A Villa Della Torre di Allegrini la lezione del filosofo Massimo Cacciari. Riflessione con degustazione finale di vini nel peristilio

A Villa Della Torre di Allegrini la lezione del filosofo Massimo Cacciari. Riflessione con degustazione finale di vini nel peristilio

Nella Villa Della Torre si celebrano i dieci anni (2009-2019) dell’acquisizione da parte di Marilisa Allegrini.
La monumentale villa disegnata da Giulio Romano, Michele Sanmicheli e la scuola di Bartolomeo Ridolfi, gioiello del Rinascimento, è il centro di incontri e scambi culturali.

Nelle varie serate organizzate nel wine&art relais si sono alternati intellettuali italiani e internazionali quali Philippe Daverio, Salvatore Settis, Mathieu Arnoux e Peter Burke, Salvatore Settis e Giulio Giorello.

La Villa concepita e voluta dai primi proprietari, la famiglia Della Torre, come la Domus Antiqua Romana (la residenza delle famiglie patrizie) si pone come il crocevia tra la l’azienda vinicola Allegrini e la valorizzazione della Valpolicella.

 

Allegrini in Valpolicella

L’entrata della Villa Della Torre di Allegrini con i vigneti della Valpolicella

Vedi il sito ufficiale: Villa Della Torre e i luoghi

 

Villa Della Torre di Allegrini e collaborazioni internazionali

È il luogo di incontro ideale per gli amanti del vino e del cibo (la villa ha raggiunto i 20mila visitatori) dove si tengono degustazioni enologiche e corsi di cucina, oltre a tour guidati nei vigneti attorno alla villa.

Grazie all’alta affluenza di pubblico in Villa Della Torre, sono nate prestigiose collaborazioni di Allegrini con la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e il Museo Ermitage di San Pietroburgo.

 

Il primo dei dieci incontri culturali in Villa

Il primo dei dieci incontri culturali in programma si è svolto con un’ampia partecipazione da parte di winelover e cultori della filosofia.

 

Evento Villa della Torre di Allegrini in Valpolicella

Il filosofo Massimo Cacciari, alla Villa Della Torre di Allegrini in Valpolicella, parla sulle origini del vino

 

Massimo Cacciari su “Noè e Dionisio: l’origine del vino”

Il prof. Massimo Cacciari ha intrattenuto il pubblico con una lezione sul tema “Noè e Dionisio: l’origine del vino”, ripercorrendo il celebre testo di Michele Costantino Psello “Laus Vini”.

Dopo l’introduzione di Giancarlo Mastella (direttore della villa) e di Caterina Allegrini al prof. Cacciari suo professore di Filosofia all’università, il saluto è andato a Tullio Gregory, stimato accademico e cultore enogastronomico.

 

Villa della Torre di Allegrini

Presenta la serata Giancarlo Mastella, direttore della Villa Della Torre

 

Nella recensione della prima traduzione italiana de l’ “Encomio del vino. Laus vini” di Michele Psello, il filosofo dimostrava tutta la sua acutezza nell’assaporare e apprezzare i piaceri del vino e della tavola.
“ A tavola troviamo quella verità morbida”, affermava Gregory, come se il piacere del gusto fosse l’incipit per un’esperienza conviviale.

Ed è proprio dall’Encomio del vino del bizantino Michele Psello (1018 – 1078/96), scritto attorno al 1042 che inizia la lezione del prof. Massimo Cacciari.

Massimo Cacciari da Allegrini di Valpolicella

La lezione di Massimo Cacciari in Villa Della Torre di Allegrini, in Valpolicella

 

L’opera di Psello “Encomio del vino. Laus vini”

 “Psello insiste sullo studio dei classici greci tanto da invitare con insistenza i suoi allievi. Questa sua attenzione gli costa una condanna per eresia” – sottolinea Cacciari – nella sua introduzione.

L’opera di Psello è importante in quanto egli afferma che la nuova creazione, l’età nuova, inizia con la coltivazione della vite quale “bene eccellente, un dono del quale erano privi gli uomini della precedente generazione in quanto malvagi e destinati a essere distrutti dal diluvio”. 

Per questo, sostiene Psello, “il mito della piantagione della vigna, della produzione del vino e della ebbrezza di Noè agli inizi della storia dell’umanità dopo il diluvio, assicura al vino una posizione centrale in tutta la storia della civiltà cristiana.

