Le Colline Terrazzate della Valpolicella Classica candidate a “Paesaggi Rurali Storici”

Le Colline Terrazzate della Valpolicella Classica candidate a “Paesaggi Rurali Storici”

Con l’accoglimento del dossier da parte del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali è sempre più vicina la nomina a Paesaggi Rurali Storici delle colline terrazzate della Valpolicella classica.

L’iniziativa è stata promossa in sinergia dall’azienda veronese Cantina Valpolicella Negrar, dall’Università degli Studi di Verona (Dipartimento di Economia Aziendale), ed i Comuni di Negrar di Valpolicella, Marano di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella e il GAL Baldo Lessina. 

 

Il Registro “Paesaggi Rurali Storici” del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Ad oggi il Registro “Paesaggi Rurali Storici” conta 24 paesaggi iscritti e altri 17 in lista d’attesa, tra cui la Valpolicella classica.

Enoturismo

Le colline della Valpolicella sono candidate ad essere insignite nel Registro di “Paesaggi Rurali Storici” del Mipaaf. Il risultato potrebbe arrivare già il prossimo anno (Foto di Mauro Magagna)

All’interno della lista del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la città veronese vanta già un posto di prestigio grazie alle colline del Soave.

Soave è entrato in questa categoria grazie al suo paesaggio storico caratterizzato dalla viticoltura, che affonda le sue radici al periodo romano.

Soave è inoltre una zona ricca di valori estetici e panoramici degni dunque di questa lunga lista di eccellenze del Made in Italy.

Questo importante registro è attivo grazie al Decreto n. 17070/2012, quando il Ministero istituì l’Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali.

Il compito principale è censire determinati paesaggi, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali ritenute di particolare valore, ma anche promuovere attività di ricerca per approfondirne i valori connessi all’ambiente rurale.

Gli intenti sono legati alla salvaguardia, alla gestione e pianificazione dei territori agricoli, affinché si vadano a preservarne anche le diversità bio-culturali.

La Valpolicella merita certamente un posto nella lista, perché il suo territorio è unico.

Dopo alcuni sopralluoghi l’inserimento nel Registro nazionale di “paesaggi rurali storici, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” del Ministero delle Politiche Agricole, potrebbe arrivare già con il 2021. 

Di certo le colline della Valpolicella Classica non passano inosservate e hanno tutte le carte in regola per soddisfare i criteri di candidatura, uno su tutti quello legato alla storicità delle vallate.

 

La “storicità” è uno del criteri per l’iscrizione del Registro di “Paesaggi Rurali Storici”

Il territorio della Valpolicella, da sempre fertile grazie alla presenza di corsi d’acqua, è stato e continua ad essere favorevole all’agricoltura.

Il ritrovamento di reperti storici conferma la presenza dell’uomo già dall’epoca del Paleolitico. Si evidenzia così un importante excursus storico da non tralasciare.

Un’altra caratteristica del territorio che rende le colline della Valpolicella uniche, rispetto ad altre zone del veronese, sono sicuramente la presenza delle marogne, i muretti a secco.

Valpolicella, marogne

Le marogne della Valpolicella, sono un segno indelebile della storicità indiscussa delle sue vallate

Le marogne della Valpolicella

Si tratta di muri a secco, che ridisegnano a gradini i pendii del territorio della Valpolicella. Il termine “marogna” indica in italiano un informe mucchio di sassi.

Ecco perché nella zona ci si sta adoperando da tempo per garantire anche una sostenibilità ambientale e il rispetto totale della conformazione esistente del paesaggio con la manutenzione costante degli elementi che lo disegnano.

Le marogne sono il frutto di una tecnica architettonica affinata nei secoli, stesso modus operandi utilizzato anche per la costruzione dei forti austriaci.

Oltre al compito di rendere il terreno più sicuro, esse sono portatrici di biodiversità secondo il punto di vista ecologico.

Infatti, grazie a questi muretti a secco, le piante trovano un un terreno non umido evitando anche che le radici marciscano.

Inoltre, grazie al fenomeno dell’insolazione, nella stagione invernale le marogne diventano veri e propri collettori solari per vigneti e uliveti. Senza tralasciare che un terrazzamento costruito a secco in zona collinare è anche una sorta di “condominio” di diversi insetti, che trovando nel muro il loro habitat, ne mantenengono così l’equilibrio ecologico.

Se i paesaggi agricoli hanno avuto per molto tempo un ruolo marginale, oggi c’è “un’inversione di marcia”, che vede produttori e consumatori sempre più attenti alle politiche ambientali.

Ottenere il riconoscimento nel Registro “Paesaggi Rurali Storici” è indispensabile per la Valpolicella Classica

Questo riconoscimento è importante perché punta a preservare l’identità della Valpolicella Classica, che non può essere considerata solo un territorio del vino.

Essere nella lista del “Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” vuol dire anche generare valore alla sua storicità e a quella del paesaggio circostante, ma soprattutto mettere in luce il lavoro di produttori e agricoltori che da generazioni danno il loro contributo a questo patrimonio storico-culturale.

La Valpolicella è uno dei territori più importanti d’Italia per il vino prodotto.

Portare avanti la candidatura delle Colline Terrazzate della Valpolicella Classica significa anche aggiungere valore e prestigio alla zona, perché utilità e bellezza sono oggi fondamentali per misurarsi nella competitività globale.

Del resto non si sta parlando di qualche appezzamento di terra, ma di una superficie occupata da un paesaggio storico di un’area compresa di 6.395,49 ettari, che ricopre la zona collinare della Valpolicella, per circa il 50% del totale.

Il territorio, come lo confermano i dati, conserva evidenti testimonianze della propria origine e storia, con un ruolo importante anche nella società e nell’economia della zona.

Un altro esempio dell’importanza di fare rete tra pubblico e privato è certamente questa iniziativa, fortemente voluta e partita grazie a Renzo Bighignoli, presidente della Cantina Valpolicella Negrar, coordinato dall’architetto Chiara Zanoni.

