Valpolicella in bicicletta: due itinerari tra le ville venete e i vigneti nella terra dell’Amarone

Valpolicella in bicicletta: due itinerari tra le ville venete e i vigneti nella terra dell’Amarone

In bicicletta nella terra dell’Amarone, la Valpolicella. Nei giorni invernali, quando la città è avvolta dalla nebbia e le temperature scendono, le colline ci regalano qualche tiepido raggio di sole.

Ed è in collina che gli appassionati di cicloturismo si avventurano nonostante il freddo pungente.

Per le gite su due ruote del fine settimana ho pensato, allora, a due bei percorsi in Valpolicella .

Due percorsi da fare in bicicletta, magari abbinandoci una sosta in cantina, giusto per scaldarsi un po’.

 

Valpolicella - Verona - foto di Mauro Magagna - Verona Wine Love

Veduta sulla Valpolicella (Verona), foto di Mauro Magagna

 

Cicloturismo: in bicicletta fra le ville della Valpolicella

 

Questo percorso di 22 Km si snoda tra alcune delle più belle ville della Valpolicella.

La partenza è il paese di Fumane e il giro si svolge su strade asfaltate e poco trafficate. Se non sei un cicloturista, puoi fare questo percorso anche in auto.

Lungo il percorso sono presenti anche diverse aziende vinicole e osterie.

Da Fumane si pedala verso località Casterna, per poi proseguire in direzione di San Pietro Incariano.

Attraversato il centro abitato, si prosegue verso Pedemonte: in paese sorge Villa Sarego Santa Sofia, realizzata dal Palladio.

L’edificio oggi visibile è però solo una parte del progetto originale.

 

Cicloturismo Valpolicella

Cicloturismo: le ville della Valpolicella. Villa Sarego Santa Sofia a Pedemente di San Pietro in Cariano (Verona)

 

Proseguiamo in direzione di Corrubbio per poi salire verso Castelrotto. Da qui si può godere di uno splendido panorama e vedere i resti delle fortificazioni dei Longobardi.

Dopo la discesa verso Negarine e Casette, passati i due borghi, si prende a destra all’incrocio per tornare a San Pietro in Cariano.

Qualche pedalata e ci si trova fra due meravigliosi esempi di dimore secentesche: sulla destra villa Galtarossa, sulla sinistra villa Costanza.

Dal centro di San Pietro in Cariano si torna a Fumane seguendo una strada diversa rispetto a quella dell’andata.

Imboccata via delle Ruine, si giunge a Bure, dove si svolta a destra per proseguire in direzione di Bure Alto e della chiesetta di San Micheletto. Qui, per un breve tratto, la strada diventa sterrata.

Prima di tornare nel centro di Fumane, vale la pena fare una piccola deviazione sulla sinistra in via della Torre.

 

Allegrini winery e la Villa Della Torre

La Villa Della Torre di Allegrini a Fumane (Verona). Foto di Nicola Albi

 

A pochi metri di distanza sorge infatti villa Della Torre Allegrini, costruita nel XVI secolo seguendo l’ispirazione delle dimore di campagna dell’antica Roma.

La Villa vanta splendidi saloni e ospita numerosi eventi culturali, oltre a essere una delle cantine più rinomate della Valpolicella e d’Italia.

Se sei un winelover e ti piacerebbe fermarti per una visita in cantina ti consiglio di telefonare, ti alleghiamo l’elenco delle cantine della zona.

 

→ Scopri  CANTINE E VINI DELLA VALPOLICELLA

 

In bicicletta da Parona a San Floriano

 

Questo secondo percorso di 19 km mira a esplorare le prime colline della Valpolicella.

Si tratta di un percorso semplice, con alcuni tratti di pista ciclabile e altri che richiedono invece più attenzione.

Partendo da Parona, zona Largo Stazione Vecchia e, poco prima della galleria si imbocca via del Monastero, sulla sinistra.

Si prosegue su questa stradina stretta fra due mura, superando anche un breve tratto non asfaltato.

Giunti ad Arbizzano, attraversiamo il paese e pedaliamo verso Santa Maria.

Attraversiamo anche Pedemonte, meglio se percorrendo le vie parallele alla provinciale (sulla destra), per evitare il traffico.

Giunti sulla provinciale che porta a San Floriano, si potrà proseguire senza pericoli sulla pista ciclabile.

Una volta giunti a San Floriano, non può mancare una pausa per la visita all’antica pieve.

 

Cicloturismo in Valpolicella: Pieve di San Floriano

Cicloturismo in Valpolicella: Pieve di San Floriano (Verona)

 

Tornati in sella, proseguiamo verso la località Cà dell’Ebreo, tornando poi verso Pedemonte.

Invece di percorrere nuovamente la strada dell’andata, si può deviare verso Cengia e poi Corrubbio.

Superato un tratto sterrato in direzione della località Quar, svoltando a destra si torna su una strada che, in un paio di chilometri, ci riporta direttamente a Parona.

 

 

Vini della Valpolicella

 

Dal Valpolicella Ripasso al Classico Superiore, dall’Amarone al Recioto della Valpolicella: sono vini conosciuti in tutto il mondo.

