Verona in un giorno: cosa vedere e dove andare. Dall’Arena a Piazza delle Erbe, dalla Casa di Giulietta al Teatro Romano e a Castelvecchio

Verona in un giorno: cosa vedere e dove andare. Dall’Arena a Piazza delle Erbe, dalla Casa di Giulietta al Teatro Romano e a Castelvecchio

Cosa vedere a Verona in un giorno?

I monumenti da vedere a Verona sono molti, come le piazze e gli scorci caratteristici.

Ho pensato a chi visita Verona per la prima volta e ho scelto un itinerario classico, alla scoperta di monumenti e piazze che caratterizzano la bella città scaligera.

È un itinerario che si svolge nel centro della città di Verona e dunque può essere tranquillamente fatto a piedi.

Se poi ti fermi qualche giorno e sei alla ricerca di qualche consiglio più approfondito su cosa vedere a Verona visita il portale VeronaWineLove.com, troverai tante idee per alcune gite nei dintorni di Verona e sul Lago di Garda.

Ma torniamo a noi a alla nostra gita di Verona in un giorno. Cosa non si può assolutamente perdere?

 

Verona cosa vedere

Cosa vedere a Verona: Portoni della Bra, da corso Porta Nuova verso Piazza Bra

 

Se arrivi in treno sappi che la stazione dei treni di Verona è vicina al centro città: se ami camminare puoi giungere in Piazza Bra, la piazza con l’Arena, anche a piedi in circa 15 minuti.

Diciamo che questa può essere considerata l’entrata ufficiale di Verona: attraversati i Portoni con l’orologio si giunge in piazza Bra, una delle venti piazze più grandi d’Italia (25 mila metri quadrati).

>> Come arrivare a Verona

 

1.Piazza Bra e l’Arena di Verona

Da Piazza Bra si possono ammirare alcuni dei monumenti più importanti della città: Palazzo della Gran Guardia, Palazzo Barbieri (sede del Comune di Verona), l’anfiteatro Arena (tempio della Musica Lirica), il monumento eretto in onore di Vittorio Emanuele II e il Listòn, una lunga linea curva di palazzi e porticati in buona parte occupati da ristoranti, bar e negozi.

Il Palazzo della Gran Guardia fu costruito agli inizi del 1600 per ordine del Doge di Venezia e nacque come luogo adibito alla rassegna delle truppe militari.

Oggi questa imponente ex-caserma viene utilizzata per eventi, mostre e congressi.

L’anfiteatro Arena è il simbolo della città di Verona, prende il suo nome dalla parona “rena” (sabbia) e fu realizzato all’esterno delle mura cittadine tra il 20 e il 40 dopo Cristo.

Le pietre usate per la sua costruzione sono originarie della Valpolicella e vennero trasportate, attraverso il fiume Adige, in centro città.

Durante il Medio Evo l’Arena fu più volte depredata per costruire forti gentilizi e solo sotto il dominio veneziano venne ricostruita e salvaguardata come luogo dedicato all’arte.

Dell’originario anello esterno dell’Arena rimangono in piedi solo quattro arcate a ridosso di via Mazzini, che prendono il nome di “Ala”.

 

Piazza Bra Verona

“Ala” dell’Arena di Verona

 

Entrando in questo teatro romano ci si trova a percorrere lunghi corridoi e cuniculi in pietra sovrastati da una serie di archi ellittici, che portano alla piattaforma interna all’Arena.

A fianco dell’anfiteatro si trova via Mazzini, che conduce da piazza Bra a Piazza delle Erbe.

Lungo via Mazzini si possono ammirare due palazzi di particolare pregio: Palazzo dell’Accademia e Loggia Arvedi.

 

2.Piazza delle Erbe

Nella visita di Verona in un giorno non può mancare Piazza delle Erbe. Definito il più bel monumento di Verona, nei secoli Piazza delle Erbe fu cara a poeti e scrittori che ne decantarono la bellezza.

Nata dove sorgeva l’antico Foro Romano, ha ospitato per anni il mercato delle spezie, da cui ha preso il nome.

 

piazza erbe

Verona in un giorno. Piazza delle Erbe: statua di Madonna Verona, monumento di epoca romana (foto di Mauro Magagna)

 

Intorno al piazzale si ergono numerosi edifici storici: l’antica Domus Mercatorum (da via Mazzini sulla sinistra), Casa Mazzanti (sulla destra) riconoscibile per la grande balconata e le pareti affrescate in stile rinascimentale.

In fondo alla piazza, Palazzo Maffei, caratterizzato nella sua parte superiore da alcune statue delle divinità greche: Mercurio, Giove, Ercole, Atena e Apollo.

Davanti al palazzo sorge una colonna in marmo bianco sulla cui sommità è posto il leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia.

La fontana, con integrazioni medievali, sormontata dalla statua di Madonna Verona è il monumento più antico della piazza (epoca romana).

Alla sua sinistra troviamo la Torre del Gardello, mastio trecentesco in mattoni alto 44 metri e sulla cui sommità era situata una gigantesca campana con lo stemma della famiglia Della Scala, signori della città.

Oggi la campana è custodita nel museo di Castelvecchio.

 

3.Piazza dei Signori e le Arche Scaligere

Da piazza delle Erbe si accede a piazza dei Signori, attraversando l’Arco della Costa, situato tra il duecentesco palazzo del Comune e la Domus Nova.

 

Cosa vedere a Verona

Da Piazza delle Erbe a Piazza dei Signori si passa sotto l’Arco della Costa (Foto Mauro Magagna)

 

Piazza dei Signori è armoniosa e raccolta. Si può arrivare anche superando uno stretto viottolo situato nel mezzo delle Case Mazzanti: volto Barbaro.

Arrivando da via della Costa troviamo sulla nostra destra il duecentesco Palazzo della Ragione e lo scaligero Palazzo di Cansignorio.

Sul fondo della piazza c’è lo scaligero Palazzo di Cangrande ed alla sua sinistra la loggia di Fra Giocondo, elegante esempio di architettura rinascimentale.

Il perimetro è chiuso dal Palazzo della Pietà e dalla barocca facciata della Domus Nova.

Al centro della piazza si erge il monumento di Dante Alighieri (del1865) a lungo ospite a Verona durante il suo esilio da Firenze.

È una splendida statua in marmo, alta tre metri e sorretta da piedistallo in cui Dante ha la testa leggermente girata verso il palazzo di Cansignorio.

 

Cosa vedere a Verona

Piazza dei Signori con la statua di Dante e dietro la Loggia di Fra Giocondo (foto di Mauro Magagna)

 

Il Palazzo della Ragione, oggi importante sede museale, fu edificato negli ultimi anni del XII secolo per accogliere le magistrature del Comune.

Un piccolo volto sulla destra conduce al cortile del Mercato Vecchio, antica sede delle attività commerciali e del mercato cittadino.

