Francesco De Gregori & Orchestra nel “Greatest Hits Live” venerdì 20 settembre 2019 all’Arena di Verona. Scopri le informazioni utili sul concerto e su Verona

Francesco De Gregori & Orchestra nel “Greatest Hits Live” venerdì 20 settembre 2019 all’Arena di Verona. Scopri le informazioni utili sul concerto e su Verona

Il cantautore Francesco De Gregori all’Arena di Verona, venerdì 20 settembre, alle ore 21.

Insieme a lui sul palco una grande orchestra di 40 elementi composta dalla band che accompagna De Gregori da lungo tempo e dal quartetto Gnu Quartet.

Gli elementi del quartetto sono: Raffaele Rebaudengo alla viola, Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino e Stefano Cabrera al violoncello.

La storica band è composta da:

  • Guido Guglielminetti al basso;
  • Carlo Gaudiello al pianoforte;
  • Paolo Giovenchi alle chitarre;
  • Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino;
  • Simone Talone alle percussioni

Due le coriste, Vanda Rapisardi e Francesca La Colla.

La serata all’Arena di Verona si inserisce nel tour estivo di De Gregori in giro per l’Italia.

Un tour che si propone di presentare i suoi più grandi successi, per la prima volta in un contesto sinfonico.

Esordio l’11 e il 12 giugno scorso nella cornice delle Terme di Caracalla. In seguito la serata al Teatro Antico di Taormina, il 14 giugno, il 28 giugno a Lugano, il 30 giugno al Lucca Summer Festival.

A precedere la data veronese, il concerto del 5 luglio a Rimini, in occasione della Notte Rosa, l’8 luglio a Genova, il concerto nella Palazzina di Caccia di Stupinigi (Torino) il 9 luglio, il 10 luglio a Marostica (VI), il 16 luglio a Firenze e il 21 luglio a Fasano (Brindisi), il 23 luglio a Soverato (Catanzaro) e il 25 luglio a Palermo.

Segue la data di De Gregori all’Arena di Verona il concerto che si terrà il 23 settembre presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano.

Tutte le serate sono introdotte dal cantautore Tricarico, quella del Lucca Summer Festival anche da Noemi.

Scopri la probabile scaletta del tour di Francesco De Gregori:

  • O Venezia che sei la più bella;
  • Generale;
  • Il cuoco di Salò;
  • La storia;
  • Pablo;
  • Due zingari;
  • La leva calcistica della classe ’68;
  • Un guanto;
  • Sempre e per sempre;
  • Bufalo Bill;
  • La valigia dell’attore;
  • Santa Lucia;
  • Alice;
  • La donna cannone;
  • Vai in Africa, Celestino!;
  • Pezzi di vetro;
  • Cardiologia;
  • L’abbigliamento di un fuochista;
  • Titanic

 

L’esordio musicale di Francesco De Gregori

Figlio Di Giorgio, bibliotecario, e di Rita Grechi, docente di Lettere, Francesco De Gregori è poeta, cantautore e musicista. Lo chiamano Francesco in memoria dello zio, ufficiale degli Alpini e partigiano vicecomandante delle Brigate Osoppo, ucciso a Porzûs nel 1945.

Fino ai dieci anni vive a Pescara, per via della professione del padre. Torna poi a Roma e là frequenta il Liceo Classico “Virgilio”. Nel 1966, con il padre e il fratello Luigi, si reca a Firenze per prestare soccorso alla popolazione colpita dall’alluvione.

Nello stesso anno inizia a suonare la chitarra e a comporre le sue prime musiche. La sua prima composizione originale è la storia di un disoccupato che sale sul Colosseo per avere un lavoro, ma scivola e muore.

È grazie al fratello che il giovane Francesco inizia a esibirsi in pubblico: Luigi infatti, con il nome d’arte di Ludwig, suona ogni settimana al Folkstudio, presentando canzoni tradizionali statunitensi e propri brani.

Un giorno, agli inizi del 1969, Francesco fa ascoltare al fratello una canzone appena scritta, intitolata Buonanotte Nina.

Luigi la impara, la canta al Folkstudio con successo e propone al fratello di cantarla la domenica successiva.

Al Folkstudio De Gregori conosce molti musicisti, tra cui Caterina Bueno, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Giovanna Marinuzzi, Ernesto Bassignano, Edoardo De Angelis e Giorgio Lo Cascio.

Per un breve periodo dà vita, insieme a quest’ultimo, a un duo – Francesco e Giorgio: il loro repertorio comprende canzoni di Bob Dylan e Leonard Cohen.

Sempre con Lo Cascio e con la collaborazione di Antonello Venditti ed Ernesto Bassignano, Francesco si esibisce al Folkstudio in uno spazio del programma denominato “I giovani del folk”.

Il quartetto è ricordato anche da Antonello Venditti nei celebri versi “Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra, e un pianoforte sulla spalla”, le parole che aprono la canzone Notte prima degli esami.

 

 

Suonando al Folkstudio, De Gregori conosce Caterina Bueno, alla quale anni dopo dedicherà la canzone Caterina.

La cantante toscana cerca un chitarrista per quell’estate e Giovanna Marini le propone proprio De Gregori. Nasce così la prima tournée del giovane cantante romano in Toscana.

 

Gli anni ’70, nuovi successi di De Gregori e l’incontro con Lucio Dalla

Alla fine del 1971 De Gregori e Lo Cascio ottengono un’audizione con la casa discografica It di Vincenzo Micocci. Durante il provino si esibiscono con quattro canzoni: Il partigiano e Dolce signora che bruci cantate insieme, Ho cercato di dirti cantata da Lo Cascio e Signora Aquilone cantata da De Gregori. Micocci, colpito dai brani, propone loro un contratto discografico.

Ma il sodalizio artistico si scioglie, ancora prima di iniziare, per alcune divergenze sulla realizzazione degli arrangiamenti. Il pretesto per la separazione è un viaggio premio in Ungheria, a cui Lo Cascio rinuncia perché in quel periodo sta organizzando il suo matrimonio.

De Gregori propone il viaggio a Venditti; durante il viaggio i due decidono di costituire un duo e realizzano l’album Theorius Campus, pubblicato nel giugno del 1972.

Nel 1972 De Gregori inizia a collaborare con Edoardo De Angelis sia per i suoi primi due album da solista sia per il lancio dei giovani colleghi della It come Amedeo Minghi.

In questi anni De Gregori incontra per la prima volta di persona Lucio Dalla.

Spinto dai meccanismi della promozione musicale, partecipa alla popolare manifestazione Un Disco per l’Estate con la canzone Alice, classificandosi all’ultimo posto: l’operazione però dà i suoi frutti e permette al suo disco d’esordio di avere visibilità.

Dalla IT, De Gregori passa alla Casa madre RCA Italiana, che pubblica l’album seguente, semplicemente intitolato Francesco De Gregori.

Il disco presenta, sulla linea del precedente, testi complessi e introspettivi. Gli arrangiamenti sono decisamente più curati e anche l’esecuzione risulta più riuscita.

Il grande successo arriva con Rimmel del 1975, uno dei dischi più venduti del decennio. Al disco collabora Renzo Zenobi, che cura diverse parti solistiche di chitarra.

 

 

Nello stesso anno, De Gregori produce l’album di debutto di Zenobi, A Silvia.

Inizia una collaborazione con Fabrizio De André, prima per la traduzione di Desolation Row di Bob Dylan, poi per la realizzazione del successivo Volume 8, con brani inediti in parte scritti in tandem. Per l’occasione De Gregori trascorre un periodo in Gallura, ospite nella villa del collega.

De André registra il brano Le storie di ieri, mentre dal lavoro a due nascono canzoni come Oceano, La cattiva strada, Dolce Luna e Canzone per l’estate.

Alla fine del 1975, De Gregori si rende protagonista, assieme a Claudio Baglioni, di un concertino improvvisato nella piazza romana del Pantheon. I due si mettono a suonare pezzi di repertorio vario, con le custodie delle chitarre aperte nella piazza, tra i turisti.

A Rimmel segue Bufalo Bill (1976), album in cui prosegue la collaborazione con Dalla e in cui partecipa Ivan Graziani alla chitarra.

Nella primavera del 1976 De Gregori intraprende una nuova tournée, con partenza da Pavia il 1º aprile; la seconda tappa prevede due concerti, uno pomeridiano e uno serale, al Palalido di Milano.

Durante il concerto serale, alcuni ragazzi appartenenti ai collettivi politici studenteschi interrompono l’esibizione. Leggono al pubblico un comunicato contro l’arresto di un militante della sinistra extraparlamentare e contestano lo stile di vita del cantautore.

In questa occasione De Gregori afferma di non voler più cantare in pubblico.

Nonostante il paventato ritiro, già nell’autunno del 1976 De Gregori è di nuovo sul palco per una serie di concerti tenendo un basso profilo: un mini-tour nell’Italia di provincia a Palermo, Caltanissetta, Siracusa, Teramo e La Spezia. Al termine si prende un anno di lontananza dalle scene.

Il 10 marzo 1978 si sposa con Alessandra Gobbi, una sua compagna di liceo, e pochi mesi dopo nascono i due gemelli Marco e Federico.

In quell’anno torna sulla scena con il riuscito De Gregori, album contenente la famosa canzone Generale. L’8 luglio dello stesso anno, in occasione della promozione del disco, De Gregori tiene allo Stadio Flaminio di Roma un concerto con Lucio Dalla. Nel dicembre del 1978 i due pubblicano il 45 giri Ma come fanno i marinai.

Segue qualche mese dopo Banana Republic, imponente tournée che i due cantautori, accompagnati dalle rispettive band abituali e con azzeccati duetti, tengono nell’estate del 1979. Registrano il tutto esaurito negli stadi e palasport italiani: per la prima volta la musica d’autore sbarca negli stadi e si misura con il grande pubblico. Dalla partecipa anche all’album Viva l’Italia del 1979.

 

La separazione da Lucio Dalla, gli anni 80 e il Festival di Sanremo

Nel 1980 la collaborazione tra i due cantautori ha un’appendice: collaborano all’album Una città per cantare di Ron, sia scrivendo con il cantautore pavese alcuni brani, sia cantando insieme nell’ultima strofa della title-track di Viva l’Italia. Infine i due si allontanano.

Sempre nel 1980 De Gregori ha la sua unica esperienza al Festival di Sanremo: scrive il testo di Mariù, su musica di Ron, che viene presentata alla manifestazione da Gianni Morandi.

Dopo una pausa di quasi tre anni torna sul mercato nel 1982 con l’album Titanic, a cui segue il successo dell’EP La donna cannone.

De Gregori, soprannominato “Il Principe”, prosegue la sua carriera pubblicando Scacchi e tarocchi (1985) e Terra di nessuno (1987).

Il 26 giugno 1989 allo Stadio Braglia di Modena De Gregori partecipa a un concerto per la costruzione di un ospedale in Armenia.

 

 

 

Gli anni 90, i testi di “impegno politico” e un nuovo concerto con Lucio Dalla

Nonostante le delusioni politiche dovute alla caduta del comunismo e alla crisi del PCI, il suo partito, l’impegno politico e sociale di De Gregori sembrano farsi ancora più radicati nei suoi testi. A questo periodo risale anche l’inizio della collaborazione con Zucchero, per il quale scrive il testo del brano Diamante.

Nel 1990 la casa discografica pubblica contemporaneamente tre album dal vivo con registrazioni risalenti al biennio precedente: Catcher in the Sky, Niente da capire e Musica leggera.

Due anni dopo esce un nuovo disco di studio Canzoni d’amore.

Nel 1993 De Gregori pubblica un altro live, Il bandito e il campione, comprendente l’omonimo brano, scritto dal fratello Luigi Grechi, unico inedito in studio, e due cover, Vita spericolata di Vasco Rossi e Sfiorisci bel fiore di Enzo Jannacci.

Il bandito e il campione è un successo e l’album vende centinaia di migliaia di copie, trascinato dalla title-track da cui prenderà spunto anche la RAI nella sua fiction La leggenda del bandito e del campione.

Nel 1996, dopo 4 anni dall’ultima pubblicazione di inediti, “Il Principe” pubblica Prendere e lasciare, con gli arrangiamenti curati da Corrado Rustici.