Ognuna delle cantine della Valpolicella ha una propria caratteristica nel produrre i suoi vini che puoi degustare in un ristorante, acquistare  direttamente in cantina o in enoteca.

Ti invitiamo a scoprire, se la cosa ti appassiona, qualcosa in più su Valpolicella Ripasso, Classico Superiore, Recioto, Amarone e Valpolicella base: sono gli approfondimenti di Verona Wine Love.

 

valpolicella

Un calice di Valpolicella durante una degustazione

 

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
TeamVeronaWineLove.com

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Anteprima Amarone 2016 a Palazzo Gran Guardia di Verona. Aldo Sartori: “l’Amarone deve diventare un prodotto iconico, emozionale, esperenziale”

Anteprima Amarone 2016 a Palazzo Gran Guardia di Verona. Aldo Sartori: “l’Amarone deve diventare un prodotto iconico, emozionale, esperenziale”

Al Palazzo della Gran Guardia di Verona inizia la due giorni (sabato 1 e domenica 2 febbraio 2020) della manifestazione Anteprima Amarone 2016.

Oggi si entra nel vivo della kermesse dedicata alla celebrazione del vino Amarone della Valpolicella con la giornata riservata ai giornalisti nazionali ed esteri.

Il convegno “Dal vigneto al mercato: l’Amarone e l’identità del vino italiano” è il momento in cui fare il punto sulla situazione legato alla denominazione, ai mercati e alle azioni svolte sul campo da parte degli attori coinvolti.

Un’annata del vino Amarone, quella del 2016, tanto attesa e che è possibile degustare negli stand delle 53 aziende vitivinicole presenti con le loro bottigle.

Il mercato dell’Amarone coinvolge 2.273 produttori di uve e 272 aziende imbottigliatrici, con 373 fruttai destinati all’appassimento. Secondo l’indagine di Nomisma Wine Monitor, il giro d’affari nel 2019 sfiora i 345 milioni di Euro.

Numeri importanti che trovano supporto in un territorio compreso tra i 19 comuni della Valpolicella Doc veronese con  8.300 ettari vitati.

Il momento si rivela proficuo per affrontare e conoscere, con gli inteventi dei relatori, lo stato di salute delle grandi denominazioni.

 

Anteprima Amarone 2016. La ministra Bellanova: “l’amarone è un potentissimo veicolo della qualità e dell’eccellenza”

Dopo la proiezione del video ufficiale del Consorzio Tutela vini Valpolicella dedicato all’Anteprima Amarone 2016, il pubblico presente ascolta l’intervento registrato della ministra alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

La ministra saluta i relatori del convegno e “le aziende che testimoniano l’eccellenza di un vino che nel mondo è sinonimo di enorme lavoro, affinamento, qualità e capacità di imporsi sui mercati globali, un modello esemplare”.

Aggiunge la ministra Bellanova: “voglio comunque testimoniare la mia attenzione verso un prodotto che è un potentissimo veicolo della qualità e dell’eccellenza insuperabile del nostro agroalimentare nel mondo”.

“Per questo – aggiunge Bellanova – stiamo lavorando per l’istituzione di una cabina di regia presso il ministero. L’obiettivo è evidente: fare in modo che il confronto, con l’intero settore, sia costante e puntuale”.

E continua: “dobbiamo essere capaci di proiettare la storia composta da 500 vitigni coltivati e una diversità impareggiabile verso il valore materiale e immateriale del futuro. Per questo credo che la cultura del vino debba tornare anche nelle scuole, proprio perché i nostri giovani imparino il rispetto e il valore delle culture più tipiche della nostra terra”.

Sul fronte del rispetto dell’ambiente e per la riduzione dell’impatto delle produzioni sul terreno la ministra afferma: “siamo in dirittura d’arrivo per il testo unico nazionale per la sostenibilità della filiera vitivinicola, tassello fondamentale che ci vede impegnati assieme al ministero dell’Ambiente”.

Al termine dell’intervento Bellanova aggiunge: “stiamo ultimando una serie di interventi per la raccolta dati e un unico sistema di certificazione. L’obiettivo è quello di arrivare al raggiungimento di un’ Agricoltura 4.0”.

 

Il sindaco di Verona: “l’Amarone è il più grande ambasciatore del nostro territorio”

Il sindaco di Verona Federico Sboarina prende poi la parola per portare il saluto della cittadinanza ai partecipanti.

“Quando si parla di Amarone si parla di eccellenze, del nostro territorio e della nostra provincia, che rappresenta il Made in Italy in generale”.

Il sindaco aggiunge: “a settembre ero in Cina per il gemellaggio con la città di Hangzhou e ho capito che tutti conoscono la storia di Giulietta e Romeo ma non tutti la collocano all’interno della nostra città. Tutti conoscono l’Amarone e tutti sanno che l’Amarone della Valpolicella è a Verona“.

“Questo è la prova di quanto un vino rappresenti l’identità di un territorio. E – aggiunge Sboarina – i nostri prodotti devono essere difesi contro chi cerca, nel mondo, di contraffarli. L’Amarone è un grande brand che funziona, altrimenti non sarebbe imitato”.

“Ringrazio tutti gli imprenditori agricoli che utilizzano la tecnologia per stare al passo con i tempi,  per fare prodotti sempre migliori e portarli su piattaforme virtuali e farli conoscere in ogni parte del mondo – continua il sindaco”.