 

Dionisio nella tradizione filosofica greca

Il mito greco Dionisio – aggiunge Cacciari –  ha preso dal serpente quella forza che gli consente di confermare il legame con la terra.
“Il serpente insegna a Dionisio di allevare la vite, questo tronco dalla forma serpentina, appunto”.
La vite assume così svariati significati nella vita dell’uomo. La stessa parola “vino” deriverebbe dal sanscrito “vena”, la stessa radice da cui deriva “Venere”, quindi qualcosa che ha a che fare con l’amore.

Effettivamente, secondo tutte le lingue romanze (derivate dal latino), la parola sembrerebbe proprio derivare dal latino “vinum”, ma che a sua volta prende vita dal greco antico “óinos”.

 

La figura di Noè

Poi entra in gioco la figura di Noè che è molto discussa dal popolo ebreo.

“Dicono che è un uomo di terra e non è un patriarca. Pertanto  lo ritengono senza misericordia. Noè sbarcato sulla terra col diluvio, coltiva la vite e con essa ritorna la figura del serpente”, spiega Cacciari.

“Si sospetta che fosse la vite l’albero della tentazione del peccato originale” afferma Cacciari. “In Grecia il vero prodotto della terra è l’anima (come dice Psello) e la vite ne rappresenta la parte oggettiva. E alla fine il prodotto della vite, cioè il vino, consola i figli della terra.

Dettagli e osservazioni storico-filosofiche che ci riportano lontano nel tempo. Restiamo comunque consapevoli di aver ascoltato dei risvolti e dei collegamenti con le origini del vino di sicuro interesse.

 

Il rinfresco nel peristilio con i vini della cantina Allegrini

Al termine dell’intervento del prof. Cacciari, nel peristilio della Villa Della Torre, entrano in scena i vini della cantina Allegrini.

Spiccano subito le bottiglie dei vini rossi: il Valpolicella Classico e il Rubio di San Polo (Montalcino).

La cantina di San Polo a Montalcino è stata acquisita da Allegrini nel 2007. Una cantina che ha ottenuto la classificazione CasaClima Wine, sigillo di qualità dell’agenzia Casaclima (Bolzano).

Prima cantina in Toscana e seconda al mondo (dopo Pfitscher in Alto Adige) è l’esempio di quanto sia importante per la famiglia Allegrini il rispetto del territorio e la pratica di una agricoltura biologica.

Leggi anche: San Polo-Allegrini arriva “CasaClima Wine”

Per quanto riguarda i vini bianchi ci sono il Prosecco Allegrini Corte Giara, il Soave Corte Giara e il Bardolino Chiaretto Corte Giara.

Vino rosso Brunello di Montalcino

I vini rossi di Allegrini della linea San Polo, con il Brunello di Montalcino

 

Una serata trascorsa tra riferimenti filosofici e rimandi alla tradizione enologica che ci hanno lasciato interessanti spunti di riflessione.

E come affermava il dotto Tullio Gregory: “Il vino è una cosa buona in ogni occasione e per tutti: per chi è di buon umore è un ausilio all’intensificazione dell’allegria”.

 

Leggi anche:

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Articolo a cura di Nicola Albi

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Enoturismo in Valpolicella. Percorsi in bicicletta, in auto e in moto, ideali in primavera e in estate

Enoturismo in Valpolicella. Percorsi in bicicletta, in auto e in moto, ideali in primavera e in estate

Enoturismo in Valpolicella: ti proponiamo qui un itinerario tra vigneti, chiese e verdi colline del veronese.

Un itinerario in bicicletta o in auto per conoscere la terra dove nascono l’Amarone e i grandi vini rossi veronesi.

Un calice di vino rosso versato dalla bottiglia

Enoturismo in Valpolicella, terra dei grandi vini rossi veronesi

 

Per approfondire leggi anche Le terre della Valpolicella

Itinerario di enoturismo in Valpolicella. Durata, tappe e indicazioni utili

Lunghezza: 50 km

  • Punto di partenza: Verona centro (anche punto di arrivo)
  • Durata dell’itinerario: mezza giornata
  • Quando farlo: in tutte le stagioni

Si tratta di un percorso che conduce il visitatore tra vigne, uliveti e edifici storici.

Sul confine tra la Valpolicella e la magica Lessinia ammirerai ampi spazi aperti, antiche ville nobiliari e suggestive pievi.

Il percorso parte da Verona e attraversa

  • Negrar
  • Torbe
  • Prun
  • Fiamene
  • Montecchio
  • Avesa

Dal centro di Verona dirigiti verso il quartiere di Borgo Trento.

Percorri via Mameli e dirigiti verso Arbizzano/Parona.