Sono state anche coinvolte le amministrazioni di Negrar, Marano, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella e il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Verona e il GAL Baldo Lessinia.

uva

La candidatura è stata inviata, attendiamo il responso (Foto di Nicole Rossignoli)

La domanda di candidatura delle Colline Terrazzate della Valpolicella Classica dunque è stata accolta dal Ministero, ora non resta che attendere il responso.

Ci auguriamo tutti che sia positivo.

 

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Articolo a cura di Nicole Rossignoli
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour 

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Val Polis Cellae 2020: domenica 11 ottobre cantine aperte, degustazioni, sapori e cultura in Valpolicella

Val Polis Cellae 2020: domenica 11 ottobre cantine aperte, degustazioni, sapori e cultura in Valpolicella

In Valpolicella si avvicina il momento per innalzare i calici del vino rosso Amarone e del Recioto. Domenica 11 ottobre 2020 inizia Val Polis Cellae, una giornata di festa dedicata alle degustazioni, agli assaggi dei prodotti locali e delle visite nelle cantine vitivinicole.

Quindici cantine della Valpolicella Classica, tra percorsi e ottimo vino, il tutto circondato da piatti tipici e opere d’arte. Questa è la proposta di Val Polis Cellae 2020.

Val Polis Cellae è organizzato dall’Associazione Strada del Vino Valpolicella.

Ogni anno vengono decisi dei percorsi specifici ai quali vengono associate alcune fra le migliori cantine del territorio, che propongono una degustazione dei propri vini, una mostra d’arte con artisti presenti in loco, una visita guidata all’azienda e, in alcuni casi, anche una specialità tipica veronese.

L’obiettivo è infatti quello di mantenere vivo il connubio arte-gastronomia-vino e scoperta del territorio.

Quest’anno la data dell’evento è l’11 ottobre e dalle ore 10 alle ore 18.

 

Valpolicella turismo

Val Polis Cellae è l’occasione per visitare le cantine e assaggiare i vini rossi della Valpolicella direttamente dai produttori

 

Val Polis Cellae 2020: il programma

Val Polis Cellae è un viaggio alla scoperta della Valpolicella e dei suoi vini rossi, tra aziende agricole, dimore storiche e cantine.

Una domenica di degustazione dei grandi vini rossi noti in tutto il mondo: l’Amarone e il Recioto, abbinati ai sapori del territorio.

I 5 percorsi sono immersi nelle 5 vallate della Valpolicella storica, alla scoperta delle peculiarità che ognuna riserva al vino e che ogni cantina valorizza con orgoglio.

I 5 percorsi proposti sono:

  • Percorso SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA
    Cantine: TENUTE FASOLI LORENA (Val Polis Cellae Point), COALI, BOSCAINI CARLO
  • Percorso FUMANE/SAN PIETRO IN CARIANO
    Cantine: TENUTE UGOLINI (Val Polis Cellae Point), FLATIO, SCRIANI
  • Percorso MARANO DI VALPOLICELLA
    Cantine: ALDRIGHETTI (Val Polis Cellae Point), LE MAROGNOLE, NOVAIA
  • Percorso PEDEMONTE
    Cantine: TOMMASI (Val Polis Cellae Point), MIZZON, ACCORDINI IGINO
  • Percorso NEGRAR DI VALPOLICELLA
    Cantine: LA DAMA (Val Polis Cellae Point), CORTE MARTINI, FRANCHINI


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alle 10:00 alle 18:00 le 15 cantine partecipanti accoglieranno appassionati ed enoturisti che potranno visitare le cantine e assaggiarne i prodotti, godere di momenti d’arte e cultura ambientati tra cortili, bottaie e sale di degustazione, dove artisti e artigiani locali esporranno le loro opere.

Ogni azienda aderente all’iniziativa sarà lieta di offrire infatti una visita guidata e una degustazione dei propri vini della Valpolicella.

Sarà anche possibile pranzare con piatti tipici e prodotti del territorio, serviti in collaborazione con i ristoranti locali, acquistare i vini o altri prodotti.

Guarda il programma completo sul sito dell’evento.

Val Polis Cellae

Val Polis Cellae: con un unico biglietto puoi visitare tutte e 15 le cantine partecipanti. Calice con tracolla e bus navetta gratuiti

 

Informazioni utili:

Il biglietto si acquista esclusivamente online.

Selezionate un Val Polis Cellae Point dove, il giorno dell’evento, dovrete passare a ritirare i calice e la sacca portabicchiere.

Il biglietto acquistato è valido per tutti 5 i percorsi, dandovi la possibilità di visitare  tutte le cantine che partecipano.

In caso di annullamento dell’evento causa COVID-19, il biglietto verrà convertito in 2 degustazioni in 2 cantine tra quelle partecipanti.

Fino al 10 ottobre puoi acquistare il biglietto con uno sconto di 5 Euro: clicca qui!

Per ulteriori informazion o prenotazioni contrattare:
info@stradadelvinovalpolicella.it
Tel 346 320 2167
www.stradadelvinovalpolicella.it

 

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Museo Appassimento con picai alla Cantina Valpolicella di Negrar

 

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Articolo a cura di Sara Soliman
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Valpolicella in bicicletta: 3 itinerari attraverso i vigneti, l’arte e la storia della terra dell’Amarone

Valpolicella in bicicletta: 3 itinerari attraverso i vigneti, l’arte e la storia della terra dell’Amarone

Cicloturisti, oggi vi propongo tre percorsi da fare in bicicletta in Valpolicella, splendida valle a pochi km da Verona.

Il primo percorso è di circa 25 km ed è una bella gita in bicicletta tra Valpolicella e Lessinia, attraverso i paesi di Fumane, Breonio, Fosse e Sant’Anna d’Alfredo.

Il secondo percorso, di 19 km, ci porta invece da Parona, alle porte di Verona, a San Floriano, frazione di San Pietro in Cariano.

Il terzo percorso è invece più lungo e ci porta da San Pietro in Cariano a Verona, passando per Negrar. L’itinerario proposto è di circa 30 km. e può essere considerato il percorso inverso al precedente, con la deviazione per il paese di Negrar.