E termina l’intervento il sindaco: “ringrazio i produttori che permettono di tenere alto il nome dell’Amarone, della nostra provincia e città e che lo rendono il più grande ambasciatore del nostro territorio“.

 

Anteprima Amarone Verona

In primo piano il sindaco di Verona, Federico Sboarina, Andrea Andreoli, Aldo Sartori, Riccardo Cotarella e Olga Bussinello (Foto di Nicola Albi)

 

Videocollegamento con Paolo De Castro: “Ursula von der Leyen a Washington per incontrare Trump sul fronte dazi”

Il coordinatore S&D e Primo Vice-Presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro si inserisce nella conferenza in videocollegamento.

L’intervento è utile per ottenere delle notizie sugli sviluppi della situazione in ambito Brexit e sui dazi doganali prospettati dell’amministrazione statunitense di Trump.

Paolo de Castro afferma: “per quanto riguarda le politiche agricole sul tema Brexit non ci saranno cambiamenti fino alla fine di dicembre 2020”.

“Mentre – aggiunge De Castro –  per quanto riguarda il tema dei dazi prospettati dagli USA, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si recherà Washington per incontrare il presidente Donald Trump con l’obiettivo di scongiurare l’escalation delle tariffe aggiuntive”.

L’europarlamentare aggiunge: “la data dell’incontro prevista è il 4 o il 5 febbraio, per cui prima del termine, fissato per il 15 febbraio, della decisione americana di espandere il famoso “carosello” (una sorta di rotazione di prodotti agroalimentari sui quali imporre dazi)”.

“Anche l’Europa potrebbe imporre dazi sulle importazioni di soia d’oltre oceano. La speranza – conclude De Castro – è di non arrivare ad uno scontro con l’amministrazione americana”.

 

Anteprima Amarone Verona

Il tasting sull’annata 2016 dell’Amarone della Valpolicella (Foto di Sara Soliman)

 

 

Diego Tomasi: “meno potenza e più eleganza sono gli elementi distintivi dell’Anteprima Amarone 2016”

Diego Tomasi, direttore di CREA-VE (Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia di Conegliano) si sofferma per declinare il vino Amarone e, nello specifico descrive l’annata 2016.

“Con una superficie coltivata, che è aumentata in modo lineare nel corso degli anni, la zona della Valpolicella rappresenta un sistema ben strutturato, con una identità culturale importante” – inizia il suo intervento Tomasi.

“Il 2016 si colloca in un sistema Valpolicella con 60 mln di bottiglie con le 3 diverse qualità di vini (Ripasso, Valpolicella e Amarone). La scelta della pergola si conferma perfetta in un ambito climatico attuale”.

Continua Tomasi: “l’autenticità del vino si riconosce con il terroir, con la sostenibilità e con il rispetto del disciplinare in ottica biologica. La Valpolicella è avanti con i tempi in questo argomento”.

Per tornare alla valutazione dell’annata 2016 dell’Amarone si arriva a definire un profilo sensoriale di alto valore.

Tomasi aggiunge: “l’annata è stata perfetta dal punto di vista climatico e ha contribuito a donare al vino un aroma con maggiori sentori floreali e fruttati (maggiore presenza di sostanze monoterpeniche). Un Amarone non troppo corposo ma con maggiore eleganza e freschezza”.

Pertanto meno potenza e più eleganza sono gli elementi distintivi dell’Anteprima Amarone 2016.

 

Anteprima Amarone Verona

Le bottiglie delle aziende vitivinicole presenti all’Anteprima Amarone 2016. Foto di Nicola Albi

 

Il presidente del Consorzio Tutela vini Valpolicella Andrea Sartori: “auspicabili qualità in vigna, nei processi produttivi e nelle scelte distributive”

Con l’intervento di Andrea Sartori, presidente del Consorzio Tutela vini Valpolicella, la conferenza si avvia al termine.

Con l’arrivo dei Millenials i nuovi consumatori sono cambiati. Sartori affronta il tema: “un consumatore molto piu curioso, più aperto a testare nuove tipoligie di bevande, senza alcuna preclusione dal punto di vista del packaging e delle modalità. È un consumatore che guarda alla qualità, meno alla quantità e, soprattutto, a cui interessa l’esperienza. Un consumo esperenziale che sta cambiando lo scenario del mondo del vino.”

“Bisogna cambiare e lavorare sempre più nella qualità estrema, che deve lavorare su tutte le parti del processo. L’Amarone deve diventare un prodotto iconico, emozionale, esperenziale per questi nuovi consumatori perché altrimenti non saremo nella loro mappa” sottolinea Sartori.

Qualità in vigna, qualità nei processi produttivi e qualità nelle scelte distributive nei mercati sono auspicabili” afferma Sartori. “Ma soprattutto il posizionamento del prezzo dell’Amarone non può essere deprimente di un lavoro di qualità fatto prima”.

“Pertanto l’Amarone a Euro 9,90 sullo scaffale non ci deve essere. Questo fa male alla denominazione ancora di più che consegnare una qualità scadente”, conclude il presidente.

 

Anteprima Amarone 2016. Intervento di Riccardo Cotarella: “la parola d’ordine è fare sistema”

A supporto delle riflessioni del presidente Sartori, si inserisce il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella.