Qui spicca in tutta la sua bellezza la marmorea Scala della Ragione, che portava all’interno del Tribunale. Un ingresso nascosto sotto di essa conduce alla Torre dei Lamberti, la più alta della città (84 metri): la cima della torre, da cui si gode uno splendido panorama della città di Verona, si può raggiungere con un ascensore.

 

 
cosa vedere a Verona Palazzo della Ragione

Cosa vedere a Verona: Scala della Ragione-Palazzo della Ragione (foto Marta Pasini)

 

Ritornando in piazza dei Signori arriviamo al Palazzo Cansignorio, separato da quello della Ragione attraverso scavi archeologici che hanno messo in luce pavimentazioni e fondamenta romane.

Fu costruito nella seconda metà del XIV secolo su preesistenti dimore altomedioevali ed anch’esso era inizialmente una casa-torre con possenti difese, cortile centrale chiuso ed ampio giardino circondato da mura.

Varcando il cinquecentesco portale in marmo bianco si accede al Cortile del Mercato Vecchio, in cui è presente l’originale Porta dei Bombardieri e l’ingresso degli Scavi Scaligeri, un suggestivo percorso archeologico sotterraneo con antichi resti di strade romane ed edifici medioevali.

Adiacente al palazzo di Cansignorio, in un angolo di piazza dei Signori si intravede la piccola Chiesa di Santa Maria Antica, che ospita sul minuto portale il sarcofago in pietra di Cangrande I della Scala, potente figlio della dinastia.

Il suo interno è basilicale e austero, ripartito su tre navate, divise da due serie di sette colonne in pietra rossa con capitelli squadrati e archi a sesto rialzato.

Accanto alla Chiesa una cancellata in ferro battuto protegge uno dei siti più belli e suggestivi della città: le Arche Scaligere.

 

verona cosa vedere

Cosa vedere a Verona: Arche Scaligere (foto di Mauro Magagna)

 

Si tratta di un piccolo cimitero privato e monumentale, che conserva i sepolcri dei primi Signori di Verona, insieme ai grandiosi monumenti funebri di Cangrande, Mastino II e Cansignorio, con le loro sculture equestri.

Di fronte alla chiesa di Santa Maria Antica si erge maestoso il medioevale Palazzo Cangrande, costruito alla fine del XIII secolo.

È formato da un complesso di edifici che si sviluppano su tre lati attorno ad una corte interna rettangolare, e lascia aperto il fronte che è rivolto verso corso santa Anastasia.

La facciata su Piazza dei Signori è la più bella, ornata con un portale rinascimentale che ricorda gli archi trionfali romani (realizzato nel cinquecento dal Sanmicheli).

Alla sinistra del palazzo si trova la Loggia di Frà Giocondo, realizzata alla fine del XV secolo per accogliere il Consiglio dei Cittadini Illustri che governava la città, assieme al Capitanio e al Podestà di Venezia.

Essa è ritenuta la più splendida espressione del Rinascimento a Verona grazie alla policromia dei marmi nel piano inferiore, l’eleganza del loggiato che poggia su un basamento a gradoni in pietra e il del piano nobile decorato con medaglioni e profili dei Cesari su sfondo dorato.

Le statue sulla sommità rappresentano grandi veronesi dell’epoca romana, mentre sull’arco di via delle Fogge vigila il medico Girolamo Fracastoro.

Molto interessante la vicina duecentesca Domus Nova (Casa dei Giudici) che chiude elegantemente la piazza. Nel corso dei secoli la Casa dei Giudici fu residenza-ufficio del Podestà, sede dei consigli cittadini e poi dimora dei giudici inviati da Venezia durante la Serenissima.

Ricostruita nel XVI secolo dopo e recentemente restaurata ospita un ristorante con un bel plateatico.

 

4.La casa di Giulietta

Tappa fondamentale per chi visita Verona è la Casa di Giulietta. Da sempre meta prediletta dagli innamorati, il palazzo, dal quale si accede da un portico e un piccolo cortile, è reso famoso dalla tragedia di Shakespeare “Romeo and Juliet”.

Il celebre balcone, dove Giulietta si affacciava per vedere l’amato, è ancora oggi il palcoscenico di rappresentazioni teatrali.

 

Verona turismo

Verona città dell’amore: Casa di Giulietta (foto di Mauro Magagna)

 

Ogni anno sono oltre 2 milioni i visitatori che accedono alle stanze della casa e si sporgono dal davanzale. Al di sotto si trova la statua in bronzo di Giulietta: la tradizione vuole che porti fortuna toccare il seno destro della giovane.

 

>> Vedi anche: Passeggiata romantica in centro: dalla casa di Giulietta alla casa di Romeo

 

Visitata la Casa di Giulietta percorri Via Cappello fino alla fine, attraversa Ponte delle Navi e, sulla sinistra segui il fiume Adige e le sue anse. Giungerai in breve al Teatro Romano.

 

5.Il Teatro Romano e il Museo Archeologico

Il Teatro Romano è il primo vero anfiteatro romano della città. Il teatro nasce infatti all’interno delle mura cittadine di Verona nel 25 avanti Cristo, molti anni prima dell’anfiteatro Arena.

Grazie alla sua ottima acustica e alla posizione panoramica fu utilizzato per la rappresentazione di commedie e tragedie fino al 300 dopo Cristo.

Dal 300 dopo Cristo in poi venne lasciato all’incuria e solo con i restauri del Novecento fu riportato alla luce lo splendore di questo antico monumento.

Ad oggi ne è stata recuperata una buona parte. Il Teatro Romano è ora utilizzato per rappresentazioni teatrali e concerti.

 

Cosa vedere a Verona

Verona, Teatro Romano (foto di Flavio Salà)

 

Appena sopra il Teatro Romano c’è il prezioso Museo Archeologico, raggiungibile a piedi attraverso una scalinata o attraverso la Funicolare esterna che da via San Carlo porta a Castel San Pietro.

Se ami i giardini visita anche il Giardino Giusti, si trova nelle vicinanze del Teatro Romano.

 

6.Ponte Pietra e Castel San Pietro

Ponte Pietra è uno dei luoghi più significativi della città. Situato ai piedi del Colle di San Pietro, fu il primo ponte ad essere costruito a Verona (prima in legno e poi in pietra dai Romani).

Nei primi anni dell’Ottocento segnava il confine di Verona, dividendola tra il territorio di dominio francese e quello austriaco.

Ancora oggi si può vedere la colonna bianca sul parapetto del ponte che ne segnava i limiti.

 

Ponte Pietra Verona

Cosa vedere a Verona: Ponte Pietra (foto di Mauro Magagna)

 

Intorno al 1900 si costruì una Funicolare per il trasporto dei visitatori verso il castello che è stata ricostruita e riaperta a giugno 2017: collega via San Carlo, a fianco del Teatro Romano, il Museo Archeologico a metà percorso e, sulla sommità, il Colle di San Pietro con le rovine del castello e la caserma austriaca.

Per chi visita la città di Verona, Castel San Pietro è una tappa immancabile: da questa posizione si ha una vista spettacolare della città dall’alto.