Ad Arbizzano, lungo la strada che conduce a Santa Maria di Negrar, puoi ammirare Villa Fattori-Mosconi-Bertani.

Villa Mosconi Bertani tra vino e storia

Villa Mosconi Bertani, villa veneta neoclassica

Villa Mosconi Bertani. Ospita la Vetrina dell’Amarone, appuntamento importante dell’enoturismo Valpolicella. 

 

È una villa veneta neoclassica del XVIII secolo, nella valle di Novare.

La villa viene iniziata dalla Famiglia Fattori intorno al 1735.

Nel 1769 la villa – ancora incompiuta – viene venduta alla Famiglia Mosconi.

I Mosconi terminano la costruzione e aggiungono un parco in stile inglese.

Espandono inoltre l’attività vinicola, che diventa una delle più grandi nel Nord Italia.

Nel Novecento la villa attraversa anni di abbandono e opere vandaliche.

Nel 1953 la acquista la Famiglia Bertani, come sede di rappresentanza della propria cantina.

Ogni anno ospita l’evento Vetrina dell’Amarone, giunto nel 2019 alla quarta edizione. 

Importante appuntamento dell’enoturismo in Valpolicella.

Per saperne di più leggi anche Vetrina dell’Amarone 2019.

 

La chiesa parrocchiale di Negrar di Valpolicella, tra presente e passato 

Dopo la visita alla villa prosegui in direzione Santa Maria di Negrar.

Al bivio per il paese tieni la destra e costeggia il torrente.

È la strada che conduce a Negrar.

Nella piazza centrale di Negrar puoi ammirare la chiesa parrocchiale.

In origine, dove ora sorge questa chiesa, si trovava la Pieve di San Martino.

La Pieve è stata distrutta con molta probabilità durante un terremoto, nel 1167.

In epoca romanica si edifica una nuova chiesa e una torre campanaria, ancora oggi esistente.

L’edificio odierno viene costruito tra il 1807 e il 1809.

 

La chiesa di San Pietro a Torbe di Negrar

Esci dal centro di Negrar e lascialo alla tua sinistra.

Prosegui per circa 1 km, fino ad un bivio. Svolta a sinistra verso Torbe e Prun.

Dopo quattro tornanti e un semirettilineo raggiungi Torbe.

Nella piccola frazione di Negrar puoi visitare la vecchia chiesetta di San Pietro.

Viene costruita nel XII secolo e modificata più volte nei secoli secondo canoni ed esigenze del momento.

La chiesa originaria presentava un’unica navata, una facciata a capanna e un’abside semicircolare.

Oggi è sconsacrata.

 

Le cave di pietra di Prun e il quadrivium Corrubio

Lasciati alle spalle Torbe e continua a salire verso Prun.

Dopo pochi chilometri raggiungi il paesino e le sue caratteristiche cave di pietra.

Al bivio di Prun svolta a destra.

Sali lungo una strada più stretta, che si addentra nel bosco.

Raggiungi così Corrubio, dal latino quadrivium.

Quadrivium indica una località situata alla confluenza di quattro strade.

A Corrubio si uniscono infatti le strade provenienti da Sant’Anna d’Alfaedo, Crestena, Fane e Prun.

 

Fiamene, il punto panoramico e l’Osservatorio Astronomico

Da Corrubio inizia il ritorno a valle, in direzione Fane/Negrar.

Percorri circa 3 chilometri, supera i marmifici e il bivio per Giare.

Al primo tornante a destra, svolta a sinistra. Segui le indicazioni per Stallavena, Grezzana e Fiamene.

In breve tempo raggiungi la località di Fiamene.

Si trova in un ampio punto panoramico, a 700 metri d’altezza.

A Fiamene si trova anche l’Osservatorio Astronomico.

In serate serene la visuale a 360° e la bassa umidità dell’aria consentono di scorgere la Via Lattea.

Lo puoi visitare in date prestabilite, ora in corso di definizione, prenotando dal sito del Comune di Negrar.

Per approfondire vedi anche L’Osservatorio Astronomico di Fiamene.

 

Avesa, località La Cola e “l’Arena di Avesa”

Da Fiamene, costeggiando la sommità del dosso collinare, scendi verso Saline.

Da Saline prosegui a sinistra e segui la strada del Monte Comun.

Arriva al bivio per Stallavena e prosegui verso Montecchio.

Da Montecchio sali a nord-est lungo la strada principale.

Arrivato al bivio per Grezzana – Località Volpare, svolta a destra.

Imbocca la strada della Cola e segui le indicazioni per Verona.