 

Bicicletta in Valpolicella

Cicloturismo in Valpolicella

 

In bicicletta tra Valpolicella e Lessinia

Con questa bella gita in bicicletta attraversiamo i paesi di Fumane, Breonio, Fosse, Sant’Anna d’Alfaedo.

Da Sant’Ambrogio di Valpolicella ci dirigiamo a Fumane, dove arriviamo in 7 km pedalando in un tratto di pianura.

Fumane occupa la vallata dominata dal Corno d’Aquilino e dal Monte Pastello.

Ed è proprio dal paese di Fumane che inizia la salita più impegnativa del percorso.

Le pendenze sono sostenute ma non proibitive e accompagnano il percorso fino a poco prima di Breonio, che si raggiunge in discesa.

Da Breonio, in un saliscendi, si arriva a Fosse, frazione di Sant’Anna di Alfaedo. Tutto il suo territorio è famoso per la pietra di prun.

A Fosse puoi scegliere se proseguire per raggiungere Sant’Anna d’Alfaedo o tornare a Fumane passando prima per il paese di Molina e poi per Gorgusello. 

Ti ritroverai in un’altra discesa che passa attraverso un ambiente più selvaggio.

Questa via di discesa, da Fosse a Fumane è di Km 18,5.

La discesa è molto varia: prima è tortuosa, poi diventa rettilinea. Attraversa boschi verdi per poi fiancheggiare alcune pareti di roccia che hai potuto ammirare lungo il percorso.

Apriamo ora una parentesi. Se vuoi fare una sosta, ti ricordo che al confine del comune di Sant’Anna d’Alfaedo, sotto contrada Crestena e frazione Giare, si trova il famoso Ponte di Veja. 

 

Lessinia - Ponte di Veja - Sant'Anna d'Alfaedo - provincia di Verona ---

Ponte di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo: è il più imponente e maestoso monumento geologico dell’intera Lessinia

 

Si tratta di un gigantesco arco naturale, con una luce di circa 50m, formatosi grazie all’evoluzione di un’originaria caverna carsica apertasi nel corso di milioni di anni nella roccia calcarea per effetto dell’azione erosiva dell’acqua.

Penetrando dall’esterno, l’acqua ha causato il crollo della volta, lasciando in piedi solo l’architrave d’ingresso.

Se non sei mai stato merita una visita!

SCOPRI LA GUIDA TURISTICA DELLA LESSINIA 

In bicicletta da Parona a San Floriano

Si parte da Parona, a ovest di Verona, facilmente raggiungibile dal centro città, per esplorare in bicicletta le prime colline della Valpolicella.

Si tratta di un percorso di 19 km, semplice, con alcuni tratti di pista ciclabile e altri che richiedono più attenzione.

Partiamo da Largo Stazione Vecchia e, poco prima della galleria, si imbocca via del Monastero, sulla sinistra.

Si prosegue quindi su questa stradina stretta fra due mura, superando anche un breve tratto non asfaltato.

Giunti ad Arbizzano, attraversiamo il paese e pedaliamo verso Santa Maria. 

Attraversiamo anche Pedemonte, meglio se percorrendo le vie parallele alla provinciale (sulla destra), per evitare il traffico.

Giunti sulla provinciale che porta a San Floriano, per buona parte si potrà proseguire senza pericoli sulla pista ciclabile.

Una volta giunti a San Floriano, non può mancare una pausa per la visita all’antica pieve.

 

Cicloturismo in Valpolicella: Pieve di San Floriano

Cicloturismo in Valpolicella: la Pieve Romanica di San Floriano è del XII secolo

 

Riprendiamo il percorso e proseguiamo in direzione di località Cà dell’Ebreo, tornando poi verso Pedemonte.

Invece di percorrere nuovamente la strada dell’andata, si può deviare verso Cengia e poi Corrubbio.

Superato un tratto sterrato in direzione della località Quar, svoltando a destra si torna su una strada che, in un paio di chilometri, ci riporta direttamente a Parona.

 

Cicloturismo: S.Pietro in Cariano – Negrar – Verona

Questo itinerario, di circa 30 km, ci porterà a scoprire alcune zone caratteristiche della Valpolicella.

Da San Pietro in Cariano raggiungiamo subito la pieve di San Floriano. Proseguiamo ed entriamo in via Valle di Pruviniano, nel comune di Marano.

Subito a sinistra troviamo corte Fasanara, che merita una sosta e una visita. 

Poco più avanti, sempre sulla sinistra incontriamo, in località Pozzo, la pieve San Marco Evangelista.

Ritornati sulla via principale, seguiamo a destra via Chiesa per arrivare al centro della frazione di Valgatara. 

Dopo la chiesa svoltiamo a destra per raggiungere località Sottovilla.

Da qui, con una non facile salita ci alziamo di qualche decina di metri e questa parte di Valpolicella appare in tutta la sua bellezza.

Possiamo notare il monte Masua sulla destra e i monti di Fumane sulla sinistra. 

A ore undici, il santuario di Santa Maria di Valverde svetta sulle pendici del monte Castello, con tutt’intorno le abitazioni di Marano e di S. Rocco.

Vigneti, ulivi e grosse piante di ciliegi accompagnano, lungo la strada poco trafficata, ci conducono alla forcella del colle Masua.
La vista sulle due valli sottostanti è splendida.

In discesa proseguiamo fino nel centro del paese di Negrar arrivando in breve alla sua piazza principale, dove notiamo la chiesa e il cortile dell’antica pieve (sulla quale spicca il romanico campanile).

Attraversato il ponticello, seguiamo il progno di Negrar in direzione nord fino ad incontrare località Poiega e Villa Rizzardi.

 

Villa Rizzardi-Negrar-Verona

Villa Rizzardi a Negrar e giardino Pojega, uno dei più bei giardini del Veneto (per informazioni www.pojega.it)

 

Attraverso una breve e impegnativa salita, raggiungiamo Vigolo e scendiamo poi a Villa, dove l’antico insediamento della villa romana è stato sostituito da recenti complessi architettonici rurali e signorili. 

Vi consigliamo una sosta per ammirare villa Quintarelli Ruffo, l’edicola sacra e gli antichi lavatoi.