L’anno seguente l’artista romano pubblica il doppio live La valigia dell’attore. La valigia dell’attore si aggiudicherà nel 1998 la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno e Non dirle che non è così verrà inserita in un disco di cover internazionali di canzoni di Bob Dylan.

La notte di capodanno tra il 1997 e il 1998 De Gregori è protagonista di un concerto assieme all’amico Lucio Dalla, in cui Dalla apre il concerto cantando La donna cannone del cantante romano mentre De Gregori canta Tutta la vita di Dalla con un arrangiamento “rollingstoniano”. Il concerto è chiuso dai due che insieme cantano Cosa sarà.

 

Gli anni Duemila, nuovi successi, il Festivalbar e il ritorno alle origini: il tour insieme a Lucio Dalla

Nel 2001 De Gregori pubblica Amore nel pomeriggio, in cui collaborano agli arrangiamenti artisti quali Franco Battiato e Nicola Piovani. Il disco ottiene la Targa Tenco come miglior opera dell’anno a pari merito con Canzoni a manovella di Vinicio Capossela. Tra i brani anche Sempre e per sempre.

 

 

Nel 2002 intraprende un’importante tournée a quattro con Ron, Fiorella Mannoia e Pino Daniele. Da questi concerti sarà ricavato il doppio album live In tour. Conclusa questa esperienza, sempre nel 2002 pubblica insieme a Giovanna Marini un disco di canti popolari e sociali italiani, Il fischio del vapore.

Nel 2003 viene pubblicata la biografia Quello che non so, lo so. Nello stesso anno De Gregori partecipa al film di Bob Dylan Masked and anonymous, in cui canta la cover Non dirle che non è così.

Scrive poi il testo di Io e mio fratello, su musica di Antonello Venditti; la canzone è inserita nel disco di Venditti Che fantastica storia è la vita.

Il 1º maggio partecipa per la prima volta al Concerto del Primo maggio.

Il 12 novembre 2004 esce Parole e canzoni, che raccoglie l’opera del cantautore dai 20 ai 50 anni.

Il cantautore romano ritorna nel marzo 2005 con un album di inediti, Pezzi, che si aggiudica la Targa Tenco come miglior album dell’anno, mentre Gambadilegno a Parigi viene votata come miglior canzone dell’anno dai lettori del quotidiano La Stampa.

La promozione dell’album riporta De Gregori sulla scena: partecipa per la prima volta al Festivalbar e a Top of the Pops.

Nel febbraio 2006, pubblica un nuovo album, Calypsos, con nove brani inediti; tornano anche le canzoni d’amore, con tonalità raccolte, simili ai suoni dei primi anni. Tra queste Cardiologia e Per le strade di Roma, un ritratto impietoso della Roma del terzo millennio.

Nel novembre del 2006 la Sony pubblica una tripla antologia che raccoglie i suoi brani più rappresentativi e che contiene, oltre alla celebre Diamante, un demo del 1979 di Mannaggia alla musica e il b-side del singolo Viva l’Italia, la celebre Banana Republic, cantata in studio, senza Lucio Dalla.

Nell’autunno 2007 esce un nuovo CD-DVD live dal titolo Left & Right – Documenti dal vivo che racconta per suoni e immagini il tour invernale portato in giro per gli stadi italiani.

Tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008, De Gregori è in tour teatrale. Nel corso dello spettacolo sono proposte due nuove canzoni: Finestre rotte, un rock-blues molto vibrato, Celebrazione e Per brevità chiamato artista.

Sempre nel 2008 il cantautore Mango incide una reinterpretazione de La donna cannone nel suo album Acchiappanuvole.

 

 

Il 30 settembre 2010 De Gregori, sul palco della manifestazione O’ Scià a Lampedusa, si esibisce da solo alla chitarra o al pianoforte con alcuni famosi brani come La donna cannone, Generale, La storia e Rimmel, cantata insieme a Claudio Baglioni.

Dalla fine del primo decennio degli anni duemila per De Gregori comincia un periodo di ringiovanimento all’insegna del ritorno alle sue origini: la collaborazione con Lucio Dalla, il tour nei piccoli locali, un disco dalle sonorità nuove e le molte partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive e ad album di altri cantanti.

Il 2010 si apre con la notizia di un nuovo concerto di Francesco De Gregori con Lucio Dalla, a Nonantola.

Il concerto apre un’altra serie di concerti insieme, in programma nel maggio successivo a Milano e Roma.

Il 24 giugno del 2009, a trent’anni esatti dalla loro prima tappa di Banana Republic, durante il concerto di Dalla a piazza Castello di Mantova, si presenta sul palco Francesco De Gregori, che dopo aver cantato alcune canzoni duetta con l’amico cantando Santa Lucia.

Il 22 marzo 2010 Dalla e De Gregori conducono la nuova trasmissione televisiva di Rai 2, intitolata Due, durante la quale si esibiscono singolarmente e in duetto, tra cover e brani dei loro repertori.

ll Work in Progress Tour ha ufficialmente inizio nella primavera dello stesso anno e fa tappa non più negli stadi, come trent’anni prima, ma nelle piazze e nei luoghi di tutta Italia. Continua per tutto il 2010 e buona parte del 2011 con oltre 100 date quasi sempre sold-out.

Il 1º maggio 2011 il duo suona al Concerto del Primo Maggio a Roma come degna cornice del tour ed è punta di diamante dell’evento. Salgono sul palco, condividendo per l’ultima volta le proprie canzoni, la sera del 20 maggio 2011 a Saint Vincent, atto conclusivo di un tour durato più di un anno.

Ad aprile 2012 De Gregori pubblica l’album dal vivo Pubs and Clubs – Live @ the Place, uscito inizialmente su iTunes e registrato durante il concerto tenuto il 15 dicembre 2011 presso il The Place di Roma. In seguito esce un altro album dal vivo, Vola vola vola.

Il 31 luglio, attraverso l’esclusiva sezione Dock of the Bay del sito web dell’artista, appare un videoclip del brano Sulla Strada, singolo apripista del diciannovesimo album in studio di De Gregori.

Ad ottobre pubblica l’album Angeli e fantasmi del fratello Luigi, in cui De Gregori suona l’armonica a bocca in Senza regole; è inoltre presente il suo brano La strada è fiorita.

Nel novembre 2012 esce il diciannovesimo album, Sulla strada, in collaborazione con Malika Ayane. Il disco a marzo 2013 diventa disco d’oro per le oltre 30.000 copie vendute.

Tra il 2012 e il 2013 il cantante si cimenta alla conduzione di alcuni programmi radiofonici, come ad esempio Radio Capital, e il 2 febbraio 2013 De Gregori inaugura una nuova collaborazione esibendosi al Palais di St Vincent (Ao) in compagnia del gruppo valdostano L’Orage.

Il 4 aprile 2013 durante il “De Gregori Day”, in occasione del suo 62esimo compleanno, De Gregori è ospite al Circolo dei Lettori di Torino: presenta in diretta streaming Sulla Strada – Photo Edition, comprendente anche i testi dell’ultimo album Sulla strada e la nuova raccolta intitolata Oggi.

Il 28 maggio 2013 apre la Partita del cuore cantando al Juventus Stadium Ragazza del ’95, tratta dall’ultimo album Sulla strada.

La stessa canzone viene cantata il 3 giugno 2013 al Foro Italico di Roma, in occasione dei Wind Music Awards, durante i quali De Gregori viene premiato per le oltre 30.000 copie vendute dell’ultimo album.

Il 30 giugno De Gregori partecipa anche al Summer Festival, in Piazza del Popolo a Roma.

Nel 2013 TV Sorrisi e Canzoni ha ripubblicato come Storytelling i 7 album e 2 DVD usciti tra il 2002 e il 2013, con Sulla strada in versione deluxe e 9 brani inediti volti a comporre l’album Unplugged 2.0.

Tra il 2013 e il 2014 De Gregori è ospite di diversi programmi in televisione: il 15 dicembre è ospite alla trasmissione condotta da Fabio Fazio Che tempo che fa in cui ha cantato Titanic, Falso movimento, Finestre rotte e Rimmel. L’11 gennaio è il primo ospite del nuovo programma denominato Sogno e son desto, condotto da Massimo Ranieri.

Il 27 febbraio 2014 De Gregori riceve il LA Italia – Excellence Award da Steven Zaillian e da Siedah Garrett al Chinese Theatre di Hollywood.

A maggio, ad anticipare l’uscita del nuovo album, esce in prevendita sul sito del cantautore il libro “Guarda che non sono io”, racconto fotografico di 40 anni di carriera del cantautore.

Dopo un anno di lontananza dal pubblico, il 12 settembre esce nelle radio Alice (cantata assieme a Luciano Ligabue), singolo ad anticipare Vivavoce, nuovo album in uscita il 12 novembre con 28 pezzi rivisitati.

Contemporaneamente alla pubblicazione in radio de La donna cannone, secondo singolo estratto dal nuovo album, il 10 novembre viene pubblicato Vivavoce, presentato al pubblico e alla stampa in una puntata speciale di The Flight a RTL 102.5.

Per la promozione dell’album, il cantante sceglie un Instore Tour per le librerie Feltrinelli, accompagnato da famosi ospiti, tra i quali Giorgio Panariello a Milano, Checco Zalone a Bari, Nino D’Angelo a Napoli, Mario Sconcerti a Firenze.

A dicembre De Gregori firma la colonna sonora del nuovo film Sei mai stata sulla Luna? di Paolo Genovese.

L’11 marzo 2015, pochi giorni prima dell’inizio del Vivavoce Tour la casa editrice Emons pubblica un altro audiolibro con la voce del cantautore romano: La lettura di America, di Franz Kafka.

Il Vivavoce Tour prosegue tutto l’anno, portando De Gregori a duettare tra gli altri anche con Luciano Ligabue nella tappa di Milano al Forum di Assago, a Roma in piazza del Campidoglio e all’Arena di Verona, e ad aprire il concerto di Bob Dylan il primo luglio a Lucca.

Il tour si chiude il 22 settembre con un concerto-evento sold out in prevendita all’Arena di Verona denominato Rimmel2015.

Il 30 ottobre De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto, pubblicato il 30 ottobre. Il tour di presentazione del disco inizia la primavera successiva. Durante l’ultima tappa del tour a Taormina è stato registrato il disco dal vivo Sotto il vulcano, uscito nel 2017.

Il 2 dicembre 2016 esce Backpack, cofanetto che riunisce 32 suoi dischi accompagnati da un libro scritto da Enrico Deregibus.

Il 14 settembre 2018 esce il brano Quelli che restano, in duetto con Elisa, interamente scritto e composto dalla cantautrice. Questa collaborazione sancisce la prima canzone incisa da De Gregori, ma non scritta dalla sua penna.

 

 

Appuntamento allora con Francesco De Gregori all’Arena di Verona, venerdì 20 settembre, alle ore 21.

Insieme a lui sul palco una grande orchestra di 40 elementi composta dalla band che accompagna De Gregori da lungo tempo e dal quartetto Gnu Quartet.

 

Articolo a cura di Cecilia Bay

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Eros Ramazzotti all’Arena di Verona l’11, 12 e 14 settembre 2019. Appuntamento con il “Vita Ce N’è Tour”. Biglietti e informazioni utili sul concerto

Eros Ramazzotti all’Arena di Verona l’11, 12 e 14 settembre 2019. Appuntamento con il “Vita Ce N’è Tour”. Biglietti e informazioni utili sul concerto

Con il “Vita Ce N’è Tour” arriva Eros Ramazzotti all’Arena di Verona, l’11, il 12 e il 14 settembre 2019, alle ore 21. Tre serate imperdibili, tra nuove hits e canzoni storiche del cantautore romano.

Eros Ramazzotti a Verona presenta alcuni dei grandi successi che l’hanno reso famoso in tutto il mondo. E una serie di nuove canzoni.

Sarà, come al solito, accompagnato da musicista di talento. Una caratteristica di Eros Ramazzotti – che in Arena di Verona avrà modo di esprimersi al meglio – è sempre stata quella di curare gli arrangiamenti e le partiture musicali.

Oltre alla sua particolare e inconfondibile voce che da oltre 30 anni ci accompagna.