Si possono ammirare i campanili delle chiese principali, il corso del fiume Adige, il ponte Pietra con la famosa torretta e indimenticabili tramonti.

 

Cosa vedere a Verona

Verona turistica: Colle San Pietro (foto di Flavio Salà)

 

Dopo aver ammirato il panorama da Castel San Pietro ed essere scesi di nuovo in piazza Erbe (attraverso Ponte Pietra e poi Via Sant’Anastasia), prendiamo un’altra delle vie storiche di Verona: corso Porta Borsari.

Da qui, dopo aver attraversato l’antica porta e continuando su Corso Cavour, si giunge all’Arco dei Gavi e poi a Castelvecchio.

 

Verona turistica

Verona in un giorno: Arco dei Gavi (foto di Flavio Salà)

 

7.Castelvecchio e il Ponte Scaligero

Castelvecchio è il palazzo-fortezza più longevo della città. Costruito nel Trecento per volere di Cangrande della Scala, Signore di Verona, oggi ospita un importante museo.

Voluto dal Signore di Verona, Cangrande della Scala, è situato lungo la riva cittadina dell’Adige, all’interno dell’ansa del fiume.

Il palazzo fu progettato con un duplice scopo: offrire una difesa contro le ribellioni dei cittadini e creare una via di fuga a nord per la famiglia scaligera, attraverso un grande ponte.

Castelvecchio è la fortezza più longeva della città. Durante il dominio francese sulla città (1797) le truppe di Parigi trasformarono il castello in caserma, distruggendo la torre e i merli delle mura.

 

Castelvecchio Verona

Verona, Palazzo e Ponte Castelvecchio (foto di Mauro Magagna)

 

Solo nel 1924, grazie alla grande opera di restauro del Comune, l’edificio fu ripristinato nella sua antica forma e oggi riusciamo a vederlo nelle proporzioni originarie.

Gli interni vennero ristrutturati dal maestro Carlo Scarpa (anni 1958-1974), e Castelvecchio divenne un museo cittadino con importanti collezioni di dipinti e sculture.

L’imponente ponte merlato, il Ponte Scaligero, fu costruito tra il 1355 e il 1357 e fu definito come uno degli esempi più illustri di architettura dell’epoca.

Il ponte era parte integrante del Palazzo di Castelvecchio e quindi ad uso privato della famiglia di Cangrande della Scala, che lo avevano costruito come via di fuga dalla città verso i loro parenti del Tirolo.

Attraversandolo a piedi, e sporgendosi dai merli medievali, si può avere un’incredibile vista del castello e della città di Verona costruita lungo le rive dell’Adige.

Da qui sarà sufficiente percorrere via Roma per ritrovarsi al punto di partenza: piazza Bra.

 

verona cosa vedere

Verona by night: Piazza Bra con l’Arena (foto Mauro Magagna)

 

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Verona cosa vedere

Verona, brindisi con le bollicine su Torre dei Lamberti

 

Articolo a cura di Sara Soliman
Team veronawinelove.com

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Angelo Branduardi in concerto al Teatro Romano il 22 maggio 2020 per il tour “Il cammino dell’anima”. Leggi l’articolo per saperne di più

Angelo Branduardi in concerto al Teatro Romano il 22 maggio 2020 per il tour “Il cammino dell’anima”. Leggi l’articolo per saperne di più

Angelo Branduardi fa tappa al Teatro Romano di Verona venerdì 22 maggio 2020 alle ore 21 per il tour “Il cammino dell’anima”.

In questa nuova tournée, Branduardi presenta l’ultimo album “Il cammino dell’anima, pubblicato ad ottobre 2019.

Il disco si ispira all’opera della monaca Ildegarda di Bingen, vissuta tra il 1098 e il 1179. Branduardi mischia musica e poesia per portare sul palco delle canzoni che interrogano la spiritualità e il lato intimo dell’animo umano.

Si prospetta un concerto emozionante, dove musica e mistico si fondono nella splendida atmosfera del Teatro Romano di Verona, uno dei luoghi di maggior interesse della città scaligera.

Il concerto di Branduardi al Teatro Romano fa parte della programmazione di Verona Folk, la rassegna internazionale di musica folk e d’autore organizzata dal Box Office Live, uno dei più importanti cartelloni musicali della stagione estiva.

 

Angelo Branduardi al Teatro Romano

 

Angelo Branduardi al Teatro Romano venerdì 22 maggio 2020, ore 21

Angelo Branduardi nasce a Cuggiono (Milano) il 12 febbraio 1950.

A tre mesi si trasferisce con la famiglia a Genova. Nel capoluogo ligure, Branduardi entra in contatto con la scuola dei cantautori, che costituisce uno stimolo importante per la sua carriera, assieme ad autori inglesi come Donovan e Cat Stevens.

L’incontro nel 1973 con il compositore Paul Buckmaster è stato decisivo per la sua carriera. L’anno dopo, infatti, incide il suo primo album Angelo Branduardi, che risente molto dell’influenza di Buckmaster.

Nel 1975 entra in contatto con il polistrumentista Maurizio Fabrizio, con il quale incide un secondo disco La Luna e dà inizio ad una collaborazione che durerà fino al 1979. Da quel momento, la produzione di Angelo Branduardi ha attinto alla musica popolare, barocca, rinascimentale, con spunti presi anche dalla musica etnica.

Nel 1976 torna ad abitare con la moglie e le figlie a Cuggiono dove rimane sino al 1982. Sono anni proficui, in cui incide l’album Alla fiera dell’est, premiato nel 1977 dalla critica discografica italiana.

In quegli anni la sua musica mischia folk e tradizione celtica, modernizzata in chiave pop. Grazie al suo particolare gusto musicale diventa celebre in tutta Europa. Alla fine del 1977 pubblica La pulce d’acqua, tra i cinque album più venduti in Italia nel 1978.

Tra il 1978 e il 1979 lavora ad un progetto dal vivo denominato La Carovana del Mediterraneo, che coinvolge anche i componenti del Banco del Mutuo Soccorso. I concerti toccano Italia, Inghilterra, Svizzera, Francia, Germania e Belgio.

Nel 1979 pubblica Cogli la prima mela, premiato in Italia, Germania e Francia come disco rivelazione dell’anno.

Il 1980 è un altro anno importante per la sua carriera. Branduardi pubblica due nuovi album: Concerto, un triplo Ip contente 22 brani in italiano e inglese tratti dalla serie di concerti La Carovana del Mediterraneo.

Il secondo album Gulliver, la luna e altri disegni, è la rivisitazione del disco La luna, con l’aggiunta dell’inedito Gulliver.

Sempre in quell’anno, Branduardi organizza la seconda edizione de La Carovana del Mediterraneo. Vi partecipano quasi tutti i musicisti della prima tournée, con l’aggiunta di Stephen Stills, Graham Nash e Richie Havens.

Nel 1981 pubblica Branduardi ’81. I testi sono scritti dalla moglie Luisa Zappa, con la supervisione di Paul Buckmaster.

