Wine&food tourism: ecco chi è il turista enogastronomico e che cosa cerca. Strategie  e consigli per le aziende enogastronomiche

Wine&food tourism: ecco chi è il turista enogastronomico e che cosa cerca. Strategie e consigli per le aziende enogastronomiche

Sai che il wine&food tourism in Italia è un settore sempre più in crescita? Di anno in anno aumentano infatti gli wine&food lover, che cercano esperienze sempre più coinvolgenti.

Se possiedi o lavori in un’azienda wine&food, saprai anche però che si tratta di un mercato frammentato. Come te esistono una moltitudine di altri produttori, alcuni di grandi dimensioni, altri di nicchia.

Come distinguerti e far sì che il turista visiti la tua azienda?


L’identikit del turista wine&food: conoscerlo per strutturare un’efficace visita in azienda

 

Gustare un buon calice di vino o assaggiare un prodotto tipico nel luogo dove viene prodotto lo rende un’esperienza unica.

Proporre un percorso di wine&food tourism nella tua azienda ti permette di distinguerti e fidelizzare la tua clientela, di creare un rapporto personale con gli wine & food lover che incontri.

Accogliere in modo ben riuscito i turisti della tua azienda significa renderli soddisfatti dell’esperienza. Questo non solo aumenta le visite ma anche induce i visitatori a tornare e ad acquistare i prodotti degustati, quando ripensano all’esperienza vissuta.

I turisti enogastronomici amano visitare mercati agricoli.

Prediligono prodotti tipici, visitano aziende vinicole e birrifici e partecipano volentieri ad eventi enogastronomici.

Sono turisti “coinvolti”: fotografano i piatti che mangiano, raccontano la propria esperienza sui social network e spendono di più per cibo e bevande.

Inoltre, acquistano di preferenza souvenir enogastronomici. E’ un modo di prolungare l’esperienza anche dopo il ritorno a casa.

Sono anche i turisti più fedeli: se soddisfatti, tornano volentieri nel territorio visitato e lo raccomandano agli amici.

I turisti enogastronomici sono anche informati: prima del viaggio, si documentano online e per questo hanno precise esigenze e aspettative. Lo confermano i dati: secondo l’indagine della World Food Travel Association, il 63% degli italiani valuta l’offerta enogastronomica prima di scegliere una destinazione.

Leggi anche L’enoturismo a Verona e in provincia.

 

Camera di Commercio di Verona

 

Wine&food tourism. Come organizzare la visita in azienda

 

Quando organizzi le visite nella tua azienda devi tener conto del comportamento del turista fin qui delineato.

La visita in cantina o in azienda agricola diventa per i tuoi visitatori un itinerario narrativo/educativo, un momento dove dare vita allo storytelling dell’enogastronomia.

Lo storytelling deve tenere conto di quattro elementi, da valorizzare e mettere in luce nel raccontare la storia della tua azienda non dimenticare di parlare:

  • del paesaggio che la accoglie, influenzato, definito e tutelato dall’attività dell’uomo,
  • delle tradizioni che ne costituiscono i pilastri,
  • dei tuoi prodotti, che diventano brand del territorio,
  • delle persone che lavorano nella tua azienda, fondamentali soprattutto se si tratta di un’azienda a conduzione familiare.

La visita è dunque lo strumento per ripercorrere la storia della tua azienda attraverso gli spazi produttivi, la spiegazione del tuo prodotto e delle sue caratteristiche.

Focus della visita è la degustazione, il momento privilegiato per educare i tuoi visitatori e illustrare i tuoi prodotti. Con un assaggio guidato il tuo prodotto viene valorizzato, compreso e apprezzato.

Offrire una degustazione al termine della visita stimola anche l’acquisto del prodotto; per questo è importante terminare la visita nel punto vendita o nelle vicinanze.

Per l’enoturismo infatti la fonte di fatturato principale non è la visita, spesso organizzata gratuitamente o ad un prezzo simbolico, ma la vendita diretta dei prodotti.

 

Leggi anche: Enoturismo: vino e cibo locali attraggono il 75% dei visitatori. Per intercettarli, ristoranti, hotel e cantine sono chiamati a comunicare in modo professionale.

 

Wine&food tourism: coltivare la relazione con gli wine & food lover. Prima della visita, la presenza sul web

 

Nell’organizzare una visita in azienda, tieni conto del fatto che il turista si informa prima online attraverso i diversi strumenti. È fondamentale che tu curi la tua presenza aziendale sul web.

