Vini e spumanti biologici in crescita. Nel 2018 il fatturato del vino “bio” a +38,6%. Accordo FederBio e Unione Italiana Vini sulla qualità

Vini e spumanti biologici in crescita. Nel 2018 il fatturato del vino “bio” a +38,6%. Accordo FederBio e Unione Italiana Vini sulla qualità

Vini e spumanti biologici e biodinamici sempre più presenti sulle tavole degli italiani.

Il settore dei vini e spumanti biologici fa registrare un incremento per quanto riguarda il fatturato (+38,6% nel 2018).

E un incremento della quota sul totale del comparto con un’incidenza dell’1,4%.

Il trend economico (fonte Sinab) è comunicato con la firma dell’accordo raggiunto tra FederBio (Federazione di organizzazioni della filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica) e Uiv-Unione Italiana Vini.

Un accordo per la valorizzazione e tutela del settore vitivinicolo biologico italiano.

TROVA SU VINOPURO IL VINO BIOLOGICO

 

Vini e spumanti biologici: il fatturato nel 2018 sale del 38,6%

Dal report emerge inoltre che nei primi otto mesi del 2019 le vendite di vino bio nella grande distribuzione hanno raggiunto 35,2 milioni di euro.

Si registra così una crescita esponenziale del 363% rispetto al 2016 (Osservatorio Bio Nomisma).

Viene inoltre segnalato che negli ultimi otto anni la viticoltura bio italiana è più che raddoppiata (+ 107%  dal 2011 al 2018).

Con un’incidenza pari al 15,8%, l’Italia è il primo Paese per quota di vigneto biologico sulla superficie vitata totale.

La neonata partnership tra le due organizzazioni prevede di puntare sulla qualità e sull’autenticità.

TROVA SU VINOPURO IL VINO BIOLOGICO

 

Vini biologici e biodinamici, l’Italia punta su qualità e autenticità

Qualità e autenticità del vino prodotto in Italia con metodo biologico e biodinamico, regolamentato e certificato.

Si punta poi a supportare l’internazionalizzazione delle imprese italiane del settore vitivinicolo.

Infine, le tematiche relative alla produzione di vino biologico verranno trattate all’interno del Tavolo Tecnico di Uiv già attivato.

Sono previste iniziative progettuali, divulgative, tecniche, formative e promozionali in Italia e all’estero.

Con il 38,6% di fatturato in più di vino e spumante biologico e con la crescita delle vendite nella grande distribuzione, il vino
bio è sempre più presente sulle tavole degli italiani.

TROVA SU VINOPURO IL VINO BIOLOGICO


Articolo a cura della
Redazione di Verona Wine Love
redazione@veronawinelove.com

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La Pizza: orgoglio italiano dalle origini millenarie. Scopri la storia della pizza dal periodo Neolitico fino ai nostri giorni

La Pizza: orgoglio italiano dalle origini millenarie. Scopri la storia della pizza dal periodo Neolitico fino ai nostri giorni

La pizza è davvero uno dei simboli più importanti del nostro Paese in tutto il mondo; la sua è una favola che affonda le radici in una storia millenaria che per qualcuno risale addirittura al Neolitico.

Ma quando è nata la pizza? Qual è la sua storia? Oggi lo scopriremo insieme.

 

Le origini della pizza

ricetta pizza e vini veronesi. La pizza con il vino Bardolino Chiaretto Doc

 

Torniamo all’alba dei tempi, per essere più precisi durante il Neolitico.

L’uomo aveva appena padroneggiato l’uso del fuoco e, di conseguenza, iniziavano a comparire le prime (seppur semplici e appunto primitive) tecniche di cottura.

Tra le più importanti troviamo la cottura su pietra ed è proprio qui che possiamo collocare il primo  vero e proprio passo della nostra storia.

 

Pizza e Vicino Oriente

Artigiani egiziani durante la preparazione del pane

Alcuni artigiani egiziani durante la preparazione del pane

Con la nascita e la rapida diffusione delle prime tecniche dell’agricoltura e la scoperta della cottura sulla pietra, gli uomini del Vicino Oriente non tardarono a capire che l’unione di queste 2 scoperte rappresentava uno dei metodi più efficaci per la produzione di pane azimo e polente a base di cereali.

Ma la scoperta più importante la si deve agli Egizi.