Ripartiamo e, attraversando il Progno e lungo via della Rimembranza, torniamo alla piazza principale del paese di Negrar.

Di qui, proseguendo in direzione Moron, si ha la possibilità di contemplare la vallata di Negrar verso est e la sua montagna più elevata: il Monte Comun (700 metri).

Continuiamo, completamente circondati da vigneti, pedalando tra antiche corti e cantine.

Fermiamo la bicicletta e l’attenzione presso i lavatoi, in pietra della Lessinia, luogo ancora ben conservato. Qui è facile immaginare massaie d’altri tempi intente a fare il bucato.

Ancora poche centinaia di metri e la strada scende verso la provinciale raggiungendo San Vito di Negrar.

Ci avviamo poi verso destra, lungo una parallela della stradale principale, in direzione sud e raggiungiamo una strada sterrata tra filari di vigneti dove notiamo l’Arco di Giove.

Usciamo nei pressi di Santa Maria di Negrar, superiamo l’incrocio regolato dal semaforo, giriamo a destra in via Campostrini e poi a sinistra in via Santa Sofia.

Attraversiamo il ponte della ferrovia sul fiume Adige, dal quale appare l’ansa di Parona e, attraversiamo Sorte e poi Chievo.

Raggiungiamo in 5 km Verona attraverso la ciclabile Rubinelli lungo il Canale Camuzzoni (tratto internazionale della ciclabile Via Claudia Augusta).

 

Video della Strada del Vino della Valpolicella

 

Enoturismo: in bicicletta alla scoperta dei vini della Valpolicella

Per chi ama il buon vino, una gita in bicicletta può prevedere anche una sosta in una delle tante cantine che si trovano lungo il tragitto.

La Valpolicella è la terra dell’Amarone, del Recioto, del Valpolicella, del Valpolicella Classico e del Valpolicella Ripasso, vini noti in tutto il mondo.

Scopri le CANTINE DELLA VALPOLICELLA

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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A Negrar di Valpolicella trovati i mosaici di una Villa Romana. Già nel 2011 la Cantina Valpolicella Negrar aveva dedicato al primo ritrovamento una linea di Amarone

A Negrar di Valpolicella trovati i mosaici di una Villa Romana. Già nel 2011 la Cantina Valpolicella Negrar aveva dedicato al primo ritrovamento una linea di Amarone

La pavimentazione a mosaico di epoca romana è stata rinvenuta a Negrar di Valpolicella dopo dei carotaggi fatti dalla Soprintendenza di Verona.
La Cantina Valpolicella Negrar, già dal 2011, aveva creato una linea di vino Amarone per sottolineare il legame tra cultura del territorio e storia

Quanta emozione tra le vigne della valle della Valpolicella. Nel comune di Negrar di Valpolicella, vicino a Verona, rivedono la luce una serie di mosaici che sono parte integrante di una pavimentazione di una villa romana.

La scoperta, avvenuta il 26 maggio 2020, è opera del gruppo di archeologi della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, sotto la direzione dell’archeologo Gianni De Zuccato e realizzato operativamente dall’archeologo Alberto Manicardi della SAP (Società archeologica Padana s.r.l.).

Oramai la notizia ha fatto il giro del mondo tanto che lo stesso Gianni De Zuccato ha rilasciato delle informazioni sulla scoperta al New York Times.

 

Gianni de Zuccato archeologo

La pavimentazione della villa romana, composta da mosaici, ritrovata dalla Soprintendena Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, sotto la direzione dell’archeologo Gianni de Zuccato (Foto del profilo Facebook di Gianni de Zuccato)

 

Il sito archeologico di Negrar di Valpolicella

Tra questi filari, dove si produce il famoso vino rosso della Valpolicella, la villa Romana di Negrar era già stata al centro di altri scavi.

Il sito di Negrar, che si trova in località Villa e di proprietà della famiglia Giacopuzzi-Bronzo, è noto agli studiosi e agli archeologi fin dal 1887.

Risalgono al 1922 e 1975 i primi ritrovamenti di una parte della pavimentazione a mosaico che ora è collocata nel Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

I mosaici della villa, che sono gli unici resti dell’edificio, sono databili verso la fine del III secolo d.C come riporta Paolo Lino Zanotto in “Mosaici Paleocristiani delle Venezie” (Del Bianco, 1963).

Mosaici Villa romana a Negrar

I mosaici della pavimentazione della villa romana di Negrar di Valpolicella (Foto del Comune di Negrar di Valpolicella)

Le tessere di pietra dei mosaici sono ancora di vivaci colori (come nella foto sopra): rosse, bianche, rosa, viola, arancio e gialle.

La composizione disegna sulla superficie del mosaico una serie di motivi geometrici chiamati i “nodi di Salomone” e “nodi a otto capi” in quanto formati da ottagoni alternati a rombi.

Gli scavi nel fondo erano iniziatii nell’agosto del 2019 e ripartiti dopo lo stop dovuto al periodo di lockdown.

La Cantina Valpolicella di Negrar con una linea di vino Amarone Classico

Il ritrovamento del nuovo tratto di pavimentazione della Villa Romana si collega anche alle precedenti scoperte avvenute nel fondo della famiglia Giacopuzzi-Bronzo.

La Cantina Valpolicella Negrar aveva dedicato l’etichetta del suo Amarone Espressioni Domini Veneti “Villa”, del 2011, proprio a un frammento del mosaico ritrovato e ora conservato nel Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

Il valore storico dell’insediamento romanico viene così valorizzato con la creazione di una linea di vino Amarone prodotto proprio dalle viti del sito oggetto degli scavi.

Amarone della Valpolicella della Cantina di Negrar

“Villa” Amarone della Valpolicella della Cantina Valpolicella Negrar del 2011, Direttore Daniele Accordini, linea Domini Veneti – collezione Espressioni (Foto Cantina Valpolicella Negrar)

 

Le fasi dei ritrovamenti

La residenza romana che risale al II-III Secolo d.C è composta da una pars rustica per la lavorazione dei prodotti agricoli, come i “vini retici” propri del periodo romano.

