Vini e territori di Soave: riconosciuti 33 nuovi Cru tra la zona classica del Soave, Roncà, la Val d’Illasi e Mezzane

Vini e territori di Soave: riconosciuti 33 nuovi Cru tra la zona classica del Soave, Roncà, la Val d’Illasi e Mezzane

Soave si conferma un territorio di rilievo nel panorama enoico nazionale e internazionale.

È del 16 marzo 2020 infatti la pubblicazione in Gazzetta Europea del riconoscimento della modifica dei disciplinari del Soave Doc, del Soave Superiore Docg e del Recioto di Soave Docg, dopo l’approvazione da parte del Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole, nel maggio 2019.

Ciò rende definitiva l’apposizione in etichetta dei nomi delle Unità Geografiche Aggiuntive.

Le 33 Unità Geografiche Aggiuntive sono così ripartite: 28 cru nella zona classica, 2 nella zona vulcanica di Roncà e 3 nelle colline calcaree della Val d’Illasi e di Mezzane.

Le unità geografiche, assieme alle vigne approvate per decreto dalla Regione Veneto, possono essere immesse sul mercato con la vendemmia 2019, e quindi presto sugli scaffali e nei ristoranti il consumatore potrà sapere da quale zona o vigna storica del Soave proviene il vino.

 

CRU Soave Mappa

Mappatura dei 33 CRU del Soave. Foto Sito Consorzio Tutela Vini Soave

 

Le Unità Geografiche Aggiuntive rivendicate sono ben 23, su 270 ettari di denominazione, segno del coinvolgimento al progetto di tutti i produttori.

Il percorso, che fa tesoro della storicità della denominazione, dando risalto alle zone storiche di produzione dove la viticoltura è certificata da più di 200 anni.

Queste le 23 Unità Geografiche rivendicate per la vendemmia 2019: Broia, Brognoligo, Carbonare, Castellaro, Castelcerino, Colombara, Costalunga, Coste, Costeggiola, Fittà, Foscarino, Froscà, Menini, Monte Grande, Pigno, Pressoni, Sengialta, Tenda, Volpare, Zoppega, Duello, Paradiso, Roncà – Monte Calvarina.

Sandro Gini, Presidente del Consorzio Tutela Vini Soave, spiega: “Non possiamo che essere contenti del risultato: gran parte dei produttori ha saputo cogliere l’occasione di differenziare la loro produzione di qualità attraverso le Unità Geografiche e le vigne e speriamo ci saranno presto tante occasioni per portare questo racconto in giro per il mondo.”

 

Vigneti su terrazzamento a Soave

Vigneti nel territorio di Soave (Verona). Foto di Nicola Albi

 

Riconoscimento dei 33 cru: un percorso durato 30 anni

Il percorso di introduzione delle Unità Geografiche Aggiuntive è iniziato 30 anni fa con un lavoro cartografico seguito poi dalla zonazione e dallo studio dei diversi suoli.

Un lavoro fondamentale per la caratterizzazione dei singoli cru, definiti sia in base alle loro caratteristiche pedoclimatiche sia in base alla storia di ognuno di essi, che in alcuni casi ha radici sin dall’epoca napoleonica.

In enologia, il termine “cru” indica un determinato vigneto, in una precisa e delimitata zona geografica, da cui si ricava un vino considerato di qualità superiore alla media.

Cru è un francesismo diffuso anche nel nostro Paese e indica la provenienza di vini particolarmente pregiati.

“Cru”, participio passato del verbo francese “croitre”, cioè “crescere”, sta a specificare dunque un particolare vigneto cresciuto in una certa zona.

 

→ Leggi anche TerrACE: parte dai vigneti di Soave il progetto dell’Unione Europea per lo studio dei terrazzamenti

 

Progetto Integrità: obiettivi del Consorzio di Tutela Vini Soave

 

 

Gli obiettivi del Progetto Integrità sono i seguenti:

  • Realizzare una carta della qualità paesaggistica del vigneto, da utilizzare nella classificazione e nelle valutazioni qualitative ed economiche dei vini prodotti nel territorio della DOC
  • Valorizzare la Biodiversità sia con riferimento alla Biodiversità specifica e funzionale con uso di insetti pronubi che della diversità Bioculturale secondo le motivazioni UNESCO – CBD del 2014
  • Operare una valutazione delle potenzialità turistiche in relazione alla conoscenza dei caratteri storici (iconemi) del paesaggio locale
  • Realizzazione di mappature di alberature e siepi in vista di future indicazioni gestionali; approfondimento di analisi statistiche relative all’impiego di varie tipologie di tutori per viti e dei relativi sistemi di allevamento e le relative influenze in chiave paesaggistica; approfondimento in chiave statistica relativo ai materiali impiegati nei manufatti in chiave agricola.

Ulteriori informazioni al sito del Consorzio di Tutela Vini Soave

→ Scopri la pagina delle Soave: il territorio

→ Leggi anche I vini del Soave

 

Articolo a cura di Sara Soliman
Team veronawinelove.com

 

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“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura”: scopri la cucina, i prodotti del territorio e i vini della Franciacorta il 6, 7 e 8 marzo 2020

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura”: scopri la cucina, i prodotti del territorio e i vini della Franciacorta il 6, 7 e 8 marzo 2020

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura” è l’evento enogastronomico che ha lo scopo di far conoscere i vini e la cucina tradizionale della Franciacorta (Brescia).

Il Festival è previsto per il weekend del 6, 7 e 8 marzo 2020.

Anche se ci sono state delle variazioni, rimangono comunque in programma numerose iniziative a cui partecipare.

Tra queste le attività all’aria aperta e le degustazioni di prodotti locali e vini Franciacorta direttamente dai produttori o nei ristoranti del luogo, dove gli chef locali e internazionali cucineranno le eccellenze del territorio.

Un viaggio alla scoperta del terroir delle celebri bollicine riconosciute dagli winelovers come punto di partenza per assaporare i prodotti della zona.

L’ospitalità e la convivialità proposte in abbinamento alle degustazioni sono, inoltre, motivo di appeal e di interesse nel mondo.