“Il nostro paese è il paese più ricco di vitigni autoctoni e di territori così trasversali. Noi parliamo di Amarone ma ci sono moltissimi amaroni”, afferma Cotarella.

“Perché mettiamo sul mercato bottiglie di Amarone a 9,90? In primis dobbiamo fare sistema. Le associazioni di categoria sono una contro le altre, produttori che si elevano a santoni della tecnologia e altro”.

Pertanto l’unione in questo settore è l’obiettivo da raggiungere mettendo assieme energie e visioni.

 

Conclusioni dell’assessore Giuseppe Pan: “vendere un’emozione è il migliore messaggio per attrarre il turismo”

Le conclusioni affidate all’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan sono rivolte a mettere in rilievo l’importanza del comparto vinicolo veronese nell’ambito agricolo nazionale.

“Questa importante denominazione risulta determinante per l’economia della regione Veneto”, afferma l’assessore.

E continua: “Con l’industria del turismo, dei prodotti agricoli e dei servizi siamo a 6 miliardi di prodotto lordo complessivo”.

“Quindi vendere un’emozione – aggiunge Giuseppe Pan – tenendo ben presente il concetto di sostenibilità, risulta il migliore messaggio per attrarre il turismo da tutto il mondo”.

 

 

Anteprimma Amarone 2016 Verona

 

 

Palazzo Gran Guardia di Verona: date e orari dell’evento

 

L’Anteprima Amarone 2016 si tiene al Palazzo della Gran Guardia di Verona. 

Domenica 2 febbraio 2020: evento aperto al pubblico, dalle 10 alle 20.
Il biglietto d’ingresso costa 40 euro.

Il biglietto d’ingresso comprende la degustazione di vino ai banchi d’assaggio delle aziende vinicole che partecipano all’Anteprima Amarone 2016. E l’assaggio di prodotti gastronomici nell’area riservata.

 

Leggi anche: Anteprima Amarone 2016: al via la settimana dedicata al Grande Rosso veronese

Leggi anche: Vini della Valpolicella protagonisti sulle tavole negli Stati Uniti

Scopri nel sito: Vini della Valpolicella

 

Articolo a cura di Nicola Albi
redazione@veronawinelove.com

 

Come arrivare a Verona

 

Come arrivare a Verona per l’Anteprima Amarone?

Basta consultare la pagina con le informazioni utili del sito Verona Wine Love.

Verona è raggiungibile in treno, auto e aereo. Vi è anche un sistema di parcheggi per chi arriva in automobile.

 

 

Anteprima Amarone 2016 (video ufficiale)

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Anteprima Amarone 2016: a Verona tasting e ospiti per il “Grande Rosso Veronese”. Leggi gli eventi in programma dal 27 gennaio al 2 febbraio 2020

Anteprima Amarone 2016: a Verona tasting e ospiti per il “Grande Rosso Veronese”. Leggi gli eventi in programma dal 27 gennaio al 2 febbraio 2020

Si apre al Palazzo della Gran Guardia di Verona, l’1 e il 2 febbraio 2020, la manifestazione dedicata al “Grande Rosso veronese”: l’Anteprima Amarone 2016.

L’evento organizzato dal Consorzio tutela vini Valpolicella riguarda la celebrazione dell’annata 2016 del vino Amarone. Le aspettative sul millesimato si preannunciano eccellenti e, durante le due giornate in programma (sabato 1 e domenica 2 febbraio), il pubblico di esperti sommelier è in attesa di scoprine le qualità.

La manifestazione si articola con tre appuntamenti che anticipano i due giorni in Palazzo Gran Guardia, in piazza Bra di fronte all’anfiteatro Arena di Verona.

Grande interesse di stampa e operatori del settore, italiani ed esteri. Presenti ospiti d’eccezione: dai rappresentanti delle istituzioni ai grandi nomi del panorama enoico nazionale e internazionale. Oltre a enologi, master of wine, top buyer, esperti, wine lover.

E poi ci sono le 53 aziende vitivinicole con le loro bottigle pronte per gli assaggi.

 

Anteprima Amarone 2020 Verona

Le aziende vinicole partecipanti all’Anteprima Amarone 2016

 

 

Anteprima Amarone 2016: si inizia il lunedì 27 gennaio 2020

 

Il programma con focus, degustazioni, convegni internazionali parte da lunedi 27 gennaio 2020 con il Valpolicella education program (Vep). Alla sua terza edizone il progetto di formazione avanzata, sulla prima Dop di vino rosso Veneto e ideato dal Consorzio vini Valpolicella, è rivolto agli stake older del settore.

Il giovedì 20 febbraio 2020 si prosegue con la degustazione alla scoperta delle altre Dop della Valpolicella.  La giornata si tiene tra la Villa Brenzoni Basani di S.Ambrogio di Valpolicella (Verona) e il Parco di Venere di Mezzane di Sotto (Verona).

La giornata è a cura di Filippo Bartolotta, sommelier e giornalista di Decanter e Jean Charles Viens, asian ambassador e firma della rivista Spirito diVino Italia.

