Vino italiano in Cina, le iniziative di Veronafiere per i vini Made in Italy e l’enoturismo

Vino italiano in Cina, le iniziative di Veronafiere per i vini Made in Italy e l’enoturismo

La promozione del vino italiano in Cina è un passaggio fondamentale per far conoscere le eccellenze vinicole veronesi (e non).

Veronafiere mette in campo una serie di iniziative nella settimana della China International Import Expo (dal 5 al 10 novembre 2018) assieme al ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio.

Il programma prevede l’inaugurazione della sede di Shanghai; l’organizzazione con Vinitaly della collettiva italiana all’International Wine & Spirits Fair di Hong Kong; e la definizione di piani strategici per la promozione del vino e dell’enoturismo made in Italy con tour operator e università cinesi.

Vinitaly - promozione vino italiano ed enoturismo in Cina - Veronafiere - b

 

PROMOZIONE DEL VINO ITALIANO: IL PROGRAMMA IN CINA
Si parte domani, mercoledì 7 novembre, alle 15 (ora locale), con l’apertura della sede a Shanghai nel centrale distretto business di Xuhui (Changle Road, 989).

A inaugurare gli uffici che rappresenteranno i settori chiave della fiera veronese (vino, agroalimentare, marmo, agritech), oltre ai vertici di Veronafiere, il presidente Maurizio Danese e il direttore generale Giovanni Mantovani, vi sono anche l’ambasciatore d’Italia in Cina, Ettore Sequi, il ministro Gian Marco Centinaio, il console generale italiano a Shanghai Michele Cecchi e il direttore dell’Ice Rete Cina, Amedeo Scarpa.

Nella stessa giornata, due incontri per la cultura vino italiano e l’incoming in chiave enoturistica, con il colosso cinese del travelling online, C-Trip e con Wine in University, l’associazione nazionale di studenti di enologia, che collega 42 università in 17 province.

Vinitaly - promozione vino italiano ed enoturismo in Cina - Veronafiere - a

 

La task force asiatica di Veronafiere si sposta poi sul fronte business con il padiglione Italia di Vinitaly e Sol & Agrifood a Hong Kong dall’8 al 10 novembre, alla Wine & Spirits Fair che vede una collettiva italiana di oltre 100 aziende in un’area di 800 metri quadrati insieme a Ice.

Anche in questa sede è prevista la partecipazione del ministro delle Politiche agricole, Centinaio il 9 novembre.

All’evento clou dedicato al vino nel Sud-Est asiatico, focus sull’olio con un’area (Sol Intl’ Evo Oil Show) curata dal brand Veronafiere, Sol&Agrifood.

 

HONG KONG INTERNATIONAL WINE & SPIRITS FAIR (video ufficiale 2017 – english edition)

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Vinitaly International, il vino italiano fra Wine2Wine, Cina, Russia e Canada

Vinitaly International, il vino italiano fra Wine2Wine, Cina, Russia e Canada

Intenso il programma di Vinitaly – targato Veronafiere – da qui alla fine dell’anno, per la promozione del vino italiano nel mondo.

Vi sarà a Milano un Wine2wine (26-27 novembre) rinnovato nella forma e nella sostanza.

C’è poi un nuovo premio, il Vinitaly Trade Award, che celebra i campioni internazionali della distribuzione nel mercato horeca (hotel, ristorazione e catering).

Vi sono poi le tappe in Cina – con il ministro delle Politiche agricole, Centinaio – in Canada e in Russia.

“Vinitaly e i suoi asset di sistema vogliono essere sempre più riferimento per la filiera”, dichiara il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese.

Il nuovo premio Vinitaly Trade Award, che sarà assegnato nel corso di wine2wine, riflette il senso dell’ulteriore accelerazione che Veronafiere vuole dare al progetto internazionale a favore dell’intero comparto vinicolo.

Il Vinitaly Trade Award, annunciato nei giorni scorsi da Veronafiere, è il nuovo riconoscimento che Vinitaly attribuirà a quanti in Italia o all’estero si sono distinti nel settore della distribuzione e del posizionamento commerciale del vino, dei liquori e dei distillati.

Il tutto con particolare riguardo ai buyer e ai responsabili degli acquisti per il settore horeca.