 

Franciacorta con i vini e piatti tipici

Calice di Franciacorta (foto sito Franciacorta.net)

 

 

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura”: il festival dedicato agli winelovers e agli amanti della buona cucina

I tre giorni di Festival sono dedicati agli amanti del vino e delle bollicine in particolare, ma anche a chi ama la buona tavola e desidera conoscere le tradizioni culinarie della Franciacorta.

Protagonisti del Festival sono infatti gli chef franciacortini, con pranzi e cene a quattro mani assieme a colleghi provenienti da tutta Italia e dal mondo.

Cucina tradizionale e abbinamenti ricercati, da degustare con un buon calice di Franciacorta. Ma anche cucina mescolata ai sapori di altri luoghi, grazie agli chef ospiti nell’iniziativa “cucina a quattro mani”.

In alcuni dei ristoranti anche menù dedicati a Vittorio Fusari, chef icona del territorio, scomparso lo scorso gennaio. 

Data la situazione il programma è suscettibile a ulteriori variazioni.

L’indirizzo e-mail visit@franciacorta.net  il contatto utile per ogni tipo di chiarimento o necessità. 

 

Cucina con piatti tipici

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura”: gli chef della Franciacorta propongono piatti della cucina tradizionale mescolata ai sapori di altri luoghi

 

Qui puoi conoscere i prodotti tipici della Franciacorta: dai formaggi Robiola Bresciana e Casolet nostrano alla soppressa Bresciana e alla Sardina essiccata tradizionale del lago d’Iseo (presidio Slow Food).

Oppure le ricette tradizionali come il Risotto al Franciacorta, la Tinca al forno di Clusane o i Casoncelli alla bresciana.

 

Visite in cantina con degustazioni

Durante i tre giorni di festival le cantine, le distellerie, le enoteche e i produttori locali apriranno le porte a turisti e agli appassionati per visite e degustazioni.

La prenotazione è obbligatoria contattando direttamente le aziende aderenti all’iniziativa sulla pagina del sito ufficiale.

 

Attività all’aria aperta: itinerari guidati con tappe in cantina

Anche se molte attività previste dal programma iniziale sono state annullate, per conoscere il territorio e i suoi prodotti sono previsti itinerari guidati a piedi o in bicicletta.

I percorsi sono alla portata di tutti, ideali per le famiglie con bambini o per enoturisti desiderosi di conoscere da vicino la Franciacorta e il suo vino: ogni itinerario prevede infatti una tappa in cantina.

Per gli amanti del golf sono previsti 3 percorsi di 9 buche: Franciacorta Brut, Satèn e Rosé. Il tutto rigorosamente a tema.

 

Franciacorta guida vigneti

Vigneti del Franciacorta (Brescia), foto Franciacorta.net

 

 

Il Vino Franciacorta

ll vino Franciacorta, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia, è il nome della regione geografica dove crescono le sue vigne Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco.

Con una sola espressione, Franciacorta, si identifica nel mondo tanto un territorio quanto un metodo di produzione e un vino. 

Il Consorzio Franciacorta comprende le denominazioni Franciacorta DOCG, Curtefranca DOC e Sebino IGT.

Il logo con la effe merlata contraddistingue i suoi vini e si rifà alle antiche torri medievali, caratteristiche dei 19 comuni siti nel cuore della Lombardia, ai piedi del Lago d’Iseo: Adro, Brescia (parte), Capriolo, Cazzago San Martino, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio d’Iseo, Rodengo Saiano e Rovato.

>> Leggi anche Brescia: vini e gastronomia

 

Franciacorta: come arrivare

La Franciacorta è una zona collinare situata tra Brescia e l’estremità più a sud del Lago d’Iseo, in Lombardia.

Puoi raggiungerla in treno:

  • Linea ferroviaria FS Milano-Venezia
  • Linea ferroviaria FS Milano-Bergamo-Brescia
  • Con TRENORD Brescia-Rovato-Iseo-Edolo

Puoi raggiungerla in auto:

  • Con la Strada Provinciale 510 Brescia-Iseo
  • Con la Statale 11 Brescia-Palazzolo sull’Oglio
  • Con l’Autostrada A4 MI-VE: uscite Palazzolo, Rovato, Ospitaletto
  • Con Autostrada A35 Bre.Be.Mi.: uscite Chiari, Rovato, Travagliato

Puoi raggiungerla in aereo:

  • Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio (km 38)
  • Aeroporto di Verona-Villafranca-Catullo (km 75)
  • Aeroporto di Milano-Linate (km 80)
  • Aeroporto di Milano-Malpensa (km 110)

 

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura” dal 6 all’8 marzo 2020 in Franciacorta (Brescia), si presenta quindi come il Festival che accompagna il turista, o l’amante del buon vino e della buona tavola, alla scoperta delle eccellenze di un territorio che ogni anno attira enoturisti da tutto il mondo.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
redazione@veronawinelove.com

 

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Appuntamenti con il vino di marzo 2020 a Verona e in Italia. Scopri gli eventi consigliati da Verona Wine Love

Appuntamenti con il vino di marzo 2020 a Verona e in Italia. Scopri gli eventi consigliati da Verona Wine Love

Vini veronesi e non solo. Non è ancora tempo di Vinitaly, ma nel mese di marzo, a Verona e in tutta Italia, non mancano grandi appuntamenti con il buon vino.

Ecco quindi un elenco di eventi a marzo 2020 per gli amanti del vino, fra degustazioni e festival.

Vi presentiamo le occasioni per apprezzare i vini veronesi, ma anche per conoscere quelli delle altre parti d’Italia.