Crea, se non lo hai già, o migliora il tuo sito internet aziendale, dove è essenziale che tu dedichi una pagina alle visite e indichi programma, eventuali costi, modalià di prenotazione e durata.

Il wine & food lover consulta le pagine Facebook, per verificare informazioni utili – come gli orari di apertura – e per creare un rapporto diretto con la tua azienda.

Qui puoi scegliere di raccontare le visite ricevute con immagini o video.

È un ottimo modo per rendere i tuoi fan partecipi dell’esperienza e creare intorno ad essa le giuste aspettative.

Altro strumento utile è Google My Business. Grazie a Google My Business puoi aggiornare le tue informazioni online, comunicare eventuali variazioni di orario, ad esempio in occasione delle festività, ed inserire un link diretto alle modalità di prenotazione.

 

Milano Wine Week - vino, degustazioni, enoturismo - ottobre 2019 - degustazioni- verona wine love

Milano Wine Week – vino, degustazioni, enoturismo – ottobre 2019 – degustazioni- verona wine love

 

Coltivare la relazione con gli wine&food lover. Dopo la visita, raccolta dati, database e newsletter

 

Al termine della visita, ricorda che è fondamentale fidelizzare i clienti attraverso la raccolta dei dati che li riguardano.

Creare un database dei tuoi visitatori pone le basi per una relazione duratura nel tempo.

Un modulo cartaceo, da proporre alla fine della visita, renderà i tuoi visitatori più propensi a fornirti i propri dati.

Contattarli con regolarità, ma senza esagerare, informandoli di novità e iniziative, quali per esempio aperture straordinarie o una piccola scontistica sull’acquisto dei prodotti, riservata agli iscritti della tua newsletter, li porterà a tornare a farti visita in azienda.

 

Wine&Food tourism: alcune conclusioni e consigli utili

 

In questo intervento ho cercato di delineare un identikit del turista enogastronomico.

Conoscere le abitudini, i comportamenti e le attitudini del tuo visitatore ti porterà a costruire un’esperienza di visita in azienda soddisfacente e ben organizzata.

Un ‘esperienza che ti porterà visibilità, diffusione e un sempre maggiore flusso di turisti: un visitatore soddisfatto e fidelizzato consiglierà la visita a parenti, amici e conoscenti.

Articolo a cura di Cecilia Bay
redazione@veronawinelove.com

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Enoturismo e web: è importante investire (bene) nella comunicazione digitale. Il progetto di Camera di Commercio e Università di Verona

Enoturismo e web: è importante investire (bene) nella comunicazione digitale. Il progetto di Camera di Commercio e Università di Verona

La Camera di Commercio di Verona, con il Punto Impresa Digitale (PID), in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona è impegnata in un progetto che interessa le micro, piccole e medie imprese veronesi.

La seconda tappa del PID Tour, svoltasi a San Bonifacio (Verona) il 30 ottobre scorso (la prima si è rivolta al settore del turismo con il titolo “Coinvolgere e creare esperienze indimenticabili per il turista con le App”), è dedicata all’enoturismo.

Il #PIDTour, questo è il nome del progetto impostato su cinque incontri, viene ideato con lo scopo di sensibilizzare quelle figure di riferimento che, all’interno delle realtà economiche di Verona e provincia, hanno il compito di condurre una strategia digitale.

Come afferma Andrea Bissoli della Camera di Commercio di Verona: “Ogni tappa si articola su vari temi quali vino, turismo, manifattura, agriindustria ed enoturismo. Sono questi i settori di eccellenza dell’economia veronese che possono crescere e consolidare ulteriormente la propria posizione grazie al marketing digitale”.

Continua Bissoli: “le aziende nelle quali siamo entrati con i nostri digital ambassador ci hanno confermato quanto la comunicazione di marketing online rappresenta il primo passo di percorso di trasformazione digitale di successo.

L’impresa che non è nativa digitale, infatti, non riesce a trasformarsi dall’oggi al domani in Fabbrica 4.0.

La digital transformation è più fattibile e meno traumatica, anche per il conto economico, se si avvia dal marketing online”.

 

Camera di Commercio di Verona

Incontro con i relatori del #PIDtour a San Bonifacio (Verona) per fare il punto sulle strategie che migliorano la visibilità dell’ enoturismo sul web

 

Enoturismo: indispensabile l’aggiornamento sui media della Rete

 

È oramai rimarcata l’importanza di saper gestire, con le dovute competenze, l’evoluzione delle dinamiche legate al web con tutte le sue complessità ma anche opportunità.