“Il loro ruolo di congiunzione commerciale nella filiera, fino al consumatore, e di driver sempre più decisivo sui mercati internazionali”, fa notare il presidente Danese, “è alla base di questo nuovo riconoscimento di Veronafiere e di Vinitaly, oggi brand internazionale per la promozione del business e della divulgazione della cultura e della conoscenza del vino come prodotto di qualità”.

 

VINO ITALIANO: L’AGENDA DI VINITALY INTERNATIONAL
Fitta poi l’agenda internazionale di Vinitaly International, con gli appuntamenti di Hong Kong.

Vi sono prima i nuovi corsi di certificazione dell’Academy (a oggi sono 162 gli ambasciatori di Vinitaly da 29 Paesi) dal 4 all’8 novembre.

Vi è poi Vinitaly Hong Kong – International Wine & Spirits Fair (8-10 novembre) cui parteciperà il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio (9 novembre).

In contemporanea, dal 5 all’8, Ottawa, Halifax e St. John saranno le sedi canadesi degli Executive Wine Seminars.

La Russia sarà l’ultima tappa del calendario internazionale con gli eventi il Vinitaly impegnato a Mosca (19 novembre) e San Pietroburgo (20 novembre).

L’intensa attività di Veronafiere, con Vinitaly International, è all’insegna della promozione all’estero del vino italiano.

L’eccellenza enogastronomica Made in Italy passa infatti anche da una promozione mirata e da un marketing di qualità.

Vino italiano, l’export negli Usa segna il passo. Serve una scossa per tornare a crescere

Vino italiano, l’export negli Usa segna il passo. Serve una scossa per tornare a crescere

Serve una spinta per il vino italiano. Solo così può migliorare i risultati all’estero, passaggio importante dato che in Italia le vendite di vino segnalano un calo in supermercati e punti vendita della grande distribuzione organizzata.

Su questo fronte Veronafiere, con le iniziative di Vinitaly, si mostra in prima linea per promuovere la produzione vinicola italiana.


VINO ITALIANO, SERVE UNA SCOSSA PER LE VENDITE ALL’ESTERO
“Siamo sempre più convinti che il vino italiano abbia bisogno di una scossa per incrementare le proprie performance all’estero, specie ora che sul mercato interno si riscontra un nuovo calo dei volumi venduti nella grande distribuzione organizzata”. Così si è espresso il direttore di VeronaFiere, Giovanni Mantovani, incontrando a Milano 40 produttori vitivinicoli.

L’incontro milanese è avvenuto per discutere delle prossime attività di Vinitaly, wine2wine di fine novembre in primis.

“Vinitaly farà la sua parte”, ha detto Mantovani. ” La farà intensificando il proprio ruolo di driver per il settore: pensiamo alla costruzione di eventi solidi negli Stati Uniti e in Cina e a un incremento della promozione e della formazione anche attraverso gli strumenti digitali”.

Giovanni Mantovani - direttore generale di Veroafiere - Vinitaly - Verona Wine Love

Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere

Secondo Mantovani “serve un’azione incisiva e un taglio netto su certe dinamiche sin qui riscontrate. Un upgrade nel modo di fare internazionalizzazione che parta dal governo del settore, e fa piacere constatare la comunanza di pensiero con il ministro Centinaio, che in materia di promozione ha le idee chiare”.

“Il commercio mondiale del vino vive da tempo stagioni felici”, ha proseguito Mantovani. “E l’Italia è uno dei player cresciuti di più nell’ultimo decennio, ma non basta.

 

BRUSCA FRENATA DELL’IMPORT DI VINO ITALIANO NEGLI USA
“Il nostro osservatorio”, fa notare il direttore di Veronafiere, “ci segnala nei primi 7 mesi di quest’anno una crescita in valore rallentata se confrontata con gli altri top player mondiali“.

“Allo stesso tempo, secondo le dogane, nei primi 8 mesi di quest’anno c’è stata una brusca frenata nelle importazioni dagli Stati Uniti, dove il nostro mercato è di fatto in recessione mentre la Francia nello stesso periodo cresce bene”, ha osservato Mantovani.

Secondo l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, nel secondo quadrimestre si sono accentuate le difficoltà di crescita negli Usa, con il dato a valore (in euro) delle importazioni di vino italiano fermo a +0,7% per un corrispettivo di 1,11 miliardi di euro.