Venerdì 31 gennaio 2020 al Palazzo Gran Guardia di Verona (ore 10.15) si tiene la terza conferenza annuale della Valpolicella sui principali mercati di vini della denominazione.

Spazio all’internazionalizzazione con il focus sui paesi target quali Germania, Paesi anglosassoni (UK e USA) e monopoli con approfondimenti su Svezia e Canada.

A seguire la degustazione esclusiva “Amarone vs vini del Nuovo Mondo” firmata dal Master of wine Peter Mc Combie (ore 15.00 su invito a numero chiuso).

 

Sabato 1 febbraio e domenica 2 febbraio: la manifestazione entra nel vivo

 

Anteprima Amarone 2016 entra nel vivo il sabato 1 febbraio con la giornata riservata ai giornalisti nazionali ed esteri.

Alle ore 11.00 inizia la conferenza stampa con la presentazione dell’annata 2016 a cura di Diego Tomasi, del CREA-VE (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).

A seguire l’incontro “Dal vigneto al mercato: l’Amarone e l’identità del vino italiano”. Il dibattito vede la partecipazione della ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, del presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella Andrea Sartori e del presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella.
Moderatore il direttore di Telenuovo, Andrea Andreoli.

Domenica 2 febbraio 2020 la manifestazione apre le porte anche ai wine lover. Una giornata non stop dalle 10.00 alle 20.00 all’insegna del gusto con wine tasting e specialità culinarie.

 

Palazzo Gran Guardia di Verona: date e orari dell’evento

 

L’Anteprima Amarone 2016 si tiene al Palazzo della Gran Guardia di Verona. 

Sabato 1 febbraio 2020: evento riservato alla stampa, dalle 10 alle 17.
Evento inaugurale chiuso al pubblico.

Domenica 2 febbraio 2020: evento aperto al pubblico, dalle 10 alle 20.
Il biglietto d’ingresso costa 40 euro (35 euro con l’acquisto online del biglietto).

Il biglietto d’ingresso comprende la degustazione di vino ai banchi d’assaggio delle aziende vinicole che partecipano all’Anteprima Amarone 2016. E l’assaggio di prodotti gastronomici nell’area riservata.

 

Anteprima Amarone 2016 a Verona

Verona: il Palazzo della Gran Guardia ospiterà Anteprima Amarone 2016, dal 1 al 2 febbraio 2020 (Foto di Nicola Albi)

 

L’Anteprima Amarone 2016, giunto oramai alla 17esima edizione, riporta l’attenzione degli esperti e del pubblico di appassionati il vino Amarone, eccellenza del territorio della Valpolicella.

L’occasione è perfetta per dibattiti e confronti sul mondo vitivinicolo e degustazioni con ambasciatori del vino e giornalisti del settore.

Leggi anche: Vini Valpolicella: modificati i disciplinari per la produzione di Amarone, Ripasso, Recioto e Valpolicella

Leggi anche: Vini della Valpolicella protagonisti sulle tavole negli Stati Uniti

Scopri nel sito: Vini della Valpolicella

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Anteprima Amarone 2016 (video ufficiale)

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Allegrini diventa distributore in Italia dei vini di Thibault Liger-Belair. Marilisa Allegrini: “Una nuova perla della Borgogna per i nostri clienti”

Allegrini diventa distributore in Italia dei vini di Thibault Liger-Belair. Marilisa Allegrini: “Una nuova perla della Borgogna per i nostri clienti”

Alla Villa Della Torre di Fumane in Valpolicella, proprietà e sede di rappresentanza della vinicola Allegrini, è in arrivo un nuovo partner.

Il gruppo veronese Allegrini diventa distributore e importatore, con l’inizio del 2020, della rinomata casa Thibault Liger-Belair di Nuits Saint-Georges in Borgonga (Francia).

Il Domaine guidato da Thibault Liger Belair dal 2001 conta, nelle terre della Borgogna, un patrimonio viticolo di 7,5 ettari suddivisi in cinque comuni della regione francese.

Tra i suoi vigneti ci sono i prestigiosi Grand Cru Corton “Clos du Roi”, Clos Vougeot, Charmes-Chambertin “Aux Charmes”, Corton Charlemagne “Les Languettes” e Richebourg. Vitigni piantati su terreni coltivati con i principi dell’agricoltura biodinamica.

 

Un partner di prestigio per il Gruppo Allegrini

 

Una partnership che riscontra grande soddisfazione da parte della Presidente del Gruppo Allegrini : “Siamo davvero onorati che Thibault Liger-Belair abbia accettato di affidarci la distribuzione dei suoi prestigiosi vini – spiega Marilisa Allegrini.

“Dopo il grande successo riscontrato con Olivier Leflaive, che importiamo dal 2018 – sottolinea Marilisa – per noi questa distribuzione rappresenta un ulteriore passo avanti che ci consente di mettere a disposizione della nostra clientela un’altra “perla” della produzione della Borgogna”.

Un ampliamento, dunque, dell’offerta di vini rossi che sono il punto di forza dell’azienda Allegrini. Non solo Valpolicella Classico, Valpolicella Ripasso, Amarone e Recioto ed ora anche il rosso d’Oltralpe.