Due anni dopo incide Cercando l’oro, in cui torna il contributo di Maurizio Fabrizio.

Il 1983 lavora alla composizione di colonne sonore per lungometraggi. Scrive State buoni se potete per l’omonimo film di Luigi Magni.

Branduardi è poi stato premiato con il David di Donatello come miglior musicista e con il Nastro d’argento per la miglior colonna sonora.

Nel 1986 compone la colonna sonora di Momo e nel 1988 di Secondo Ponzio Pilato diretto da Magni.

Sempre lo stesso anno realizza Branduardi canta Yeats. Si tratta di una trasposizione in chiave musicale di alcune poesie dello scrittore William Butler Yeats, composte tra la fine del 1800 e il 1918.

Nel 1988 Branduardi incide un album di inediti intitolato Pane e rose, seguito da Il ladro nel 1990. Entrambi i dischi si caratterizzano per sonorità più minimaliste con cenni all’elettronica, pur non abbandonando le basi folk.

Gli anni Novanta vedono la pubblicazione di ben quattro album. Nel 1993 incide Si può fare con gli arrangiamenti di Vince Tempera. L’anno successivo pubblica Domenica e lunedì (in cui sono presenti i testi di Pasquale Panella, Paola Pallottino, Roberto Vecchioni ed Eugenio Finardi).

 

 

Nel 1996 pubblica il live Camminando camminando lanciato dai singoli L’apprendista stregone e Piccola canzone dei contrari. Due anni più tardi incide Il dito e la luna, in cui spiccano le canzoni Il giocatore di biliardo e L’uso dell’amore.

Altro importante progetto nato nel 1996 è Futuro antico I, a cui seguono II (1998), III (2002), IV (2007), V (2009), VI (2009), VII (2010) e VIII (2014). In questi album, Branduardi riscopre il patrimonio musicale antico italiano ed europeo.

Nel 2000 pubblica L’infinitamente piccolo, dedicato alla vita di Francesco d’Assisi, di cui fa parte La Lauda.

Del 2003 è Altro ed altrove, una raccolta di poesie da tutto il mondo trasformata in musica.

Il 2011 segna il ritorno al pop con Così è se mi pare ed a una nuova collaborazione con Maurizio Fabrizio, mentre è del 2013 Il rovo e la rosa, una rivisitazione di alcune ballate inglesi della seconda metà del XVI secolo.

Nel 2019 gli viene conferito il Premio Chiara (premio letterario dedicato a Piero Chiara) “le parole della musica”, in onore alla sua carriera.

 

 

Concerto di Angelo Braduardi a Verona: leggi le informazioni utili

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Articolo a cura di Zara Rubes
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Verona in Love: dal 13 al 16 febbraio 2020 tra musica, poesia e manifestazioni nella città dell’amore. Per la prima volta la possibilità di dormire nella casa di Giulietta

Verona in Love: dal 13 al 16 febbraio 2020 tra musica, poesia e manifestazioni nella città dell’amore. Per la prima volta la possibilità di dormire nella casa di Giulietta

Se sei alla ricerca di qualche idea per San Valentino ti trovi nel posto giusto: Verona è la città perfetta per trascorrere qualche giorno all’insegna del romanticismo.

Da giovedì 13 a domenica 16 febbraio 2020, Verona ospita la 16a edizione di Verona in Love – Se ami qualcuno portalo a Verona 2020: la tradizionale festa organizzata in occasione di San Valentino.

Le proposte per un indimenticabile weekend sono molte: dalla poesia all’intrattenimento alla famosa Giulietta e Romeo Half Marathon, giunta quest’anno alla 13a edizione.

Novità del 2020 la possiblità, per una coppia di fortunati, di dormire nella casa di Giulietta.

 

 

Festa di San Valentino - Verona in Love - 2020 - festa degli innamorati - Romeo e Giulietta

San Valentino a Verona con gli eventi di “Verona in Love”, dal 13 al 16 febbraio 2020

 

 

Lo speciale San Valentino Verona in Love Festival 2020 regala la possibilità di vivere giorni da sogno nella città che ha fatto da sfondo ad una delle storie d’amore più struggenti e romantiche della letteratura, ‘Romeo e Giulietta’ di William Shakespeare.

Ogni anno, durante il weekend di San Valentino, Verona si trasforma: il centro storico, le vetrine dei negozi e i locali si colorano di rosso. Le vie del centro si riempiono di decorazioni luci e cuori.

La 16a edizione della festa, che celebra San Valentino protettore degli innamorati, tinge di rosso gli scorci più suggestivi della città.

Dalle vie del centro al balcone di Giulietta, da Piazza dei Signori alla Torre dei Lamberti l’atmosfera assume il colore della passione.

 

Verona in Love 2020 programma: 13-16 febbraio 2020

E’ un programma ricco di eventi, manifestazioni, iniziative.

Fra cultura, spettacoli, musica, cucina e libri.

Verona si tinge dei colori dell’amore, in onore di Giulietta e Romeo, da giovedì 13 a domenica 16 febbraio 2020.

Leggi l’articolo di Verona Wine Love su “VERONA IN LOVE 2020” con il programma dettagliato dell’evento.

 

San Valentino a Verona: dormire nella casa di Giulietta

Un’altra iniziativa molto particolare è la possibilità di dormire, la notte del 14 febbraio e per la prima volta, nella casa di Giulietta.

 

Turismo e arte a Verona, Casa di Giulietta

La casa di Giulietta a Verona è meta di turisti da tutto il mondo. Una coppia di fortunati, quest’anno, potrà trascorrervi la notte del 14 febbraio

 

Come riuscirci?

Ci vuole un po’ di fortuna e creatività. Collegati al sito ufficiale di Airbnb, che ha realizzato l’iniziativa con il comune di Verona e racconta la tua storia d’amore.

Dovresti provare a convincere chi leggerà la tua lettera di essere il perfetto ospite per una dimora di tale pregio.

Oltre a dormire nel famoso letto usato da Franco Zeffirelli nel suo “Romeo e Giulietta”, gli ospiti potranno sedersi davanti al camino acceso, leggere le lettere che ogni giorno arrivano a Verona dagli innamorati di tutto il mondo e cenare al lume di candela, serviti da un maggiordomo.

La scadenza di questo ‘concorso’ è il 3 febbraio. Ti piacerebbe? Tenta la fortuna!

 

Premio arte d’amore Verona In Love 2020 – Concorso Nazionale per giovani artisti sulla canzone d’autore d’amore

 

Verona, città dell’amore, ha organizzato, nell’ambito della rassegna Verona In Love 2020, un concorso per giovani cantautori e artisti (dai 18 ai 45 anni con residenza in Italia) con un brano dedicato all’amore.

Il brano deve essere originale, inedito e edito. Il tema è quello dell’amore, dei sogni e delle fantasie ricorrenti che caratterizzano la fase dell’innamoramento.