Le date storiche dei ritrovamenti sono:

  • 1887 primo ritrovamento in frazione Villa, a Nord di Negrar di Valpolicella,
  • 1922 dopo uno smottamento il Sig. Giovanni Battista “Giobatta” vide affiorare alcune parti della Villa romana,
  • 1974 ritrovamento di un altro locale durante i lavori per la costruzione dell’abitazione di proprietà della famiglia Giacopuzzi-Bronzo.

Gli elementi di maggior importanza sono indubbiamente i mosaici pavimentali, eseguiti tra il II ed il III secolo d.C. recuperati in parte dagli scavi del 1887, e conservati al Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

 

Mosaici della Villa a Negrar di Valpolicella

Sui mosaici della Villa romana, ritrovati nel 1974, sono raffigurate immagini ispirate a giochi circensi e lotte tra gladiatori (Foto Cantina Valpolicella Negrar)

 

Ora l’obiettivo è quello di portare a termine il recupero dell’intera pavimentazione e rendere l’area accessibile agli studiosi, agli storici e anche ai turisti.

La valorizzazione del sito con la creazione di un’area archeologica che sia fruibile dalla cittadinanza dovrà essee un punto sul quale trovare una soluzione.

Nella speranza che le istituzioni e la proprietà del fondo, che è attualmente coltivato con vitigni, trovino un accordo rimane la speranza di riscoprire questo patrimonio archeologico comune, oltre che storicamente di rilievo.

Guardando al presente rimane la soddisfazione per Gianni de Zuccato e tutti gli altri colleghi archeologi di aver ridato luce a queste decorazioni impiegate, per la prima volta, dai Sumeri più di 3000 anni fa.

> English version: In Valpolicella area were found Mosaics of a Roman villa of third century A.D.

Ulteriori approfondimenti sul sito della Soprintendenza archeologica di Verona.

 

Vedi le Guide di VeronaWineLove.com:

Vapolicella cosa vedere

Valpolicella: percorsi consigliati

Strada del Vino Valpolicella

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Foto di copertina: mosaico della Villa romana (foto Cantina Valpolicella Negrar)

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In bicicletta tra Valpolicella e Lessinia: il borgo di Gorgusello, Breonio e il ponte di Veja. Con uno sguardo ai Vini Valpolicella

In bicicletta tra Valpolicella e Lessinia: il borgo di Gorgusello, Breonio e il ponte di Veja. Con uno sguardo ai Vini Valpolicella

Oggi voglio proporti un bell’itinerario in bicicletta in provincia di Verona, tra l’alta Valpolicella e la bassa Lessinia: sono 26 km di cicloturismo che attraversa i paesi di Fumane, Breonio, Fosse, Sant’Anna d’Alfaedo.

È un percorso che si svolge quasi esclusivamente su strada asfaltata e si caratterizza per numerosi saliscendi, per cui è necessario un minimo di allenamento.

Si raggiunge il caratteristico borgo di Gorgusello, vicino a Molina, e da Sant’Anna d’Alfaedo il famoso Ponte di Veja. In entrambi i luoghi ti consiglio una sosta.

Inoltre, queste zone del territorio veronese si caratterizzano per la produzione di ottimi vini Valpolicella, come il rinomato Amarone della Valpolicella e il Valpolicella Ripasso.

Se hai intenzione di visitare una cantina ricorda di prenotare (trovi i numeri di telefono negli elenchi del portale VeronaWineLove.com) e di portare con te la mascherina.

 

Inizio del percorso

Il percorso inizia a Sant’Ambrogio di Valpolicella e da qui segui le indicazioni per Fumane, dove arriverai in 7 km pedalando in pianura.

Fumane occupa la vallata dominata dal Corno d’Aquilino e dal Monte Pastello. E proprio dal paese di Fumane che inizia la salita più impegnativa del percorso.

Il percorso continua con pendenze non proibitive fino a poco prima di Breonio, che si raggiunge in discesa.

Da Breonio, in un saliscendi, si arriva a Fosse, frazione di Sant’Anna di Alfaedo.

Tutto il suo territorio è famoso per la pietra di prun, materiale con cui vengono costruiti i tetti delle case.

A Fosse puoi scegliere se:

  • proseguire per raggiungere Sant’Anna d’Alfaedo
  • tornare a Fumane passando prima per il paese di Molina e poi per Gorgusello.

Se decici di arrivare a Sant’Anna d’Alfaedo sappi che poi dovrai tornare a Fosse e di lì a Fumane per rientrare.

Se invece prosegui per Fumane segui le indicazioni per una strada che attraversa prima il bosco e poi alcune pareti di roccia.

Arriverai prima a Molina e poi Gorgusello.

 

Il borgo di Gorgusello

Il caratteristico villaggio di pietra di Gorgusello, che fa parte del comune di Molina, merita senza dubbio una sosta.

Il nome Gorgusello potrebbe derivare da “gorgo” o “ruscello”, probabilmente per le numerose sorgenti d’acqua presenti in paese.

Valpolicella cicloturismo

Il borgo di Gorgusello è un villaggio di pietra sopra Molina, in Valpolicella

 

Il villaggio è formato interamente dai case in pietra ricoperte di lastroni calcarei e presenta tutti quegli elementi architettonici tipici della  perizia edile degli antichi abitanti locali: corti, archi e volti d’ingresso, case con torri e scale esterne, pietre di recinzione dei giardini.

A Gorgusello si respira aria d’altri tempi: il borgo è diviso in Gorgusello di sopra e Gorgusello di sotto, uniti da un fabbricato che in passato era una scuola e ora è adibito ad Ostello.

 

Breonio: il balcone sulla Valpolicella e sulla Val d’Adige

Breonio (Fumane) è considerato uno splendido balcone fra la Valpolicella e la Val d’Adige.  È inoltre la porta ideale per entrare in Lessinia per chi proviene da Verona o dal Lago di Garda.

Breonio, piccolo borgo è costituito da un nucleo storico formato da edifici con corti in lastre di pietra, mentre intorno si sono sviluppate le abitazioni più recenti.

Breonio ha ben quattro chiese, ma ti consiglio una sosta alla vecchia chiesa parrocchiale di San Marziale, in centro paese.

