Vinitaly 2019, il Consorzio del Soave si veste di verde. Al Padiglione 5 per conoscere la produzione soavese. E a Soave c’è Vinitaly and The City

Vinitaly 2019, il Consorzio del Soave si veste di verde. Al Padiglione 5 per conoscere la produzione soavese. E a Soave c’è Vinitaly and The City

Nello stand del Consorzio tutela vini del Soave e Recioto di Soave (Padiglione 5, stand G4-G7) fervono i preparativi in vista dell’appuntamento con il Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati, dal 7 al 10 aprile.

Quest’anno il Consorzio del Soave si presenta con il marchio GIAHS-FAO, la certificazione ambientale di “Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale”.

Un onore agli agricoltori soavesi e alle loro famiglie che da generazioni coltivano e gestiscono un territorio dalle peculiarità uniche.

L’appuntamento è alla Fiera di Verona, con una manifestazione vinicola quest’anno molto ricca di spunti, degustazioni e incontri.

Leggi anche: Vino Soave: dal Consorzio di tutela dei vini Soave un modello di sostenibilità. Attenzione all’ambiente dal vigneto alla produzione vinicola

 

Sostenibilità ambientale come focus degli incontri al Vinitaly

Negli spazi riservati al Consorzio sono in programma numerosi incontri,con protagonisti del settore, che tratteranno il tema della sostenibilità in tutte le sue forme.

Nello specifico il protocollo WBA (World Biodiversity Friends) vede l’applicazione su tutto il territorio. È il calcolo dello stato di salute di suolo, acqua e aria con precisi indicatori biologici.

Campi uva Garganega

Campi di viti di uva Garganega nella valle del Soave

La salvaguardia dell’ambiente rientra così in quel percorso virtuoso che la denominazione del Soave ha deciso di intraprendere negli ultimi 15 anni.

Un’iniziativa importante che vede l’applicazione di rigorosi protocolli fin d’ora condivisi sia dai produttori sia dalle amministrazioni locali.

 

Progetti e promozioni del Consorzio del Soave nel mondo

All’interno di questa visione hanno preso il via progetti dal nome evocativo: Itaca, Soilution System, Integrità e Green Vision.

La moderna viticoltura di collina richiede idee e sforzi mirati a trovare soluzioni che la rendano economicamente sostenibile, soprattutto in contesti nazionali e internazionali competitivi.

Mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, gestione della risorsa idrica, utilizzo di pratiche contro l’erosione del suolo sono solo alcuni dei numerosi temi sui quali il Consorzio del Soave sta investendo energie.

L’ente in questione si sta muovendo in sinergia con i più importanti enti di ricerca per fornire ai produttori nuovi strumenti di gestione e soluzioni tecniche all’avanguardia.

Numerosi anche gli incontri programmati al Vinitaly con i buyer esteri.

Si prevede la visita di operatori del settore provenienti dal Giappone, dall’Est Europa e dalla Cina con lo scopo di conoscere i produttori vitivinicoli e la qualità dei vini bianchi prodotti.

Leggi anche: Amarone Valpolicella, vini Soave e spumanti: Verona in testa alle eccellenze italiane. E l’agroalimentare Made in Italy sfonda all’estero nel 2018

Sono state programmate, inoltre, per il 2019 delle campagne promozionali in Inghilterra, Giappone e Russia dove il Consorzio intende diffondere la conoscenza non solo del vino bianco di Soave ma anche di un metodo di agricoltura “Green”.

Un nuovo percorso per la comunicazione del Soave, come spiega Aldo Lorenzonidirettore del Consorzio:

“La Soave Preview lascerà infatti il posto a un nuovo evento di grande impatto, che prende il nome di Soave Stories“, dice Lorenzoni.

“A maggio racconteremo le grandi sfide della denominazione, oggi patrimonio agricolo mondiale, esempio di longevità per i vini bianchi, laboratorio di biodiversità e DOC innovativa nell’ambito del progetto internazionale Volcanic Wines”, fa notare il direttore del Consorzio del Soave.