Una precisa e approfondita conoscenza degli svariati legami che coesistono tra gli strumenti di pubblicità tradizionali (stampa, radio e video) e i medium della Rete (sito web e social) impongono un continuo aggiornamento.

Un argomento, quello della digitalizzazione e del commercio web che, come afferma il Sindaco di San Bonifacio Gianpaolo Provoli “è un tema importante da coniugare anche rispetto a tante realtà commerciali dei centri storici che stanno soffrendo”.

È indispensabile – aggiunge Provoli – “stare attenti per vedere le mosse del mercato ascoltando le informazioni date da convegni di questo tipo”.

L’altro attore in campo, oltre alla Camera di Commercio di Verona, è l’Università degli Studi di Verona.

Il progetto in essere, coordinato dalla professoressa Marta Ugolini, prende il riferimento a “Impresa 4.0” e intende avvicinare alcune imprese del territorio per capire la loro situazione digitale e cercare di sostenerle con dei consigli.

“Con 4 assegnisti di ricerca e 34 studenti dell’Univr il team ha fatto formazione con 20 workshop in collaborazione con la Camera di Commercio di Verona.

Le imprese supportate, tra queste alcune riguardanti il campo enoturistico sono state 100 e tutte collocate in provincia di Verona”, afferma la professoressa Ugolini.

 

Enoturismo-camera-di-commercio-verona

La Prof.ssa Marta Ugolini, la Prof.ssa Michelle Bonera e il Prof. Riccardo Lora durante la seconda tappa del PID Tour (Foto di Camera di Commercio di Verona)

 

Enoturismo: è necessario investire sul Web

 

L’enoturismo è sempre più divenuto il centro di approfondimenti soprattutto per quanto riguarda l’adozione di strategie utili per migliorare la visibilità online degli operatori del settore: dalle cantine ai consorzi, dalle aziende vinicole agli agriturismi e ai progetti turistici che gravitano attorno al mondo del vino.

Una presenza, quella sul Internet, divenuta una conditio sine qua non per lo sviluppo e la crescita delle realtà vitivinicole in un mercato che guarda sempre di più all’utente estero.

E a questo punto, come afferma Marta Ugolini “è indispensabile capire chi sia, in azienda, il leader della trasformazione cioè colui che è in grado di guidare questo processo innovativo”.

“E poi” – continua Ugolini – “le aziende devono investirci sia economicamente sia in termini di risorse umane giovani da seguire”.

La visibilità dei siti web e le pagine social degli operatori enoturistici sui motori di ricerca sono l’argomento trattato nell’incontro. Tra gli argomenti sono illustrati alcuni strumenti disponibili oggi per il SEO (Search Engine Optimization).

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Il PID Tour, svoltasi a San Bonifacio (Verona) il 30 ottobre scorso e dedicato all’enoturismo, vede intervenire Andrea Bissoli, Riccardo Borghero, Marta Ugolini, Michelle Bonera, Riccardo Lora e Paolo Menapace (Foto di Camera di Commercio di Verona)

 

In questo ambito interviene la professoressa Michelle Bonera, docente dell’Università degli Studi di Brescia, con un approccio di marketing legato alle imprese.

“Se il marketing è la scienza e l’arte di individuare, attirare e mantenere dei clienti è importante che un azienda sia visibile e sappia fare arrivare le persone alla propria struttura ricettiva, ci spiega Michelle Bonera”.

“Pertanto – aggiunge Michelle Bonera – la SEO (Search Engine Optimization) cioò la tecnica usata per essere trovati sulla Serp di Google è indispensabile sia per essere trovati e per capire come i turisti mi cercano”.

“Ci sono degli strumenti informatici che mi aiutano a capire quali parole chiavi sono cercate nel mio settore. Continua Michelle – capire come ci cerca il nostro utente e dove ci cerca (se magari dai social) è indispensabile”.

Concludono la seconda tappa il professore Riccardo Lora con alcuni approfondimenti su come migliorare la visibilità online con alcune tecniche di ottimizzazione.

“Il sito web o una pagina web è una pregiudiziale legata al Decreto legge del 12 marzo 2019, legge sull’enoturismo.

Per una strategia vincente e per pubblicizzarsi sono essenziali contenuti di qualità, siti ben fatti tecnicamente (responsivi in primis) e comprensibili ai motori di ricerca.

Altrimenti non si e visibili online” aggiunge Lora.

 

Strada del Vino Soave, riconosciuta al concorso Best of Wine Tourism

 

Riccardo Borghero, introducendo Paolo Menapace, ricorda al pubblico l’importante progetto di Great Wine Capitals.