 

Eros Ramazzotti in concerto all'Arena di Verona

Eros Ramazzotti porta il suo Vita Ce N’è Tour in concerto all’Arena di Verona

 

Con lui, sul palco dell’Arena, anche musicisti come

  • Luca Scarpa, nel ruolo di direttore musicale e pianista
  • Giovanni Boscariol, alle tastiere
  • Giorgio Secco Christian Lavoro, alla chitarra
  • Paolo Costa al basso
  • Corey Sanchez, alla chitarra
  • Eric Moore, alla batteria
  • Scott Paddock, al sassofono

Ad accompagnare la voce di Eros le coriste Monica Hill e Giorgia Galassi. I biglietti per il concerto all’Arena sono acquistabili nel circuito Ticket One. Sono esauriti i posti disponibili per la serata di sabato 14 settembre.

Acquista ora il tuo biglietto per il concerto di Eros Ramazzotti a Verona

Le tre date di Eros Ramazzotti all’Arena di Verona si aggiungono alle oltre 90 tappe previste in 32 Paesi nei palazzetti di tutto il mondo.

Le altre città italiane del tour sono Torino, Milano, Roma, Nichelino (TO), Lucca, Taormina, Bolzano, Rimini, Ancona, Eboli (SA), Firenze, Livorno.

Ecco la probabile scaletta del tour, tra successi recenti e hits storiche del cantautore:

  • Vita ce n’è
  • Per il resto tutto bene
  • Favola
  • Stella gemella
  • Ho bisogno di te
  • Dove c’è musica / L’ombra del gigante
  • Un attimo di pace / Un’emozione per sempre / Quanto amore sei
  • Terra promessa
  • I Belong to You
  • In primo piano
  • Adesso tu / L’aurora / Una storia importante (acustico)
  • Ti dichiaro amore
  • Vale per sempre
  • Buonamore
  • Il buio ha i tuoi occhi
  • Fuoco nel fuoco
  • Una vita nuova
  • Per le strade una canzone
  • Se bastasse
  • Un’altra te
  • Cose della vita
  • Musica è
  • Avanti così
  • Siamo
  • Più bella cosa

 

Eros Ramazzotti: gli esordi musicali

Figlio di Rodolfo, operaio edile, e di Raffaela Molina, casalinga, Eros Ramazzotti cresce nel quartiere periferico di Roma sud-est Cinecittà.

Il cantautore mostra presto una precoce predisposizione per la musica interessandosi prima allo studio del pianoforte e poi della chitarra grazie a due amici del quartiere.

Concluse le scuole medie fa domanda di ammissione al Conservatorio di Roma, senza successo. Si iscrive a ragioneria ma dopo tre anni di scarso profitto abbandona gli studi.

La famiglia prova a emigrare in Australia; il tentativo fallisce. Il giovane trascorre un anno a studiare inglese.

Nel 1981 partecipa al concorso Voci Nuove del Festival di Castrocaro, dove presenta la canzone Rock ’80. Non vince il Festival ma, durante un’esibizione di fronte ad alcuni rappresentanti di case discografiche, viene notato da alcuni di loro e ottiene un contratto grazie a Gianni Ravera.

Nel 1982 partecipa a Un disco per l’estate di Saint-Vincent con la canzone Ad un amico, composta con Roberto Colombo, dedicata a un amico d’infanzia prematuramente scomparso. In questo periodo viaggia in Italia tra pubbliche esibizioni e interviste in radio per pubblicizzare la propria musica.

Il primo approccio importante al mondo musicale è del 1983 ai Castelli Romani, quando partecipa a una manifestazione canora nella quale interpreta Pezzi di vetro, di Francesco De Gregori.

Il 3 febbraio 1984 partecipa al Festival di Sanremo, nella sezione Nuove Proposte, con il brano Terra promessa che vince la manifestazione. Inizia così la sua notorietà, anche internazionale, quando Ramazzotti comincia ad affrontare platee tedesche, austriache e svizzere.

 

 

Nello stesso anno, alla Vela d’Oro di Riva del Garda, presenta la canzone Buongiorno Bambina.

Per la categoria “big” del Festival di Sanremo 1985 presenta il brano Una storia importante. Il singolo vende oltre un milione di copie in Francia.

Poco dopo pubblica il suo primo album, Cuori agitati – Almas Rebeldes.

A Sanremo dell’anno successivo, trionfa anche nella classifica finale grazie ad Adesso tu. In questo stesso anno vince anche il suo primo Festivalbar, nella categoria 33 giri con l’album Nuovi eroi.

Il terzo album, dal titolo In certi momenti, esce il 28 ottobre 1987, e vede la partecipazione di Patsy Kensit nel brano La luce buona delle stelle.

Nel 1988 pubblica l’EP Musica è.

 

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Eros Ramazzotti: 1990 – 2009

Nell’aprile del 1990 esce l’album In ogni senso: contiene alcune delle canzoni più celebri del suo repertorio e durante la tournée promozionale, il 19 luglio 1991, tiene un concerto negli Stati Uniti, al Radio City Music Hall di New York.

Il 28 ottobre esce il suo primo album doppio dal vivo, Eros in concert; il seguente 4 dicembre, Canale 5 trasmette in esclusiva per l’Italia, e in leggera differita sulla diretta in mondovisione, l’esibizione di Barcellona, tappa del mini-tour promozionale del disco live. L’incasso viene devoluto in beneficenza, alle Associazioni per la lotta contro il cancro.

Il 12 maggio 1992 si reca a Los Angeles insieme a Gianni Morandi: intendono presentare a Michael Jackson il loro impegno benefico per l’infanzia grazie alla Nazionale Cantanti con la partita di calcio svoltasi il 3 giugno dello stesso anno.

Lo stesso anno Eros duetta con Biagio Antonacci nell’album Liberatemi e partecipa in Argentina alla manifestazione musicale Toma La luna.

Nel 1993 esce l’album Tutte storie, trainato dal successo del singolo Cose della vita il cui videoclip viene firmato dal regista statunitense Spike Lee. È la prima volta che Lee lavora con un artista europeo. Il trionfale tour promozionale tocca il Nord America e i paesi latino – americani.

Nel 1994 Ramazzotti crea la Radiorama, la sua società produttiva e organizzativa, e firma un nuovo contratto discografico con la BMG International, che da qui in avanti ne detiene l’esclusiva mondiale.

A novembre il cantante si esibisce agli MTV Europe Music Award di Berlino.

L’estate successiva Ramazzotti partecipa al Summer Festival, manifestazione musicale europea svolta in sette stadi europei. È l’occasione di esibirsi con Rod Stewart, Elton John, Joe Cocker, Jimmy Page, Robert Plant e Sheryl Crow; nello stesso frangente, dopo un concerto, conosce Michelle Hunziker.

Dove c’è musica, il suo settimo album, esce nella primavera del 1996, anticipato dal brano Più bella cosa.

 

 

Dopo un tour europeo Ramazzotti si concede una pausa, scrivendo nel frattempo il brano That’s all I need to know per Joe Cocker.

A ottobre 1997 presenta due inediti, contenuti nell’album Eros: la ballata Quanto amore sei – dedicata alla moglie Michelle Hunziker e alla figlia Aurora – e Ancora un minuto di sole.

Nell’estate del 1998, poco dopo il matrimonio con Michelle Hunziker, si esibisce allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano e allo Stadio delle Alpi di Torino, registrando in entrambe le occasioni il sold out.

Partecipa poi all’evento Pavarotti&Friends e si esibisce con Luciano Pavarotti in Se bastasse una canzone. Nell’ottobre 1998 esce il nuovo CD dal vivo, Eros live.

Nel marzo 1999 viene premiato ad Amburgo con l’Echo Award nella categoria Migliore artista maschile internazionale e durante l’estate partecipa ad alcuni festival in Germania.

Con il 2000 pubblica Stilelibero, album che rimane per diversi mesi nelle classifiche di vendita.

Nella primavera del 2001 parte per un nuovo tour europeo che lo porta a esibirsi per la prima volta anche a Mosca, con tre concerti al Kremlin Palace.

I successi professionali lasciano poi il passo ai dissapori con la moglie Hunziker, che lo porteranno alla separazione.

Nel maggio 2003 esce il suo nono disco, chiamato simbolicamente 9: ottiene ottimi risultati commerciali rimanendo in testa per 14 settimane consecutive nella classifica italiana. È un lavoro in cui descrive le proprie esperienze personali, soprattutto relative al divorzio dalla moglie.

Nel 2003 vince il Festivalbar, ed è proprio l’ex moglie Michelle Hunziker, presentatrice della manifestazione, a trovarsi ad annunciare la vittoria del cantante e premiarlo.

Nel dicembre 2004 esce Eros Roma Live, DVD che raccoglie l’esibizione di Ramazzotti allo Stadio Olimpico della sua città natale, e circa un anno dopo il libro Eros – Lo giuro di Luca Bianchini dove racconta vita e successi professionali.

Il suo decimo disco, Calma apparente, uscito il 28 ottobre 2005, vende due milioni di copie in un solo mese e gli frutta il premio Platinum Europe Award. Celebre il duetto con Anastacia I Belong To You, accolto positivamente da critica e pubblico.  

Dopo un’estate a dominare le classifiche con il duetto Domo Mia torna con la nuova raccolta , una doppia raccolta di successi, con quattro brani inediti, numerose rivisitazioni e diverse collaborazioni con Carlos Santana, Wyclef Jean, Steve Vai, Jon Spencer, Amaia Montero, London Session Orchestra, Pat Leonard, Rhythm Del Mundo, The Chieftains. A pochi giorni dall’uscita ottiene la prima posizione in classifica in Italia e la seconda in Europa dietro solo agli Eagles.

Nell’aprile 2008 riceve negli Stati Uniti il premio del NIAF per il contributo dato alla musica italiana nel mondo.

Il 22 maggio 2009 esce in tutto il mondo Ali e radici, nuovo disco di inediti con undici canzoni. L’uscita del disco, registrato a Los Angeles, anticipa di qualche mese il nuovo tour mondiale, iniziato nel mese di ottobre. L’Ali e radici World Tour 2009/2010 prevede concerti in tutta Europa e per la prima volta in Africa.

 

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Eros Ramazzotti: dal 2010 a oggi

Un anno dopo è la volta dell’America Latina, cantando in Messico (Guadalajara, Monterrey, Città del Messico), Venezuela (Caracas), Portorico, Santo Domingo, più una data nel Nord America, a Miami. Esce il 30 novembre 2010 il doppio CD dal vivo e il DVD dal titolo: Eros Live World Tour 2009/2010, registrato durante il tour mondiale.

Nel mese di febbraio 2011 Eros vince nella categoria “Best International Music Artist” esibendosi sul palco tedesco del Goldene Kamera con un medley di Cose della vita, Più bella cosa e Non possiamo chiudere gli occhi.

Sempre nel 2011 ascia la casa discografica Sony Music per firmare un contratto con Universal Music Italia e scrive parte della musica del brano Inevitabile per la cantautrice italiana Giorgia.

Nonostante l’abbandono della Sony Music, nel gennaio 2012 esce una raccolta dell’ex casa discografica intitolata Eros Best Love Songs, che contiene i successi dal 1985 al 2009 e il duetto con Giorgia.

Pochi mesi dopo il cantautore romano firma un contratto con la Live Nation Italia per l’organizzazione del successivo tour mondiale: si esibisce al White Night Festival a San Pietroburgo e torna sul palco insieme ad Anastacia cantando I Belong to You.

Il 13 novembre pubblica con la Universal Music Group Noi, album di inediti dal grande successo in Europa e nel mondo.

A fine anno compone con Luca Paolo Chiaravalli e Saverio Grandi le musiche del singolo Due respiri di Chiara Galiazzo, vincitrice della sesta edizione di X Factor.

Agli Echo Awards 2013, assegnati a Berlino nel marzo 2013, ottiene una nomination, senza tuttavia aggiudicarsi premi. Nel giugno dello stesso anno partecipa all’album di Max Pezzali Max 20 cantando e suonando la chitarra nel brano Lo strano percorso, e apparendo anche nella riedizione di Sei fantastica.

Nel 2014 festeggia i suoi 30 anni di carriera con la pubblicazione del Greatest Hits Eros 30.