La giuria, presieduta da Massimo Bubola, assegnerà vari premi tra cui la produzione del brano presso Sottoilmare Recording Studios, un contratto editoriale (Freecom / Eccher Music), la distribuzione sulle piattaforme digitali, l’iscrizione di 1 anno a Doc Servizi e la consulenza manageriale con Doc Live.

Termine di iscrizione: 3 febbraio 2020 

Iscrizioni e regolamento

 

Giulietta&Romeo Half Marathon

 

Il percorso della Giulietta&Romeo Half Marathon (21,097 km) attraversa i luoghi più caratteristici di Verona e taglia il traguardo nella splendida Piazza Bra.

La maratona mira a superare i grandi numeri della scorsa edizione, che ha visto la partecipazione di quasi 6000 runners.

Oltre alla classica mezza maratona, torna quest’anno anche Agsm Duo Half Marathon, emozionante corsa a staffetta non competitiva.

 

Verona e la maratona di Giulietta e Romeo

Verona in Love: Maratona di Giulietta e Romeo. Ph. Manuel Scarparo

 

Leggi anche Verona in un giorno: cosa vedere

 

Scopri Verona con la Guida Turistica di VeronaWineLove

 

Se non sei mai stato a Verona, San Valentino rappresenta l’occasione perfetta per ammirarla in tutta la sua bellezza.

Dal 13 al 16 febbraio sono in programma anche musica live, cene a tema nei migliori ristoranti del centro storico e tante manifestazioni.

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Informazioni utili su Verona:

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  2. COSA VEDERE A VERONA: GUIDA ALLA CITTA’
  3. VERONA A PIEDI E IN BICICLETTA: CICLOTURISMO E CAMMINATE 
  4. CANTINE DI VERONA

 

Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   redazione@veronawinelove.com

 

 

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“Divertiamoci a Teatro”. Dal 12 novembre al 3 aprile 2020 sono ben 37 le rappresentazioni al Teatro Nuovo di Verona. Scopri il programma e le info utili

“Divertiamoci a Teatro”. Dal 12 novembre al 3 aprile 2020 sono ben 37 le rappresentazioni al Teatro Nuovo di Verona. Scopri il programma e le info utili

Il Teatro Nuovo di Verona presenta il programma della 22^ edizione della rassegna “Divertiamoci a Teatro”, organizzata dal Teatro Stabile di Verona – Centro di produzione teatrale.

Dal 12 novembre 2019 al 3 aprile 2020, per un totale di trentasette rappresentazioni, si alternano attori e spettacoli di vario genere.

Otto dei dodici spettacoli sono in abbonamento e quattro sono fuori abbonamento.

Il direttore artistico della rassegna Paolo Valerio ci anticipa quali sono gli spettacoli in programma.

Si spazia “dalla clamorosa gaffe di lui che, in Bella figura, dice candidamente all’amante una cosa che non doveva dire, al genere maschile preso di mira nella divertente commedia A che servono gli uomini? proposta da Nancy Brilli”.

Ma si affronta anche l’umoristico rapporto col cibo e con gli uomini. Le quattro protagoniste di Belle ripiene preparano sul palco veri ravioli, risotti e dolcetti (che alla fine saranno offerti al pubblico).

Non mancherà l’umorismo nero all’inglese delle Regole per vivere.

Presente anche la coppia Lopez-Solenghi, che continua a far divertire; come non mancano i giocosi travestimenti di Alle 5 da me, dove i protagonisti interpretano cinque donne e cinque uomini alla spasmodica ricerca di affetto.

Ricca anche la sezione “fuori abbonamento”: in programma la commedia musicale Grease, Le cognate con Maria Teresa Ruta e gli ultimi spettacoli di Lella Costa e di Debora Villa.

“La presenza del verbo “divertirsi” nel titolo di questa fortunata rassegna ha un debito di cui essere orgogliosi” continua il direttore Valerio.

Italo Calvino, parlando del suo Visconte dimezzato a un gruppo di studenti nel 1983  sosteneva che il divertire abbia una funzione sociale.

“Penso sempre al lettore che si deve sorbire tutte queste pagine: bisogna che si diverta, bisogna che abbia anche una gratificazione. Questa è la mia morale: uno ha comprato il libro, ha pagato dei soldi, ci investe del suo tempo, si deve divertire. Io penso che il divertimento sia una cosa seria!” sosteneva Calvino.

“Parafrasando Calvino, non c’è dubbio” – conclude Valerio – “credo che anche divertirsi a teatro sia una cosa seria!”.

 

Verona- Teatro Nuovo programma 2019

“Divertiamoci a Teatro”: cartellone del programma 2019 del Teatro Nuovo di Verona

 

 

“Divertiamoci a Teatro”: breve rassegna degli spettacoli

  • 12, 13, 14 e 15 novembre: inaugurano la rassegna Gaia De Laurentis e Ugo Dighero con Alle 5 da me di Pier Chesnot, regia di Stefano Artissunch.
    «Alle 5 da me – dice il regista Artissunch – è una commedia esilarante che racconta i disastrosi incontri sentimentali di un uomo e di una donna: lui in cerca di stabilità affettiva, lei ossessionata dal desiderio di maternità».
  • 26, 27, 28 e 29 novembreVeronica Pivetti è la protagonista di Viktor und Viktoria, commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schünzel del 1933, regia di Emanuele Gamba.
    Alla ricerca di una scrittura teatrale, Susanne Weber, attrice di provincia ridotta alla fame, approda in una Berlino degli anni Trenta che vede avanzare le nascenti forze nazionalsocialiste di Hitler. Qui incontra un collega attore immigrato dall’Italia, Vito Esposito (Yari Gugliucci).
  • 17, 18, 19 e 20 dicembre: Le regole per vivere di Sam Holcroft, con la regia di Antonio Zavatteri. In scena, a parte un cambio, gli stessi attori di Le prénom – Cena tra amici: Elisa Di Eusanio, Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Orietta Notari e Aldo Ottobrino.
    Lo spettacolo mette in scena un pranzo di Natale di una famiglia particolarmente logorata: da una parte genitori anziani pieni di manie; dall’altra figli non più giovani gonfi di rancore nei confronti di papà e mamma, incastrati in relazioni di coppia complicate e frustrati da vite professionali che non hanno avuto il fulgore previsto in gioventù.