Furono proprio loro infatti, seppur senza esserne consapevoli, a gettare le basi della panificazione, introducendo il lievito nella preparazione di pane, focacce e della pizza “antica”.

 

La storia della pizza e Roma

Mosaico dell'antica Roma

Un mosaico dell’antica Roma; salta all’occhio il disco di pane

 

Inventato il pane, le origini della pizza vera e propria si spostano nell’antica Roma.

I contadini dell’epoca, incrociando tra loro i vari tipi di farro allora conosciuti, diedero vita alla farina (“far” in latino significa proprio farro).

 

Impastando poi la farina con chicchi di frumento, sale e erbe aromatiche e dando a questa pasta la tipica, e per noi familiare, forma rotonda, diedero vita alla prima focaccia della storia.

 

Le origini della pizza tonda, o meglio, della focaccia farcita, si devono quindi agli antichi romani che, utilizzando il calore della cenere, erano soliti cuocere questi dischi di pane, utilizzati poi per racchiudere e condire le più diverse e gustose pietanze dell’epoca.

Mancano però numerosi ingredienti per arrivare alla pizza che tutt’oggi conosciamo, amiamo e gustiamo.

 

Contadino romano durante la lavorazione del farro

Un basso rilievo che raffigura un contadino romano intento a lavorare il farro

La parola pizza: un termine di origine Longobarda

 

Uno di questi è il vero e proprio termine pizza.

Fin’ora abbiamo infatti abbiamo utilizzato termini come pane, focaccia e polenta.

Il termine pizza quando è stato coniato per la prima volta? Da dove viene?

Nel VII dopo Cristo, con l’arrivo in Italia dei Longobardi, inizia a circolare un nuovo vocabolo gotico-longobardo: “bizzo”, talvolta detto “pizzo”. In tedesco “bizzen”. Ovvero morso.

Ci siamo quasi.
Da morso a boccone, da pezzo di pane a focaccia la sineddoche a catena è servita.

 

Affresco di una cucina tipica del 1300

Una tipica cucina del 1300

Verso l’anno Mille si trovano infatti i primi documenti ufficiali col termine “pizza”.

Come in uno datato 1195 e redatto a Penne, in Abruzzo. O quelli della Curia Romana del 1300, dove si parla di “pizis” e “pissas” riferendosi ad alcuni tipici prodotti da forno, di quel periodo, nel centro-sud della penisola. Abruzzo e Molise su tutti seguiti da Napoli.

Ci stiamo avvicinando sempre di più.

Finalmente la pizza arriva a Napoli

Nel 1535, finalmente, nella sua “Descrizione dei luoghi antichi di Napoli”, il poeta e saggista Benedetto Di Falco dice che la “focaccia, in Napoletano, è detta pizza”.

È ufficiale, nemmeno in Campania l’evoluzione della pizza si è mai fermata, tanto meno quella della tradizione.

 

Un esempio? La tipica schiacciata di farina di frumento, impastata con aglio, strutto e sale grosso che nonostante l’avvento della pizza nel ‘500 incontra il favore delle famiglie povere del Meridione.

In breve tempo però lo strutto viene sostituito dall’olio d’oliva, aprendo la via a ingredienti come formaggi e riscoprendo l’uso delle erbe aromatiche.

È così che, all’alba del XVII secolo fa la sua prima apparizione la pizza “alla Mastunicola” (in dialetto napoletano, del maestro Nicola), una ricetta dall’intenso profumo di basilico.

 

Il pomodoro dalle Americhe

 

L’impasto c’è, il formaggio e il basilico ci sono, all’appello manca solo una cosa: il pomodoro.

È solo nel 1600 che la pizza moderna inizia a prender forma. Pasta per pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, nella versione più “ricca”, con caciocavallo e basilico.

Con la scoperta dell’America, poi, arriva il pomodoro anche in Italia e tutto prende un sapore diverso.

Ma si dovrà aspettare il 1700 prima che il pomodoro abbandoni il suo ruolo di pianta ornamentale (considerata anche afrodisiaca), abbracciando così la sua vocazione culinaria.

Il pomodoro fu dapprima usato in cucina come salsa cotta con un po’ di sale e basilico, mentre più tardi qualcuno ebbe l’intuizione di utilizzarlo, inventando, così senza volerlo, la pizza come la conosciamo oggi.

Pur senza mozzarella, che invece completa questa storia solo nel 1800. Lo stesso secolo in cui, ormai, la pizza è diffusissima nel popolino, ma non solo.