Leggi anche: Vinitaly and The City a Bardolino, Valeggio, Soave

 

 

Vinitaly and The City 2019

Presentazione Vinitaly and The City, Palazzo Barbieri di Verona (foto di repertorio)

«E’ il mio primo Vinitaly da presidente – dice Sandro Gini, presidente del Consorzio – il 2018 è stato un anno intenso e di grande lavoro e dialogo tra tutte le componenti della filiera del Soave”.

“A Vinitaly, forti del recente riconoscimento GIAHS-FAO anticiperemo le grandi decisioni prese dalla filiera sul fronte della gestione delle produzioni con una consapevolezza tutta nuova della nostra forza e del nostro valore”, osserva Gini.

“Ci attendono grandi progetti per tutta l’estate che culmineranno con il Soave Versus dal 31 agosto al 2 settembre”, spiega Gini, “dove per una settimana tingeremo di giallo oro, il colore del nostro Soave, la città di Verona”.

 

Vinitaly e Cantina Sociale di Soave

Il vino bianco di Soave e la Cantina Sociale di Soave

Un modello quello del Soave che è supportato da dati significativi, in special modo, nel campo dei riscontri dell’uso di fitosanitari in agricoltura.
L’ 80% delle aziende, oggetto di rilevazione, ha ottenuto 15 punti percentuali superiori allo standard del protocollo. Questo significa una crescente attenzione per l’ambiente circostante.

Va ricordato che il paesaggio viticolo e il vino Soave sono patrimonio dell’umanità per l’agricoltura. È il primo caso in Italia legato alla viticoltura.

E come aggiunge il Presidente Sandro Gini: “Quello del Soave è ad oggi l’unico consorzio italiano che utilizza il protocollo della biodiversità come sistema di misura. Un termometro in grado di valutare l’incidenza delle fasi produttive su terra, acqua, aria”.

Per chi vuole conoscere e apprezzare questa parte della provincia di Verona – con il paesaggio, la storia, la cultura e i vini – consigliamo un itinerario enoturistico di qualità. 

L’Associazione “La Strada del Vino del Soave” con il suo presidente Paolo Menapace, si è dimostrata negli anni un punto di riferimento nella promozione delle bellezze naturalistiche e delle tradizioni soavesi.

Leggi anche:  percorsi consigliati a Soave  

Un costante impegno a favore di un territorio – qual è quello della zona del Soave – che merita l’apprezzamento delle istituzioni nazionali e internazionali ma anche del viandante desideroso di contemplare la sinuosità delle colline, l’imperiosità del castello e la tranquillità del borgo medievale.

Nicola Albi

 

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Vino Soave: dal Consorzio di tutela dei vini Soave un modello di sostenibilità. Attenzione all’ambiente dal vigneto alla produzione vinicola

Vino Soave: dal Consorzio di tutela dei vini Soave un modello di sostenibilità. Attenzione all’ambiente dal vigneto alla produzione vinicola

Il vigneto che produce i vini Soave e il Recioto di Soave è sempre più attento all’ambiente e alla qualità del territorio.

Conoscenza, competenza, condivisione, misurazione e validazione: sono cinque le parole chiave del modello di gestione avanzata del vigneto Soave.

Un modello che il Consorzio di tutela del Soave ha ufficialmente presentato a tutti i sindaci del comprensorio, alle organizzazioni di categoria e a tutti i portatori di interesse.

Il modello si compone dell’insieme delle linee guida che il Consorzio tutela vini Soave e Recioto di Soave e le aziende agricole vinicole attivano in tutta la filiera produttiva.

 

Soave - Colline della zona di produzione del vino Soave

Veduta delle colline della zona di produzione del vino Soave, provincia di Verona (foto Mauro Magagna)

Soave: attenzione a suolo, acqua, aria, biodiversità e paesaggio

E’ stato riunito in un documento di sintesi, che anticipa le indicazioni della Regione Veneto sulle tematiche di preservazione di suolo, acqua, aria, biodiversità e paesaggio. 