Un indicatore che assume maggior rilevanza se accostato al forte rialzo francese (+8,2%, a 1,18 miliardi di euro), in controtendenza rispetto a un valore globale delle importazioni di vino che vira in negativo (-0,6%).

Il vino italiano, stando ai rilievi di Vinitaly, ha bisogno di un rilancio internazionale. Solo così sarà possibile invertire le tendenza a una stagnazione delle importazioni di vino made in Italy negli Stati Uniti.

Vendite di vino negli Usa a +4,4%. Vinitaly protagonista con eventi business e formazione

Vendite di vino negli Usa a +4,4%. Vinitaly protagonista con eventi business e formazione

Negli Stati Uniti, nei primi quattro mesi del 2018, il vino italiano registra performance migliori della media-mercato, pur con una crescita timida a valore che risente dell’euro forte.

Vinitaly è così sempre più protagonista negli Usa.

Il risultato complessivo è un incremento dei volumi (+4,4%) e un dell’1% in valore, con 544,7 milioni di euro (dato Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor) .

L’Italia rimane il principale Paese fornitore degli Usa anche in questa prima parte dell’anno, ma la competizione, con particolare riguardo alla Francia, è molto serrata.

Per questo Vinitaly prosegue con il proprio programma internazionale di eventi business e formazione – sono già 47 gli Italian Wine Ambassador statunitensi formati tramite le iniziative della Vinitaly International Academy.

I buyer accreditati provenienti dagli USA all’ultima edizione di Vinitaly sono stati oltre 7 mila. E Vinitaly è presente al Padiglione italiano del Summer Fancy Food Show nell’ambito del piano di promozione straordinaria del made in Italy curato da Agenzia ICE in collaborazione con Federalimentare, Cibus, Tuttofood e Vinitaly, che presenta oltre 300 aziende sotto il segno distintivo del claim “The Extraordinary Italian Taste”.

In questa occasione, il Vinitaly Wine Bar offre ai buyer del trade e del canale ho.re.ca l’opportunità di conoscere e degustare oltre 600 vini selezionati in collaborazione con il consorzio Italia del Vino, lungo le tre giornate della rassegna, che termina oggi, ciascuna dedicata a una zona produttiva diversa: Trento doc, Sicilia Doc e Chianti Classico.

«Gli Stati Uniti sono il principale mercato mondiale della domanda di vino e lo saranno ancora per molto tempo. Negli Usa il primo target è rappresentato dai giovani dai 21 ai 35 anni, mentre in Italia l’età dei top consumer è molto più alta. Un dato questo che la dice lunga anche sul fascino esercitato da una bevanda sempre più status symbol per i giovani statunitensi», commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

 

Vinitaly in Cina: tre gli appuntamenti nel roadshow per promuovere il vino italiano

Vinitaly in Cina: tre gli appuntamenti nel roadshow per promuovere il vino italiano

Il vino italiano – e quello delle eccellenze veronesi – in Cina grazie a Vinitaly, in un’operazione promozionale importante visto il trend di crescita delle importazioni cinese sul fronte vinicolo.

Shenzhen, Changsha e Wuhan. Sono le nuove tappe del roadshow di Vinitaly in programma in Cina da oggi e fino a giovedì (11-14 giugno), con cui Veronafiere consolida la propria presenza in Asia, dopo Pechino, Shanghai, Hong Kong, Chengdu e gli appuntamenti della Vinitaly International Academy.

La missione commerciale coinvolge tre metropoli nel sud-est del paese, con oltre 40 milioni di abitanti. Nelle città, infatti, si concentra il futuro della domanda di vino del Gigante asiatico, grazie al peso sempre maggiore di una upper class con elevata capacità di spesa (sarà il 25% della popolazione nel 2022) e un tasso di urbanizzazione che nei prossimi cinque anni salirà di 5 punti, fino al 63 per cento.

Secondo i dati dell’osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, nel 2017 i consumi di vino in Cina sono cresciuti del 3% sul 2016 e le importazioni hanno toccato 2,5 miliardi di euro, raddoppiate in valore negli ultimi dieci anni.