Il 12 maggio 2015 esce il suo nuovo album, Perfetto, anche in versione spagnola, anticipato dal singolo Alla fine del mondo / Al fin del mundo. Il 26 luglio è insieme a Jovanotti allo Stadio San Paolo di Napoli per rendere omaggio all’amico Pino Daniele, scomparso sei mesi prima.

Il 19 ottobre 2017 viene annunciata l’uscita dell’album Eros Duets, che racchiude 15 brani di successo del cantante in duetto con altri artisti internazionali.

Il 19 ottobre 2018 ha pubblicato il singolo Vita ce n’è, che ha anticipato il quattordicesimo album omonimo, pubblicato il 23 novembre successivo; il 14 dicembre ha pubblicato il secondo singolo In primo piano e il 18 gennaio 2019 il terzo Per le strade una canzone, in collaborazione con Luis Fonsi.

 

“Vita Ce N’è Tour” 2019: Eros Ramazzotti all’Arena di Verona

Il tour mondiale del 2019 di Eros Ramazzotti nasce nel segno di Vita Ce N’è, il più recente album del cantautore romano.

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Un album che mette a tema l’amore e che rappresenta per Ramazzotti “un nuovo inizio, una sfida con se stesso e con il tempo, la voglia di lasciare un segno decisivo”.

L’album è dedicato alla moglie Marica e a Pino Daniele, amico di lunga data di recente scomparso. Il brano Buonamore è dedicato alla figlia Aurora: “l’amore è il centro di tutto l’ottimismo in cui si può ancora credere”, spiega il cantante.

Il brano Vita Ce N’è è un inno all’amore, quello irrequieto ma al tempo stesso fragile. È “uno slogan, un auspicio, un modo per dire andiamo avanti”.

Nel testo ritorna la metafora dell’amore come un viaggio: nonostante Eros canti che “non sarà mai pronto come vuoi tu”, si dichiara pronto a partire per questo viaggio insieme perché con l’amore “tutto ha un senso e c’appartiene”.

L’amore è un viaggio che trasforma la vita e le da una nuova direzione, perché per chi si ama “non c’è una sola direzione”.

È l’amore che, rinnovandosi e dando nuove prospettive alla vita, rinnova se stesso e l’esistenza in cui abita: amare diventa così “una scommessa / fra due fuochi che si uniscono”. Grazie a questo sentimento – sembra concludere Ramazzotti – “io ci giurerei che un’altra vita in due è possibile”.

Un’altra traccia dell’album è Per le strade una canzone, scritta a quattro mani in collaborazione con Luis Fonsi. In un piacevole mix di italiano e spagnolo, comprensibile con immediatezza, i due cantano il valore positivo dello stare con chi si ama: “Quando stiamo insieme sento / che sono a casa mia in ogni città”.

Senza preavviso, programmi e complicazioni, si può stare bene insieme e andare per il mondo come “per le strade una canzone / por las calles las canciones”.

Non conta che cada la pioggia o soffi il vento, che sia primavera o estate, stare con lei “è tutta un’altra musica” e canta “sotto le stelle una canzone / per lei”. La vita illuminata dall’amore diventa un miracolo così grande che non si può rinunciare a viverlo: “notti che fino all’alba non dormono / Perché la vita è un miracolo / Da vivere, para vivir”.

Nell’album è contenuto anche Buonamore, dedicato alla figlia Aurora, frutto del primo matrimonio del cantautore con Michelle Hunziker.

 

 

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Così Ramazzotti a proposito del brano: “Aurora si è innamorata, è un momento particolare per lei. Ho pensato di convogliare un sentimento forte in questa canzone, dedicandogliela”.

Continua Ramazzotti: “Vederla cambiare giorno dopo giorno, migliorarsi, studiare, allenarsi” sono gli effetti dell’amore che lo hanno portato a scrivere questo pezzo.

Buonamore è un augurio a questa figlia “cresciuta forse troppo presto”: il padre le augura che ogni giorno trascorso nell’amore sia “una nuova aurora”. Anche se non mancheranno occasioni nella vita in cui la giovane dovrà imparare a “difendersi anche da sola”.

Per questa piccola – grande figlia è la dichiarazione di un padre che, nel momento del bisogno, ci sarà sempre: “se avrai bisogno ancora un po’ di me / io ci sarò / per tutte quelle volte che cadrai guardando il cielo / e non saprai più cosa è falso e cosa è vero”.

È ancora un padre che manifesta l’affetto per la figlia primogenita quando canta che vorrebbe “insegnarle a respirare / tutto d’un fiato senza paura la felicità / a non sprecarne neanche solo un istante”.

È un’altra forma d’amare, è un altro modo di voler bene quello di dedicare ad una figlia che “gli ricorda così tanto quel che era” l’augurio ‘buonamore’.

Articolo a cura di Cecilia Bay 

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Concerto di Eros Ramazzotti: informazioni utili

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J-Ax e Articolo 31 all’Arena di Verona. Domenica 14 luglio lo storico duo è stato di nuovo insieme nel tour della “reunion”. Un concerto ricco di emozioni e passione

J-Ax e Articolo 31 all’Arena di Verona. Domenica 14 luglio lo storico duo è stato di nuovo insieme nel tour della “reunion”. Un concerto ricco di emozioni e passione

Un concerto – quello di J-Ax e Articolo 31 –  ricco di emozioni, di passione e con una grande partecipazione di pubblico in quel posto speciale che è l’Arena di Verona.

Lo storico duo J-Ax e Articolo 31, composto da J-Ax e Dj Jad – di nuovo insieme – è arrivato impregnato di energia all’Arena di Verona, domenica 14 luglio 2019.

Il tour estivo prende le mosse dal concerto tenutosi al Fabrique di Milano, lo scorso autunno.

L’occasione è stata la presentazione del disco “25 Ax – Il bello di essere J-Ax”, che racchiude 25 anni di carriera musicale.

Nel disco, la presenza di canzoni quali Domani smetto e Tranqui funky, storiche hits degli Articolo31, ha visto la reunion di J-Ax e Dj Jad sul palco del Fabrique dopo un periodo di tensioni e, poco dopo, il lancio del tour estivo.

I due sono pronti a continuare la festa iniziata al Fabrique e a portare il loro show nelle principali città italiane.

 

J-Ax - Articolo 31 - concerto Arena di Verona - 14 luglio 2019

 

Non poteva mancare una serata dall’Arena di Verona, tra vecchi e nuovi successi.

Questi alcuni dei brani che il duo ha cantato nel corso della serata di Verona:

  • Rap & Roll / Miss e Mr. Hide / Aqua nella squola / Ribelle e basta
  • Snob / L’uomo col cappello / Vecchia scuola
  • Non è un film
  • Gente che spera
  • Fuck You
  • Piccoli per sempre
  • Deca Dance / Immorale / Più stile
  • Dentro me
  • Altra vita
  • Il bello di essere brutti
  • Uno di quei giorni
  • Italiana / Vorrei ma non posto / Senza pagare
  • Spirale ovale / Domani smetto
  • Un urlo / Non c’è rimedio / La fidanzata / Latin Lover / 2030
  • Tranqi Funky
  • Domani
  • Il funkytarro
  • La mia ragazza mena
  • L’italiano medio
  • A pugni col mondo
  • Due su due
  • Ohi Maria
  • Intro
  • Maria Salvador
  • Tutto tua madre.

 

Fra le prime canzoni all’Arena di Verona, domenica 14 luglio, il tormentone – con ammiccamenti interessanti e provocatori – che tre estati fa ha infiammato i fan di Fedez e J-Ax: “Vorrei ma non posto”.

 

 

Dopo la data veronese J-Ax e Dj Jad, gli Articolo 31 di nuovo insieme, raggiungeranno Bibbione (Venezia) per la data del 20 luglio, alle 21.30.

Il concerto si svolgerà in riva al mare, nella spiaggia piazzale Zenith. Per questa ragione sono previsti solo posti in piedi, al costo di circa 40 euro. Se vuoi andare al concerto di Bibbione, puoi acquistare i biglietti nel circuito di Ticketone.

 

J-Ax e Articolo 31: l’esordio e i primi successi

J-Ax, pseudonimo di Alessandro Aleotti, classe 1972, è un rapper, cantautore e produttore discografico italiano.

È il fratello maggiore di Grido, ex-componente dei Gemelli DiVersi.

Conosce DJ Jad nel 1990 a Milano, ad una festa hip hop, e nello stesso anno fonda insieme a lui il gruppo musicale “Articolo 31”.

Aleotti inizia a scrivere rap e a cimentarsi nel freestyle giovanissimo, assumendo quasi subito lo pseudonimo J-Ax. Il nome deriva da J, abbreviazione di Joker, il suo “cattivo” preferito, e di Ax, abbreviazione di Alex.

La prima testimonianza registrata della sua voce risale però al 1992, anno in cui prestò la sua voce allo spot della Fiat Uno Rap Up.

Nello stesso anno debutta il disco singolo degli Articolo 31 Nato per rappare/6 quello che 6, seguito nel 1993 da Strade di città, uno dei primi album rap in lingua italiana.

Nel 1994 esce il secondo album in studio Messa di vespiri.

Il 14 maggio 1996 viene pubblicato il terzo album Così com’è, successo commerciale del duo, grazie al singolo Tranqui Funky, seguito dal relativo tour Così come siamo.

Con questo album, J-Ax e gli Articolo 31 si aggiudicano sei dischi di platino e vendono 600.000 copie.

Il 14 maggio 1998 è la volta del quarto album Nessuno, preceduto dal singolo La fidanzata. Con questo singolo nello stesso anno il rapper vinse gli MTV Europe Music Awards come Best Italian Act.

Il 17 dicembre 1999 esce il quinto e ultimo album in stile puramente hip hop degli Articolo 31, Xché sì!, caratterizzato da collaborazioni di molti artisti italiani e stranieri.

Il 7 dicembre 2000 il duo pubblica la raccolta Greatest Hits, anticipata dal singolo Volume.

Il 2002 segna la svolta rap rock e punk degli Articolo 31, con la pubblicazione del sesto album Domani smetto, trascinato dal singolo omonimo; musiche e testi sono curate integralmente da J-Ax.

Dal disco, che presenta la collaborazione di vari artisti come Paola Turci e i Pooglia Tribe, furono estratti quattro singoli: la title track Domani smetto, Spirale ovale, Non è un film e Pere.

 

 

Il 14 novembre 2003 viene pubblicato il sesto e ultimo album in studio del duo, Italiano medio, dalle sonorità maggiormente orientate verso il pop, anticipato dal singolo La mia ragazza mena e dalla title track L’italiano medio.

Nel 2004 esce il primo album dal vivo degli Articolo 31, La riconquista del forum. Contiene due brani inediti, Nato sbagliato e Barbecue, e il DVD del concerto del 1° aprile 2004 al Mediolanum Forum di Assago.

 

Lo scioglimento tra J-Ax e Articolo 31. E poi l’ulteriore successo di J-Ax

Nel settembre del 2006 J-Ax e DJ Jad decidono di dedicarsi a progetti solisti mettendo fine all’attività degli Articolo 31.

DJ Jad continua la sua attività di disc jokey e fonda La Sartoria Records, la sua etichetta che nel 2012 passa alla Medetnics Records di Med Cohen.

Nel 2012 fonda il gruppo USB con il rapper Ciccio Pasticcio.

Il duo ha dato vita all’album L’astronave, pubblicato il 19 marzo 2013 ed anticipato dai singoli Ora che e Tempo imperfetto.

J-Ax pubblica il suo primo album da solista, intitolato Di sana pianta (ottobre 2006).

Il disco è composto di 15 pezzi tutti scritti e prodotti da J-Ax come Ti amo o ti ammazzo o Piccoli per sempre.

Il 15 settembre 2007 torna ad esibirsi con DJ Jad in occasione dell’MTV Day 2007 di Milano, cantando un medley dei loro più grandi successi ai tempi degli Articolo 31.

Il 20 luglio 2008, J-Ax pubblica attraverso Myspace il brano Uno di noi, tributo ai propri fan e caratterizzato da un campionamento di un loro coro al concerto tenutosi il 2 settembre 2007 a Scala (Salerno).

Il 25 ottobre dello stesso anno esce il singolo Limonare al multisala, la colonna sonora che J-Ax ha scritto per il film parodistico Ti stramo.