 

Gli appuntamenti col vino a Verona a marzo 2020

 

Gli appuntamenti col vino in Italia a marzo 2020

  • 27 febbraio – 23 marzo 2020, Forum di Vinifera, degustazioni, conferenze, incontri con produttori ed esperti del settore, in preparazione a Vinifera 2020, Trento
  • 29 febbraio -1 marzo 2020, VAN, Vignaioli Artigiani Naturali, Roma
  • 1-2 marzo 2020, Verbania che bolle, manifestazione dedicata alle bollicine con oltre 40 cantine e 200 etichette, Pallanza (Verbania)
  • 1-2 marzo 2020, Live Wine, il Salone del Vino Artigianale, Milano – ANNULLATO
  • 1-2 marzo 2020, Terre di Toscana, Eccellenza nel bicchiere, 140 produttori tra vignaioli di nicchia e griffe di livello internazionale. Camaiore, Lucca
  • 6-7-8 marzo 2020 “Insi&me in Franciacorta- Festival di cibo e cultura”, evento per conoscere la cucina tradizionale della Franciacorta con ospiti provenienti da tutta Italia e del mondo. Degustazioni guidate e appuntamenti culturali, mostre ed esposizioni, in Franciacorta (Brescia)
  • 21-22 marzo 2020, Bollicine in Villa, Santa Maria di Sala (Venezia). Evento per winelovers e professionisti per conoscere la produzione spumantistica italiana ed europea
  • 28-29 marzo 2020, Vinifera 2020, mostra mercato dei vini artigianali dell’Arco Alpino, Trento
  • 29-30 marzo 2020, Taste Alto Piemonte, i vini dell’Alto Piemonte in degustazione a Napoli

 

 

Turismo del vino e gastronomia

Turismo del vino e gastronomia

 

→ Leggi anche Gusto & Sapori, guida ai prodotti tipici del territorio

→ Scopri  CANTINE E VINI DI VERONA

 

Articolo a cura della Redazione di VeronaWineLove
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I borghi storici più belli del Veneto. Scopri le bellezze medievali per le tue gite fuoriporta in Veneto

I borghi storici più belli del Veneto. Scopri le bellezze medievali per le tue gite fuoriporta in Veneto

Il Veneto è un territorio ricco di storia, tradizioni e arte. Vanta la presenza di numerosi borghi storici medievali e molti sono conosciuti come borghi più belli d’Italia.

Antichi manieri e imponenti mura di cinta circondano piccoli centri storici dove il turista ha l’occasione di poter fare un salto nel passato.

I borghi del Veneto si trovano in scenari geografici diversi tra loro: paesaggi collinari o alpini, circondati da vitigni o lungo le coste del lago.

Allora, vediamo insieme i borghi storici medievali più belli della regione Veneto.

 

Arquà Petrarca: bandiera arancione del Turing Club e uno de “I Borghi più Belli d’Italia”

 

borgo di Arquà Petrarca

 

Arquà Petrarca è un borgo medievale che si trova a 26 km da Padova, immerso nel verde dei Colli Euganei.

La sua storia e lo stesso nome sono legati al poeta Francesco Petrarca, che negli ultimi anni della propria vita volle stabilire la sua residenza proprio ad Arquà Petrarca.

Infatti, qui si può visitare la casa di Petrarca in via Valleselle, ancora immersa nel verde e contornata dagli orti di un tempo.

Altro monumento legato alla memoria del poeta del Canzoniere è la Tomba del Petrarca, un’arca in marmo rosso di Verona, posta sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

Chiesa che nei secoli fu più volte rimaneggiata, e al suo interno spicca l’altare centrale, proveniente dall’Eremo del Monte Rua, opera di Francesco Rizzi.

Un’altra chiesa di particolare interesse è l’Oratorio della SS. Trinità, d’aspetto romanico, ad unica navata e con il tetto a capanna, inoltre, il tempio custodisce  opere d’arte, fra cui tracce di affreschi.

All’esterno della chiesa si trova la Loggia dei Vicari, realizzata in pietra locale. Era il luogo preposto alle riunioni e alla risoluzione dei problemi tra i capifamiglia ed i Vicari.

Un ultimo luogo legato al poeta è la Fontana del Petrarca, che esisteva già prima del suo al borgo medievale, alla quale egli era solito andare ad attingere l’acqua.

Nel borgo alto di Arquà Petrarca invece, si trova Palazzo Contarini, realizzato in stile gotico veneziano del XV secolo e l’osteria “Del Guerriero”, ormai abbandonata.

Arquà Petrarca possiede un patrimonio storico e naturalistico inestimabile, infatti è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e ha ricevuto il riconoscimento della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano, un marchio di qualità turistico-ambientale.

Il borgo medievale è anche conosciuto dal punto di vista enologico, infatti la sua produzione di vini spazia dal rosso dei Colli Euganei, ai vini dolci da uve Moscato di vario ceppo.

Arquà Petrarca è conosciuta anche per la produzione di olio e fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Un prodotto tipico da provare è la giuggiola, frutto ottimo per confetture, dolci e liquori.

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Borghetto: tra “I Borghi più Belli d’Italia”

 

Borghetto

 

Borghetto è un borgo medievale che si trova in provincia di Verona, a 30 km dalla città scaligera. Fa parte, come frazione, del comune di Valeggio sul Mincio.

La sua posizione geografica sul corso d’acqua tra Mantova e Verona ne ha fatto da sempre un luogo di passaggio e di confine, un villaggio di mulini che ad oggi è ancora molto apprezzato sia da turisti italiani che stranieri.

Domina la scena del borgo il Ponte Visconteo, diga fortificata, realizzata nell’arco di due anni a partire dal 1393 su ordine di Gian Galeazzo Visconti.

Altrettanto punto di interesse è il Castello scaligero con la sua Torre Tonda, situato sulla collina nella vicina Valeggio sul Mincio.

Il Ponte Visconteo e il Castello Scaligero, all’epoca del loro massimo splendore, facevano parte di un unico complesso difensivo fortificato, le due strutture erano infatti collegate da due cortine merlate.

L’incuria e le guerre però non hanno saputo conservare intatto il patrimonio, nonostante ciò è stato riaperto un sentiero che scende dal castello lungo la collina fino al ponte-diga.

Da non perdere un assaggio dei tortellini di Valeggio, conosciuti anche con il nome di “nodo d’amore”.

Il tortellino di Valeggio è infatti il protagonista della “Festa del Nodo d’Amore”, manifestazione enogastronomica che si tiene ogni anno il terzo martedì di giugno.

Non può mancare una visita al vicino Parco Giardino Sigurtà, aperto alle visite da marzo a novembre e situato a Valeggio sul Mincio.

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Cittadella e le sue Porte verso le città venete: cosa vedere

 

borgo di Cittadella

 

Cittadella si trova a nord di Padova ed è l’unico borgo in Europa a pianta ellittica, dove è possibile percorrere l’antico camminamento di ronda, lungo 1660 metri.

La cinta muraria fu costruita nel 1220 dal comune di Padova per proteggersi dalla minaccia di Treviso.