La quota di mercato dell’Italia in questo avvio di 2018 è pari al 7% e i margini di crescita per le esportazioni nazionali restano quindi ancora molto elevati.

Per conquistare nuovi consumatori è necessario prima far apprezzare qualità e varietà della produzione vitivinicola made in Italy a importatori, agenti e canale horeca.


TRE APPUNTAMENTI IN CINA CON VINITALY

Con questo obiettivo, Vinitaly – manifestazione internazionale di Veronafiere leader nel settore – ha organizzato i tre appuntamenti a Shenzen (11 giugno), Changsha (13 giugno) e Wuhan (14 giugno), riunendo in Cina 46 aziende, tra cantine italiane e distributori cinesi.

La formula prevede tre giornate dedicate ad incontri B2B e degustazioni di più di 300 etichette, riservate ad un pubblico professionale selezionato. Già oltre 500 gli operatori accreditati alla prima tappa di Shenzen.

Nella realizzazione del roadshow, a fianco di Vinitaly, c’è ICE-Italian Trade Agency che completa le attività in calendario con i corsi di formazione “I love italian wines”, per promuovere la conoscenza degli oltre 500 vitigni italiani. L’iniziativa in Cina vede anche la collaborazione di Shenzen Pacco Cultural Communication, che già organizza a Chengdu l’importante fiera IWSS-International Wine and Spirits Show.

“Le tre città cinesi”, dichiara Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “costituiscono hub strategici per diffondere cultura, storia e lifestyle legati al vino italiano, in ottica di uno sviluppo dei consumi. Il nostro export vinicolo in Cina negli ultimi dieci anni è cresciuto del 50%, ma siamo ancora lontani dai risultati dei competitor”.

L’osservatorio Vinitaly-Nomisma stima fino al 2022 un aumento complessivo delle importazioni cinesi di vini pari al 6% annuo e del 7,5% per quanto riguarda le etichette italiane. È questo il bacino di potenziali consumatori a cui Veronafiere punta, anche grazie al supporto di ICE-Italian Trade Agency, nell’ambito del Piano di promozione straordinario del made in Italy.

L’Intervista / Carlo Bennati (Qualità Club Selection): “Vino, ecco le nuove tendenze del mercato”

L’Intervista / Carlo Bennati (Qualità Club Selection): “Vino, ecco le nuove tendenze del mercato”

Qualità e confronto continuo con il mercato. Sono queste le armi vincenti nel mondo del vino. A dircelo è Carlo Bennati, amministratore delegato di Qualità Club Selection Srl di Illasi (Verona), che la redazione di Verona Wine Love ha incontrato al Vinitaly 2018.

Carlo Bennati, che è anche un maestro di musica, spiega le nuove tendenze del mercato, alla luce della sua esperienza nel campo dei vini e della loro distribuzione.

La vendita dei prestigiosi brand, presenti nel catalogo di Qualità Club Selection, richiede una predisposizione al confronto continuo con il mercato di riferimento, sottolinea Bennati. E una passione nel saper cogliere quelle differenze sinonimo di qualità.

Carlo Bennati, quali sono le attività di riferimento di Qualità Club Selection?
Qualità Club Selection è una società di distribuzione attiva dal 1982. Il nome “Qualità Club” era stato scelto per evidenziare l’aspetto predominante della nostra selezione di vini e prodotti culinari, cioè la qualità.
Teniamo fede a questa idea in quanto la selezione dei produttori, che entrano a far parte del Club, è molto rigida.
Per questo abbiamo un testing continuo e settimanale dei prodotti di tutti i nostri competitor.

Al Vinitaly siamo presenti da 25 anni come espositori e poniamo sempre una grande fiducia in questo salone internazionale dei vini e dei distillati.

Quest’anno abbiamo allargato l’area espositiva perché sono entrate nuove aziende nel nostro catalogo e abbiamo allargato i prodotti di importazione. Sei sono le maison di Champagne che ci stanno regalando molte soddisfazioni. Poi ci sono i Riesling della Mosella e i vini dell’Alsazia.
Crediamo che questi marchi possano avere un trend positivo nei prossimi anni.  Soprattutto il Riesling è visto da più parti come il vino bianco che avrà il successo maggiore a livello mondiale.