In questo progetto sono coinvolti tutti gli operatori collegati alla produzione integrata nel vigneto quindi produttori, tecnici di campagna, istituzioni, rivenditori e ditte produttrici dei presidi sanitari e delle macchine operatrici.

Il protocollo è testato da tre anni sul territorio della denominazione dei vini Soave.

Parte da due concetti semplici ma nello stesso tempo innovativi, che tendono a una gestione sempre più sostenibile del vigneto.

Il primo concetto è il coinvolgimento di tutte le aziende del territorio: a partire dalla valorizzazione di competenze e tecnologie che da sempre proiettano il Soave a sperimentare nuove soluzioni sul fronte della tutela ambientale.

Ne sono una dimostrazione la certificazione ambientale, l’etichetta verde. E il riconoscimento a Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale). 

Il secondo concetto è invece la validazione ex-post dei diversi processi di difesa, attuati da ogni singola azienda in funzione della propria sensibilità. E in funzione delle particolari condizioni agronomiche dell’annata.

Questo vede l’applicazione del protocollo WBA (World Biodiversity Friends) su tutto il territorio. E il calcolo dello stato di salute di suolo, acqua e aria con specifici indicatori biologici.

I dati relativi alla stagione fitosanitaria 2018, che vedono raddoppiati i rilievi sulle aziende test rispetto all’anno precedente.

Indicano che l’80% delle aziende oggetto di rilevazione ha ottenuto in media un risultato di 15 punti percentuali superiore allo standard del protocollo. E’ il segno di uno stato di salute dell’ambiente positivo.

Il lavoro negli ultimi tre anni ha portato a un incremento di 4 punti percentuali dello stato complessivo del sistema Soave, da 70,2% a 74,2%.(il minimo è 60%).

E’ il segno di un continuo miglioramento dato dalla crescente sensibilizzazione delle aziende verso l’ambiente.

Soave Verona - Castello di Soave

Castello di Soave, nella zona di produzione dei vini Soave e del Recioto di Soave (Verona)

 

Soave, il vino e il territorio patrimonio agricolo di rilevanza mondiale

“La conservazione dinamica e la gestione del paesaggio“, dice Sandro Gini, presidente del Consorzio di tutela del vino Soave, “sono le “visioni” che hanno guidato l’operatività consortile. E che possono diventare valore vero per il nostro territorio”.

“Quello del Soave è ad oggi l’unico consorzio italiano che utilizza il protocollo della biodiversità come sistema di misura”, fa notare Gini. “Un  termometro in grado di valutare l’incidenza delle fasi produttive su terra, acqua, aria”.

In questo modo la biodiversità diventa una sorta di “ponte” – sottolinea il Consorzio di tutela del vino Soave – che conduce le aziende produttrici, già impegnate in tema di rispetto dell’ambiente, verso l’obiettivo finale: la sostenibilità dell’intero sistema produttivo.

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Amarone Valpolicella, vini Soave e spumanti: Verona in testa alle eccellenze italiane. E l’agroalimentare Made in Italy sfonda all’estero nel 2018

Amarone Valpolicella, vini Soave e spumanti: Verona in testa alle eccellenze italiane. E l’agroalimentare Made in Italy sfonda all’estero nel 2018

Il vino e il cibo italiani hanno avuto un grande successo in tutto il mondo nel 2018.

Fra i vini italiani di successo, vanno ricordate alcune eccellenze veronesi: l’Amarone Valpolicella e i vini Soave.

L’Amarone della Valpolicella è del resto il rosso nobile preferito dagli winelovers che frequentano le enoteche. E’ il rosso italiano più venduto, secondo vino in classifica dopo le bollicine del Franciacorta.

Oltre all’Amarone Valpolicella, oltre al Soave, Verona si distingue anche per gli spumanti.

E proprio gli spumanti hanno riscosso un grande successo a livello internazionale, nel 2018, fa sapere Coldiretti.