Lungo la strada trovi alla tua destra “l’Arena di Avesa”.

È un anfiteatro naturale, la più grande dolina della zona veronese.

La forma di anfiteatro è sottolineata dalla curvatura regolare dei muretti a secco.

Oggi è utilizzato per manifestazioni sportive e culturali.

Può ospitare fino a 200.000 spettatori ed è dotato di una perfetta acustica.

Dal quartiere di Avesa raggiungi via Mameli e il centro di Verona in circa 2 chilometri.

 

Enoturismo in Valpolicella tra cantine, arte e cultura

Questa la proposta di itinerario del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella.

Può essere percorso con facilità in auto o in moto.

In bici puoi decidere di percorrerne uno o più tratti.

Nella sezione Cicloturismo di Verona Wine Love troverai altri itinerari in Valpolicella.

Per approfondire leggi anche La Valpolicella tra chiese, natura e ville venete

Botti di Amarone

Enoturismo in Valpolicella è anche una visita in cantina

La Valpolicella, terra dei grandi vini rossi veronesi Amarone, Ripasso e Recioto, permette di visitare numerose cantine.

Ecco l’elenco delle Cantine della Valpolicella

Puoi scegliere quali visitare nelle vicinanze dell’itinerario proposto.

Con questo percorso in bicicletta o in auto hai avuto modo di visitare una delle parti più suggestive della Valpolicella. Là dove si producono le uve che danno l’Amarone, il Valpolicella Ripasso e il Recioto.

Articolo a cura di Cecilia Bay

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Valpolicella, turismo del vino: itinerario enoturistico fra chiese, natura e ville venete. In bici, moto e auto. Le cantine aperte nel weekend

Valpolicella, turismo del vino: itinerario enoturistico fra chiese, natura e ville venete. In bici, moto e auto. Le cantine aperte nel weekend

L’enoturismo in Valpolicella – con un itinerario fra le cantine della Valpolicella – è una delle esperienze più suggestive e che ti arricchiscono.

Il turismo del vino nella terra dell’Amarone Valpolicella e del Ripasso unisce storia, arte, natura e panorami splendidi su vigneti, colline e montagna.

L’itinerario turistico fra le cantine Valpolicella che qui ti proponiamo può essere fatto in auto, in moto o in bicicletta.

E’ un percorso – come spiega il Consorzio Tutela Vini Valpolicella – che consente di visitare eleganti ville signorili per le quali la Valpolicella è nota.

Itinerario in bicicletta, moto o auto fra le cantine della Valpolicella

Caratteristiche dell’itinerario (auto, moto o bicicletta) in Valpolicella:

  • Lunghezza: 70 km
  • Luogo di partenza: San Pietro Incariano (raggiungibile da Verona con la Tangenziale Ovest, la Strada Provinciale 1)
  • Durata dell’itinerario: mezza giornata
  • Quando farlo: in ogni periodo dell’anno

Questo itinerario in Valpolicella ti consente di ammirare le chiese romaniche, le distese di ciliegi, le cascate prodotte dai torrenti (i “progni”) della zona. E le abitazioni costruite con le pietre di Prun, Cavalo e Sant’Anna d’Alfaedo.

Per quanto riguarda le cantine Valpolicella, le puoi trovare nella sezione dedicata del nostro sito Verona Wine Love.

Le località che questo itinerario enoturistico tocca sono cinque: San Pietro in Cariano, Pedemonte, Marano di Valpolicella, Fumane e Sant’Ambrogio di Valpolicella.

 

La Valpolicella fra pievi romaniche e panorami suggestivi

Grazie alla tangenziale (strada provinciale 1) da Verona è possibile raggiungere in poco tempo San Pietro in Cariano.

Percorrendo la tangenziale hai una veduta sulle colline e sulle montagne veronesi.

Alla fine della tangenziale, lascia a destra San Pietro in Cariano, e si gira a sinistra per Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Dopo 2 km, svolta a destra per Gargagnago, passando davanti alla Villa Serego-Alighieri.

Da Gargagnago, segui le indicazioni per Sant’Ambrogio.

Al bivio successivo segui le indicazioni per San Giorgio di Valpolicella. E’ un paese che si trova su un’altura panoramica.

Qui puoi visitare la pieve romanica del XII secolo. Nel suo interno vi è un prezioso ciborio d’epoca longobarda.

San Giorgio di Valpolicella - Pieve romanica

La pieve romanica di San Giorgio di Valpolicella

Da San Giorgio prosegui l’itinerario verso Cavalo, salendo a sinistra in direzione di Breonio.