Per i prodotti nazionali abbiamo incrementato la commercializzazione dei vini della Toscana.
Dopo una fase di stanca dei prodotti toscani e piemontesi, il mercato è in fase di riconversione verso questo tipo di consumo. I prodotti da Toscana e Piemonte sono davvero al di sopra della media nazionale.

Carlo Bennati di Qualità Club Selection Srl

Carlo Bennati di Qualità Club Selection Srl

Per quanto riguarda la presenza di marchi di vino Bio, Bio dinamico o naturale?
Come Qualità Club al momento abbiamo qualche cantina che si dedica al biologico. Stiamo tenendo monitorato il settore in quanto il mercato non potrà ignorare questa tendenza del pubblico.
I consumatori sono attenti a quello che mangiano e bevono. È inevitabile una virata, dal punto di vista salutistico, del vino anche se è un prodotto voluttuario fatto per piacersi e stare bene.

Nel vostro catalogo ci sono svariate etichette di vini francesi. Vi è una strategia alla base o una scelta di qualità?
Entrambe. Il mercato italiano ha cominciato ad apprezzare i vini francesi con lo Champagne in primis e poi anche i vini tedeschi.

Quindi strategicamente dobbiamo seguire il mercato. Dall’altro lato abbiamo una stima  profonda dei cugini francesi che ci hanno insegnato a fare il vino come lo conosciamo oggi. I francesi sono in effetti sempre stati qualche passo avanti a noi, sia dal punti di vista produttivo sia commerciale.

Per società commerciali come la nostra, la stabilità del marchio è fondamentale. Lo Champagne comprende una zona più grande del Veneto. Tutti i vini, in quel territorio, prendono lo stesso nome. Si provi a immaginare se in Veneto tutti i vini si chiamassero “Veneto”.
In Francia hanno un sistema di marketing importante e un sistema di controllo contro le contraffazioni esemplare. In Italia siamo ancora lontani.

Ecco che, dal punto di vista commerciale, chi è in grado di creare un brand e difenderlo diviene una sicurezza per il territorio. Mentre con i prodotti italiani abbiamo ancora qualche problema come, per esempio, alcune DOC che nascono e spariscono nel giro di poco tempo, con ricadute commerciali spiacevoli.

Ritornando al mercato italiano, siete attenti alla selezione di piccoli vignaioli in funzione della qualità. Avete acquisito nuovi marchi?
Abbiamo acquisito nuovi marchi anche nelle produzioni del Prosecco, per vini della Campania e della Sicilia.
Il piccolo produttore non è sempre sinonimo di qualità ma ci permette di conoscere chi è l’artefice del prodotto. Secondo una nostra massima “una buona testa non può che fare dei buoni vini”, se non subito ma in divenire.
È indispensabile, poi, che un buon vignaiolo rimanga aggiornato sulle tecniche produttive per progredire nella qualità.

Il vostro target di riferimento è più quello della ristorazione o quello degli winelover?
Noi lavoriamo con il settore della ristorazione, enoteche e il mondo alberghiero. Diciamo, inoltre, che anche i ristoranti stellati hanno un ruolo più di marketing che di vendita. Nel senso che se un nostro vino è servito in un ristorante rinomato può trainare le vendite su un ristorante medio-alto che necessita di un riferimento.

Oggi il mercato del vino è gestito dai premi con simboli quali gamberi, bicchieri, grappoli a seconda delle guide e poi ogni consumatore ha il suo ristorante di riferimento.
MasterChef dimostra come personaggi, che diventano famosi, sono in grado di veicolare la loro immagine e di far crescere la percezione dei brand con le apparizioni televisive.

Previsioni per il futuro del mercato del vino?
Il mercato chiede sempre più qualità e le strutture come la nostra possono avere un futuro di crescita. Il motivo è che il ristoratore non vuole più fare grandi scorte da tenere in cantina.

I ristoratori preferiscono avere una fornitura assortita, magari settimanale, per avvicinarsi alle esigenze più impellenti ed evitare costi di magazzino.

Oggi è importante avere il polso della situazione e muoversi nella giusta scelta dei vini, anche tra biodinamici o biologici, e raggiungere un equilibrio.
Come in un buon bicchiere di vino: quando l’acidità e la gradazione sono ben bilanciati donano soddisfazione e gioia.

Nicola Albi
www.aessecommunication.it

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