Il punto di inizio del camminamento delle mura di Cittadella è porta Bassano, dove si trova la biglietteria.

Quattro sono le porte che si aprono in corrispondenza dei punti cardinali, rivolte verso le città limitrofe: Treviso, Padova, Vicenza e Bassano.

Al punto d’arrivo del camminamento di ronda si trova la mole della Torre di Malta, ora sede del Museo Archeologico e punto panoramico su tutta Cittadella.

Passeggiando si può osservare il Palazzo Municipale o Palazzo della Loggia, edificio in stile gotico con un portico al piano terra che ospita gli stemmi dei podestà ed un leone di San Marco in pietra.

Durante il camminamento di ronda si può visitare anche la Parrocchiale dei Ss. Prosdocimo e Donato, edificio di origine cinquecentesca, oggi dalle forme neoclassiche.

Per le informazioni utili sulle mura di Cittadella visita il sito dell’ufficio turistico.

A Cittadella non mancano le tradizioni enogastronomiche. La polenta fa da padrona in tutte le sue versioni, gialla, bianca e persino dolce, con la torta chiamata “La Polentina di Cittadella”.

Assieme alla polenta non possono mancare “gli osei” e vari tipi di cacciagione.

 

Marostica, la città degli scacchi. Cosa vedere

 

Marostica

 

Marostica è un borgo medievale che si trova in provincia di Vicenza, città murata adagiata sulla fascia pedemontana.

Deve il suo aspetto fortificato alla dinastia degli Scaligeri che nel XIV secolo hanno fatto costruire il castello superiore sul colle Pausolino, il castello inferiore e la cerchia muraria di collegamento.

Tra gli edifici di interesse ci sono appunto i due castelli di Marostica. Il Castello inferiore risale al 1312 e con i suoi merli, la pianta rettangolare e il mastio costituisce un esempio di architettura militare.

Anche il Castello superiore risale al 1312, è di forma quadrata, con quattro torresini ai lati e una torre al centro.

Un tempo il maniero era dotato di un pozzo, tutt’oggi visibile nel cortile interno, di una chiesa e di un affascinante mulino a vento.

I due castelli sono collegati dalla cinta muraria che scendendo lungo il versante collinare disegna con il proprio perimetro una forma pentagonale.

Da vedere anche il Doglione, detto anche Rocca di Mezzo, che risale al medioevo e nel XIII secolo ebbe la funzione di casello daziario per le merci in entrata o di passaggio a Marostica.

Marostica è celebre in tutta Italia anche per la partita a scacchi, dove le pedine sono interpretate da personaggi viventi. È uno spettacolo folcloristico in costume di ambientazione storica, che si ripete ogni due anni il secondo fine settimana di settembre.

Nel mese di maggio Marostica ospita la Festa della Ciliegia di Marostica Igp., una ciliegia rossa e polposa.

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Montagnana: tra i “Borghi più Belli d’Italia”

 

Montagnana

 

Anche Montagnana sorge nel cuore della pianura padana, a 16 km dai Colli Euganei e 56 km da Padova.

La cittadina di Montagnana è protetta da una cinta di mura tardo-medievale realizzata verso la metà del Trecento per opera dei Carraresi, signori di Padova, spinti dalla necessità di contrastare il potere degli Scaligeri di Verona su quest’area.

Le mura, alte fino a 8 metri e spesse fino a 1 metro, con merlature di tipo guelfo, proteggono il borgo di Montagnana.

Inoltre, ben 24 torri scandiscono la cinta muraria, lunga 2 km. Tutt’intorno, in passato, vi era un ampio fossato oggi trasformato in una distesa verde.

Uno degli accessi principali al borgo si trova in corrispondenza della Rocca degli Alberi, una pittoresca struttura difensiva medievale.

Ancora più imponente è il Castello di San Zeno, opposto alla rocca. È possente con le sue alte mura e il Mastio che sfiora i 40 metri di altezza. Oggi ospita il Museo Civico “Antonio Giacomelli”, la biblioteca civile e il Centro Studi sui Castelli.

A dominare il centro di Montagnana c’è il Duomo, affacciato alla piazza principale, eretto tra il 1431 e il 1502. Le linee sono tardo-gotiche ma riportano modifiche del tardo Rinascimento.

Sulla stessa piazza si trova Palazzo Valeri e l’antico Monte di Pietà. Proseguendo in via Matteotti ci si imbatte nel palazzo Magnavin-Foratti, in stile gotico-veneziano.

Uscendo da Porta Padova ci si trova di fronte a Villa Pisani, capolavoro del Palladio, decorata dalle sculture di Alessandro Vittoria.  La villa è tra i beni patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Montagnana è anche conosciuta per la Festa del prosciutto crudo dolce che si tiene nel mese di maggio e il Wine Festival di giugno.

 

Soave: il Castello, il borgo e il vino Soave

 

Soave

 

Ai piedi dei Monti Lessini sorge Soave, borgo medievale dominato dal castello e circondato da mura merlate alla ghibellina, scandite da 24 torri.

Il castello scaligero è una struttura militare realizzata nel medioevo, costituita da un mastio circondato da tre cortili e dalle mura, che scivolano lungo il monte e circondano il centro di Soave.

Addentrandosi nel borgo di Soave si trovano il Palazzo di Giustizia del XIV secolo e il Palazzo Scaligero del XIV secolo, oggi sede municipale.

Tra le chiese spicca il Santuario di Santa Maria della Bassanella, all’interno del quale sono presenti degli affreschi del XIV secolo.

La chiesa principale del centro è la Parrocchiale di San Lorenzo, mentre lungo la salita al castello si trova la Chiesa di Santa Maria dei Domenicani.

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Visitando Soave non può mancare una visita ad una cantina, con una degustazione dei vini locali, il Soave il Recioto.

A Soave, la terza domenica di settembre c’è la Fiera dell’Uva che festeggia il momento della vendemmia.

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Articolo a cura di Giorgia Bozzetti
redazione@veronawinelove.com

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Anteprima Amarone 2016 a Palazzo Gran Guardia di Verona. Aldo Sartori: “l’Amarone deve diventare un prodotto iconico, emozionale, esperenziale”

Anteprima Amarone 2016 a Palazzo Gran Guardia di Verona. Aldo Sartori: “l’Amarone deve diventare un prodotto iconico, emozionale, esperenziale”

Al Palazzo della Gran Guardia di Verona inizia la due giorni (sabato 1 e domenica 2 febbraio 2020) della manifestazione Anteprima Amarone 2016.