 

Veduta su Breonio in Valpolicella

Veduta su Breonio in Valpolicella dal Monte Crocetta (foto di Nicola Albi)

Puoi ammirare l’antica fontana in pietra, con una scala che scende al livello della sorgente, e poco più in basso una elegante fontana lavatoio.

Le contrade che circondano il paese sono tutte interessanti e raggiungibili con comidi sentieri: Paroletto, Paraiso Casarole e Gorgusello.

Potrebbe interessarti anche: Passeggiata in Alta Valpolicella: da Breonio (Verona) al Monte Crocetta con vista sulla Val d’Adige

 

 

Ponte di Veja

Se vuoi fare una sosta, ti ricordo che al confine del comune di Sant’Anna d’Alfaedo, sotto contrada Crestena e frazione Giare, si trova il famoso Ponte di Veja.

Si tratta di un gigantesco arco naturale, con una luce di circa 50 m, formatosi grazie all’evoluzione di un’originaria caverna carsica che si è aperta nel corso di milioni di anni nella roccia calcarea, per effetto dell’azione erosiva dell’acqua.

 

Ponte di Veja - Cascate di Molina - Lessinia - Verona Wine Love

Ponte di Veja, Sant’Anna d’Alfaedo (Verona), foto di Francesco Vinco

 

Penetrando dall’esterno, l’acqua ha causato il crollo della volta, lasciando in piedi solo l’architrave d’ingresso.

Se non sei mai stato ti consiglio di fare una sosta perché il luogo merita davvero una visita. Per saperne di più visita la pagina sul Ponte di Veja di Verona Wine Love.

 

ponte veja, LESSINIA

Erosione del Ponte di Veja (immagine di Francesco Vinco)

 

 

Enoturismo e bicicletta: scopri i vini locali

Sei un winelover? Queste zone del territorio veronese si caratterizzano per la produzione di ottimi vini Valpolicella, come il rinomato Amarone della Valpolicella e il Valpolicella Ripasso.

Una gita in bicicletta può essere l’occasione per visitare una delle tante cantine che si trovano lungo i percorso e assaggiare i vini direttamente dai produttori.

Ti consiglio però di consultare l’elenco delle cantine sul portale Verona Wine Love e telefonare per prenotare.

 

valpolicella

Un calice di vino durante una degustazione

 

→ Scopri la pagina dei percorsi consigliati in Valpolicella

→ Leggi anche A Negrar di Valpolicella trovati, sotto i vigneti, i mosaici di una Villa Romana del III sec. d.C.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
Team VeronaWineLove.com

 

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Itinerario enogastronomico tra Valpolicella e Lessinia. Percorsi naturali, dimore storiche e possibilità di degustare i prodotti del territorio

Itinerario enogastronomico tra Valpolicella e Lessinia. Percorsi naturali, dimore storiche e possibilità di degustare i prodotti del territorio

La Valpolicella è situata a nord-ovest della provincia di Verona e si estende tra il Garda, i Monti Lessini e la Valdadige. 

È un territorio che offre splendidi itinerari tra storia, cultura e natura, immersi nel verde del Parco Regionale della Lessinia.

In Valpolicella numerose sono le Ville Venete, nonché i siti di interesse storico-religioso e i Musei. 

Ma la Valpolicella è conosciuta anche per i suoi vini, in primis l’Amarone. 

Una visita ad una cantina locale con una degustazione e l’assaggio di qualche prodotto tipico è una tappa obbligata per gli winelovers e gli enoturisti.

L’itinerario che oggi vi propongo, della lunghezza di circa 40 km, prende il via da Sant’Anna D’Alfaedo, comune montano al confine tra Valpolicella e Lessinia.

Il comune sovrasta le tre vallate maggiori della Valpolicella: Negrar, Marano e Fumane. Il nostro percorso si chiude poi a Negrar.

È un itinerario che può essere vissuto dal punto di vista storico e culturale, naturalistico ed enogastronomico, tante sono le bellezze di questa terra produttrice di ottimi vini e prodotti tipici di qualità.

Qui si potranno gustare non solo gli ottimi vini della Valpolicella, ma anche formaggi, quali il Monte Veronese, la Ricotta e i formaggi con le erbe e i salumi della Lessinia.

 

Bicicletta in Valpolicella

In bicicletta tra le colline della Valpolicella

 

La Valpolicella è un territorio da scoprire: un ventaglio di vallate che si dipartono da Verona

l paesaggio della Valpolicella è prevalentemente collinare e molto vario morfologicamente.

Possiamo immaginarlo come un ventaglio di vallate che si dipartono da Verona, uno scivolare dei monti della Lessinia verso le colline e la pianura.

La Valpolicella comprende sette comuni, tutti appartenenti alla provincia di Verona: Sant’Ambrogio di Valpolicella, Fumane, Sant’Anna d’Alfaedo, Negrar, San Pietro in Cariano, Marano di Valpolicella e Pescantina.

Ovunque, in Valpolicella, è possibile osservare vigneti, intervallati da olivi e ciliegi.

La Valpolicella è una terra da esplorare tanto dal punto di vista naturalistico tanto da quello architettonico.

Presenta anche numerosi siti archeologici visitabili, che testimoniano la presenza umana in Valpolicella dall’Età della Pietra.

 

Percorso naturalistico tra Valpolicella e il Parco Naturale dei Monti Lessini

Il nostro percorso inizia dal comune di Sant’Anna d’Alfaedo. 

È qui che si trova il Museo Paleontologico e Preistorico, che raccoglie materiali archeologici e paleontologici inglobati negli strati della Pietra di Prun o Pietra della Lessinia.

Entrando a Marano di Valpolicella notiamo il Monte Castelon, che si erge dominante sulla dorsale collinare, tra le vallate di Marano e di Fumane.

È una delle aree archeologiche più importanti di tutta la Valpolicella.

Per chi ama gli itinerari naturalistici, imperdibile è l’escursione al Ponte Tibetano, ponte che collega la Valpolicella e la Lessinia, lungo la Valsorda.