Attraversi il fianco orientale del Monte Pastello, noto per i marmi e per il panorama sulla Valdadige.

E’ possibile godere della vista sulla Valdadige, zona dei vini della Terra dei Forti, dal Forte Paroletto.

Il Forte Paroletto si trova vicino al crinale fra, i monti Pastello e Pastelletto.

La vista sulla Valdadige è possibile anche dalla cima del Monte Pastello (1112 metri). La si può raggiungere in circa mezz’ora di agevole camminata dal termine della strada che porta alle cave.

A Breonio vi è la discesa verso la Valle dei Progni.

Nel punto finale a sud del paese gira a destra seguendo le indicazioni per Fumane e Molina.

Dopo alcuni tornanti, troverai il paese di Gorgusello: ha la caratteristica di essere costruito con le lastre di pietra impiegate negli edifici, in stalle e fienili.

Le lastre di pietra sono impiegate anche nell’arredo urbano: recinzioni, pavimentazioni di strade e corti, sostegni per i pergolati e vasche delle fontane.

Attraversato Gorgusello, scendi verso Molina di Fumane, villaggio in pietra e sede del Parco delle Cascate.

Da Molina prosegui verso Cerna, paese che si trova sul fianco del Vajo delle Scalucce.

Da qui puoi godere il panorama sulla valle di Molina e sull’alta vallata di Fumane.

Dopo circa 4 km arrivi a Spiazzo di Cerna. Al bivio gira a destra, per arrivare a Cerna. Da qui scendi al crocevia di Santa Cristina.

A sinistra c’è la strada per Prun, Fané (e il vicino Ponte di Veja) e Negrar.

Tu continua invece verso destra, verso Marano di Valpolicella e la sua suggestiva vallata.

Dopo qualche chilometro e una serie di tornanti, arrivi a San Rocco e poi a Pezza.

A metà strada fra le due località, sulla destra, c’è la chiesa di Santa Maria Vaiverde.

Dal piazzale della chiesa puoi godere una vista splendida sulla Valpolicella.

Arrivato a Marano, con una piccola deviazione a destra – anche a piedi – puoi visitare Canzago.

Canzago è situata in una posizione panoramica che ti permette di ammirare tutta la vallata di Marano di Valpolicella.

Marano ospita una chiesetta settecentesca, visitabile – pur senza l’arredo e abbandonata – accanto alla nuova chiesa edificata tra il 1922 e il 1924, su disegno di don Giuseppe Trecca.

Quest’ultima chiesa – ci spiega la guida del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella – presenta una pianta a forma di croce greca, con cupola alta quasi trenta metri ed internamente decorata dal pittore Aldo Tavella, fra il 1944 e il 1945.


Le splendide ville venete della Valpolicella

A Marano di Valpolicella sono molte le ville, eleganti dimore nella zona dell’Amarone Valpolicella, di Grande vino Rosso veronese.

Villa Lorenzi-Benati a Canzago è ricordata per il restauro eseguito nel 1790 sui disegni dell’architetto veronese Luigi Trezza, che riprende eleganti motivi architettonici sanmicheiiani.

Lungo l’antica strada della valle di Marano e confinante con villa Lorenzi-Benati, puoi ammirare la settecentesca di Villa Porta, ora Rizzini.

La villa ha la facciata decorata da porte e finestre bugnate, con elegante un’scala esterna a quattro rampe, balaustra in tufo e poggioli in ferro.

Villa Porta, ora Rizzini, ha un duplice loggiato rustico che si sviluppa sul fianco orientale. A ovest un’ala si prolunga invece verso la strada terminando nella facciata dell’oratorio di San Carlo.

Dopo alcuni tornanti e un breve rettilineo arrivi a Valgatara, borgata dove puoi ammirare – scendendo sulla strada e alla tua destra – la pieve romanica di San Marco a Pozzo.

Nel paese di Valgatara vi sono sei ville: Villa ex Graziani, Villa Campagnola, Villa Raisa Rimini, Villa Silvestri, Villa Fasanara e Villa il Castello.

Villa Graziani fu realizzata intorno al 1826, probabilmente su disegno dell’architetto Giuseppe Barbieri. E’ un’equilibrata costruzione dai tratti classicheggianti.

Villa Campagnola è un vasto edificio diviso in due parti. Sulla parte occidentale sporge una loggia architravata, con il sottostante portico ad archi e pilastri bugnato, di tipo sanmicheliano.