Oggi si entra nel vivo della kermesse dedicata alla celebrazione del vino Amarone della Valpolicella con la giornata riservata ai giornalisti nazionali ed esteri.

Il convegno “Dal vigneto al mercato: l’Amarone e l’identità del vino italiano” è il momento in cui fare il punto sulla situazione legato alla denominazione, ai mercati e alle azioni svolte sul campo da parte degli attori coinvolti.

Un’annata del vino Amarone, quella del 2016, tanto attesa e che è possibile degustare negli stand delle 53 aziende vitivinicole presenti con le loro bottigle.

Il mercato dell’Amarone coinvolge 2.273 produttori di uve e 272 aziende imbottigliatrici, con 373 fruttai destinati all’appassimento. Secondo l’indagine di Nomisma Wine Monitor, il giro d’affari nel 2019 sfiora i 345 milioni di Euro.

Numeri importanti che trovano supporto in un territorio compreso tra i 19 comuni della Valpolicella Doc veronese con  8.300 ettari vitati.

Il momento si rivela proficuo per affrontare e conoscere, con gli inteventi dei relatori, lo stato di salute delle grandi denominazioni.

 

Anteprima Amarone 2016. La ministra Bellanova: “l’amarone è un potentissimo veicolo della qualità e dell’eccellenza”

Dopo la proiezione del video ufficiale del Consorzio Tutela vini Valpolicella dedicato all’Anteprima Amarone 2016, il pubblico presente ascolta l’intervento registrato della ministra alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

La ministra saluta i relatori del convegno e “le aziende che testimoniano l’eccellenza di un vino che nel mondo è sinonimo di enorme lavoro, affinamento, qualità e capacità di imporsi sui mercati globali, un modello esemplare”.

Aggiunge la ministra Bellanova: “voglio comunque testimoniare la mia attenzione verso un prodotto che è un potentissimo veicolo della qualità e dell’eccellenza insuperabile del nostro agroalimentare nel mondo”.

“Per questo – aggiunge Bellanova – stiamo lavorando per l’istituzione di una cabina di regia presso il ministero. L’obiettivo è evidente: fare in modo che il confronto, con l’intero settore, sia costante e puntuale”.

E continua: “dobbiamo essere capaci di proiettare la storia composta da 500 vitigni coltivati e una diversità impareggiabile verso il valore materiale e immateriale del futuro. Per questo credo che la cultura del vino debba tornare anche nelle scuole, proprio perché i nostri giovani imparino il rispetto e il valore delle culture più tipiche della nostra terra”.

Sul fronte del rispetto dell’ambiente e per la riduzione dell’impatto delle produzioni sul terreno la ministra afferma: “siamo in dirittura d’arrivo per il testo unico nazionale per la sostenibilità della filiera vitivinicola, tassello fondamentale che ci vede impegnati assieme al ministero dell’Ambiente”.

Al termine dell’intervento Bellanova aggiunge: “stiamo ultimando una serie di interventi per la raccolta dati e un unico sistema di certificazione. L’obiettivo è quello di arrivare al raggiungimento di un’ Agricoltura 4.0”.

 

Il sindaco di Verona: “l’Amarone è il più grande ambasciatore del nostro territorio”

Il sindaco di Verona Federico Sboarina prende poi la parola per portare il saluto della cittadinanza ai partecipanti.

“Quando si parla di Amarone si parla di eccellenze, del nostro territorio e della nostra provincia, che rappresenta il Made in Italy in generale”.

Il sindaco aggiunge: “a settembre ero in Cina per il gemellaggio con la città di Hangzhou e ho capito che tutti conoscono la storia di Giulietta e Romeo ma non tutti la collocano all’interno della nostra città. Tutti conoscono l’Amarone e tutti sanno che l’Amarone della Valpolicella è a Verona“.

“Questo è la prova di quanto un vino rappresenti l’identità di un territorio. E – aggiunge Sboarina – i nostri prodotti devono essere difesi contro chi cerca, nel mondo, di contraffarli. L’Amarone è un grande brand che funziona, altrimenti non sarebbe imitato”.

“Ringrazio tutti gli imprenditori agricoli che utilizzano la tecnologia per stare al passo con i tempi,  per fare prodotti sempre migliori e portarli su piattaforme virtuali e farli conoscere in ogni parte del mondo – continua il sindaco”.

E termina l’intervento il sindaco: “ringrazio i produttori che permettono di tenere alto il nome dell’Amarone, della nostra provincia e città e che lo rendono il più grande ambasciatore del nostro territorio“.

 

Anteprima Amarone Verona

In primo piano il sindaco di Verona, Federico Sboarina, Andrea Andreoli, Aldo Sartori, Riccardo Cotarella e Olga Bussinello (Foto di Nicola Albi)

 

Videocollegamento con Paolo De Castro: “Ursula von der Leyen a Washington per incontrare Trump sul fronte dazi”

Il coordinatore S&D e Primo Vice-Presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro si inserisce nella conferenza in videocollegamento.

L’intervento è utile per ottenere delle notizie sugli sviluppi della situazione in ambito Brexit e sui dazi doganali prospettati dell’amministrazione statunitense di Trump.

Paolo de Castro afferma: “per quanto riguarda le politiche agricole sul tema Brexit non ci saranno cambiamenti fino alla fine di dicembre 2020”.

“Mentre – aggiunge De Castro –  per quanto riguarda il tema dei dazi prospettati dagli USA, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si recherà Washington per incontrare il presidente Donald Trump con l’obiettivo di scongiurare l’escalation delle tariffe aggiuntive”.

L’europarlamentare aggiunge: “la data dell’incontro prevista è il 4 o il 5 febbraio, per cui prima del termine, fissato per il 15 febbraio, della decisione americana di espandere il famoso “carosello” (una sorta di rotazione di prodotti agroalimentari sui quali imporre dazi)”.