“In questo caso principalmente di vini rossi, con un produttore che ne è considerato un’eccellenza – aggiunge Marilisa Allegrini. Ci accomuna a Thibault una filosofia produttiva che consiste nel dare la giusta valorizzazione alle peculiarità di ogni parcella della tenuta e dunque una particolare attenzione alle sfumature più dettagliate del terroir“.

 

Allegrini importatore champagne Thibault Liger Belair

Thibault Liger-Belair e Marilisa Allegrini, Presidente della vinicola Allegrini ora importatore e distributore del Grand Cru della Borgogna (Foto Ufficio Stampa Allegrini)

 

Leggi anche > A Villa Della Torre di Allegrini la lezione del filosofo Cacciari

Leggi anche > Famigla Allegrini al Vinitaly 2019 con la campagna “L’Occidente incontra l’Oriente”

 

Thibault Liger-Belair: una famiglia storica

 

Thibault Liger-Belair è presidente dell’omonimo Domaine dal 2001. La storia della sua famiglia comincia nel 1720. Da oltre 250 anni la proprietà appartiene alla famiglia Liger-Belair.

Nel 1720 Claude Marey fondò C. Marey e Comte Liger-Belair, tra le società di commercio del vino più importanti della Borgogna e quotate alla Borsa di Lione nel 1923.

Oggi, forte della qualità dei raccolti e dei vini, la famiglia ha voluto ingrandire l’azienda acquisendo le migliori cuvée e occupandosi della distribuzione dei migliori vini della Borgogna, sia in Francia che all’estero.

Il metodo di vinificazione di Thibault è diverso di anno in anno poiché viene adattato in base alla qualità e alle caratteristiche delle uve dell’annata.

 

“Il mio obiettivo – ama ripetere Thibault Liger Belair – era, ed è tuttora, quello di produrre i migliori vini applicando rigorosamente principi biodinamici e senza mai scendere a compromessi sulla qualità.

 

Insegna Thibault casa champagne francese

Emblema della Thibault Liger-Belair (Foto Ufficio Stampa Allegrini)

 

Una scelta di principio che riscuote, nel mercato internazionale dei vini e negli appassionati degustatori, sempre più attenzione.

Il Domaine, infatti, applica una coltivazione “biologica” monitorata da “ECOCERT”, uno dei più importanti enti di certificazione biologica del mondo.
La coltivazione biologica è un primo requisito essenziale per la qualità, imprescindibile se si vogliono produrre vini di alta classe.

 

 

Vini Borgonga Francia

Veduta sul paese di Nouits-Saint-George in Borgogna, Francia (Foto sito bourgogne-wines.com)

 

Il vino biologico nell’agricoltura biodinamica

 

Questo tipo di coltivazione richiede che si osservi da vicino il ciclo produttivo della vite e si risponda ai suoi bisogni. Si osservano il cielo, il ciclo delle stagioni, i cicli lunari e persino i cicli planetari.

Tutto ciò fornisce una visione complessiva del ciclo di crescita della vite e consente di agire in maniera appropriata nei tempi giusti.

“Ho iniziato a produrre vini nel 2002 – aggiunge Thibault Liger Belair – ogni annata mi ha insegnato lezioni diverse, tuttavia la lezione comune è rispettare sempre la natura e il suolo e non pensare mai di essere superiori a Madre Natura che avrà sempre l’ultima parola”.

Estrema attenzione per il suolo coltivato, cura nella raccolta e nell’invecchiamento delle uve con una continua ricerca sono elementi presenti anche nelle zone di produzione vinicola della Valpolicella.

Pertanto quando un’ambasciatrice del vino italiano e un enologo francese dedicato al biologico si incontrano, il brindisi è d’obbligo.

 

Leggi anche > Valpolicella in bicilcetta: tra ville venete e vigneti

Leggi anche >  Vino biodinamico

 

Articolo a cura di  Nicola Albi
redazione@veronawinelove.com

 

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Valpolicella Education Program: il corso di formazione del Consorzio tutela vini Valpolicella apre la settimana dell’Anteprima Amarone 2016

Valpolicella Education Program: il corso di formazione del Consorzio tutela vini Valpolicella apre la settimana dell’Anteprima Amarone 2016

Il Consorzio di tutela vini Valpolicella ripropone, il prossimo anno, il programma di formazione avanzata, il Valpolicella Education Program (Vep).

Il corso è indirizzato a influencer internazionali, giornalisti e operatori del settore e, anche quest’anno, apre la settimana di eventi prologo dell’Anteprima Amarone 2016 (Palazzo della Gran Guardia di Verona, 1 e 2 febbraio 2020).

Dal 27 al 29 gennaio 2020 a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona) sono 16 i candidati, tra cui per la prima volta una Master of Wine del Regno Unitoche seguiranno le giornate di formazione per diventare Valpolicella wine specialist.

I partecipanti provengono da 8 paesi e mercati target della prima Dop di vino Rosso del Veneto (Hong Kong, Cina, Russia, Taiwan, Canada, Germania, Stati Uniti e Gran Bretagna), andranno a lezione per approfondire il vino Amarone e non solo.