Degli spumanti Verona può andare fiera grazie alle produzioni dello spumante Lessini Durello e degli altri spumanti scaligeri: dalla versione spumante del Chiaretto Bardolino a quella del Lugana, del Soave e del Custoza

I vini scaligeri sono legati al territorio. Permettono di unire la degustazione del vino e la fruizione delle bellezze artistiche, culturali e naturalistiche della provincia di Verona.

Verona è un territorio da gustare fino in fondo, sul piano del turismo del vino: dalla città d’arte al lago di Garda, dalla Lessinia alla zona del vino Soave.

In questo sito puoi trovare le descrizioni degli itinerari, dei vini e delle bellezze culturali e naturali di Verona e della sua provincia.

Possiamo così dire che la produzione vinicola e agroalimentare italiana è molto ben rappresentata dai vini veronesi e dalle produzioni alimentari scaligere.

 

Vinitaly - promozione vino italiano ed enoturismo in Cina - Veronafiere

Grande successo dei vini italiani nel mondo. A cominciare dai vini veronesi: l’Amarone Valpolicella, il Lugana e i vini di Soave

 

Amarone Valpolicella e Soave: successo di cibo e vini italiani

Mai cosi tanto cibo e vino italiano sono stati consumati sulle tavole di tutto il mondo con il record storico per le esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2018 hanno raggiunto per la prima volta il valore di 42 miliardi di euro grazie all’aumento del 3%.

E’ stata la Coldiretti a tracciare il bilancio dell’anno scorso, sulla base delle proiezioni su dati Istat.

Si tratta di un ottimo risultato che – sottolinea la Coldiretti – conferma le potenzialità del Made in Italy a tavola per la ripresa economica ed occupazionale del Paese.

Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari – precisa la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea dove il principale partner è la Germania.

Fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’italian food.

A spingere la crescita – sottolinea la Coldiretti – sono i prodotti base della dieta mediterranea a partire dal vino.

La grande star è la categoria degli spumanti che balzano del 13%.

Gli spumanti raggiungono un valore – nelle vendite all’estero – superiore a 1,5 miliardi di euro durante l’anno 2018.

A seguire – continua la Coldiretti – l’ortofrutta fresca che in valore fa segnare però una leggera frenata del 4%.

Buone performance vedono protagonisti i salumi, i formaggi con un incremento del 3% in valore e la pasta che aumenta del 2%.

Sul successo del Made in Italy agroalimentare all’estero pesano in futuro i cambiamenti in atto nella politica internazionale che potrebbero tradursi in misure neo-protezionistiche che riguardano i principali mercati di sbocco.

Sul rapporto con la Gran Bretagna c’è l’incognita della Brexit.

A rischio sono anche le altalenanti relazioni commerciali con gli Stati Uniti di Donald Trump.

Il settore agroalimentare continua poi a subire gli effetti negativi dell’embargo in Russia con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Unione Europea, Usa, Canada, Norvegia ed Australia.

 

Vino e cibo italiano nel mondo

Successo del vino e del cibo italiano nel mondo. Ma attenzione, ricorda Coldiretti, alla pirateria contro i prodotti Made in Italy

 

Vino italiano e cibo: Coldiretti rilancia l’allarme pirateria

“L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ancora migliorare con una più efficace tutela nei confronti della agropirateria internazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. 

“La pirateria agroalimentare fattura oltre 100 miliardi di euro. Utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti. 

“Occorre superare peraltro l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del vero Made in Italy all’estero”, ha detto Prandini. “E’ necessario puntare a un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo sul modello della Sopexa. E investire sulle ambasciate”.

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Vino Soave: successo sulle tavole nei brindisi delle feste natalizie. Come visitare Soave fra storia ed enogastronomia

Vino Soave: successo sulle tavole nei brindisi delle feste natalizie. Come visitare Soave fra storia ed enogastronomia

Il vino Soave è stato fra i vini fermi più richiesti del periodo natalizio 2018.

Il vino Soave – insieme a Brunello, Bolgheri, Sangiovese e Nero d’Avola – si è confermato così un vino da degustazione apprezzato dagli winelovers italiani e stranieri.