 

Verona il programma 2019 del Teatro Nuovo

 

 

Teatro Nuovo di Verona: Spettacoli di gennaio e febbraio

  • 21, 22, 23 e 24 gennaioNancy Brilli è la protagonista di A che servono gli uomini?, commedia musicale di Iaia Fiastri con la regia di Lina Wertmüller. Messa in scena nel 1988, ebbe per protagonista Ombretta Colli con musiche e canzoni scritte appositamente da Giorgio Gaber.
    Tre decenni dopo, a cimentarsi con il personaggio di Teodolinda, donna delusa dagli uomini, è Nancy Brilli. Soddisfatta della sua vita da single e della carriera, rimpiange però di non avere avuto un figlio.
    «A dispetto del titolo – dice Lina Wertmüller – non si tratta di una commedia femminista. Affronta con leggerezza, ironia, equivoci e tante risate, un tema caro a molte donne sole, il desiderio di avere un figlio».
  • 4, 5, 6 e 7 febbraio: Belle ripiene, con Rossella Brescia, Tosca D’aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo. Una gustosa commedia di Giulia Ricciardi e Massimo Romeo Piparo con la regia di Massimo Romeo Piparo.
    La commedia è ambientata in una cucina realmente allestita sul palco, con una telecamera che permette al pubblico di seguire la preparazione dei piatti.
    Le quattro interpreti, mentre parlano del loro rapporto coi rispettivi uomini e delle rispettive più-o-meno realizzate esistenze, cucinano pietanze tipiche delle loro terre di provenienza: Lazio, Campania, il Salento e l’Alta pianura Padana.
  • 26, 27, 28 e 29 febbraio Anna Foglietta e Paolo Calabresi sono i protagonisti di Bella figura di Yasmina Reza con la regia di Roberto Andò. In scena anche Anna Ferzetti, David Sebasti e Simona Marchini.
    Giunta al successo internazionale con Art, la scrittrice e drammaturga francese Yasmina Reza così sintetizza Bella figura: «Un uomo e una donna nel parcheggio di un ristorante. Lei, Andrea, madre single e impiegata in una farmacia, è ancora in macchina.
    Il suo amante, Boris, un piccolo imprenditore di verande, sta cercando di convincerla a uscire, malgrado il passo falso che ha appena commesso: farsi scappare che quel ristorante gli è stato consigliato da sua moglie».

 

Marzo 2020: Spettacoli della sezione in abbonamento

  • 10, 11, 12, 13 marzo: I soliti ignoti, tratto dal film di Mario Monicelli del 1958. Attori Vinicio Marchioni (che cura anche la regia) e Giuseppe Zeno. È il primo film comico italiano dove compare anche la morte.
    Ennesima conferma del valore di questa pellicola parodia del caper-movie sbarcata anche a Hollywood per due remake: Crackers (1984) di Louis Malle e Welcome to Collinwood (2002) di Anthony e Joe Russo. Vinicio Marchioni, interpreterà il ruolo di Giuseppe Baiocchi, detto Peppe Er Pantera, che nel film fu di Vittorio Gassmann.
  • 31 marzo, 1, 2 e 3 aprile: Massimo Lopez e Tullio Solenghi show con Massimo Lopez e Tullio Solenghi. Lopez e Solenghi tornano insieme sul palco dopo quindici anni con uno spettacolo di cui sono interpreti e autori. Le musiche dal vivo sono eseguite dalla Jazz Company, diretta da Gabriele Cornegglio.
    Un racconto scenico senza un apparente filo conduttore, secondo lo stile surreale che per oltre dieci anni ha caratterizzato il mitico trio formato con l’indimenticabile Anna, sempre rievocata a fine spettacolo.

 

Spettacoli della “sezione fuori abbonamento”

  • 2 e 3 gennaio 2020: il musical Grease di Jacobs-Casey del 1971. Il musical è stato reso celebre nel mondo dal film del 1978 con John Travolta e Olivia Newton-John.
    Messo in scena più volte dal 1997 con la regia di Saverio Marconi, ha fatto registrare in questi anni in Italia oltre 1.870.000 spettatori.
    Con la sua elettrizzante colonna sonora (da Summer Nights a You’re the One That I Want) e con le sue irresistibili coreografie, ha fatto e continua a fare innamorare (e ballare) intere generazioni.
  • 11 gennaio 2020: Le cognate – Cena in famiglia del franco-tunisino Èric Assous con Maria Teresa Ruta, Guenda Goria e Anna Zago. Regia di Piergiorgio Piccoli.
    Dopo il grande successo nella scorsa stagione, lo spettacolo viene ripreso con Maria Teresa Ruta al posto di Anna Valle. La commedia ha per protagonisti tre fratelli e le rispettive consorti.
  • 8 febbraio 2020Se non posso ballare, ispirato a Il catalogo delle donne valorose di Serena Dandini. Ne è protagonista – con la regia di Serena Sinigaglia – Lella Costa.
    Lella Costa porta in scena donne intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese, che hanno lottato per raggiungere traguardi che sembravano impensabili.
  • 26 marzo 2020: Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere di Paul Dewandre dal libro di John Gray. Protagonista Debora Villa.
    «Tanto tempo fa, i Marziani e le Venusiane s’incontrarono, s’innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi»: questo in sintesi il senso del bestseller dello psicologo statunitense John Gray del 1992.

Gli incontri sono organizzati in collaborazione col quotidiano L’Arena e con la Fondazione Cariverona.

 

Abbonamenti e biglietti

I biglietti per i singoli spettacoli sono in vendita dal 4 novembre.
www.teatronuovoverona.it

 

Video della scorsa edizione con quattro anticipazioni degli spettacoli della 22^ Edizione 2019-2020

 

Articolo a cura di Nicola Albi
redazione@veronawinelove.com

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“Il Grande Teatro”, la rassegna da novembre 2019 a marzo 2020 con un cartellone di alto profilo. Scopri il programma del Teatro Nuovo di Verona con le informazioni utili

“Il Grande Teatro”, la rassegna da novembre 2019 a marzo 2020 con un cartellone di alto profilo. Scopri il programma del Teatro Nuovo di Verona con le informazioni utili

Il Teatro Nuovo di Verona ospita dal 5 novembre 2019 al 22 marzo 2020 la rassegna invernale “Il Grande Teatro”, giunta alla 34^ edizione.

In programma la messa in scena di allestimenti ispirati alla letteratura, al cinema, ai classici greci e al teatro contemporaneo.

E’ un cartellone di alto profilo, quello proposto da “Il Grande Teatro”, con alcuni fra i migliori attori teatrali italiani.

 

“Il Grande Teatro” al Teatro Nuovo di Verona: il programma 2019-2020

Inaugura la rassegna, dal 5 al 10 novembre, L’ONORE PERDUTO DI KATHARINA BLUM di Franco Però.

Lo spettacolo è tratto dal romanzo di Heinrich Böll, premio Nobel per la letteratura nel 1972.

Gli interpreti sono Elena Radonicich (nota per la fiction Rai La porta rossa), Peppino Mazzotta (conosciuto per il ruolo di Fazio nel Commissario Montalbano) e la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia.

Tema di fondo della rappresentazione è la parodia al linguaggio della stampa scandalistica, i suoi luoghi comuni, le moralizzazioni spicciole, le espressioni alla moda e la sua piattezza intrinseca.

La rassegna prosegue, dal 19 al 24 novembre, con VINCENT VAN GOGH- L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO di Stefano Massini, vincitore nel 2005 del Premio Pier Vittorio Tondelli.

A vestire i panni di Van Gogh Alessandro Preziosi con la regia di Alessandro Maggi.

Il testo di Maggi esplora la vicenda umana dell’artista, portando alla luce degli aspetti nascosti. L’intera rappresentazione si sviluppa nelle stanze del manicomio, creando un’atmosfera tra il reale e il suo opposto.