Vi è un’ala che si protende in avanti a formare il rustico, attraversato dall’atrio d’ingresso con portone.

La parte orientale di Villa Campagnola ha una scala esterna a due rampe. E lo stemma dei conti Soardi, antichi proprietari.

Villa Raisa Rimini risale al 1880. Di linee classiche, sobrie ed eleganti, è impreziosita da un piccolo parco.

Villa Silvestri fu costruita anch’essa verso il 1880, secondo gli schemi classici. Ha linee architettoniche semplici ma eleganti.

Villa Guantieri - Valpolicella

Il complesso di Villa Guantieri, in località Fasanara, a Marano di Valpolicella

Splendido, infine, è il complesso di Villa Guantieri, in località Fasanara. Ci si addentra fra le mura dell’edificio grazie ad un arco in tufo.

Il complesso edilizio padronale è composto da tre corpi di fabbrica: uno quattrocentesco, uno settecentesco ed uno forse ottocentesco.

Il corpo quattrocentesco di Villa Guantieri è il più originale e interessante.

E’ uno degli esempi più significativi dell’architettura tipica della villa a portico e loggia.

La località sembra derivi il suo nome da una riserva di caccia del re Berengario, che nel X secolo possedeva una residenza signorile nel vicino paese di San Floriano.

Villa “Il Castello”, infine, è un grande edifìcio così denominato forse perché costruito sul sito di un antico maniero.

Da Valgatara prosegui verso San Floriano.

San Floriano è noto per la nota pieve, un capolavoro dell’arte romanica in Valpolicella.

La chiesa romanica di San Floriano ha una facciata in tufo, tripartita da due lesene triangolari, con una suddivisione interna in tre navate.

L’impostazione del campanile ricorda – come altri in Valpolicella – la torre campanaria della basilica veronese di San Zeno.

Per tornare nella città di Verona, devi arrivare a Pedemonte.

Poco prima del semaforo di Pedemonte, gira a destra verso Castelrotto. E’ un’altura da cui puoi ammirare una panoramica veduta sulla “Contea del vino”.

Da Castelrotto scendi a Corrubbio, dove trovi la suggestiva chiesetta dei Santi Martino e Rocco, in parte romanica ed in parte gotica.

Da qui prendi la strada per Parona e il centro di Verona.

Valpolicella in bicicletta, moto e auto fra cantine e cultura 

Questo l’itinerario – in auto, moto o in bicicletta – che abbiamo costruito sulla base dei consigli  del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella.

Nella sezione cicloturismo di Verona Wine Love ti proponiamo altri itinerari in Valpolicella.

Sono itinerari pensati per gli appassionati di bicicletta e cicloturismo, ma che puoi adattare anche ai giri in motocicletta e ai percorsi in auto.

Tutte le occasioni sono buone per fare dell’enoturismo in Valpolicella, la terra nel nobilissimo vino Amarone Valpolicella noto in tutto il mondo.

Quali cantine visitare? Ecco l’elenco delle Cantine della Valpolicella.

Puoi scegliere le cantine, preparandoti per la gita, sulla base delle località che trovi nell’itinerario.

amarone valpolicella, ripasso, cantine della valpolicella

Amarone, Ripasso e gli altri vini: le cantine della Valpolicella aperte nel weekend

Vuoi sapere quali sono le CANTINE APERTE NEGLI WEEKEND DI sabato 13 e domenica 14 aprile / sabato 20 e domenica 21 aprile 2019 (a cura della Strada del Vino Valpolicella)

Apri il file in .Pdf  Valpolicella – Cantine aperte negli weekend 13-14 aprile e 20-21 aprile 2019

Scopri i borghi e le frazioni della Valpolicella sul sito della STRADA DEL VINO VALPOLICELLA

Leggi anche la pagina sulle CANTINE DELLA VALPOLICELLA

STRADA DEL VINO VALPOLICELLA (video ufficiale)

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Valpolicella, corso per gestire le imprese vinicole e promuovere il territorio. E’ organizzato dall’Università di Verona. Iscrizioni entro il 25 febbraio 2019

Valpolicella, corso per gestire le imprese vinicole e promuovere il territorio. E’ organizzato dall’Università di Verona. Iscrizioni entro il 25 febbraio 2019

La Valpolicella, territorio di eccellenza dei vini Amarone e Ripasso e dell’enoturismo, tiene a battesimo un corso universitario di aggiornamento professionale sulla valorizzazione e governance del territorio.

Nasce infatti in Valpolicella il primo corso universitario pubblico-privato in Italia di Politiche e governance del territorio.