 

La “reale” pizza napoletana

La regina Margherita e l'omonima pizza

Nemmeno i reali riuscirono a sottrarsi al gusto e al profumo della pizza

 

La prima ricetta della pizza come la conosciamo oggi è riportata in un trattato dato alle stampe a Napoli nel 1858, che descrive il modo in cui in quegli anni si prepara la “vera pizza napoletana”.

Francesco De Bourcard in “Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti” arriva perfino a citare una sorta di pizza Margherita ante litteram, con mozzarella e basilico.

Il pomodoro, poi, è ancora opzionale, mentre per i condimenti, si legge, si può usare “quel che vi viene in testa”.

Si arriva all’approvazione ufficiale della pizza nel 1889, in occasione della visita a Napoli degli allora sovrani d’Italia re Umberto I e la regina Margherita.

Questo è davvero un capitolo prezioso per la storia della pizza e, forse, quello più conosciuto.

Durante la passeggiata nella città campana, i regnanti furono accolti da Raffaele Esposito.

Cosiderato il miglior pizzaiolo dell’epoca, che realizzò per loro tre pizze classiche: la pizza alla Mastunicola (strutto, formaggio, basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza pomodoro e mozzarella (pomodoro, olio, mozzarella, origano), realizzata in onore della regina Margherita ed i cui colori richiamavano intenzionalmente il tricolore italiano.

La sovrana apprezzò così tanto quest’ultima da volerne ringraziare ed elogiare l’artefice per iscritto.

E l’unico modo per contraccambiare il gesto da parte del pizzaiolo fu quello di dare il nome della regina alla sua creazione culinaria: “Pizza Margherita”.

 

Prima l’Italia, ora il Mondo: la pizza come fenomeno globale

Tra Ottocento e Novecento, parlare di pizza è ormai cosa normalissima. E nel tempo ne nascono varianti di qualsiasi genere, per tutti i gusti.

La seconda ondata di diffusione, ad ogni modo, si ha dopo la Seconda Guerra Mondiale.

La pizza esce dai confini del meridione d’Italia per sbarcare al nord e col boom industriale nel triangolo Milano, Torino e Genova migliaia di emigranti si spostano con le loro famiglie con i modi, gli usi e costumi a loro pertinenti.

Negli anni Sessanta, poi, le pizzerie arrivano praticamente in tutto il Paese. E nel giro di qualche anno, in tutto il mondo.

Dalla Cina al Medio Oriente, dall’Europa dell’est all’America del sud.

Tutti non sanno più farne a meno. E, giustamente, è da non poco in campo la candidatura dell’arte dei pizzaioli napoletani come patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Difficile immaginare un riconoscimento diverso per un piatto con una storia del genere.


Articolo a cura di
Andrea Braga
redazione@veronawinelove.com

PIZZERIE, RISTORANTI E BAR A VERONA

Leggi anche l’articolo su PIZZA E ABBINAMENTO CON IL VINO

 

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Bassano Wine Festival, degustazioni e acquisti fra le cantine italiane. A Cartigliano (Vicenza) sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019

Bassano Wine Festival, degustazioni e acquisti fra le cantine italiane. A Cartigliano (Vicenza) sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019

I vini di oltre 50 cantine d’Italia in degustazione al Bassano Wine Festival, il 7 e 8 dicembre 2019, a Cartigliano, provincia di Vicenza.

Una mostra mercato del vino dove degustare, acquistare e conoscere la produzione enologica italiana.

Il Bassano Wine Festival torna per la terza edizione sabato 7 (dalle 14 alle 22) e domenica 8 dicembre 2019 (dalle 11 alle 20).

La Fiera dedicata all’eccellenza della viticoltura regionale si svolge quest’anno in Villa Morosini Cappello a Cartigliano (Vicenza).

Per i visitatori vi è la possibilità di scoprire il mondo delle piccole cantine, di scegliere tra oltre 100 etichette diverse comprando in via diretta dal produttore.

E vi è la possibilità di assaggiare diverse specialità culinarie.

Oltre alle degustazioni nel biglietto d’ingresso è compreso infatti un piatto da gustare tra un bicchiere e l’altro.

Nel corso del Festival si terranno quattro degustazioni guidate, per la prima volta in collaborazione con i sommelier di AIS Veneto (Associazione Italiana Sommelier).