Merita allora una visita la zona del Soave, che è stata riconosciuta dall’Onu quale paesaggio viticolo.

Il vino Soave è invece patrimonio dell’umanità per l’agricoltura. È il primo caso in Italia legato alla viticoltura.

Nel 2018, inoltre, quello di Soave è stato riconosciuto anche Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano.

La zona del Soave merita quindi una visita da parte di enoturisti. E dei turisti che cercano i borghi dove associare arte, cultura ed enogastronomia.

A questo proposito, su questo sito puoi trovare gli itinerari e i percorsi di Soave – in auto, moto e bicicletta o con le camminate – studiati per gli enoturisti.

 

Soave - Strada del Vino - turismo del vino - enoturismo -

Una veduta del Castello di Soave. Un luogo che offre bellezze storiche, artistiche, naturali e prelibatezze enogastronomiche (ph. Mauro Magagna)


Feste natalizie, vini fermi e spumanti

Oltre al successo del vino Soave, va registrato che un po’ tutti i vini fermi sono andati bene durante le feste natalizie.

Hanno tenuto il passo con le bollicine le vendite all’estero dei vini italiani fermi a Natale e Capodanno.

Secondo i dati dell’Osservatorio vini spumanti effervescenti (Ovse) sono state stappate nel mondo circa 220 milioni di bottiglie che, insieme ai 70 milioni di vino frizzante, raggiungono un giro d’affari al consumo di 5 miliardi di euro.

Valori assai positivi, con qualche numero in meno di bottiglie consumate rispetto allo scorso anno, ma con alcuni dollari in più.

Dal 2018 al 2013 l’incremento in valore è stato di 200 milioni di euro per i soli consumi dei vini delle feste.

I più richiesti per questo periodo di festa sono stati Brunello, Bolgheri, Sangiovese, Soave, Nero d’Avola e soprattutto Puglia per i vini rosati, Emilia per il Lambrusco, Friuli per il Livon, Veneto e Trentino con il bianco fermo Pinot Grigio.

Bene anche il Moscato e la Malvasia, soprattutto in Cina pur essendo un vino bianco.

Quanto ai singoli paesi, se la Germania si conferma appassionata di vini effervescenti, di Trebbiano e Garganega ma anche Verdicchio, Passerina e Friulano, gli Stati Uniti si confermano al primo posto per consumo di bottiglie italiane: dal bianco, rosso e rosato alle bollicine.

Seguono, per i vini fermi, Regno Unito e Giappone.

In  Cina, Pechino, Nanchino, Shangai e altre grandi città hanno aperto sopratutto bottiglie di Barbera e Nero d’Avola, mentre tra i bianchi si è messo in grande evidenza il Moscato.

In Russia bene i vini bianchi e rosati corposi provenienti da Puglia, Sicilia, Emilia, Veneto e Marche.

Mai come adesso, commenta il presidente di Ovse, Giampietro Comolli “occorre un’unica regia pubblica per promuovere il vino italiano all’estero, anche alla luce della ripresa dell’11% dei consumi dei vini francesi per queste feste, dopo 2-3 anni difficili”.

Resta il dato del vino Soave, che valorizza tutta una zona considerata di eccellenza – fra le eccellenze del territorio di Verona – anche dal punto di vista turistico e gastronomico.

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Turismo del vino: Soave, i suoi vini, la sua cultura e il suo paesaggio sono patrimonio agricolo di rilevanza mondiale

Turismo del vino: Soave, i suoi vini, la sua cultura e il suo paesaggio sono patrimonio agricolo di rilevanza mondiale

Turismo del vino, la “Strada del Vino Soave” merita da oggi una visita in più. Alla scoperta delle bellezze naturali, delle testimonianze storiche e artistiche, delle coltivazioni e dei vini Soave abbinati alla cucina tipica.

Il paesaggio viticolo e il vino Soave sono infatti da qualche giorno patrimonio dell’umanità per l’agricoltura. È il primo caso in Italia legato alla viticoltura.