“Anche l’Europa potrebbe imporre dazi sulle importazioni di soia d’oltre oceano. La speranza – conclude De Castro – è di non arrivare ad uno scontro con l’amministrazione americana”.

 

Anteprima Amarone Verona

Il tasting sull’annata 2016 dell’Amarone della Valpolicella (Foto di Sara Soliman)

 

 

Diego Tomasi: “meno potenza e più eleganza sono gli elementi distintivi dell’Anteprima Amarone 2016”

Diego Tomasi, direttore di CREA-VE (Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia di Conegliano) si sofferma per declinare il vino Amarone e, nello specifico descrive l’annata 2016.

“Con una superficie coltivata, che è aumentata in modo lineare nel corso degli anni, la zona della Valpolicella rappresenta un sistema ben strutturato, con una identità culturale importante” – inizia il suo intervento Tomasi.

“Il 2016 si colloca in un sistema Valpolicella con 60 mln di bottiglie con le 3 diverse qualità di vini (Ripasso, Valpolicella e Amarone). La scelta della pergola si conferma perfetta in un ambito climatico attuale”.

Continua Tomasi: “l’autenticità del vino si riconosce con il terroir, con la sostenibilità e con il rispetto del disciplinare in ottica biologica. La Valpolicella è avanti con i tempi in questo argomento”.

Per tornare alla valutazione dell’annata 2016 dell’Amarone si arriva a definire un profilo sensoriale di alto valore.

Tomasi aggiunge: “l’annata è stata perfetta dal punto di vista climatico e ha contribuito a donare al vino un aroma con maggiori sentori floreali e fruttati (maggiore presenza di sostanze monoterpeniche). Un Amarone non troppo corposo ma con maggiore eleganza e freschezza”.

Pertanto meno potenza e più eleganza sono gli elementi distintivi dell’Anteprima Amarone 2016.

 

Anteprima Amarone Verona

Le bottiglie delle aziende vitivinicole presenti all’Anteprima Amarone 2016. Foto di Nicola Albi

 

Il presidente del Consorzio Tutela vini Valpolicella Andrea Sartori: “auspicabili qualità in vigna, nei processi produttivi e nelle scelte distributive”

Con l’intervento di Andrea Sartori, presidente del Consorzio Tutela vini Valpolicella, la conferenza si avvia al termine.

Con l’arrivo dei Millenials i nuovi consumatori sono cambiati. Sartori affronta il tema: “un consumatore molto piu curioso, più aperto a testare nuove tipoligie di bevande, senza alcuna preclusione dal punto di vista del packaging e delle modalità. È un consumatore che guarda alla qualità, meno alla quantità e, soprattutto, a cui interessa l’esperienza. Un consumo esperenziale che sta cambiando lo scenario del mondo del vino.”

“Bisogna cambiare e lavorare sempre più nella qualità estrema, che deve lavorare su tutte le parti del processo. L’Amarone deve diventare un prodotto iconico, emozionale, esperenziale per questi nuovi consumatori perché altrimenti non saremo nella loro mappa” sottolinea Sartori.

Qualità in vigna, qualità nei processi produttivi e qualità nelle scelte distributive nei mercati sono auspicabili” afferma Sartori. “Ma soprattutto il posizionamento del prezzo dell’Amarone non può essere deprimente di un lavoro di qualità fatto prima”.

“Pertanto l’Amarone a Euro 9,90 sullo scaffale non ci deve essere. Questo fa male alla denominazione ancora di più che consegnare una qualità scadente”, conclude il presidente.

 

Anteprima Amarone 2016. Intervento di Riccardo Cotarella: “la parola d’ordine è fare sistema”

A supporto delle riflessioni del presidente Sartori, si inserisce il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella.

“Il nostro paese è il paese più ricco di vitigni autoctoni e di territori così trasversali. Noi parliamo di Amarone ma ci sono moltissimi amaroni”, afferma Cotarella.

“Perché mettiamo sul mercato bottiglie di Amarone a 9,90? In primis dobbiamo fare sistema. Le associazioni di categoria sono una contro le altre, produttori che si elevano a santoni della tecnologia e altro”.

Pertanto l’unione in questo settore è l’obiettivo da raggiungere mettendo assieme energie e visioni.

 

Conclusioni dell’assessore Giuseppe Pan: “vendere un’emozione è il migliore messaggio per attrarre il turismo”

Le conclusioni affidate all’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan sono rivolte a mettere in rilievo l’importanza del comparto vinicolo veronese nell’ambito agricolo nazionale.

“Questa importante denominazione risulta determinante per l’economia della regione Veneto”, afferma l’assessore.

E continua: “Con l’industria del turismo, dei prodotti agricoli e dei servizi siamo a 6 miliardi di prodotto lordo complessivo”.

“Quindi vendere un’emozione – aggiunge Giuseppe Pan – tenendo ben presente il concetto di sostenibilità, risulta il migliore messaggio per attrarre il turismo da tutto il mondo”.

 

 

Anteprimma Amarone 2016 Verona

 

 

Palazzo Gran Guardia di Verona: date e orari dell’evento

 

L’Anteprima Amarone 2016 si tiene al Palazzo della Gran Guardia di Verona. 

Domenica 2 febbraio 2020: evento aperto al pubblico, dalle 10 alle 20.
Il biglietto d’ingresso costa 40 euro.

Il biglietto d’ingresso comprende la degustazione di vino ai banchi d’assaggio delle aziende vinicole che partecipano all’Anteprima Amarone 2016. E l’assaggio di prodotti gastronomici nell’area riservata.

 

Leggi anche: Anteprima Amarone 2016: al via la settimana dedicata al Grande Rosso veronese

Leggi anche: Vini della Valpolicella protagonisti sulle tavole negli Stati Uniti

Scopri nel sito: Vini della Valpolicella

 

Articolo a cura di Nicola Albi
redazione@veronawinelove.com

 

Come arrivare a Verona

 

Come arrivare a Verona per l’Anteprima Amarone?

Basta consultare la pagina con le informazioni utili del sito Verona Wine Love.

Verona è raggiungibile in treno, auto e aereo. Vi è anche un sistema di parcheggi per chi arriva in automobile.