 

Vini di oltre 50 cantine al Bassano Wine Festival

Il primo appuntamento si tiene sabato 7 alle 15.00 con la masterclass “Alla scoperta dei Vini Friuliani”, condotta da Claudio Serraiotto.

Alle 17.30 è la volta di “Bianchi di Borgogna”, una degustazione guidata con Francesco Salano.

“I vini del Piemonte” è la prima masterclass in programma domenica 8, sempre alle 15.00, e viene condotta da Maddalena De Zambiasi.

Infine, alle 17.30 l’approfondimento è su “Gli Champagne di Herbert Beaufort” con Gianni degli Innocenti.

Due degustazioni a tema si svolgono anche nelle serate precedenti, in preparazione alla manifestazione, di Aspettando il Bassano Wine Festival.

Si parte giovedì 5 dicembre alle ore 20.30 con la Serata Champagne, con piatti in accompagnamento, condotta da Gianpaolo Giacobbo.

Sei gli Champagne in degustazione: Jean Laurent Blanc de Blancs Pas Dosé s.a., Bonnet Ponson Non Dosé 1 Cru s.a., Bonnet Ponson 2009 Blanc de blancs, Christophe Mignon Brut Nature Pas Dosé s.a., Olivier Horiot Métisse s.a.

Nella masterclass Vespaiolo & Baccalà, venerdì 6 dicembre alle 20.30, si degusta una selezione di vini della Cantina IoMazzucato in abbinamento a finger food realizzati da Antonio Chemello della Trattoria da Palmerino.

Per tutte le info sul Bassano Wine Festival e su Aspettando il BWF: www.bassanowinefestival.it

Per prenotare le masterclass di AIS Veneto del Bassano Wine Festival: www.aisveneto.it/eventi.html

 

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Vini italiani nel mondo, l’azienda agricola toscana Bulichella punta ai mercati asiatici. Con ottimi punteggi dalle guide enologiche

Vini italiani nel mondo, l’azienda agricola toscana Bulichella punta ai mercati asiatici. Con ottimi punteggi dalle guide enologiche

I vini Bulichella alla conquista del mercato asiatico del vino.

Con una produzione di qualità premiata dalle maggiori guide enologiche, l’Azienda Agricola di Suvereto spinge sulla distribuzione internazionale.

L’Azienda Agricola Bulichella di Suvereto (Livorno) punta sull’internazionalizzazione della sua produzione vinicola con un importante investimento sui mercati asiatici.

I vini Bulichella sono distribuiti per il 50 per cento rispettivamente sul mercato italiano e su quello estero, dove Svizzera e Giappone rappresentano i partner principali.

Un ritorno alle origini per Hideyuki Miyakawa, uno dei fondatori dell’azienda nonché attuale proprietario, che partito dal Giappone ha trovato nelle colline toscane il luogo ideale dove far crescere una produzione vinicola di qualità.

“Nell’ultimo anno – afferma l’amministratore di Bulichella, Shizuko Miyakawa – abbiamo incrementato la nostra presenza sul territorio europeo. Continuiamo quindi a lavorare per mantenere, oltre agli elevati standard qualitativi, anche strategie di promozione in linea con l’andamento del mercato, nell’ottica di consolidare la nostra presenza a livello internazionale”.

Nei mercati esteri risulta infatti in crescita la distribuzione in Usa (4%) e in Nord Europa (8%). Un risultato, questo, della qualità raggiunta dai vini dell’Azienda Agricola Bulichella, certificata anche dagli ottimi punteggi ottenuti nelle guide enologiche internazionali 2019.

Le nuove annate sono state premiate da James Suckling con i 95 punti assegnati a Hide 2016, i 94 al Coldipietrerosse 2016 e i 93 a Maria Shizuko 2016 e al Montecristo 2016.

Robert Parker ha attribuito invece 93 punti al Montecristo 2016 e a Hide 2016. 93 punti da Vinous anche per Hide – Costa Toscana IGT 2015 e 92 punti da Falstaff ai Rosati d’Italia Trophy per Solsera Costa Toscana Rosati IGT 2018.

A conferma della vocazione internazionale dell’Azienda Agricola Bulichella di Suvereto (Livorno) e della scelta di puntare su un mercato strategico come quello asiatico, la partecipazione il 29 novembre a Hong Kong al Great Wines of Italy Asia 2019.