Nei mesi scorsi quello di Soave era stato riconosciuto Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano.

La designazione del paesaggio viticolo e del vino Soave quali patrimonio dell’umanità per l’agricoltura è stato il comitato scientifico della Fao (Food and agricolture organization), ente dell’ONU.

Lo stesso riconoscimento ha ottenuto il sistema di produzione dell’uva nella Valle di Jowzan in Iran.

Il Soave diventa così il 53° sito mondiale riconosciuto come patrimonio dell’umanità dell’agricoltura secondo il programma Giahs dopo un percorso di 10 anni.

L’obiettivo di diventare patrimonio dell’umanità per l’agricoltura è stato raggiunto grazie al lavoro del Consorzio Tutela Vino Soave.

Il tutto è stato accompagnato da studi, pubblicazioni e altri riconoscimenti, come quello di Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano.

 

 

TURISMO DEL VINO: IL VINO SOAVE E IL PAESAGGIO VITICOLO
Grazie a questo riconoscimento sono tutelati come patrimonio dell’umanità i tratti distintivi del territorio del Soave: la pergola veronese, il sistema delle sistemazioni idrauliche fatto di muretti a secco e terrazzamenti (riconosciuti tra l’altro dall’Unesco come patrimonio immateriale).

E sono riconosciuti anche l’appassimento delle uve, il Recioto di Soave e l’organizzazione sociale fatta dai 3 mila viticoltori riuniti in una cooperazione virtuosa.

Gente che ogni giorno con fatica coltivao le uve che crescono sui suoli vulcanici e calcarei della denominazione di origine controllata del Soave.

Si tratta di valori e tradizioni centenari, tramandati di generazione in generazione.

Valori e tradizioni della zona del Soave che oggi sono ancora vivi; e sono portati avanti dai giovani che si stanno affacciando su questo mondo.

Le colline e terrazzamenti di Soave, secondo il gruppo consultivo scientifico Giahs riunitosi a Roma per la designazione, rappresentano uno dei sistemi agricoli meglio conservati di valore storico del Veneto.

La produzione della vite e del vino nella zona di Soave risale all’epoca dell’Impero romano.

Il “sistema agricolo Soave, osserva la Fao, ha mantenuto i metodi tradizionali per la coltivazione dell’uva Garganega ed è riuscito a garantire una fonte di reddito sostenibile per l’intera catena di produzione: viticoltori, produttori di vino e imbottigliatori, anche durante i periodi più difficili.

Nonostante siano costituiti da piccoli o piccolissimi terreni, i vigneti hanno inoltre lasciato il segno nei mercati del vino altamente competitivi grazie al forte senso di cooperazione ed  innovazione del Consorzio di Tutela del Vino Soave.

 

Castello di Soave - Turismo del Vino - Enoturismo - Verona Wine Love

Turismo del vino: il Castello di Soave, patrimonio culturale di un territorio a vocazione enoturistica

 

CONSORZIO DI TUTELA DEL VINO SOAVE
“È una grande, grandissima soddisfazione”, è la reazione di Sandro Gini, presidente del Consorzio Tutela Vino Soave. “Quello di Soave viene collocato tra i più importanti sistemi agricoli e vitivinicoli al mondo. Questo grazie allala sua capacità di mantenere tradizioni centenarie, pur nell’innovazione che deve contraddistinguere un sistema produttivo moderno, efficiente e capace di produrre reddito”.

“Soave diventa esempio per l’intera umanità”, sottolinea Gini. “E di questo non possiamo che essere felici”.

Il lavoro verso il riconoscimento della Fao ha avuto inizio nel 2006 con la pubblicazione di “Un paesaggio Soave” che prima di tutti ha riconosciuto come valore intrinseco tutti quegli elementi distintivi (e di identità) di un territorio che da più di 200 anni è dedito alla viticoltura.

Nel 2015 vi è stata l’edizione di “origine, stile e valori” che ha posto le basi al lavoro coordinato dal Consorzio di Tutela del Vino Soave. E che ha portato al riconoscimento di Soave come Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano. Infine la scrittura della candidatura Giahs.