 

 

Anteprima Amarone 2016 (video ufficiale)

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Vignaioli di Montagna: a Bologna dal 1° al 3 febbraio 2020 tra cinema, vino e gastronomia. Scopri il programma e le Masterclass

Vignaioli di Montagna: a Bologna dal 1° al 3 febbraio 2020 tra cinema, vino e gastronomia. Scopri il programma e le Masterclass

Alla Cineteca di Bologna si tiene, dall’1 al 3 febbraio 2020 la manifestazione Vignaioli di montagna. Sono oltre 40 i vignaioli di Trentino e Alto Adige che partecipano all’evento enogastronomico co-organizzato con la Fondazione Cineteca di Bologna.

La tre giorni di Vignaioli di montagna vede, inoltre, la presenza di specialità della gastronomia locale, del Trentino e del Südtirol.

Speck e formaggi di malga completano dunque la proposta della manifestazione che a Bologna unisce cinema e vini delle terre di montagna.

Nasce così, tra sapori e immagini del territorio alpino, un racconto a più voci, realizzato grazie al supporto delle Camere di Commercio di Trento e Bolzano.

 

Vini Trentino Alto Adige

Vitigni del Trentino, ph. Cantine Ferrari Trento

 

Progetto Trentino in Malga

 

L’iniziativa punta a far conoscere al pubblico il progetto Trentino di malga, marchio collettivo (frutto dell’iniziativa della Camera di Commercio di Trento) dedicato alla promozione di specialità casearie d’alpeggio ottenute con metodi tradizionali.

Ciascuna delle varietà riconosciute dal marchio si distingue per qualità organolettiche e sensoriali, che variano con la vegetazione, la flora microbica locale, le razze bovine e le tecniche di lavorazione del latte.

Oltre ai formaggi, a disposizione anche una selezione di Speck artigianale südtirolese della macelleria Stampfl di Bolzano.

Si tratta di una ricetta tradizionale che prevede l’affumicatura per tre settimane con legno di faggio e sei mesi di stagionatura. Ne risulta uno speck di alta qualità con una bassa concentrazione di sale e un’importante aromaticità.

Disponibili per il pubblico anche gli Schüttelbrot dell’Azienda Fritz e Felix Brot, piccoli panini croccanti a base di farina di segale, acqua, lievito, sale e spezie, e il pane artigianale fatto con lievito madre del Panificio Moderno di Rovereto (Trento), una realtà che ha puntato molto sul recupero delle varietà cerealicole territoriali e sui processi di lievitazione naturale.

 

Speck

Speck e Schüttelbrot sono specialità della gastronomia del Südtirol e del Trentino

 

 

Vignaioli di montagna: programma dei tre giorni

 

Sabato 1°febbraio

La Biblioteca Renzo Renzi ospita la mostra dedicata ai vini artigianali delle terre alpine, un grande banco d’assaggio con la partecipazione di 20 vignaioli trentini e 20 altoatesini.

Domenica 2 febbraio

Giornata dedicata all’anteprima della 68ª edizione del Trento Film Festival (25 aprile – 3 maggio 2020), con il doppio appuntamento pomeridiano con PersorsiSi tratta di una passeggiata immersiva e multisensoriale nella viticoltura di montagna, dalle Dolomiti al Lago di Garda.
In serata la proiezione di Our Blood Is Wine (di Emily Railsback, USA, 2018, 78’), un documentario nato da un’idea del cineasta e sommelier Jeremy Quinn.

Lunedì 3 febbraio

Giornata dedicata alle tre masterclass sulla vitienologia delle terre alte.
Ogni degustazione proporrà quattro vini di vignaioli altoatesini e quattro di vignaioli trentini, spaziando da varietà autoctone quali Teroldego, Nosiola e Lagrein a vitigni internazionali come il Pinot Nero e il Pinot Bianco, che nella regione hanno trovato un’espressione unica.

 

Ore 11.00: Valli, colline e montagne: un viaggio di quota in quota

Masterclass condotta dal giornalista e scrittore Massimo Zanichelli con Hannes Baumgartner, presidente dei Freie Weinbauern Südtirol.

Vini in degustazione:
Müller Thurgau 2018 | ZANOTELLI
Riesling “Windbichel” 2017 | CASTEL JUVAL
Pinot Bianco “Riserva Renaissance” 2015 | GUMPHOF
Nosiola 1998 | POJER & SANDRI
Pinot Nero “Mazzon” 2017 | CARLOTTO
Elda 2014 | NUSSERHOF
Poiema 2012 | EUGENIO ROSI
Teroldego “Sgarzon” 2013 | FORADORI

Ore 13.00: Sostenibilità: una meta, tante strade

Degustazione condotta da Helmuth Zozin, direttore ed enologo delle Tenute Manincor, accompagnato dal presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Lorenzo Cesconi.

 

Vini tipici Trentino

Vini tipici del Trentino. Ph. Francesco Pernigo

 

Vini in degustazione:
Spumante “Pas Dosé” 2015 Bio | HADERBURG
Sylvaner 2018 Bio | GARLIDER
Solaris “Dedit” 2017 | FILANDA DE BORON
Terlano Pinot Bianco “Eichhorn” 2016 Bio |MANINCOR
Isidor 2016 | VIGNAIOLO FANTI
Pinot Nero “Vigna Cantanghel” 2016 | MASO CANTANGHEL
Pinot Nero 2016 Bio | STACHLBURG
Vino Santo Trentino 2002 | GINO PEDROTTI

 

Ore 15.00: Teroldego e Lagrein: due “cugini” alla prova del tempo

Degustazione guidata da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine, con i vignaioli Giulio De Vescovi e Andreas Berger.

Vini in degustazione:
Lagrein 2018 | BERGMANNHOF
Gran Lareyn 2017 | LOACKER
Lagrein Riserva 2016 | ERBHOF UNTERGANZNER
Lagrein Riserva 2013 | NUSSERHOF
Teroldego Rotaliano 2017 | ELIO ENDRIZZI
Teroldego Rotaliano “Maso Chini” 2016 | MARTINELLI
Teroldego “Grill” 2015 | EREDI DI COBELLI ALDO
Teroldego Rotaliano “Dannato” 2011 | REDONDEL

 

Vini Alto Adige Bolzano

Vini dell’Alto Adige 

 

Chi sono i Vignaioli di montagna

 

Nel 2017 si tiene la prima manifestazione Vignaioli di montagna, su iniziativa della Camera di Commercio di Trento e della Camera di Commercio di Bolzano, in collaborazione con il Consorzio Vignaioli del Trentino e i Freie Weinbauern Südtirol.