Il sito aziendale è stato inoltre implementato con una piattaforma di vendita online disponibile per gli acquisti dall’estero.

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Durello and Friends: il 24 e 25 novembre 2019 a Verona la vetrina dello spumante dei Monti Lessini. Degustazioni e incontri sulle bollicine d’eccellenza

Durello and Friends: il 24 e 25 novembre 2019 a Verona la vetrina dello spumante dei Monti Lessini. Degustazioni e incontri sulle bollicine d’eccellenza

Spumante, il 24 e 25 novembre 2019 a Verona la manifestazione Durello and Friends con eventi dedicati al Durello, lo spumante dei Monti Lessini.

L’appuntamento con le bollicine della Lessinia è al Palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra.

Tutti i professionisti dell’enologia e gli winelovers possono così degustare questa perla del panorama enologico scaligero e berico.

E partecipare agli incontri tenuti da professionisti del settore.

Un evento che porta in primo piano le bollicine del Durello, uno spumante sempre più apprezzato.

 

Durello and Friends: il programma dell’evento sullo spumante dei Lessini

La manifestazione ha inizio domenica 24 novembre al Palazzo della Gran Guardia con il convegno dedicato alla Lessinia e al suo patrimonio, da sviluppare in un’ottica enoturistica. Ospiti della serata Marco Sabellico, curatore della celebre guida Gambero Rosso, e Francesca Cheyenne di Rtl 102.5.

Dalle ore 18 alle 23 sono aperte le degustazioni al pubblico, che può scegliere tra 30 aziende e oltre 100 tipologie di vino.

Non solo vino ma anche buon cibo: ad accompagnare gli assaggi sono presenti delle eccellenze gastronomiche del territorio.

L’incontro delle 18 è tenuto dalla delegazione Ionica-Etnea di AIS, che propone un confronto tra gli spumanti dell’Etna con i prodotti dei Monti Lessini Metodo Classico.

Alle ore 19, Sabellico guida i visitatori alla scoperta del Durello e delle bollicine autoctone riconosciute con il premio Tre Bicchieri.

Per concludere in bellezza, alle 21 la trattoria Fattori di Roncà e il ristorante la Marescialla di Montebello Vicentino propongono gustosi menù da abbinare al Durello.

La manifestazione riprende lunedì 25 novembre: alle ore 17.30, il celebre sommelier Alessandro Scorsone conduce una degustazione delle bollicine di montagna.

Alle 19.30, Francesca Negri illustra l’arte dello Sabrage, antica tecnica usata per l’apertura delle bottiglie di spumante. Al sito dello Sabrage Academy puoi avere tutte le informazioni sul corso.

Infine, alle 21 gli assaggi gastronomici sono curati dal ristorante Al Callianino di Montecchia di Crosara e Il Pestello di Vicenza.

 

Logo del Durello and Friends

Durello and Friends, l’evento dedicato allo spumante dei Monti Lessini

 

VUOI COMPRARE UNA BOTTIGLIA DI SPUMANTE? CERCA SULL’ENOTECA VINOPURO

 


Cos’è il Durello, lo spumante della Lessinia

Il Durello è prodotto con l’uva Durella, tipica dell’area dei Monti Lessini. Si tratta di un vino bianco di carattere, con una grande finezza e complessità di aromi.

È caratterizzato da una spuma fine e persistente, color giallo paglierino e da un profumo vinoso, appena fruttato. Ha un sapore acidulo ma armonico, che lo rende adatto in più occasioni: dall’aperitivo leggero con gli amici fino a piatti ricchi di sapore.

Da provare è l’abbinamento tra Durello e risotto con radicchio e Monte Veronese: scoprirai un piacevole contrasto tra la delicatezza del piatto e il gusto forte di questo spumante.

Ti consigliamo anche di gustare il Durello in compagnia di prodotti dal sapore più deciso, come il cotechino o la trippa in umido.

Vuoi scoprire il Durello e le cantine che lo producono? Leggi la sezione di Verona Wine Love dedicata allo spumante Durello.