Il 30 gennaio 2009 J-Ax pubblica il videoclip del brano Aumentaci le dosi, prima traccia di Rap n’ Roll, per poi prendere parte al brano Senza fine insieme ai Gemelli DiVersi e Space One.

Nel giugno 2009 J-Ax partecipa all’iniziativa di MTV Tocca a noi, promossa per supportare le tre proposte di legge di iniziativa popolare ideate e scritte dagli studenti sul tema di scuola e università.

Il 21 maggio 2009 il rapper milanese presenta, in esclusiva per MTV, il video del singolo che dà il nome al suo terzo album, Deca Dance, uscito il 12 giugno 2009.

Il terzo album rappresenta un tributo agli anni ottanta e ai loro miti. Lo stesso titolo è un omaggio agli 883 e alla loro hit Con un deca.

Il 12 settembre 2009, in contemporanea con la sua partecipazione all’MTV Day 2009, viene pubblicato il nuovo singolo di Deca Dance, Anni amari.

Pochi mesi più tardi, il 26 novembre 2009, lancia il singolo Immorale.

 

 

Nel maggio 2010 J-Ax inizia una collaborazione musicale con il cantautore Neffa: è il progetto Due di Picche.

Insieme lanciano l’album C’eravamo tanto odiati, riferimento al conflitto “musicale” tra i due prima di questa collaborazione.

Il singolo d’esordio è Faccia come il cuore, il secondo e ultimo è Fare a meno di te che raggiunge le prime dieci posizioni della classifica italiana.

Il 22 ottobre 2010 J-Ax dichiara definitivamente chiusa la parentesi dei Due di Picche, durata solo cinque mesi, nonostante il discreto successo dell’album.

Con il 2011 J-Ax torna alle composizioni da solista: Dentro me, dedicato ai suoi fan, Musica da rabbia, Domenica da coma, Meglio prima. Il singolo anticipa l’album Meglio prima (?) che esce il 30 agosto 2011.

L’8 maggio 2012 pubblica il suo primo album dal vivo Meglio live!, che contiene cinque brani inediti.

Il 14 maggio 2012 partecipa insieme ad altri esponenti della musica italiana al grande Concerto per i trent’anni di Radio Italia, in piazza Duomo a Milano.

 

J-Ax: il ritiro temporaneo dalle scene, nuove idee e altri progetti

Al termine del Meglio Live Tour, J-Ax si ritira temporaneamente dalla scena musicale per raccogliere nuove idee.

Il 28 febbraio 2013, rivela attraverso un video di essere alla ricerca di una bassista per la sua band, l’Accademia Delle Teste Dure. La scelta cade su Paolo Migliore, che diventa il settimo membro del gruppo.

Nel giugno 2014 il rapper annuncia di aver concluso il contratto con la Best Sound e di aver creato una nuova etichetta discografica indipendente insieme a Fedez, denominata Newtopia.

Il 27 gennaio 2015 pubblica il suo quinto album da solista, Il bello d’esser brutti. All’album collaborano diversi artisti come Max Pezzali, Neffa, Club Dogo, Il Cile, Grido, Takagi e Nina Zilli.

Il 23 ottobre dello stesso anno pubblica il singolo La tangenziale, in duetto con Elio.

 

 

Il 25 febbraio 2016 J-Ax e Fedez annunciano la loro collaborazione.

Il 6 maggio pubblicano Vorrei ma non posto, il 18 novembre il secondo singolo Assenzio, il 20 gennaio 2017 il terzo Piccole cose, inciso insieme a Alessandra Amoroso.

Nella stessa data esce l’album di J-Ax e Fedez Comunisti col Rolex.

Il 4 maggio 2018 esce il frutto della seconda collaborazione con Fedez: è il singolo inedito Italiana.

 

 

 

L’11 maggio 2018 pubblica la raccolta 25 Ax – Il bello di essere J-Ax e annuncia le serate al Fabrique per celebrare i venticinque anni di carriera.

Per l’occasione si riunisce lo storico duo degli Articolo 31 e poco dopo annunciano il tour estivo insieme.

 

J-Ax e gli Articolo 31, di nuovo insieme

J-Ax e gli Articolo 31, di nuovo insieme. Concerto il 14 luglio all’Arena di Verona

 

 

Il 15 settembre è stata la volta dell’inedito Tutto tua madre.

Nel 2019 J-Ax ha partecipato in diversi singoli di altri artisti:

Un’altra volta da rischiare di Ermal Meta

Acqua su Marte di Tormento

Pioggia viola di Chiara.

Il 13 maggio 2019 ha pubblicato il singolo Timberland Pro, seguito quattro giorni più tardi da Ostia Lido.

 

La discografia di J-Ax: i grandi successi presenti e passati

Destinata a diventare il tormentone dell’estate 2019 è la nuova Ostia Lido.

Ritmo, musica e testo ricordano da vicino il brano Italiana, scritto a quattro mani in collaborazione con Fedez.

Così spiega il testo lo stesso J-Ax: “Tutti vanno in vacanza, tutti già pensano al mare.

C’è chi sogna mete esotiche, chi pensa a mete culturali e chi invece sceglie Ostia Lido”.

La canzone Ostia Lido è un inno alla classica vacanza italiana.

In un tipico pomeriggio d’estate l’italiano medio è in ufficio, sente bruciare il sole e “la voglia che hai di scappare”.

Si incanta a pensare alle vacanze: la possibilità di “uscire dall’acqua coperti di sale”, il profondo mare blu e il vento che accarezza la pelle abbronzata, sul far della sera.

“Intorno solo gente che balla”: è il ritmo dell’estate che attira i vacanzieri.

Canta ancora J-Ax: “Forse non saremo vip ma va bene così”. Non servono paesaggi esotici o luoghi lontani per godersi una vacanza, bastano “la birra ghiacciata e due fiori / dentro la borsa”.

Si arriva così all’orecchiabile ritornello: “Cosa importa se sognavi Puertorico / ma se restiamo insieme / sembra un paradiso anche Ostia Lido”.

L’estate è la voglia di divertirsi, di ballare e di trascorrere del tempo in maniera semplice in compagnia della persona amata.

Dichiara infatti J-Ax: “In Italia possiamo godere delle spiagge e delle città più belle del mondo.

“Sono convinto che i soldi non sostituiranno mai la parte più importante della nostra vita”, dice J-Ax. “L’amore e l’affetto delle persone che abbiamo accanto. E che rendono la nostra vita un paradiso ovunque siamo”.

Su questa stessa tonalità musicale anche il singolo Italiana uscito nel maggio 2018.

Il brano è un ritratto dell’Italia contemporanea, che riunisce forze e debolezze del Paese: “i balli sulle spiagge, (…) la moda in Italia, i libri di cucina, (…) una cultura culinaria”.

Sono bellezze italiane la cucina, i paesaggi mediterranei, il buon umore e la cordialità del popolo italiano, i balli in spiaggia.

Ma è anche un popolo con molte debolezze: “Qua ci nutriamo solo di illusioni”, cantano J-Ax e Fedez. E affermano che noi Italiani ci teniamo “informati tramite fake news” – insomma, siamo un po’ dei creduloni, e credevamo in una vittoria ai mondiali e alle elezioni.

Le caratteristiche positive del popolo italiano rendono l’Italia un paese meraviglioso, che mette in luce le bellezze e fa scordare i difetti, soprattutto in estate: “L’estate che cerchi non è lontana / La gente per nulla lo sai si innamora / (…) Ti racconteremo una storia italiana / Vedrai che il lavoro nemmeno ti sfiora / E anche se piove la musica suona”.

La collaborazione con Fedez abbraccia anche Vorrei ma non posto, hit dell’estate 2016.

È un brano che racconta la connessione digitale che ci caratterizza: viviamo sempre connessi, sempre a immortalare ogni momento e pubblicarlo sui social media.

“Ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo”: il testo è anche una satira della società odierna, nella quale siamo tutti collegati ma al tempo stesso mai così distanti l’uno dall’altro.

“Tutto questo navigare senza trovare un porto / Tutto questo sbattimento per far foto al tramonto / Che poi sullo schermo piatto non vedi quanto è profondo”.

Tutto questo fa passare in secondo piano la vita quotidiana, un tramonto mozzafiato, la compagnia degli amici; insomma, la vita virtuale ha preso il posto di quella reale.

 

J-Ax - Articolo 31 - concerto Arena di Verona - 14 luglio 2019 ---

J-Ax durante uno dei concerti del tour 2019 con Articolo 31. Il 14 luglio l’appuntamento a Verona

 

Oltre a questi brani di “denuncia contro la società”, di recente J-Ax ha pubblicato Tutto tua madre, brano dal carattere autobiografico.

Nel testo il cantautore racconta le difficoltà sue e della compagna per avere un figlio: “Avevo perduto fiducia nel mondo / Senza nemmeno rendermene conto / Il lavoro andava a gonfie vele / La casa una barca che andava giù a fondo”.

J-Ax comprende che il lavoro non è tutto nella vita quando la casa è “una barca che va giù a fondo”.

Tutti i conoscenti formulano la stessa domanda: “Quand’è che ci fate un figlio?”; la reazione di J-Ax è dura: “Io trattenevo la rabbia / Perché avrei voluto spaccargli la faccia / Avevo perso da mò la speranza / Non sopportavo più tutto quel dramma”.

Il brano prosegue ricordando le cure a cui si è sottoposta la compagna, “tra medicine e punture in pancia”.

Il lavoro che va a gonfie vele viene utilizzato per pagare le cure mediche: “Ma quelli che mi amano (i fan) / Con il biglietto per il mio spettacolo / Chissà se immaginano / Che hanno pagato le cure / Ed i dottori che hanno realizzato il miracolo”.

La nascita di quel figlio è infatti un miracolo: “Ora so che dentro il caos c’è un senso più profondo / Sei nato a Febbraio lo stesso giorno del nonno / Mamma incredula temeva che fossi un miraggio / E i primi mesi ti ha tenuto giorno e notte in braccio”.

Quel bambino, a lungo desiderato, a lungo atteso, ridona il sorriso a J-Ax perché “ha l’abilità di cambiargli l’umore / Soltanto facendo un sorriso” e lo spinge a “giocare su un prato”, a buttare il telefono e “tutte le pare”. Perché assomiglia tutto alla madre da cui ha preso “la forma degli occhi e del viso”.

Questo brano dimostra una maturità e una sensibilità di un J-Ax adulto, che non ha paura di affrontare con le sue canzoni anche tematiche delicate come la difficoltà di molte coppie di avere un figlio.

 

 

J-Ax e gli Articolo31: le hit storiche

Sono riflessioni e tonalità molto diverse dai successi storici degli Articolo 31, che tuttavia hanno anch’essi contribuito a costruire la storia del rap italiano.

Il primo singolo è Nato per rappare, una sorta di “manifesto musicale” del duo.

Nel testo gli Articolo 31 sono descritti come “uno strano fenomeno”, attraverso il quale i due rapper ritengono di poter arrivare “dalle stalle alle stelle” se si ha il coraggio di seguire le proprie idee.

Celebrano la cultura come “un potere da acquisire, che ti può dare i mezzi per farti capire che l’ignoranza i cui si vive sta chiudendoci la mente”, spegne la rabbia e fa tacere le coscienze.

La musica è il “linguaggio”, lo strumento con cui raggiungere questo obiettivo. Una musica che è “potenza pura dentro nei polmoni”, tra innovazioni dialettali e violenze lessicali, “arma di ribellione” per chi è “nato per rappare”.

Un accento più umano e sensibile si avverte in “Un’altra cosa che ho perso” (1994).

Tra le cose perdute anche il rapporto con la persona che ama, che è diventata “già un ricordo in dissolvenza”, quasi senza accorgersi, “come ogni volta che perdo un tramonto e il giorno dopo affronto lo stesso”.

Dopo “ore passate a misurare dolore” – di testa, di occhi, di cuore, di anima, sangue e ossa – capisce che è solo “un’altra cosa uscita dalla mia vita / che presto o tardi verrà sostituita / in un futuro dove tu sarai passato, remoto, cancellato, dimenticato”.

Di quest’amore rimarrà solo una foto dimenticata in un cassetto, sotto una maglia poco usata.