“Il riconoscimento non è un traguardo ma un punto di partenza”, annuncia Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela del Vino Soave, “fatto dai tanti progetti che stiamo impostando per la conservazione dinamica di questo sito che è considerato unico al mondo”.

“Tutto il sistema produttivo, attraverso questi progetti”, fa notare il direttore Lorenzoni, “sta andando nella stessa direzione, fatta di sostenibilità e di fiducia nel futuro”.

 

SOAVE E IL TURISMO DEL VINO
Il riconoscimento del paesaggio viticolo e del vino Soave come patrimonio dell’umanità per l’agricoltura valorizza ancor di più una zona che ha anche una vocazione enoturistica.

Il turismo del vino, nella zona del Soave, consente ai visitatori di entrare in contatto con un paesaggio unico, con testimonianze di arte e di storia.

I visitatori possono conoscere e gustare da vicino la produzione dei vini Soave, accompagnata dalla cucina tipica del territorio.

Nell’ambito delle “strade del vino”, la “Strada del Vino Soave” merita allora una visita dedicata, alla scoperta delle bellezze naturali, storiche e culturali di un territorio che ora è patrimonio dell’umanità.

Un turismo del vino – anche a Soave – proposto e vissuto in un quadro di sostenibilità ambientale e di rispetto delle tradizioni e della cultura.

 

TURISMO DEL VINO: SOAVE, FRA CULTURA E STORIA (Borghi d’Italia – Tv2000)

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Ricette facili e veloci: vongole, cozze e pesce azzurro del mare d’inverno. Con i vini veronesi Lugana o Soave

Ricette facili e veloci: vongole, cozze e pesce azzurro del mare d’inverno. Con i vini veronesi Lugana o Soave

Una ricetta semplice e facile da mettere in pratica. Vongole veraci, cozze e pesce azzurro. Un omaggio al mare d’inverno. Mica male, no?

I piatti che propongo questa volta – della serie “ricette facili e veloci” per donna indaffarata – ha una sua lentezza nell’acquisto del pesce. Acquisto fatto dopo una passeggiata in riva al mare.

Vongole, cozze e pesce azzurro sono poi preparate con una ricetta facile e veloce che ti fa però fare un’eccellente figura a tavola. 

Alla canetta Vanda piace molto il mare. Potrei definirla un “cane marino”. Le piace correre sulla spiaggia entrare in acqua e nuotare.

Il mare piace molto anche a me. Così, appena posso, vado a passeggiare in spiaggia sul mare Adriatico. Il mare d’inverno ha un sapore particolare.

Mentre passeggio mi viene in mente che molti investigatori abbinano la passione del cibo alle passeggiate. Penso a come piacesse il buon cibo, oltre alla pipa, al commissario Maigret.

Il commissario Maigret – noto personaggio dello scrittore Simenon – amava girare per i porti della sua Francia.

Maigret si dilettava a sostare anche nelle vecchie osterie dove servivano pesce semplice. Un pesce cotto al momento: il pesce povero, che è poi il cibo dei pescatori.

Quando sono al mare, anch’io mi reco al porto. Vado dai pescatori a prendermi il pesce fresco.

Noto che hanno appena tirato su dalle reti alcune splendide vongole veraci, delle cozze e delle sarde.

Sono pesci semplici. Adatti alla cena di stasera con mia sorella e il suo compagno, sono certa che saranno pesci perfetti per una cena in compagnia.

 

Ricette facili e veloci - cozze con pomodoro e prezzemolo

Ricetta facile e veloce. Cozze al pomodoro e prezzemolo

 

RICETTA FACILE E VELOCE: VONGOLE, COZZE E PESCE AZZURRO
Le vongole veraci le faccio aprire in una padella.

Raccolgo la loro acqua e poi le faccio andare in una padella pulita con un po’ di aglio e olio; e sfumo il tutto con il vino bianco.