Le iscrizioni sono aperte sino al 25 febbraio.

Il corso si terrà a partire da marzo nella sede universitaria di Villa Lebrecht a San Floriano in Valpolicella.

Il corso è promosso dal dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Verona, macro-area Scienze Giuridiche ed economiche, di cui è referente il professor Davide Gaeta, docente di Economia dell’impresa Vitivinicola e Politica Vitivinicola.

Aderiscono all’iniziativa, che ha il supporto della Bcc Valpolicella Benaco Banca, le Amministrazioni Comunali del territorio a cominciare da Fumane, che è capofila, San Pietro in Cariano, Marano, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Negrar, Pescantina, Sant’Anna d’Alfaedo, Mezzane, Illasi, Dolcè, Grezzana e Bussolengo.

È un corso di aggiornamento professionale che si rivolge si rivolge a cittadini già inseriti nel mondo del lavoro, o che comunque abbiano avviato un proprio percorso di formazione professionale.

Si rivolge anche agli studenti e a tutte quelle persone che intendano approfondire i temi delle politiche e delle azioni di governo del territorio.

Il particolare riferimento è all’area denominata “Valpolicella” e alle sue potenzialità e criticità. Ma prevede anche l’estensione ad altri territori di eccellenza nazionali ed internazionali.

È prevista la realizzazione di un project work finalizzato alla creazione di un distretto rurale per la valorizzazione del territorio.

Abbiamo raggiunto e raddoppiato il numero minimo di iscritti previsto, registrando quindi un grande interesse per l’iniziativa”, dice il professor Gaeta. “Ci è stato richiesto di riaprire le iscrizioni per poter andare incontro alle esigenze delle amministrazioni comunali per completare l’adesione”.

Siamo soddisfatti per il prossimo avvio del corso”, dice il sindaco di Fumane, Mirco Frapporti, “che formerà una parte della classe dirigente amministrativa e aziendale del nostro territorio dei prossimi anni”.

Sosteniamo da sempre le iniziative a favore del territorio” commenta Gianmaria Tommasi, vicepresidente della Valpolicella Benaco Banca, “e in questo caso ancora con maggior favore, perché punta a dare solidi riferimenti per il futuro alla realtà territoriale dove anche noi operiamo”.

Il costo di iscrizione e partecipazione è 600 euro.

Le lezioni si terranno i venerdì non consecutivi di marzo, aprile e maggio a partire dal 22 marzo.

Le domande di partecipazione vanno inviate entro il 25 febbraio collegandosi al sito www.univr.it/it/post-laurea (post laurea > corsi di aggiornamento professionale).

Per informazioni amministrative sulle iscrizioni: U.O. Master e Corsi di perfezionamento e di aggiornamento professionale, segreteria.master@ateneo.univr.it;

Telefono 045802802

 

Valpolicella - Verona - la terra del vino Amarone Valpolicella

Veduta di uno scorcio della Valpolicella. Il primo corso universitario pubblico-privato in Italia di “Politiche e governance del territorio” si terrà da marzo 2019 nella sede universitaria di Villa Lebrecht a San Floriano in Valpolicella. Iscrizioni entro il 25 febbraio

 

Valpolicella, distretto di qualità in ambito vinicolo e turistico

La prima edizione del corso sarà focalizzata sui temi amministrativi ed economici dell’area, dal vitivinicolo al lapideo al turismo

I destinatari sono diplomati e laureati con una forte motivazione verso la cura e la gestione responsabile della Valpolicella e di possibili altri distretti di qualità.

Il tutto mediante l’approfondimento dei temi e delle prassi oggi indispensabili per la formazione di nuovi amministratori pubblici e privati.

Il corso prevede i seguenti moduli universitari:

  • diritto amministrativo
  • diritto pubblico
  • diritto tributario
  • economia politica
  • politica territoriale
  • gestione dell’impresa vitivinicola
  • comunicazione e promozione dei prodotti territoriali

L’iniziativa dell’Università degli Studi di Verona è attuata in collaborazione con enti del territorio, amministrazioni comunali e stakeholders economici dell’area.

“Finalmente”, dice il professor Davide Gaeta, “un corso che è il primo tavolo pubblico-privato tra imprese e sindaci della Valpolicella storica, classica e orientale per costruire insieme il Distretto Rurale dell’Eccellenza. Un progetto ambizioso che la Valpolicella si merita”.

“L’unione di tutti questi sindaci attorno a questo tema”, dice il sindaco di Fumane, Mirco Frapporti, “vuole testimoniare l’impegno concreto delle amministrazioni del territorio nei confronti dei giovani”.