Quell’amore che nonostante tutto non riuscirà ad odiare perché gli ha insegnato ad amare “mai come cura per un vuoto da colmare”, ma anzi come possibilità di qualcosa di diverso e più vero: “E non mi scrivere, non mi chiamare, non mi pensare / perché da oggi un’altra cosa cerco / e sono certo, sarà diverso / da quella cosa che ho perso…”.

Ciò che resta è in fin dei conti una nuova consapevolezza sull’amore e sui rapporti umani.

Un argomento simile è cantato in “Senza dubbio”. Ancora rivolgendosi alla persona amata J-Ax si dimostra consapevole che ella avrebbe bisogno di un “uomo vero”, uno in grado di fare progetti a lungo termine nella vita, prendendo in mano il proprio destino.

Al tempo stesso sa di non poter essere lui: “Ma io quello non sono / È che senza dubbio tu sei una / Che si merita il meglio che ho / Io invece purtroppo certezze nessuna”.

A questo punto la dichiarazione che cambia tutto: tutto quello che ha passato – “il taglio sul ginocchio, la bici nel fosso, il pugno nell’occhio, ogni semaforo rosso” –, ogni ostacolo sul cammino “fu per arrivare a te”.

Tutte le donne del passato, il diploma preso per un soffio, la gomma bucata dell’auto durante un temporale, la fuga da casa per una prof che lo odiava, amori non corrisposti: questi i ricordi rievocati nel testo.

Sono tutti momenti difficili della vita, ma sono stati anche i passi di un cammino che lo ha portato alla donna che ama: “Perché senza dubbio tu sei una / Che si merita il meglio di me / Senza ombra di dubbio ne vali la pena / E quindi è tutto per te”.

Ogni momento acquista allora un diverso valore e un significato positivo per aver condotto all’amore.

Articolo a cura di Cecilia Bay

 

J-Ax e Articolo 31 in concerto a Verona sul palco dell'Arena - luglio 2019

J-Ax e Articolo 31 in concerto a Verona sul palco dell’Arena il 14 luglio 2019

 

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Mark Knopfler in concerto all’Arena di Verona il 22 luglio 2019. È l’ultima data europea del suo tour “Down The Road Wherever”. Leggi le informazioni utili su Verona

Mark Knopfler in concerto all’Arena di Verona il 22 luglio 2019. È l’ultima data europea del suo tour “Down The Road Wherever”. Leggi le informazioni utili su Verona

Mark Knopfler, fondatore ed ex componente dei Dire Straits, porta anche all’Arena di Verona il suo tour mondiale Down The Road Wherever.

Appuntamento a Verona il 22 luglio, alle ore 21, nell’anfiteatro. Il concerto è sold out.

Il tour prende il nome dall’ultimo album, Down The Road Wherever, pubblicato il 16 novembre 2018. Partito nell’aprile 2019 da Barcellona, il concerto previsto a Verona il 22 luglio costituisce l’ultima data europea del tour.

La serata conclude i concerti in Italia: il 10 maggio al Mediolanum Forum di Assago (Milano), il 13 luglio a Lucca, il 17 luglio a Torino, il 18 luglio a Cattolica, il 20 e 21 luglio alle Terme di Caracalla a Roma.

Il concerto all’Arena è sold out. I biglietti, venduti attraverso il circuito TicketOne, sono esauriti per la data veronese come per tutte le altre date italiane.

Knopfler nella sua lunga tourneé estiva, che tocca le principali città europee, italiane e americane, è accompagnato da una band allargata, composta da dieci elementi, la maggior parte dei quali lavorano con lui da oltre vent’anni:

  • Guy Fletcher alle tastiere
  • Richard Bennett alla chitarra
  • Jim Cox al piano
  • Mike McGoldrick al flauto
  • John McCusker al violino e cittern
  • Glenn Worf al basso
  • Danny Cummings alle percussioni
  • Ian Thomas alla batteria
  • Graeme Blebins al sax
  • Tom Walsh alla tromba

 

I fiati – sax e tromba – costituiscono la novità della band del Down The Road Wherever Tour.

Ecco la probabile scaletta del live di Mark Knopfler all’Arena. E’ una scaletta composta da storici successi dei Dire Straits ma anche da singoli del chitarrista e cantautore britannico:

  • Nobody Does That
  • Corned Beef City
  • Sailing to Philadelphia https://youtu.be/OrLdKYRBOEE
  • Once Upon a Time in the West (Dire Straits)
  • Romeo and Juliet (Dire Straits) 
  • My Bacon Roll
  • Matchstick Man
  • Done With Bonaparte
  • Heart Full of Holes
  • She’s Gone
  • Your Latest Trick (Dire Straits)
  • Silvertown Blues
  • Postcards from Paraguay
  • On Every Street (Dire Straits) https://youtu.be/5KpLRWY8sA
  • Speedway at Nazareth
  • Telegraph Road (Dire Straits)
  • Money for Nothing (Dire Straits)
  • Piper to the End

 

 

Mark Knopfler: l’infanzia e l’avvicinamento alla musica

Mark Knopfler nasce a Glasgow il 12 agosto 1949 da Louisa Mary Laidler, insegnante, e dall’architetto e scacchista Erwin.

Nel 1956 la famiglia Knopfler si trasferisce da Glasgow a Blyth, la città natale della signora Laidler; Mark viene iscritto alla scuola primaria di Gosforth, un sobborgo di Newcastle Upon Tyne.

Grazie allo zio materno Kingsley, pianista boogie-woogie, Mark inizia a nutrire interesse per la musica e si avvicina allo studio del violino.

A quattordici anni, Knopfler chiede in regalo una chitarra elettrica Fender Stratocaster. Considerata l’ingente spesa che la famiglia non è in grado di affrontare, riceve una chitarra più economica, una Höfner V-2 Super Solid.

Il giovane impara a suonarla da autodidatta, reinterpretando i brani dei suoi chitarristi preferiti: B.B. King, Chet Atkins, Scotty Moore, Jimi Hendrix, Django Reinhardt e James Burton.

Apprezza molto anche le canzoni di Bob Dylan: come lui le gradisce anche la compagna di scuola Sue Hercombe. Formano così un duo folk che offre loro anche una certa notorietà grazie a un’apparizione televisiva su un’emittente locale.

Nello stesso momento Mark entra in una compagnia teatrale sperimentale. Il progetto fallisce presto.

Nel 1967, frequenta un corso di giornalismo presso l’Harlow College e lavora come cronista del quotidiano Yorkshire Evening Post.

Due anni dopo, nel 1969, riprende in mano gli studi: abbandona l’impiego e si iscrive al corso di Bachelor of Arts in lingua e letteratura inglese presso l’Università di Leeds.

Per pagarsi gli studi lavora in un’azienda agricola. Sposa la fidanzata Kathy White e forma un duo blues, The Duolian String Pickers, insieme al chitarrista Steve Phillips.

Grazie a quest’ultimo prepara una demo del suo primo brano originale, Summer’s Coming My Way.

Nel maggio del 1973 consegue la laurea e si separa dalla moglie. Lascia dunque Leeds e si trasferisce a Londra insieme al fratello minore David, appassionato di musica.

A Londra Mark perfeziona la sua tecnica musicale: per due mesi suona insieme ai Brewers Droop, una band blues/pub rock in cerca di un chitarrista solista, impartisce lezioni di chitarra alla Staples Road School e, con alcuni amici, forma una band rockabilly, Café Racers.

In questi anni scrive numerose canzoni: poco fiducioso nella propria abilità di compositore è restio a eseguirle in pubblico. Quando si esibisce interpreta pezzi altrui o cover di brani famosi.

 

 

La nascita dei Dire Straits e il loro grande successo

Nell’aprile del 1977 Mark Knopfler conosce John Illsley, un amico del fratello che lavora in un negozio di dischi. Illsley viene chiamato a sostituire in un concerto il bassista dei Café Racers.

Dopo questo episodio John Illslet, David e Mark Knopfler fondano una nuova band. Condividono un appartamento in affitto a Deptford e provano insieme i brani composti da Mark; il progetto prende forma quando a loro si unisce Pick Withers, batterista, già socio di Mark nei Brewers Droop.

La band così costituita si esibisce con il nome di Café Racers. Dopo il primo concerto il nome muta in Dire Straits, “terribili ristrettezze” per alludere al contesto di precarietà economica dei quattro musicisti.

Gli inizi segnano scarsi riscontri di pubblico: la band propone infatti un rock ispirato al blues, al country e al rock&roll americano delle origini, in controtendenza dei canoni stilistici dell’epoca dove prevale la new wave, il soft rock, la disco music e il punk.

Fra l’estate e l’autunno del 1977, i quattro registrano alcuni demo e li consegnano al musicologo e disc jockey londinese Charlie Gillett che conduce una trasmissione radiofonica sulle frequenze della BBC.

Gillett rimane colpito dallo stile musicale del gruppo a tal punto da inserire un brano, Sultans of Swing, nella propria programmazione. Il pezzo frutta ai Dire Straits il loro primo contratto discografico.

L’album d’esordio, intitolato Dire Straits, esce nel giugno del 1978 senza alcuna forma di pubblicità. Nel Regno Unito il disco passa inosservato ma ottiene successo in Europa, Stati Uniti e Australia.

Nel giugno del 1979 pubblicano Communiqué che suscita l’ammirazione anche di Bob Dylan. In seguito a questo Mark Knopfler inizia una collaborazione con Dylan e partecipa alla registrazione del suo LP, Slow Train Coming.

Nel 1980 Knopfler si trasferisce a New York e matura la propria abilità compositiva. Il terzo album, Making Movies, mostra infatti arrangiamenti più complessi, testi più ricercati e una forte impronta narrativa.

Questo aspetto emerge con chiarezza in Tunnel of Love, il brano di apertura dell’album, che contiene un lungo ed evocativo assolo di chitarra.

 

 

La lavorazione del disco segna la separazione artistica tra David e Mark Knopfler: David in disaccordo con il gruppo intraprende una carriera da solista e viene sostituito da Hal Lindes. Con lui entra nella band il tastierista Alan Clark.

L’album successivo è Love Over Gold, uscito nel settembre 1982. È un lavoro sperimentale, con numerosi passaggi strumentali e influenze jazz e rock progressivo. Al termine della registrazione, il batterista Pick Withers lascia la band per motivi familiari; lo rimpiazza Terry Williams.

Alla pubblicazione dell’EP ExtendedancEPlay (gennaio 1983) segue un tour mondiale il cui concerto conclusivo venne immortalato nell’album doppio Alchemy: Dire Straits Live (marzo 1984).

Nella prima metà degli anni Ottanta, Knopfler si concentra su altri progetti che influenzano in profondità il suo percorso artistico.

Compone la colonna sonora del film Local Hero, firma le musiche di alcuni lungometraggi, stringe sodalizi con Aztec Camera, Phil Everly, Van Morrison. Si rinnova il sodalizio con Bob Dylan nell’album Infidels.

Il quinto album in studio dei Dire Straits, Brothers in Arms (maggio 1985), conosce una fama inaspettata nelle proporzioni: diventa una delle pubblicazioni discografiche più vendute di tutti i tempi.

Si caratterizza per la presenza delle tre canzoni antimilitariste Ride Across the River, The Man’s Too Strong e Brothers in Arms.

L’ultimo brano citato parla di un soldato ferito a morte che esorta i compagni a prendere coscienza dell’assurdità delle guerre; si impone come inno pacifista.

La successiva tournée vede i Dire Straits impegnati in oltre 240 concerti nell’arco di dodici mesi.

 

 

 

Mark Knopfler, lo stop con i Dire Straits e gli altri progetti

Provato dalle fatiche del tour e infastidito dalle dinamiche del music business, Knopfler dichiara: “Ai tempi di Brothers in Arms tutti dicevano che eravamo il miglior gruppo del mondo, facendo riferimento non alla nostra musica, bensì alla nostra notorietà”.

“Ho pensato che un tale livello di popolarità e i commenti che circolavano”, dice Knopfler, “fossero dei buoni motivi per abbandonare per un po’ i Dire Straits”.

Si dedica dunque a progetti lontani dai riflettori e dalle attenzioni del grande pubblico: con gli amici Steve Phillips e Brendan Croker costituisce un collettivo informale roots rock/alternative country The Notting Hillbillies.