Il ponte, sospeso a 40 metri di altezza dal sottostante Rio Mondrago è la prima realizzazione del genere in Veneto e tra le poche in Italia.

Di grande interesse naturalistico sono anche i Covoli di Marano di Valpolicella, Coalo del Diaolo e Buso Streto. Sono due grotte carsiche ricche di concrezioni calcaree. 

 

cavolo di Marano

Covolo di Marano (foto di Francesco Vinco)

Ricordo però che la visita all’interno dei Covoli va prenotata, ed è possibile anche richiedere la presenza di una guida.

Arriviamo nel Comune di Fumane, che vi segnaliamo per le sue frazioni di Molina e di Breonio.

Molina è nota per il suo Parco delle Cascate. All’interno dell’oasi naturalistica di Molina, classificata come zona di riserva naturale, cascatelle e laghetti, grotte e rocce a picco, meravigliose e suggestive cascate.

Annesso il Museo Botanico, nel quale sono classificate tutte le specie vegetali del Parco Naturale della Lessinia.

Cascate di Molina

Il Percorso naturalistico in Valpolicella ci porta a Fumane, alle Cascate di Molina. Foto di Mauro Magagna.

 

>> Scopri La guida alla Lessinia curata da VeronaWineLove.com


Breonio
è il punto di partenza ideale per escursioni di vari livelli di difficoltà, grazie alle quali si potranno ammirare paesaggi mozzafiato che spaziano dal Lago di Garda alla Valdadige e al Monte Baldo.

Per gli appassionati di escursioni imperdidibile è una salita al Corno d’Aquilio, dalla cui cima si gode uno splendido panorama sulla Val d’Adige, su tutta la Lessinia, le Piccole Dolomiti, il Baldo e il Lago di Garda.

Vicino alla sommità del Corno d’Aquilio troviamo la Spluga della Preta, una delle grotte più profonde al mondo, 

È un abisso carsico con pozzi di centinaia di metri che raggiungono la profondità di quasi mille metri (sono 877 quelli finora esplorati).

Numerosi i cunicoli non ancora esplorati che attirano spedizioni di speleologi da tutto il mondo.

A circa 200 metri a sud-ovest della Spluga de la Preta, troviamo la Grotta del Ciabattino e il Covolo di Camposilvano, che si possono tranquillamente visitare.

Altro capolavoro della natura è il Ponte di Veja, il ponte più grande d’Europa e autorevole sito preistorico.

Il ponte è un maestoso arco naturale di roccia, formatosi grazie alla caduta della parte interna di una grande grotta carsica (covolo), in una delle fasi dell’ultima glaciazione.

 

Ponte di Veja - Cascate di Molina - Lessinia - Verona Wine Love

Ponte di Veja, foto di Francesco Vinco. Il Ponte é un arco naturale di roccia, formatosiin seguito alla caduta della parte interna di una grande grotta carsica in una delle fasi dell’ultima glaciazione

 

Per saperne di più sul Ponte di Veja, che vanta nomi celebri che lo immortalarono nelle loro opere, vedi il percorso Ponte di Veja-Cascate di Molina

Su un colle che domina il paese di Fumane troviamo il Santuario della Madonna de La Salette. Da lì, si può godere di una vista panoramica sull’intera vallata e la Valpolicella.

Gli appassionati delle grotte una visita alla Grotta di Fumane, il Riparo Solinas, sito preistorico abitato dai Neandertaliani (Homo neanderthalensis) e dai cosiddetti Uomini moderni (Homo sapiens).

La grotta conserva frammenti di arte figurativa del paleolitico superiore e una figura antropomorfa, considerata il reperto di pittura più antico di tutta Europa, risalente a 35.000 anni fa.

Poco distante dal centro di Fumane, si erge Villa Della Torre, una villa rinascimentale concepita ed edificata in armonia con l’ambiente circostante.

Oggi è di proprietà dell’Azienda Agricola Allegrini, produttrice di vino, tra le più famose in Italia e azienda di eccellenza a livello internazionale.

La villa è circondata dal vigneto Palazzo della Torre, dove si produce anche il noto vino Amarone Allegrini.

 

Villa Dalla Torre Allegrini

Villa Dalla Torre Allegrini e Palazzo dalla Torre, una delle aziende agricole più celebri della Valpolicella

 

Vi consigliamo una visita guidata alla Villa, ai suoi vigneti, alla cantina e all’enoteca, con relativa degustazione, per assaporare e comprendere i vini eccellenti prodotti dal podere della famiglia Allegrini, abbinati ai prodotti del luogo.

Nel Wine shop della Villa è possibile l’acquisto dei vini in degustazione.

 

L’enogastronomia della Valpolicella

La Valpolicella è nota, fin dai tempi dell’antica Roma, per la viticolutura e per la produzione del vino Amarone.

Ma in Valpolicella possiamo trovare molti prodotti tipici di qualità, dai vini all’enogastronomia, ai prodotti agricoli quali kiwi, ciliegie e pesche.

Cosa possiamo assaggiare in Valpolicella?

Dai Vini della Valpolicella  (Valpolicella DOC, Valpolicella Superiore DOC, Valpolicella Ripasso, Amarone e Recioto) ai formaggi (il Monte Veronese, la Ricotta ed i formaggi con le erbe).

Ma anche il Tartufo, l’Olio extravergine d’oliva della Valpolicella (varietà  “Grignano”, “Favarol” e “Trepp”) e i salumi della Lessinia (salame, lardo e cotechino).

Da citare anche il Miele (Miele di Acacia, Tiglio, Tarassaco, Castagno, Ciliegio, Melata e Millefiori), la Ciliegia, il Kiwi della Valpolicella e la Pesca Principesca.

>> Potrebbe interessarti anche: Strada del Vino della Valpolicella

 

Valpolicella Prodotti tipici

Enogastronomia della Valpolicella: degustazione prodotti tipici della Valpolicella e della Lessinia

 

La Valpolicella: percorso storico tra palazzi e ville d’epoca, antiche pievi e aziende vinicole di lunga tradizione

A Sant’Ambrogio di Valpolicella la nostra visita inizia al Palazzo del Comune, con la sua scenografica scala in marmo e la fontana centrale. L’edificio ospita oggi la sede dell’Associazione “Strada del Vino Valpolicella”.