Vi aggiungo un po’ di pepe e poi il piatto è pronto con una bella spruzzata di prezzemolo fresco tritato.

Un altro piatto lo preparo con le cozze. Questa volta, però, vi metto anche il pomodoro.

Faccio aprire le cozze sulla padella. Dopo che sono bene aperte, le metto in una pentola dove ho preparato un sugo con un goccio d’olio, uno spicchio d’aglio e la passata di pomodoro.

La passata di pomodoro me la sono fatta in casa quest’estate.

Servo entrambi questi piatti – le vongole in bianco e le cozze con il pomodoro – accompagnandole con alcuni crostini di pane di semola di grano duro tostato.

Il pesce è buonissimo. Sa ancora di mare e con il vino bianco si sposa in maniera perfetta

 

Ricette facili e veloci - pesce azzurro - frittura di sardine dell'Adriatico

Ricetta facile e veloce. Pesce azzurro: frittura di sardine dell’Adriatico

 

Dopo questi due antipasti, preparo il secondo piatto. Ho deciso di fare un fritto semplice di pesce azzurro: le mitiche sardine.

Pulisco le sardine, a cui io lascio anche la testa e la coda per evitare che si rompano. Le passo nella farina e poi via nell’olio bollente. È un attimo, cucinarle.

Una bella insalata verde completa il secondo piatto di pesce azzurro.

 

Ricette facili e veloci - il dessert con agar agar e menta

Ricetta facili e veloci. Il dessert con vino Lugana, sciroppo di sambuco, zucchero, agar agar e menta

 

Si sa che gli ospiti sono sempre golosi. Ho preparato, allora, anche un dessert al cucchiaio.

Per il dessert ho usato mezzo litro di vino Lugana, un bicchiere di sciroppo di sambuco, due cucchiai di zucchero e tanta acqua per arrivare a un litro.

Ho messo il preparato sul fuoco a bollire. Appena è iniziato a bollire, ho aggiunto due cucchiai di agar agar per addensare.

Ho poi spento subito il fuoco e fatto raffreddare in piccole ciotole. Vi ho aggiunta menta fresca spezzettata a mano.

Ecco quindi servito un dessert fresco, leggero e profumato. Un dessert che ben si sposa con il pesce e con il vino che abbiamo bevuto.

 

IL VINO DA ABBINARE: LUGANA O SOAVE
Servo le pietanze a mia sorella e al suo compagno, con cui abbiamo passato anche una bella giornata al mare d’inverno. E anche stavolta accompagno il cibo con del vino adatto. Quale?

Sceglierei un vino Lugana. Oppure un vino Soave.

Tengo di solito le bottiglia di Lugana e di Soave in frigorifero. Le tiro fuori, per servirle, una decina di minuti prima, in modo che arrivino alla giusta temperatura di servizio.

Metto la bottiglia in un contenitore di coccio. In questo modo, si mantiene la temperatura e il vino non è troppo freddo.

Ho poi la serie di calici in vetro adatti per vini bianchi come il vino Lugana o il Soave.

E’ stata una giornata di relax, dopo una settimana passata fra consulenze e docenza in giro per l’Italia. Ho visitato anche due carceri, esperienza sempre coinvolgente.

A tavola ci gustiamo questa cena semplice, che mi riporta al mare dove canetta Wanda, che ora riposa poco lontano da noi, si è divertita un mondo.

E’ una ricetta facile e veloce quella che vi ho proposto. E’ una ricetta adatta a una cena gustosa ma nel contempo leggera.

Le pietanze della cucina semplice sono in tavola. Il weekend è ancora lungo. Ai delitti e ai crimini pensiamo lunedì.

Laura Baccaro
Psicologa e Criminologa / Food blogger della cucina contadina
www.laurabaccaro.it
@laura_baccaro

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Laura Baccaro è, con Maurizio Corte, autrice del libro Il biondino della spider rossa. Crimine, giustizia e media (Cacucci, Bari, 2018).

Il libro si occupa del caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano che negli anni settanta sconvolse l’Italia e mezza Europa.

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