 

Consorzio Tutela vini Valpolicella

Il Consorzio di tutela vini Valpolicella presenta il programma di formazione avanzata, il Valpolicella Education Program (Vep), nella settimana dell’Anteprima Amarone 2016 (1-2 febbraio 2020 al palazzo Gran Guardia di Verona)

 

 

Il corso unico nel suo genere

 

Il corso, ideato dal Consorzio di tutela vini Valpolicella e unico nel suo genere in Italia, contempla 3 giorni di sessioni, nella sede di Sant’Ambrogio di Valpolicella, con lezioni frontali, degustazioni e visite in cantina.

Il Valpolicella education program si concluderà con l’esame finale e la nomina degli specialisti del “Grande Rosso veronese”.

Specialisti che andranno ad aggiungersi agli altri 22 ambassador della denominazione in giro per il mondo e proclamati nelle due precedenti edizioni.

Tra i temi formativi sono in programma le caratteristiche del terroir, la varietà e la genetica, le pratiche enologiche, gli aspetti legali dell’etichettatura ma anche mercato dei vini e, ovviamente, le degustazioni.

 

Comitato scientifico del Valpolicella education program

 

Il comitato scientifico della 3^ edizione del Valpolicella education program è così composto:

  • Olga Bussinello, direttore del Consorzio tutela vini Valpolicella,
  • Maurizio Ugliano, docente di chimica enologica ed enologia dell’Università  di Verona,
  • Paolo Veronesi, avvocato specializzato in diritto della proprietà intellettuale dello studio legale Sib di Verona,
  • Stefano Baldi, project manager Nomisma Agroalimentare,
  • Diego Tomasi, ricercatore del Crea-Ve (Centro di ricerca viticoltura ed enologia di Conegliano),
  • Filippo Bartolotta, sommelier e giornalista di Decanter.
    I nuovi Valpolicella wine specialist saranno proclamati il giorno mercoledì 29 gennaio 2020, in serata.
    Consorzio Valpolicella Olga Bussinello

    La direttrice del Consorzio di tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello (foto di repertorio)


     

    Gli eventi della settimana dedicata all’Anteprima Amarone 2016

     

    La settimana dell’Anteprima Amarone 2016 proseguirà con una degustazione riservata alla stampa estera in due location:
    il 30 gennaio 2020, alla Villa Brenzoni Bassani di Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona) e al Parco Venere di Mezzane di Sotto (Verona).

    A seguire, il 31 gennaio 2020 in Palazzo Gran Guardia a Verona (in piazza Bra, adiacente all’Arena), si terrà il focus di mercato della terza conferenza annuale della Valpolicella e il tasting “Amarone vs vini del Nuovo Mondo” guidata dal Master of Wine Peter McCombie (a numero chiuso).

    L’1 e il 2 febbraio 2020 sarà la volta dell’Anteprima Amarone 2016, l’evento clou del Consorzio che si aprirà con la presentazione dell’annata 2016 e il confronto “Dal vigneto al mercato: l’Amarone e l’identità del vino italiano” con ospiti istituzionali, enologi, buyer del settore e giornalisti nazionali e internazionali.

     

    Leggi anche >  Anteprima Amarone 2016: a Verona tasting e ospiti per il Grande Rosso veronese

    Leggi anche > Valpolicella education program, edizione 2019

    Scopri sul sito > I vini della Valpolicella

     

    Articolo a cura di Nicola Albi
    redazione@veronawinelove.com

     

    Video ufficiale dell’Anteprima Amarone 2016 a Verona 1-2 febbraio 2020, a cura del Consorzio Tutela Vini Valpolicella

     

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Dazi sui vini italiani: Mantovani di Veronafiere e Bussinello del Consorzio Valpolicella preoccupati per la decisione USA

Dazi sui vini italiani: Mantovani di Veronafiere e Bussinello del Consorzio Valpolicella preoccupati per la decisione USA

Nuovi dazi sul mercato dei vini, i mercati internazionali sono in fibrillazione per la decisione degli Stati Uniti.

A Verona l’intero comparto è in attesa. E il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, esprime la sua preoccupazione.

La data di pronunciamento dell’United States Trade Rapresentative (USTR), sull’applicazione di questa imposta che colpisce i consumi di vino, è scaduta lunedì 13 gennaio 2020.

La percentuale di applicazione del dazio, che parte dal 25% fino al 100% di aumento, è una vera spada di Damocle per il settore del vino.

Gli ultimi dazi applicati da ottobre 2019 (in misura del 25%) dal dipartimento del commercio americano riguardano i vini fermi (sotto i 14 gradi di alcol) di Francia, Spagna e Germania. L’Italia, fino ad ora, è stata esclusa dal provvedimento.

 

Dazi sul vino: l’intervento del direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani

“Ci auguriamo che la missione del Commissario al Commercio, Phil Hogan in programma da oggi negli Stati Uniti, possa scongiurare ciò che riteniamo essere un vero e proprio agguato commerciale ai danni dell’agroalimentare italiano ed europeo” dichiara il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Un tentativo, quello del Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, mirato a scongiurare la pesante presa di posizione dell’amministrazione Trump.

L’eventuale lista allargata espressa dal dipartimento del Commercio americano (USTR) – aggiunte Mantovani – non sarà infatti esecutiva prima di metà di febbraio: per questo è necessario che l’Unione europea dia riscontro alle istanze contenute nella lettera della ministra alle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, recapitata nei giorni scorsi al Commissario Hogan”.