“Il progetto nasce dalla forte esigenza della mia generazione”, aggiunge Elisa Ferrarini, assessore alle attività economiche, commercio, agricoltura e promozione turistica del Comune di Fumane, “di acquisire gli strumenti che servono ad amministrare nel nostro territorio, dal punto di vista sia pubblico che privato, con competenza e lungimiranza, avendo una visione complessiva della Valpolicella”.

“E’ un’iniziativa che vede insieme per la prima volta Università, amministrazioni pubbliche e imprese che il mondo economico vede con favore”, dice Franco Allegrini, imprenditore del settore vitivinicolo. “Confidiamo tutti che possa portare quelle sinergie di sistema di cui il territorio ha bisogno”.


Le informazioni sul corso universitario

I posti disponibili sono 50, di cui 20 riservati a dipendenti di enti pubblici.

La durata del corso è di 60 ore con frequenza obbligatoria per almeno il 70%.

Le lezioni si terranno ogni venerdì di febbraio, marzo e aprile 2019 nella sede del Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia a San Floriano.

Le domande di partecipazione vanno inviate entro il 25 febbraio 2019 collegandosi al sito univr.it (post laurea > corsi di aggiornamento professionale).

Per informazioni sulla didattica: professor Davide Nicola Vincenzo Gaeta, davide.gaeta@univr.it – telefono 045.6835632.

Per informazioni amministrative sulle iscrizioni: U.O. Master e Corsi di perfezionamento e di aggiornamento professionale, segreteria.master@ateneo.univr.it – telefono 045802802.

Il corso universitario di aggiornamento professionale sulla valorizzazione e governance del territorio è un esempio della qualità e dell’attenzione allo sviluppo socio-economico della Valpolicella.

La Valpolicella è una terra che oltre alle eccellenze dell’Amarone e del Ripasso, possiede un tessuto imprenditoriale e amministrativo di prim’ordine.

(foto di apertura: Mauro Magagna)

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L’Amarone Valpolicella e gli altri. Americani innamorati dei vini Valpolicella. Il Consorzio: “Investire in mercati Usa meno maturi”

L’Amarone Valpolicella e gli altri. Americani innamorati dei vini Valpolicella. Il Consorzio: “Investire in mercati Usa meno maturi”

Il vini della Valpolicella – dall’Amarone Valpolicella alle altre eccellenze vinicole della Valpolicella – piacciono agli winelover americani,

Vola infatti la denominazione Valpolicella negli Stati Uniti.

I vini della Valpolicella sono bevuti dal 7% dei consumatori di vino di alta gamma.

Quello toccato dai vini Valpolicelladall’Amarone al Ripasso al Valpolicella Superiore – è un livello simile a quello toccato dalle etichette dell’Alsazia e del Piemonte.

E’ un livello, quello raggiunto dalla denominazione Valpolicella, che risulta superiore a Cheauneuf du Pape e Languedoc .

Un livello molto vicino a quello della denominazione francese del Borgogna.

E’ quanto emerge dalla nuova ricerca di Wine Intelligence per il Consorzio di tutela dei vini di Valpolicella, che analizza in particolare il posizionamento dell’Amarone.

Pur essendo un vino di nicchia e dal prezzo medio più alto, è acquistato dal 4% in più degli habitue  della qualità che spendono oltre 26 dollari a bottiglia, ma anche dall’1% dei consumatori regolari.

La ricerca traccia due profili del consumatore d’oltreoceano.

Il primo profilo del consumatore statunitense vede gli “Engaged Explorers”, giovani che si divertono a scoprire nuove varietà e regioni di origine meno classiche, che rappresentano il 7% dei bevitori regolari di vino negli Usa.

Il secondo profilo comprende i “Social Newbies” che hanno conoscenze ancora poco sviluppate. Ma che stanno dedicando sempre più tempo al vino. E che lo consumano soprattutto in occasioni sociali e nella ristorazione.

Gli Stati Uniti comprendono 50 Stati e la situazione varia molto a seconda delle zone.

“Le coste statunitensi”, spiega la direttrice del Consorzio di tutela dei vini Valpolicella, Olga Bussinello, riferendosi soprattutto a New York e alla California, “sono mercati maturi e piuttosto saturi!.

Sottolinea Olga Bussinello: “Ora bisogna investire nei mercati interni dove il prodotto interno lordo è in crescita. Così come la qualità della vita. Penso ad esempio al Colorado e al Michigan”.

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