successo dovuto anche all’aumento della fascia ad alto reddito della popolazione, sempre più interessata ai vini di qualità superiore, tra “wine collectors” (9%) e “premium wine consumers” (18%).

Sono due segmenti di mercato dove rientrano le denominazioni dei vini della Valpolicella per le loro caratteristiche.

Secondo il report China Vinitrac di Wine intelligence per il Consorzio Tutela Vini Valpolicella, le denominazioni Valpolicella e Amarone risultano conosciute a circa il 18% dei consumatori di vino importato,.

Esse registrano performance migliori rispetto ad altre denominazioni italiane come Barolo e Chianti.

 

Valpolicella - Verona - foto di Mauro Magagna - Verona Wine Love

Veduta della Valpolicella, terra di vini pregiati (foto di Mauro Magagna)

 

I VINI DELLA VALPOLICELLA IN CINA
Più in generale i vini della Valpolicella sono riconosciuti dal 30% di chi beve vini importati. E riescono a convertire in consumatori circa il 49% di quelli che riconoscono una o entrambe le denominazioni.

In termini di consumo, la denominazione generica Valpolicella raggiunge dei risultati leggermente migliori: 6% rispetto al 5% della denominazione Amarone della Valpolicella.

La città di Shanghai, in particolare, annovera circa il 22% dei consumatori dei vini della Valpolicella, seguita dalla capitale Beijing.

Insomma chi conosce e beve una delle due denominazioni veronesi o entrambe tende a spendere di più rispetto alla media.

I vini della Valpolicella dimostrano così di essere un avamposto per l’export di vino italiano in Cina.

Il lavoro di promozione del Consorzio Tutela Vini Valpolicella dà i suoi frutti. Così come l’impegno di Veronafiere, con Vinitaly, sul fronte del mercato cinese.


STRADA DEL VINO VALPOLICELLA – video ufficiale

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