 

Alessandro Preziosi in Vincent Van Gogh

Alessandro Preziosi in Vincent Van Gogh, l’odore assordante del bianco

 

Il terzo spettacolo in cartellone è il FALSTAFF E IL SUO SERVO di Nicola Fano e Antonio Calenda, in programma dal 10 al 15 dicembre.

L’opera rievoca le avventure di Falstaff e ripercorre gli ultimi giorni di vita di un personaggio iconico nella produzione shakespeariana (già noto in Le allegre comari di Windsor e Enrico IV).

 Lucia Calamaro e il suo SI NOTA ALL’IMBRUNIRE (SOLITUDINE DI UN PAESE SPOPOLATO) aprono il 2020: l’opera è in programma dal 14 al 19 gennaio.

Silvio Orlando interpreta il protagonista Silvio, rimasto vedovo.

Nel tempo, la solitudine lo spinge ad acquisire diverse manie, tra cui quella di non voler più camminare. Saranno i figli a dover trovare una soluzione per rompere questa monotonia.

Attraverso la vicenda personale di Silvio, la regista coglie l’occasione per indagare il tema della solitudine nella società attuale.

 

Il Grande Teatro - rassegna teatrale 2019-2020 - Verona - Teatro Nuovo - attori - Verona Wine Love

Alcuni dei protagonisti della rassegna “Il Grande Teatro”, al Teatro Nuovo di Verona

 

Il quinto spettacolo della rassegna è DRACULA di Carla Cavalluzzi e Sergio Rubini (prodotto da Nuovo Teatro), in programma dal 28 gennaio al 2 febbraio. I protagonisti sono Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini.

La rappresentazione ricalca l’opera celebre di Bram Stoker del 1897.

Il sesto appuntamento del Grande Teatro è con JEZABEL di Paolo Valerio, in programma dal 18 al 23 febbraio. Lo spettacolo è tratto dal romanzo omonimo di Irène Némirovsky, autrice russo-ebrea morta nel campo di concentramento di Auschwitz.

Lo spettacolo ricostruisce la vicenda di Gladys, interpretata da Elena Ghiaurov. Sudamericana bellissima e ossessionata dalla paura di invecchiare, la donna è accusata dell’omicidio del suo giovane amante ventenne.

La produzione è del Teatro Stabile di Verona e del Teatro Stabile di Napoli- Teatro Nazionale.

L’ANTIGONE di Sofocle è in teatro dal 3 all’8 marzo. L’opera, diretta da Laura Sicignano, è interpretata da Sebastiano Lo Monaco, Barbara Moselli e gli attori del Teatro Stabile di Catania.

La tragedia classica analizza la questione del “minore dei mali” che percorre l’ideologia occidentale, ponendo Antigone nei panni della martire che si ribella a questa filosofia.

Ferzan Özpetek chiude la rassegna con MINE VAGANTI, a teatro dal 17 al 22 marzo. La rappresentazione firma la sua prima regia teatrale ed è un adattamento del film pluripremiato Mine vaganti del 2010.

Il cast è ancora in via di definizione, ma al momento gli attori già selezionati sono: Francesco Pannofino (nei panni di Vincenzo Cantone), Paola Minaccioni  (Stefania), Arturo Muselli (Tommaso Cantone), Giorgio Marchesi (Antonio Cantone).

 

Locandina 34esima edizione Il Grande Teatro Verona - Teatro Nuovo - Verona Wine Love

 

 

Biglietti, abbonamenti e informazioni utili

I biglietti per i singoli spettacoli del Grande Teatro sono in vendita a partire dal 28 ottobre in queste sedi:

  • Teatro Nuovo, piazza Viviani 10 tel. 0458006100 dal lunedì al sabato dalle 15.30 alle 20.00,
  • Cinema Teatro Alcione, via Verdi 20 in orario di proiezioni, tel. 0458400848,
  • Box Office, via Pallone 16 tel. 0458011154, www.boxofficelive.it
  • Circuito Geticket: online dal sito www.geticket.it oppure tramite Sportelli Unicredit Banca abilitati, tel. 800323285, call center 848002008

I prezzi vanno, in base al settore scelto, da 26 euro per la platea a 10 euro per la seconda galleria.

I nuovi abbonamenti sono disponibili dal 10 al 24 ottobre 2019 in queste sedi:

  • Box Office, Via Pallone 16 – Tel. 045 8011154. Dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30, sabato dalle 9.30 alle 12.30,
  • Teatro Nuovo, piazza Viviani 10 – Tel. 045 8006100. Dal lunedì al sabato, dalle 15.30 alle 20.00

Il costo varia a seconda del settore scelto: si va da 176 euro (intero) per la platea, fino a 55 euro (intero) per la seconda galleria.

Sono previste delle riduzioni per gli under 26, gli studenti, gli over 65 e i membri di CRAL, circoli e ordini convenzionati.

Il Teatro Nuovo include nelle proprie attività artistiche e culturali il pubblico con disabilità.

Per la rassegna vale la tariffa TEATRI 10 E LODE: 10 euro per carrozzina e posto di platea, 20 se i posti sono due.

Con TeatroUnder26 i giovani tra i 18 e i 26 anni che vivono, lavorano o studiano a Verona hanno diritto all’ingresso a soli 3 euro.

Per ulteriori informazioni chiama lo 0458006100 o visita il sito web del Teatro Nuovo.

 

Come arrivare al Teatro Nuovo

In autobus

  • Autobus 11-12-13-51-73 fermata S.Fermo, proseguire per via Cappello, girare per via Nizza, sulla sinistra Piazza Viviani.
  • Autobus 31-32-33-21-22-23-24 fermata Porta Borsari, proseguire fino in Piazza Erbe, poi via Cairoli fino in Piazza Viviani.
  • Autobus 70-71, fermata Piazza Viviani.


In macchina
È possibile lasciare l’auto nel parcheggio coperto di Piazza Isolo, a 5 minuti a piedi dal Teatro Nuovo.

Articolo a cura di Zara Rubes
redazione@veronawinelove.com

 

 

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GUIDA TURISTICA ALLA CITTA’ DI VERONA: COME ARRIVARE E COME SOGGIORNARVI

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Arena di Verona, Raf e Umberto Tozzi in concerto il 25 settembre con 30 grandi canzoni. Prendi i biglietti e leggi le informazioni utili su Verona

Arena di Verona, Raf e Umberto Tozzi in concerto il 25 settembre con 30 grandi canzoni. Prendi i biglietti e leggi le informazioni utili su Verona

Un concerto imperdibile quello di mercoledì 21 settembre 2019, ore 21, all’Arena di Verona: Raf Umberto Tozzi insieme per l’ultima data del loro tour italiano.

È l’occasione per ascoltare insieme i due talenti della musica italiana legati da una lunga amicizia.

Il concerto si sviluppa con una scaletta di oltre 30 hit, molti dei quali sono successi conosciuti in tutto il mondo.