Knopfler orna a comporre per il cinema e collabora con diversi artisti quali Sting, Willy DeVille, Bryan Ferry, Paul Brady, Ben E. King, Randy Newman, Joan Armatrading, The 5 O’Clock Shadows, The Judds, Buddy Guy, Chet Atkins e di nuovo con Tina Turner e con Bob Dylan.

Nel marzo del 1990 viene distribuito l’album Missing…Presumed Having a Good Time, unica prova discografica dei Notting Hillbillies, a cui seguì un tour del gruppo nel Regno Unito.

Il rapporto di collaborazione e di stima reciproca fra Chet Atkins e Mark Knopfler culmina nella registrazione di un intero album di duetti, Neck and Neck (novembre 1990), per il quale il fondatore dei Dire Straits rifiuta ogni compenso.

Escludendo alcune sporadiche apparizioni per scopi benefici, l’attività dei Dire Straits riprende soltanto nel novembre del 1990: la band, di nuovo un quartetto per l’abbandono del batterista Terry Williams, è pronta a registrare un nuovo lavoro.

Nel settembre 1991 editano On Every Street e, prima ancora del lancio ufficiale dell’album, partono per una tournée mondiale lunga tredici mesi. Alla fine della tournée il gruppo si scioglie.

Mark Knopfler intraprende la carriera da solista e commenta così, molti anni dopo (è il 2002 la sua decisione: “Negli ultimi anni eravamo diventati una struttura gigantesca. Durante i tour mi capitava di mangiare con persone del nostro staff che non conoscevo nemmeno”.

“A me sarebbe piaciuto stare a casa con i miei figli e dedicarmi a ciò che so fare meglio, ossia scrivere canzoni”, dice Knopfler. “Considero i Dire Straits come un luogo meraviglioso da visitare, ma non in cui fermarsi per viverci”.

L’epoca dei Dire Straits si conclude con due album dal vivo: On the Night (maggio 1993) e Live at the BBC (giugno 1995).

 

 

Mark Knopfler solista: l’artista continua a mietere successi

Il primo lavoro da solista di Mark Knopfler è Golden Heart, pubblicato nel marzo 1996.

Lo assiste una band di supporto composta da Richard Bennett (chitarra), Glenn Worf (basso), Chad Cromwell (batteria), Jim Cox (tastiere) e dal polistrumentista Guy Fletcher, già membro dei Dire Straits e dei Notting Hillbillies.

Il gruppo, noto con l’appellativo The 96’ers, accompagna il musicista anche durante la successiva tournée per un totale di 84 serate.

Il 15 aprile 1996 Knopfler tiene un concerto speciale presso gli studi televisivi della BBC: il filmato dell’esibizione viene distribuito in formato VHS e successivamente in DVD con il titolo A Night in London.

Nel 1997 il chitarrista sposa l’attrice e scrittrice Kitty Aldridge, da cui avrà due figlie. Insieme ad altre personalità eminenti del panorama musicale britannico, il 15 settembre 1997 Mark Knopfler prende parte al concerto benefico organizzato da George Martin alla Royal Albert Hall di Londra.

Vi partecipano anche Eric Clapton, Phil Collins, Elton John, Paul McCartney e Sting.

I fondi raccolti sono destinati all’isola di Montserrat, colpita da un’eruzione vulcanica.

Nel settembre 2000 Knopfler dà alle stampe il suo secondo album solista, Sailing to Philadelphia, cui partecipano alcuni ospiti celebri come Van Morrison e James Taylor.

L’anno successivo, Knopfler parte per un altro tour con la sua band. Jim Cox lascia il gruppo per motivi di salute e viene sostituito per l’occasione da Geraint Watkins e Mike Henderson.

Nel luglio 2002, il musicista britannico promuove un ciclo di quattro concerti di beneficenza, ribattezzati .

Nella prima metà di ciascuno degli spettacoli, il chitarrista si esibisce con i Notting Hillbillies, per poi dedicarsi nella parte seguente al repertorio dei Dire Straits.

L’album successivo, The Ragpicker’s Dream, è distribuito nel settembre del medesimo anno; il disco, fortemente influenzato dalla musica tradizionale statunitense, mostra nel suo complesso un tono più intimo e riflessivo.

Nel marzo del 2003, mentre si trova alla guida della propria motocicletta, il musicista rimane coinvolto in un incidente stradale e annulla la tournée prevista per i mesi seguenti.

Knopfler torna all’opera per registrare l’album Shangri-La (settembre 2004), nel quale si conferma il suo riavvicinamento al folk, al country e al blues.

In vista della preparazione del disco, il posto di Jim Cox nella band venne rilevato dal tastierista Matt Rollings, che aveva già collaborato con il chitarrista per Golden Heart.

Nell’aprile del 2006 pubblica All the Roadrunning, un album di duetti con Emmylou Harris che raccoglie otto anni di registrazioni con la popolare artista country americana.

Celebre il brano If This Is Goodbye, ispirato dai messaggi lasciati ai propri cari dalle vittime degli attentati dell’11 settembre.

 

 

Il disco è promosso attraverso una breve tournée documentata nel Cd e Dvd Real Live Roadrunning, che immortala il concerto tenuto il 28 giugno 2006 al Gibson Amphitheatre di Los Angeles.

Kill to Get Crimson, edito nel settembre del 2007, è il primo album di Knopfler realizzato ai British Grove Studios, gli studi londinesi di proprietà del musicista inaugurati l’anno precedente.

Il sesto album solista di Mark Knopfler, Get Lucky, dalle marcate sonorità celtiche, è distribuito nel settembre del 2009.

Nell’autunno del 2011, Mark Knopfler e la sua band – con il nuovo batterista Ian Thomas e il ritorno di Jim Cox – partecipano alla tournée di Bob Dylan in Europa e, l’anno seguente, in Nord America.

In contemporanea Knopfler pubblica il suo primo album doppio, intitolato Privateering.

Il chitarrista intraprende un nuovo tour fra l’aprile e l’ottobre del 2013: annulla gli spettacoli previsti a Mosca e a San Pietroburgo.

Lo fa in segno di protesta contro le restrizioni adottate dalle autorità governative russe nei confronti di Amnesty International e di Human Rights Watch.

La sua ottava prova discografica, Tracker, esce nel marzo del 2015. La pubblicazione del disco è seguita da una tournée mondiale di 87 concerti.

Nel 2016 Knopfler torna a contribuire al mondo del cinema, creando le musiche del film Altamira in collaborazione con la percussionista Evelyn Glennie.

Down the Road Wherever, l’album successivo del cantautore, è distribuito nel novembre del 2018 dopo una laboriosa gestazione. Nel pezzo conclusivo, Matchstick Man, il cantautore rievoca con sola chitarra acustica i giorni difficili del suo esordio come musicista.

Articolo a cura di Cecilia Bay

 

 

Concerto di Mark Knopfler all’Arena di Verona: informazioni utili

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Elton John, il concerto di addio all’Arena di Verona mercoledì 29 maggio 2019. Guarda i video sull’evento della popstar mondiale

Elton John, il concerto di addio all’Arena di Verona mercoledì 29 maggio 2019. Guarda i video sull’evento della popstar mondiale

L’Arena di Verona ha accolto Elton John, che si è’ esibito nella serata di mercoledì 29 maggio, alle ore 21.

La data era da tempo sold out, per quello che dovrebbe essere l’ultimo concerto in Arena di una delle più grandi pop star di tutti i tempi.

Annullata la seconda data del tour all’Arena di Verona, quella di giovedì 30 maggio. Già dal primo concerto, Elton John stava combattendo contro l’influenza e giovedì 30 si è dovuto arrendere.

Durante il concerto gli spettatori in Arena si sono potutit godere lo show di Elton John con realtà audio aumentata.

Come rivela il sito ufficiale del tour “negli ultimi quattro anni, Elton John ha collaborato con il team di Peex per sviluppare un modo nuovo e rivoluzionario per ascoltare musica dal vivo”.

Grazie alla tecnologia di Peex i partecipanti hanno potuto ascoltare un suono perfetto ovunque si trovassero.

I fan di Elton John hanno potuto inoltre personalizzare l’esperienza d’ascolto, aumentando la voce o alzando gli assoli di chitarra a proprio piacimento.

Questa la novità del Farewell Yellow Brick Road Tour, che è il tour d’addio più grande di sempre.

 

Elton John all'Arena di Verona - 29 e 30 maggio 2019 -

Elton John in un’immagine degli Anni Settanta. Sarà all’Arena di Verona per il concerto di addio dopo una lunga carriera

 

Elton John all’Arena di Verona: l’addio della grande pop star alla musica dal vivo

Elton John ha annunciato il suo tour di addio il 24 gennaio 2018, in diretta dalla Gotham Hall di New York.

In questa occasione Elton John ha dichiarato: “Voglio ringraziare i miei fan straordinari per il loro travolgente supporto lungo il corso della mia carriera”.

E ha aggiunto: “Sono così emozionato per la partenza del tour e non vedo l’ora di vedere tutti quanti in giro”.

E’ stata con grande emozione che gli appassionati di Elton John lo hanno accolto all’Arena di Verona, il più importante anfiteatro romano al mondo che ospita spettacoli di musica dal vivo.

 

 

Il tour di addio di Elton John, oltre 300 concerti in cinque continenti

Il tour di addio Elton John è partito l’8 settembre 2018 negli Stati Uniti, in Pennsylvania.

Si concluderà nella North Greenwich Arena di Londra, il 16 Dicembre 2020.

Un tour di addio lungo tre anni, che prevede più di 300 concerti.

Un tour che porta il cantante britannico attraverso cinque continenti: Nord America, Europa, Asia, Sud America e Australasia.

Numerose le date europee, soprattutto in Inghilterra e in Francia. Le uniche due città italiane a ospitare Elton John per l’ultima volta sono Verona e Lucca.

La data di Verona, 29 maggio, all’anfiteatro Arena, era già sold out da tempo.

Il concerto a Lucca è in calendario il 7 luglio, alle ore 21, sulle Mura della città, in Viale Carducci, alle 21.

Per conoscere tutti gli appuntamenti del tour di Elton John, consulta tutte le date sul sito ufficiale dell’artista.

Così Elton intende concludere un capitolo di vita.

E’ la degna conclusione di più di mezzo secolo “sulla strada”. E di una carriera senza precedenti, che lo ha reso un’icona globale della musica.

La passione e la creatività che ha caratterizzato l’attività artistica di Elton John tornerà così live per l’ultima volta sui palchi di grandi arene e stadi di tutto il mondo.

 

 

Elton John, biografia e riconoscimenti

Sir Elton Hercules John, pseudonimo per Reginald Kenneth Dwight, nasce a Londra il 25 marzo 1947.

È un cantautore, compositore e musicista britannico, ma anche attore e produttore cinematografico.

È uno dei maggiori artisti del rock contemporaneo, che ha contribuito a diffondere con la sua lunga attività musicale.

Si appassiona alla musica grazie ai genitori.

Il padre, Stanley Dwight, pilota della Royal Air Force, era stato trombettista in una band militare.

La madre, Sheila, collezionava dischi e si teneva aggiornata su tutte le ultime novità discografiche del momento.

Elton John ricorda di aver conosciuto il mondo del rock’n’roll grazie ai dischi di Elvis Presley e Bill Haley & His Comets che gli faceva ascoltare la madre.

A tre anni inizia a suonare il pianoforte della nonna materna. La madre si accorge del talento e lo esorta a proseguire gli studi in ambito musicale.

A 11 anni ottiene una borsa di studio per la Royal Academy of Music di Londra.

Non completerà mai questo corso perché intuisce già che il suo mondo è il rock’n’roll, non la musica classica.

A 15 anni trova un posto di lavoro come commesso in un negozio di articoli musicali e si esibisce come pianista in un pub.

Dal suo primo tour, avvenuto nel 1970, ad oggi Elton John vanta una lunga carriera di successi.

Ha realizzato oltre 4000 concerti in più di 80 Paesi.

Ha venduto 250 milioni di dischi anche grazie al sodalizio con l’autore Bernie Taupin, suo paroliere dal 1967.

Con i suoi brani ha ottenuto 38 dischi d’oro e 31 di platino o multi-platino.