Un appuntamento che si svolge a nelle sale di Palazzo Roccabruna di Trento, sede dell’Enoteca provinciale del Trentino e nell’ambito del Trento Film Festival.

Ne scaturisce un incontro-confronto tra le cantine indipendenti delle due provincie e un pubblico preparato.

La filosofia che emerge dal racconto dei produttori presenti alle degustazioni è quella del rispetto per la pianta, per il duro e meticoloso lavoro dei campi in un ambiente impegnativo, come quello montano.

 

Viticoltori del Trentino

I Vignaioli del Trentino coltivano circa 500 ettari di vigneto, dal Lago di Garda alle Dolomiti. Dai ripidi terrazzamenti della Valle di Cembra alle dolci colline di Trento, dalla piana Rotaliana ai pendii della Vallagarina, il valore del Trentino sta nella sua diversità territoriale, morfologica e climatica.

Il clima mediterraneo del Garda si incontra con quello delle Alpi, dando complessità ai vini e facendo del Trentino un ponte tra mondi, culture e popoli.

Il Vignaiolo crea vini di territorio e la diversità territoriale garantisce prodotti unici: dal famoso metodo classico ai bianchi di montagna, dai rossi strutturati fino ai grandi vini dolci.

 

Viticoltori dell’Alto Adige

L’associazione Vignaioli dell’Alto Adige rappresenta oggi 100 produttori di vino delle diverse regioni vitivinicole.

Dalla Val Venosta alla Valle Isarco fino alla Bassa Atesina sono presenti diversi tipi di terreno che ogni vignaiolo lavora per produrre vini di carattere, con note di gusto e sapore particolari.

Nel 1999, dodici vignaioli altoatesini si uniscono per fondare un’associazione di produttori indipendenti. L’obiettivo dell’associazione è di rappresentare gli interessi dei propri soci, di fornire servizi specifici del settore e di rappresentare la cultura vitivinicola dell’Alto Adige.

 

Informazioni

Il costo è di 25 euro per un laboratorio, 40 euro per due e 60 euro per tre. Posti limitati con preiscrizione obbligatoria.
Il programma e i costi su www.trentofilmfestival.it, www.vignaiolideltrentino.it e www.fws.it


Lista produttori presenti alla manifestazione

 

I venti vignaioli sudtirolesi: Weinhof Kobler, Obermoser, Messnerhof, Schloss Englar, Weingut Oberstein, Weingut Klosterhof, Griesbauerhof, Weingut Ebner, Manincor, Weingut, H.Lentsch, Weingut Plonerhof, Untermoserhof, Thurnhof, Glögglhof, Weingut Abraham, Nusserhof. Wassererhof, Unterganzner, Taschlerhof, Stroblhof.

I venti vignaioli trentini: Cesconi, De Vigili, Balter, Maso Furli, Zanotelli, Klinger, Fontana, Longariva, Castel Noarna, Comai, Pisoni, Maxentia, Francesco Poli, De Vescovi Ulzbach, Pojer e Sandri, Bellaveder, Giovanni Poli, Eredi di Cobelli Aldo, Zeni, Grigolli.

 

→ Leggi anche Quali sono i 22 migliori vini italiani? Scopri la scelta dell’Associazione Italiana Sommelier per la Guida Vitae 2020

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→ Scopri  Vini della Valdadige e Terra dei Forti

 

Bologna come arrivare

La Cineteca di Bologna in Via Riva di Reno, 72 a Bologna (foto di repertorio)

 

Come arrivare a Bologna

 

Aereo

L’aeroporto di Bologna Guglielmo Marconi, unico per gli arrivi nazionali ed internazionali, è situato a 6 chilometri dal centro cittadino.

E’ raggiungibile in auto dal centro direttamente tramite la tangenziale (uscita 4 bis) e tramite autostrada, sia che proveniate da Milano (A1 uscita Bologna Borgo Panigale), sia da Padova (A13 uscita Bologna Arcoveggio) e sia da Ancona (A14 Bologna San Lazzaro).

Per arrivare più vicini al centro in caso di arrivo a Bologna, è preferibile percorrere in auto via Saffi e arrivare così ai viali cittadini (siete già praticamente a ridosso del centro storico). Potrete quindi trovare parcheggio fuori dalle mura o direttamente all’interno dei numerosi parcheggi a pagamento in città.

Si può arrivare in centro anche tramite taxi dall’aeroporto al centro. Il costo della corsa, a seconda degli orari e del punto di arrivo, può oscillare tra 15 e 25 euro circa.

Il consiglio è quello di arrivare tramite i mezzi pubblici.

Il riferimento è al BLQ.

Il servizio navetta BLQ, in partenza dalla stazione dei treni, collega il centro all’aeroporto in circa 25 minuti (40 minuti negli orari di punta). La frequenza dei bus è molto elevata, 11 minuti circa, e la prima corsa dalla stazione parte alle ore 5:00 del mattino. L’ultima alle 23:35.

Non effettua molte fermate nel centro storico (Ospedale Maggiore e via dei Mille), il biglietto costa € 6.

 

Treno

La stazione di Bologna, dalla quale partono i treni sia i treni regionali che i treni a lunga percorrenza, è situata in centro.

Considerate che è praticamente attaccata a via Indipendenza, la via dello shopping di Bologna, e a circa 15 minuti a piedi da Piazza Maggiore.

Qui troverete i treni anche a lunga percorrenza, inclusa l’alta velocità. Quest’ultima consente di raggiungere Firenze in 40 minuti, Milano in 60 minuti e Roma e Torino in poco più di due ore.

Inoltre la stazione è ben collegata all’aeroporto con il servizio navetta BLQ.

Per informazioni ed orari dei treni guardate il sito Trenitalia

Clicca qui per vedere la posizione della stazione di Bologna.

 

Autobus

La stazione dei bus è situata in pieno centro, a pochi passi dalla stazione principale dei treni.

Da qui partono e arrivano i bus per le principali città italiane ed europee. Guarda la posizione della stazione degli autobus di Bologna

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   redazione@veronawinelove.com

 

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