Altro gioiello è Villa Brenzoni Bassani, sede degli Uffici della Fiera del Marmo e di proprietà del comune.

Da visitare, previa prenotazione, Villa Nichesola, risalente alla metà del 1500 e Villa Serego Alighieri, incastonata tra le colline di Gargagnago.Qui i discendenti di Dante Alighieri acquisirono i primi poderi. 

La villa, un affascinante mosaico di stili di epoche diverse,ha un’antica tradizione vitivinicola. E possibile visitare la tenuta ed effettuare una degustazione di vini.

Visitiamo poi la Pieve di San Giorgio Ingannapoltron, uno dei borghi più belli d’Italia e antico centro religioso.

Contiguo alla Pieve il suggestivo Chiostro del XII sec. e il piccolo Museo che conserva numerosi reperti archeologici e una sezione etnografica, dov’è stata ricostruita anche una tipica casa della Valpolicella dei secoli scorsi.

 

Valpolicella - San Giorgio Ingannapoltron - Vino Amarone - Valpolicella Ripasso - Verona Wine Love

Chiostro dell’antica Pieve di San Giorgio Ingannapoltron

 

In località Monte, situato in un punto strategico posto all’imbocco della Vadadige, sorge maestoso il Forte Werk Mollinary che fa parte del complesso difensivo dell’impero asburgico. Da qui si gode di una delle viste più belle d’Italia.

Per chi ama la natura, imperdibili sono anche i sentieri di Gargagnago, sentieri panoramici che si snodano tra valli, boschi, vigneti, ulivi, ciliegi, e poi sorgenti, rivi e stagni, pensati “ad hoc” per passeggiate rilassanti.

Proseguendo l’itinerario si giunge a Pescantina, comune fortemente legato all’acqua e famoso per la coltivazione della pesca.

Qui, di notevole interesse storico è il Monumento agli Ex Internati, luogo di memoria e monumento a ricordo delle migliaia di vite umane sfuggite alla morte, dai lager nazisti.

A Pescantina, ha sede anche il Museo Etnografico “Lavoro e tradizioni lungo il fiume Adige”, dove sono documentate le antiche attività del paese, proprie di tutte le popolazioni che vivevano lungo il corso del fiume.

Molto interessante è anche l’itinerario storico-naturalistico Strada Alzaia che corre lungo l’Adige e che, un tempo, serviva per i trasporti fluviali. Ora la strada è diventata meta da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo.

Di interesse storico-culturale, invece, è Villa Bertoldi, eretta nel corso del XVII secolo e che conserva, nella Biblioteca, volumi rari del Seicento e Settecento.

Giungiamo, poi, a San Pietro in Cariano. Qui, ai piedi del Colle Castelrotto, sorge Villa Giona-Fagiuoli, costruita verso la fine del ‘400. 

La villa è utilizzata a rassegne teatrali e musicali, come l’ultra decennale rassegna di Musica in Villa. Ora è un Hotel d’eccellenza e, nella torre medievale, vi è un’enoteca dove si possono degustare i vini della Valpolicella e i prodotti locali.

Di immenso valore storico-culturale è anche Villa Ottolini-Lebrecht, ora sede dell’Università di Enologi e visitabile dal solamente durante la settimana.

Qui si trova la seconda piede della Valpolicella, la Pieve di San Floriano, del XI secolo.

Nella frazione di Pedemonte, invece, sorge Villa Serego detta Santa Sofia.

Alla villa lavorò anche Andrea Palladio (seconda metà del 1500) ma il progetto non venne mai completato totalmente. 

Ora, è sede di un’azienda agricola per la produzione di vino. Nelle cantine storiche, si possono degustare i classici vini veronesi e della Valpolicella e, dopo la visita guidata, all’interno del Wine Shop si possono anche acquistare tutti i vini assaggiati.

Concludiano il nostro itinerario a Negrar, dove, per gli amanti delle Ville ma anche del Vino, immancabile è una visita alla Villa Mosconi, un elegante complesso monumentale dedicato alla produzione dei vini, con annessi giardini e parco storico, risalente al 1700. 

 

villa mosconi bertani

Negrar, Villa Mosconi Bertani. Villa Mosconi è una delle più note cantine del Nord Italia

 

La villa è un gioiello architettonico e paesaggistico unico nel suo genere ed è possibile anche degustare i vini di produzione.

Si pensi chel’Amarone classico della Valpolicella, che risale al 1936, ha avuto origine nelle cantine di questa villa per un “disguido” di un cantiniere che lasciò un Recioto fermentare più del dovuto.

Inoltre, per il valore storico e ambientale, il parco di Villa Mosconi Bertani è censito tra gli ottanta parchi della lista dei Grandi Giardini Italiani.

Per gli amanti delle passeggiata, ma anche della letteratura, vale la pena percorrere i Sentieri Salgariani, percorsi dedicati allo scrittore Emilio Salgari e ai personaggi protagonisti dei suoi libri. 

I tre sentieri, rosso, arancione e verde sono passeggiate nei luoghi dove l’artista amava ispirarsi. 

 

Villa Rizzardi-Negrar-Verona

Villa Rizzardi a Negrar e giardino Pojega, uno dei più bei giardini del Veneto (per informazioni www.pojega.it)

 

Vale la pena una visita anche a Villa Guerrieri Rizzardi, costruita dall’architetto Luigi Trezza, uno dei maggiori esponenti dell’architettura neoclassica veronese e veneta.

Il relativo giardino, il Giardino di Pojega, aperto solamente nella stagione estiva, è uno degli esempi di giardino all’italiana.

La villa è di proprietà dei Guerrieri Rizzardi, che detengono vigneti e cantine nella provincia di Verona, con alle spalle 300 anni di viticoltura.

Possibilità di visite in cantina con degustazioni di vini e olio di oliva e possibilità di acquisto nel fornito Wine Shop annesso alla Villa.

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
veronawinelove.com

(Fonte dell’itinerario: Itinerari nel Gusto)

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