 

Lo spumante Durello

Lo spumante Durello

 

Come arrivare a Verona per Durello and Friends

IN AUTOBUS: LINEE URBANE

  • Linee che attraversano il centro: 70 (feriale), 96-97 (serale e festivo)
  • Linee che passano da piazza Bra: 11-12-13-51-52 (feriale), 90-92-96-97-98 (serale e festivo)

 

IN TAXI

Unione Radiotaxi tel. 045 532666 – 340 3210021

Parcheggi taxi utili per l’area del Festival:

  • Piazza Bra
  • Piazza Erbe
  • Via Diaz
  • Castelvecchio
  • Stazione Porta Nuova
  • Aeroporto Verona Villafranca

 

Articolo a cura di Zara Rubes
redazione@veronawinelove.com

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Verona-Ponte di Castelvecchio-Verona città dell'enoturismo

 

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VINI E TERRITORI: GUIDA AI VINI E ALLA PROVINCIA SCALIGERA

 

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Enoturismo e ruolo del sommelier al congresso AIS di Verona dal 22 al 24 novembre 2019. Leggi il programma degli eventi e delle degustazioni

Enoturismo e ruolo del sommelier al congresso AIS di Verona dal 22 al 24 novembre 2019. Leggi il programma degli eventi e delle degustazioni

Enoturismo e ruolo del sommelier sono i temi centrali del congresso nazionale dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) che si tiene a Verona da venerdì 22 a domenica 24 novembre 2019.

Un congresso importante, visto il tema. E’ di quasi un anno fa, infatti, l’approvazione della legge sull’enoturismo.

E il turismo del vino è una voce importante per la promozione delle bellezze artistiche, naturali e culturali dell’Italia. Oltre che della cultura e delle ricchezze umane ed esperienziali del nostro territorio.

Il congresso è stato presentato a Palazzo Orti Manara (Verona), dal Presidente dell’Associazione AIS Veneto Marco Aldeghieri, dal delegato AIS Verona Paolo Bortolazzi e dal coordinatore didattico regionale Marco Visentin.

 

 

Congresso AIS Verona

 

 

Congresso AIS: ruolo del sommelier e suo contributo all’enoturismo

 

L’enoturismo, legato alla wine economy, è un settore in continua crescita e sviluppo che offre un ampio ventaglio di possibilità professionali.

Di questo si parlerà al convegno AIS di Verona, nel sottolineare il ruolo che il sommelier ha per la promozione del turismo del vino.

L’enoturista è alla ricerca di un percorso esperienziale a tutto tondo, in cui vivere un’esperienza che unisca il piacere dell’enogastronomia con la scoperta del luogo.

L’enoturismo, però, non si limita solo al vino e al cibo, ma è anche cultura, folklore e territorio.

Vi è così la necessità di saper rivalutare l’attuale sistema produttivo, organizzativo e comunicativo, formando dei professionisti capaci di affrontare le nuove sfide del turismo enogastronomico.

In questo contesto, il sommelier si propone come ponte tra l’azienda vinicola e il grande pubblico.

Il sommelier non è quindi solo un esperto di degustazione e di abbinamento cibo-vino, ma si pone anche come conoscitore del territorio e della sua valorizzazione.

“Non più servitori del vino, ma comunicatori del vino”, spiega Marco Visentin, coordinatore didattico AIS, che sottolinea l’importanza di trasformare un settore solo agricolo in uno anche di servizio per il turista.

La comunicazione del settore vino, dunque, avviene con professionisti – i sommelier – che sanno promuovere l’eccellenza del prodotto e del territorio che lo produce.

 

 

Marco Aldegheri, presidente Associazione italiana sommelier del Veneto - AIS Veneto - corsi sommelier

Marco Aldegheri, presidente AIS Veneto

 

 

Sommelier ed enoturismo: il programma del congresso dell’AIS

 

E’ tutto pronto a Verona per il fine settimana dedicato alla sommellerie.

Da venerdì 22 a domenica 24 novembre 2019 la città scaligera ospita il 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier organizzato da AIS Veneto e dedicato all’enoturismo.

Tre giorni di appuntamenti che coinvolgono non solo i professionisti e gli operatori di settore, ma anche il pubblico, che può partecipare a tour guidati, incontri, banchi d’assaggio e laboratori.

Gli eventi hanno inizio nel pomeriggio di venerdì 22 novembre con PerCorsi: tre tour guidati, in partenza dal Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra, che accompagnano i partecipanti alla scoperta delle meraviglie enologiche del territorio veneto.

Dalle 14.30 alle 18.30 sono in programma le visite Vulcanici Euganei sui Colli Euganei e Tra Castelli e filari attraverso le vigne del Soave.