I due artisti si ritrovano nel magico scenario dell’ Arena di Verona dopo l’incontro al concerto-evento di Umberto Tozzi “40 Anni Che Ti Amo”.

Evento che ha generato in loro l’entusiasmo e la voglia di ritrovarsi per cantare ancora insieme sullo stesso palco.

 

Raf e Tozzi all’Hotel Leon d’Oro di Verona hanno raccontato il concerto in Arena

Ambedue, come hanno affermato durante la conferenza stampa dei giorni scorsi all’Hotel Leon d’Oro di Verona, hanno sospeso i loro rispettivi progetti per dedicarsi al tour che li ha portati ad esibirsi nelle città di tutta la penisola.

Il brano di apertura – ha dichiarato Raf – è “Il battito animale” e quello di chiusura “Gloria”.

La band che accompagnerà i due cantautori è il frutto di un grande lavoro.

“L’intreccio e l’effetto musicale di musicisti diversi non è sempre scontato” aggiunge Tozzi durante la conferenza stampa “e questo gruppo di dieci elementi è riuscito ad amalgamarsi per produrre un suono straordinario”.

Ribadito quel sentimento di amicizia che li avvicina, Tozzi hanno confidato ai giornalisti presenti che “l’amore e il supporto della mia compagna mi hanno permesso di superare momenti in bianco e nero per trasformarli in momenti colorati”.

COMPRA DA TICKETONE IL BIGLIETTO PER IL CONCERTO IN ARENA DI VERONA DI RAF E TOZZI DEL 25 SETTEMBRE 2019

 

Conferenza stampa RAF e Tozzi

Conferenza stampa di Raf e Umberto Tozzi all’ Hotel Leon d’Oro di Verona il 13 settembre 2019 (foto di Nicola Albi)

 

Il tempo, in effetti, è un grande protagonista nella loro esistenza personale e professionale. Ha scandito e differenziato lo stile musicale e le scelte sulle collaborazioni che, in molti dei rispettivi dischi, sono state determinanti.

Anche per quanto riguarda la musica di oggi molte cose sono cambiate.

“La velocità con la quale si devono pubblicare brani” aggiunge Raf  “è così ristretta che la qualità ne risente. Una volta per scrivere e pubblicare un disco si impiegavano mesi. Si studiava la musica adatta e le parole erano selezionate con ossessione. Ora in poche settimane tutto è pronto”.

“Ai nostri giorni i ragazzi scrivono i brani e mi inviano le tracce sonore in file separati tra loro, magari con dei rumori di sottofondo. Poi io le devo unire per capire quale sarà l’effetto finale. Manca un lavoro di ricerca lessicale e di cura del timbro musicale” dice Raf.

“Il periodo degli anni  ’70 e ’80” aggiunge Tozzi  “è stato un momento irripetibile dal punto di vista musicale. Una creatività e una moltitudine di gruppi rock, cantautori e compositori, in primis Giancarlo Bigazzi che hanno fatto la storia”.

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Alcuni momenti della storia musicale di Tozzi e Raf

Si pensi per esempio al brano di Tozzi Eva(album del 1982), prodotto da Lucio Fabbri della PFM e con la straordinaria partecipazione di Walter Calloni. Il 1982 è anche l’anno in cui Umberto Tozzi riceve il GOLDEN GLOBE (mappamondo d’oro) premio ottenuto con oltre 27 milioni di copie vendute in soli 5 anni.

Anche per Raf (Raffaele Riefoli) gli anni ’80 sono stati una palestra professionale importante: è nel 1983 che nasce l’album Self control, suo primo successo discografico, cantato in lingua inglese.

Quattro sono i singoli che scalano le classifiche di quell’anno, grazie a una versione della statunitense Laura Branigan; Self Control, Change Your Mind, London Town e Hard.

Sempre nel 1983 scrive con Giancarlo Bigazzi il brano Il principe per Claudia Mori, utilizzato come sigla di chiusura del programma tv Hit Parade.

 

RAF-TOZZI-concerto-Arena-Verona

Mercoledì 25 settembre all’Arena di Verona il gran finale del tour di Raf e Umberto Tozzi

 

Ritornando al presente i due artisti si ritrovano nell’affermare, all’unisono, quanto sia determinante la voglia di rimettersi in gioco affrontando i cambiamenti di un mondo, quello musicale e sociale, sempre più frenetico.

E come afferma Giancarlo Mazzi, responsabile degli spettacoli extralirica della Fondazione Arena di Verona, presente alla conferenza stampa: “Umberto Tozzi e Raf rappresentano l’eccellenza della musica italiana. Loro sono dei veri “artigiani della musica” in quanto eprimono una professionalità e un talento difficili da trovare”.

E aggiunge Mazzi: “Sarà per me un piacere accoglierli e aprire loro le porte dell’Arena di Verona. Perché se riusciamo ad ascoltare, a Verona, artisti di questo calibro è grazie a loro”.

L’incontro tra i due, la voglia di condividere spazi e istanti di vita irripetibili li conferma a pieno titolo come due stelle del panorama musicale italiano e internazionale.

E come nel testo della loro ultima canzone “Come in una danza” Raf e Tozzi ci ricordano l’importanza del rapporto umano:

“In questo grande labirinto, amico mi ritroverai.

È l’apparenza che ci persuade ma è la sostanza poi che conta per noi che siamo perfetti con i nostri difetti, eroi nel silenzio senza gloria.

Attraverseremo altri fuochi e tempeste e finalmente impareremo dai nostri errori.

E il tempo guarirà tutte le nostre ferite, non so quando ma so che arriverà…”.

 

Raf & Umberto Tozzi – Come una danza

 

“L’amore ha la sua importanza, non è un algoritmo nè una scienza è come una danza che cresce e non puoi farne senza…la password è uguale, la trovi cliccando sul cuore…”.

I due artisti accenderanno l’Arena di Verona il 25 settembre 2019 con brani indimenticabili e grandi successi:

da “Gloria” (1979) a “Self Control”(1987), da “Si può dare di più” (1987) a “Cosa resterà degli anni 80” (1989), da “Infinito” (2001) a “Ti amo” (1977), ma anche “Ti pretendo” (1989), “Gli altri siamo noi”(1991), “Il battito animale” (1993) e “Immensamente” (1987).

Non mancherà il loro ultimo brano a due “Come una danza” (2018) e molti altri, tra cui la super hit che non potrebbe mai mancare, “Gente di Mare” scritto da Raf, Giancarlo Bigazzi e Tozzi (1987).

Sul palco insieme a loro ci saranno i musicisti:  Elisa Semprini (violino e cori), Daniele Leucci (percussioni), Raffaele Chiatto (chitarra), Valerio Bruno (basso), Maurizio Campo (tastiere), Gianni Vancini (sax), Salvatore Cafiero (chitarra), Gianni Daddese (tastiere), Riccardo Roma (batteria) e Gabriele Blandii (tromba).

Radio Italia è radio ufficiale dell’evento.

 

Articolo a cura di Nicola Albi
redazione@veronawinelove.com

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