Ricordiamo che il dipartimento del Commercio americano prospetta di allargare la lista dei prodotti, a potenziale dazio aggiuntivo, includendo oltre al vino, l’olio e la pasta italiani.

“Inutile dire – aggiunge Mantovani – come per il comparto vino la preoccupazione sia enorme: basti pensare che, complici anche le scorte accumulate nei mesi precedenti, i vini fermi francesi sottoposti all’extra-dazio del 25% hanno registrato un calo di vendite negli Usa del 36% a valore nel solo mese di novembre rispetto alla stessa mensilità sul pari periodo 2018″.

Il settore vitivinicolo internazionale si presenta, pertanto, con dati commerciali per nulla confortanti.

 

Veronanafiere il direttore generale Giovanni Mantovani

Il direttore generale di Veronafiere (Verona), Giovanni Mantovani (Foto di Press Office Veronafiere)

 

Il mercato del vino secondo l’osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor

 

“Contestualmente, secondo il nostro Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor, l’Italia ha chiuso il mese con una crescita di quasi il 10%. Ora, con la calamità delle possibili imposte aggiuntive la produzione interna non sarà in grado di soddisfare la domanda e l’Europa rischia così di perdere quote di mercato difficilmente recuperabili in futuro, a tutto vantaggio del Nuovo Mondo produttivo” aggiunge Mantovani.

“Da parte nostra – ha concluso il direttore generale di Veronafiere – proseguiamo nella nostra attività di supporto del settore nel principale mercato mondiale, anche con una task force operativa in grado di ampliare del 20% la presenza di operatori statunitensi ospiti già a partire dal prossimo Vinitaly e al tempo stesso di accelerare sulle nuove frontiere commerciali di un comparto ancora troppo legato agli sbocchi tradizionali”.

Un riscontro sull’andamento del mercato internazionale dei vini, su cui riflettere, proviene dall’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor.

Secondo la previsione dell’Osservatorio (fonte: stime su dati doganali) l’Italia nel 2019 chiuderà le vendite verso gli Usa in crescita di circa il 5%, per un corrispettivo record che sfiorerà 1,8 miliardi di euro. Si tratta di un’incidenza di quasi il 28% sull’export globale di vini made in Italy, molto più del suo competitor francese.

Gli Stati Uniti hanno infine registrato nell’ultimo quinquennio il maggior incremento tra i 5 top mercati mondiali per il vino italiano, con un +38,6% a valore.

Leggi anche: Export del vino italiano in crescita dell’8% rispetto al 2019

Leggi anche: Export di vino italiano. Studio Nomisma-Ice

 

La posizione del Consorzio Vini Valpolicella sui dazi degli Stati Uniti

 

Il problema “dazi” viene evidenziato anche dal Consorzio tutela vini Valpolicella.

Il direttore, Olga Bussinello, interviene sull’argomento e dichiara: “Un fattore tanto esogeno quanto ingiusto rischia di colpire uno dei capisaldi dell’export veronese: il vino”.

“Negli 5 ultimi anni i rossi veneti, dove la Valpolicella incide per il 70% del valore – aggiunge Bussinello, direttrice del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella- sono cresciuti del 46% sul mercato americano, un dato che va ben oltre l’incremento export di vino made in Italy nello stesso periodo”.

 

Consorzio Valpolicella Olga Bussinello

Il direttore del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella, Olga Bussinello (foto di repertorio)

 

Ulteriore effetto destabilizzante nel palcoscenico internazionale dei vini è, quindi, la possibilità di una forte riduzione delle esportazioni per le cantine della Valpolicella e di tutto il territorio veronese.

“Siamo preoccupati soprattutto per i vini a fascia media, quindi per il Valpolicella – che negli Usa esporta il 17% dell’intero export – e il Ripasso. Sull’Amarone – dichiara la direttrice del consorzio – vogliamo sperare di poter contare sulla sua forte identità e sul fatto che sia un vino meno sostituibile di altri”.

“Ma la leva del prezzo – conclude Bussinello – mette ovviamente a rischio anche il nostro grande rosso, che negli Usa raccoglie a valore il 15% delle vendite complessive realizzate all’estero”.

 

Leggi anche: Vini della Valpolicella protagonisti nelle tavole degli Stati Uniti

 

Associazioni e operatori del vino italiano chiedono l’intervento delle istituzioni

 

Tutto il settore del vino italiano, all’unisono, è compatto nel chiedere al Governo, al Presidente del Consiglio Conte e ai ministri Di Maio e Bellanova, un’azione diplomatica forte.

Il prezzo che le aziende vitivinicole, grandi e piccole, sono chiamate a pagare in caso di applicazione dei dazi potrebbe essere alto.

E una guerra commerciale potrebbe compromettere irrimediabilmente l’equilibrio della filiera.

I futuri scenari commerciali che si prospettano sono quindi disseminati di interrogativi legati alle prossime prese di posizione, dettate dall’amministrazione Trump.

Nella speranza che la trattativa si concluda nel migliore dei modi restiamo fiduciosi che l’intensa fase di confronto, delle commissioni in campo, si concluda al meglio.

Per l’Italia e per l’Europa.


Articolo a cura di Nicola Albi

redazione@veronawinelove.com

 

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