Dalle 13 alle 18.30 l’appuntamento è con Le Stanze del vino, per scoprire il profondo legame che lega la città scaligera all’enologia.

Tra Castelli e Filari e Le Stanze del vino sono riproposte anche il sabato dalle 9.30.

Sabato 23 novembre alle ore 10 il Teatro Filarmonico ospita il convegno di apertura dedicato a presente e futuro dell’enoturismo.

Qui si parla di terroir come destinazione turistica, di comunicazione nel mondo del vino, del marketing digitale e della formazione degli operatori.

Allo stesso orario si aprono i Saloni del Gusto PerLage che portano al Centro Congressi della Camera di Commercio di Verona i migliori spumanti veneti .

E si apre l’evento PerGola al Palazzo della Gran Guardia con i piatti della tradizione gastronomica del territorio.

I banchi d’assaggio ospitano alle ore 11 e alle 17 alcuni laboratori aperti al pubblico.

Sono laboratori dedicati ai bordolesi veneti e al Prosecco, fino all’arte casearia e alla produzione della carne e dei salumi.

Nella serata di sabato 23 novembre il Congresso Nazionale coinvolge anche i ristoranti del centro storico.

La domenica mattina 24 novembre sono in partenza altri tour guidati:

  • alle 8.00 Le Ville Palladiane e i vini dei Colli Berici,
  • alle 9.30 Paesaggio Valpolicella,
  • alle 10.00 l’appuntamento è al Centro Congressi della Camera di Commercio di Verona dove si tiene la sfida finale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia Premio Trentodoc 2019

I saloni in programma per la giornata comprendono Vinetia – Guida ai vini del Veneto, che raggruppa al Palaexpo di Verona Fiere le eccellenze enologiche della Regione premiate dalla guida.

Vi è poi il salone Trentodoc – Bollicine di montagna, il banco d’assaggio dedicato al Metodo Classico Trentino ospitato dal Centro Congressi CCIAA.

Domenica 24 novembre è inoltre una giornata dedicata alle degustazioni, con appuntamenti dedicati dall’Amarone al Raboso, fino ai grandi passiti veneti e al Soave.

Tutti gli eventi sono accessibili solo previa registrazione online dalla pagina sul Congresso Nazionale dell’AIS, dove è possibile scaricare il PROGRAMMA DEL CONGRESSO AIS su enoturismo e sommelier.

Per tutto il fine settimana è disponibile un servizio navette gratuito e i partecipanti con un ticket del congresso possono accedere gratis a Durello & Friends a partire dalle ore 17 di domenica 24 novembre al Palazzo della Gran Guardia.

 

 

AIS - congresso nazionale - enoturismo e sommelier - novembre 2019 - Verona

Presentazione del congresso nazionale dell’AIS. Al centro il presidente regionale, Marco Aldegheri (foto Zara Rubes)

 

 

L’impegno di AIS Veneto per la sostenibilità

 

AIS Veneto – che ha organizzato il congresso nazionale con i vertici di AIS Italia – è legata anche al tema della sostenibilità e della solidarietà.

Uno spazio del congresso è infatti dedicato alle piccole realtà aziendali che curano il prodotto e la scelta delle materie prime.

“Si tratta di uno sforzo economico in più per noi, ma è un segnale di sensibilità per i consumatori”, spiega Aldeghieri.

Il gadget ufficiale di questa edizione del congresso AIS è il cavatappi Vaja, progettato da Claudio Burato, chef dell’Hosteria del Durello di Montecchia di Crosara (Verona).

Promotori del progetto sono l’azienda Farfalli di Maniago (Udine) e Okinawa Operations di Montagnana (Padova).

Il ricavato serve a sostenere le aree delle Dolomiti venete danneggiate colpite dalla tempesta Vaia nell’ottobre del 2018.

“Vaja è un segno tangibile dei valori e dell’impegno su cui da oltre 50 anni si fonda la nostra associazione”, spiega Marco Aldeghieri, presidente di AIS Veneto. La cura e la dedizione che un piccolo gesto come l’apertura di una bottiglia racchiude in sé, si unisce alla passione per il mondo del vino, alla sua terra e al suo rispetto”.

Articolo a cura di Zara Rubes
redazione@veronawinelove.com

Leggi anche la versione in LINGUA INGLESE dell’articolo sul CONGRESSO AIS A VERONA

Consulta Vinetia: la Guida AIS 2020 ai Vini del Veneto

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