Nel 1994 ha composto la colonna sonora del film d’animazione della Disney “Il Re Leone”, nella quale spicca la canzone premio Oscar “Can You Feel the Love Tonight?”

Elton John ha raggiunto inoltre il record del singolo più venduto di tutti i tempi, Candle in the Wind 1997, con oltre 33 milioni di copie vendute.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti:

  • cinque Grammys
  • un premio Grammy Legend
  • un Tony
  • un Oscar
  • un Premio BRITs come Miglior Artista di sesso maschile britannico
  • l’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame, dal 1994
  • il titolo di Cavaliere donatogli nel 1998 dalla Regina Elisabetta II per “i servigi resi alla musica e alla beneficenza”, attraverso la Elton John AIDS Foundation
  • dal 1997 è membro onorario della Royal Academy of Music di Londra
  • nel 2013 ottiene per primo il BRITs Icon, premio destinato a artisti iconici che esprimono la più alta cultura nazionale

 

L’addio di scene di Elton John: oltre 50 anni di concerti

Con un lungo tour, da settembre 2018 a dicembre 2020, si conclude l’era dei concerti di Elton John.

I concerti hanno luogo nei maggiori stadi e arene dei cinque continenti, per un totale di oltre 300 serate.

Ma il tour d’addio sancisce il ritiro dalle scene, non dalla musica.

Il cantante britannico ha infatti fatto sapere che non smetterà di comporre e di cantare la sua musica.

“Continuerò a scrivere canzoni e a fare dischi”, ha dichiarato Elton John.

“Le mie priorità oggi sono però cambiate”, ha detto Elton John. “Ho figli, voglio essere parte della loro vita e accompagnarli alle partite di calcio”.

L’appuntamento a Verona, con Elton John, nell’anfiteatro romano della Città dell’Amore, è stato mercoledì 29 maggio, alle 21. Resta ancora da capire se si recupererà la seconda serata, annullata per un’influenza dell’artista britannico.

 

Le più grandi canzoni di Elton John

 

I video del pubblico del concerto di Elton John all’Arena di Verona

 

 

Concerto di Elton John all’Arena di Verona: informazioni utili

Vai al concerto di addio di Elton John? Eccoti i link di Verona Wine Love ad alcune informazioni utili:

COME ARRIVARE A VERONA: GUIDA PER CHI ARRIVA IN AUTO O MEZZI PUBBLICI

VIABILITA’ IN CENTRO PER GLI SPETTACOLI IN ARENA

INFORMAZIONI UTILI SU DOVE PARCHEGGIARE A VERONA

INFORMAZIONI UTILI SULLA ZTL (zona a traffico limitato) DI VERONA

INFORMAZIONI UTILI PER CHI SOGGIORNA A VERONA

GUIDA TURISTICA ALLA CITTA’ DI VERONA

SCOPRI LA VALPOLICELLA. TERRA DI VINI, NATURA E CULTURA

IL LAGO DI GARDA: GUIDA AI PERCORSI 

DAILY ARENA, LA RUBRICA DI EVENTI E SPETTACOLI


Articolo a cura di 
Cecilia Bay

 

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La nuova Madama Butterfly dal 15 al 22 dicembre al Teatro Filarmonico di Verona. Coproduzione di Fondazione Arena e Teatro Nazionale croato di Zagabria

La nuova Madama Butterfly dal 15 al 22 dicembre al Teatro Filarmonico di Verona. Coproduzione di Fondazione Arena e Teatro Nazionale croato di Zagabria

Dal 15 al 22 dicembre 2019 la nuova Madama Butterfly è in cartellone al Teatro Filarmonico di Verona.

E’ terzo e ultimo appuntamento della stagione lirica autunnale, per la rassegna Viaggio in Italia nel tempo e negli stili.

Si tratta di una produzione internazionale, allestita da Fondazione Arena e Teatro Nazionale croato di Zagabria.

L’intenzione – spiega Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena – è quella di “proiettare il brand Arena all’estero”.

E di farlo grazie alla collaborazione con il Teatro di Zagabria e il suo direttore artistico Marcello Mottadelli.

Il tutto anche con l’obiettivo di portare lo spettacolo nei teatri veneti, cedendo in comodato gratuito le scenografie.

L’allestimento veronese prevede le scene di Dario Gessati, realizzate dallo staff areniano, e le luci di Paolo Mazzon.

I costumi, su disegno di Valeria Donata Bettella, saranno realizzati dal Teatro Nazionale di Zagabria.

 

Locandina rassegna autunnale Teatro Filarmonico

La rassegna autunnale Viaggio in Italia nel tempo e negli stili. Presente anche la nuova Madama Butterfly al Teatro Filarmonico

 

Per approfondire leggi anche La rassegna autunnale del Teatro Filarmonico di Verona

Butterfly e una tragica parabola distruttiva. Le parole del regista Andrea Cigni

Al suo debutto con Fondazione Arena è il regista Andrea Cigni. A lui è affidata la regia della Madama Butterfly veronese.

Toscano, laureato al Dams di Bologna, debutta nel 2006 al Teatro Ponchielli di Cremona, con la performance di danza e musica Buenos Aires Madrigals.

Insegna al Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Cremona.

È inoltre segretario artistico della Fondazione del Teatro Grande di Brescia.

Cigni spiega la vicenda di Butterfly con l’ikigai, un concetto della cultura giapponese.

“La ragione per cui svegliarsi la mattina, la passione più importante della vita, come un amore o la musica, e – per estensione – anche la persona amata”.

Una passione così grande che conduce talvolta a interrompere la propria vita.

È questa la parabola di Butterfly. Un percorso distruttivo, con un finale tragico. La morte della giovane, mentre il figlio ignaro gioca accanto alla madre suicida.

 

Madama Butterfly al Teatro Filarmonico. Direttore, personaggi e interpreti

 Ecco gli interpreti dell’allestimento veronese:

  • La giapponese Yasko Sato (15, 19, 22/12) e Daria Masiero (17/12), nel ruolo della protagonista Cio-Cio-San
  • Il russo Valentin Ditiuk (15, 17/12) e Raffaele Abete (19, 22/12), nei panni di F. B. Pinkerton, ufficiale di marina americano e marito di Cio-Cio-San
  • Manuela Custer, nella parte della serva Suzuki
  • Mario Cassi (15, 22/12) e Gianfranco Montresor (17, 19/12), a rappresentare il console Sharpless
  • Lorrie Garcia per Kate Pinkerton, seconda consorte dell’ufficiale americano
  • Marcello Nardis per Goro, mediatore matrimoniale
  • Nicolò Rigano (15, 22/12) e Salvatore Schiano di Cola (17, 19/12), nel ruolo del Principe Yamadori
  • Cristian Saitta, nei panni dello zio Bonzo.

Completano il cast il Commissario imperiale Nicolò Rigano, l’Ufficiale del registro Maurizio Pantò, la madre di Cio-Cio-San, interpretata da Sonia Bianchetti (15, 22/12) e Emanuela Simonetto (17, 19/12), la cugina di Cio-Cio-San Emanuela Schenale.

 

Il direttore di orchestra Francesco Ommassini

Il direttore d’orchestra Francesco Ommassini. Dirigerà la Madama Butterfly al Teatro Filarmonico di Verona. ©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

 

Dirige il veneziano Francesco Ommassini.

Dal 1996 Omassini è primo violino dei secondi nell’Orchestra della Fondazione Arena di Verona. Studia direzione d’orchestra all’Accademia Musicale Pescarese. Nel 2012 debutta al teatro di Ferrara con la direzione di Rigoletto di Verdi.

Omassini si esibisce nei maggiori teatri italiani come il San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia e il Teatro Filarmonico di Verona.

Qui ritorna in occasione della rassegna autunnale, dirigendo – oltre alla Madama Butterfly – il Concerto di Capodanno.  

 

Trama e personaggi della Madama Butterfly

L’opera si apre con il matrimonio tra Pinkerton, ufficiale della marina degli Stati Uniti, e la quindicenne Cio-Cio-san, termine giapponese che significa Madama Farfalla.

Durante la cerimonia, lo zio Bonzo di Cio Cio-san la disereda per aver rinunciato alla propria religione.

Nel secondo atto apprendiamo che Pinkerton – come permesso dalle usanze locali – ha abbandonato da tempo la moglie.

Cio Cio San vive nella casa lasciatale dal marito con la serva Suzuki.

La casa sta andando in rovina, il denaro sta per finire e l’uomo non intende tornare.

Il console americano Sharpless visita Cio Cio-san.

E le suggerisce di accettare la corte del principe Yamadori.

Cio Cio-san rifiuta e gli mostra il figlio avuto da Pinkerton prima della sua partenza.

Un figlio di cui Pinkerton non è a conoscenza.

All’orizzonte appare la nave di Pinkerton.

Convinta che sia tornato per lei, la donna esulta e lo aspetta invano tutta la notte.

Il terzo atto mostra la visita a Cio-Cio san di Pinkerton e della nuova moglie.

I due intendono prendere con sé il bambino ed educarlo secondo gli usi occidentali.

È la fine dei sogni di Butterfly.

Affida il figlio alle cure di Pinkerton e Kate, lo benda e si toglie la vita.

Pinkerton entra nella stanza per scusarsi con Butterfly, ma arriva troppo tardi.

Il bambino gioca, ignaro dell’accaduto.

I saluti alla fine di uno spettacolo al Teatro Filarmonico

I saluti alla fine di uno spettacolo al Teatro Filarmonico. © Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

 

Cartellone della Madama Butterfly al Teatro Filarmonico. Dove acquistare i biglietti

Lo spettacolo è in cartellone in questi giorni:

  • domenica 15 dicembre ore 15.30
  • martedì 17 dicembre ore 19.00
  • giovedì 19 dicembre ore 20.00
  • domenica 22 dicembre ore 15.30.

I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria dell’Arena, nei punti di prevendita Geticket e alla biglietteria del Teatro Filarmonico, due ore prima dello spettacolo.

Di seguito contatti e orari delle biglietterie. 

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA: INDIRIZZO E ORARI
Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona
Telefono: 045.596517 – Call center 0458005151

Orari: da lunedì a venerdì 10:15 – 16:45
Sabato 09:15 – 12:45

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO: INDIRIZZO E ORARI
Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona
Telefono: 045.8002880 – Apertura due ore prima dello spettacolo.

biglietteria@arenadiverona.itwww.arena.it

 

Come raggiungere il Teatro Filarmonico di Verona

L’ingresso del Teatro Filarmonico si trova in via dei Mutilati, 4/k, nel cuore del centro storico di Verona. A due passi dell’Arena di Verona e da altri siti di interesse.

Leggi anche La guida turistica di Verona di Verona Wine Love.

Per raggiungere il Teatro, percorri Corso Porta Nuova verso il centro città.

Prima di accedere a Piazza Bra, attraverso la porta con l’Orologio, svolta a sinistra, in Via dei Mutilati.

L’ingresso del Teatro e la biglietteria si trovano in Via dei Mutilati 4/k.

Per parcheggiare vicino al Teatro Filarmonico puoi servirti del

  • Parcheggio Arena”, in via Bentegodi 8. Tariffa oraria (per la prima ora): € 2,20.
  • Parcheggio Arsenale”, in Piazza Arsenale 8. Tariffa oraria (per la prima ora): € 2,10.
  • Parcheggio Isolo”, in Via Ponte Pignolo, 6/c. Tariffa oraria (per la prima ora): € 2,10.
  • Parcheggio Polo Zanotto”, in Viale Università, 4. Tariffa oraria (per la prima ora): € 2,00.

Puoi prenotare il posto auto presso i parcheggi Saba sul sito Parcheggi Saba o telefonando al 045 800 93 33.

 

Madama Butterfly nella Rassegna autunnale del Teatro Filarmonico 

Il Teatro Filarmonico di Verona presenta il nuovo allestimento della Madama Butterfly, in una dimensione nazionale e regionale. 

La collaborazione con il Teatro Nazionale croato di Zagabria garantisce la dimensione nazionale dello spettacolo. 

Attraverso anche un gruppo di interpreti internazionale, che alterna nei principali ruoli dell’opera voci italiane a voci straniere.

La volontà di rendere l’opera itinerante, in un circuito di diversi teatri del Veneto, le conferisce la dimensione regionale


A cura di Cecilia Bay

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