“Le 10 grandi capitali mondiali del vino si sono unite per contribuire allo sviluppo dell’enoturismo. Verona è riuscita a salire su questo treno due anni fa aderendo all’iniziativa Best of Wine Tourism“, aggiunge Borghero.

Si tratta di un concorso riservato alle aziende vitivinicole con 7 categorie (ristorazione, ricettività, agricoltura, architettura del paesaggio, politiche sostenibili e innovative, servizi per l’enoturismo)”.

Termina l’incontro Paolo Menapace, Presidente della Strada del Vino Soave, Presidente del Coordinamento delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto e responsabile dello IAT (ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica) di Soave.

“Come Strada del vino del Soave, nata nel 2001, e l’ufficio IAT di Soave stiamo facendo un importante lavoro per l’accoglienza dei turisti. Dalle vallate della Lessinia al museo di Bolca, unico del suo genere, ci sono svariate opportunità da sfruttare durante tutto il periodo dell’anno”.

“Il territorio, con 50 km. di valli e colline, la ristorazione e l’accoglienza stanno crescendo – aggiunge Menapace – e la Camera di Commercio di Verona rimane un attore fondamentale nel sostenerci in questa nostra opera legata al turismo del vino e dei prodotti locali”.

La Camera di Commercio di Verona, con il Punto Impresa Digitale (PID) e in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona portano avanti questo progetto che interessa le micro, piccole e medie imprese veronesi.

Il prossimo appuntamento è il 7 novembre a Legnago alle ore 17.00, Sala Piccolo Salieri di Viale Don Minzoni 11 (entrata in Via San Francesco), dalle ore 17.00 alle ore 19.00.

Il tema della terza tappa riguarda le “Strategie di social media marketing per l’agroalimentare: analizzare e coinvolgere il pubblico”.

 

Camera-di-commercio-Verona-strategie-social-agroalimentare

 

Leggi anche: I SERVIZI DI COMUNICAZIONE DIGITALE DI AESSE COMMUNICATION


Articolo a cura di
Nicola Albi
nicola.albi@veronawinelove.com

***  Nicola Albi collabora con Studio AEsse Communication, agenzia web veronese. Dal 2016 si occupa di content marketing e implementazione siti web

 

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Instagram, dove e come inserire gli hashtag? E quanti hashtag inserire? Guida su come usare Instagram per comunicare meglio

Instagram, dove e come inserire gli hashtag? E quanti hashtag inserire? Guida su come usare Instagram per comunicare meglio

Tutti noi, gestori di account Instagram, ci siamo chiesti almeno una volta se sia meglio inserire gli hashtag nella didascalia che accompagna il post o nel primo commento alla foto.

Leggevo giusto stamane un articolo in merito di Studio Samo, agenzia web specializzata nel Social Media Marketing.

Il dibattito su dove inserire gli hashtag va avanti, tra esperti americani e non di social media marketing, da qualche anno.

Il fatto è sempre stato quello che gli hashtag inseriti a fine post non risultano “essere di buon gusto”, oltre che “rubare” lo spazio visibile al testo del post.

Viceversa, i detrattori dell’hashtag nel primo commento sostengono che ciò fa diminuire la visibilità dei post commentati.

Ma il punto è un altro: è vero che la diversa posizione influisce sulla copertura del post e dunque sulla visibilità?

Cerchiamo di capirlo insieme.

 

hashtag-instagram

Dove inserire gli hashtag su Instagram?

 

Dove posizionare gli hashtag di Instagram?

L’articolo riporta una ricerca condotta dal team di Socialinsider in collaborazione con il portale Quuu. 

Lo studio ha analizzato 650 mila post pubblicati da 6784 profili aziendali (sia di PMI sia di grandi brand). 

L’analisi ha dimostrato innanzitutto che buona parte dei brand preferisce posizionare i propri hashtag all’interno della didascalia del post.

Soltanto il 10% dei profili aziendali è solito inserire gli hashtag nel primo commento.

 

uso degli hashtag

Dove le aziendali inseriscono gli hashtag? dati dello studio di SocialInsider

 

Il fatto che il divario sia così alto rende piuttosto complesso poter fare un confronto tra le due diverse scelte. 

Il team di Socialinsider, però, ha sfruttato questi dati per cercare di analizzare come gli utenti che usano gli hashtag nei commenti vedano un engagement specifico in relazione alla portata del post.

Cos’è l’engagement? È un termine inglese che significa “coinvolgimento” e indica appunto il livello di coinvolgimento degli utenti rispetto ad un’azienda o brand. Il termine è spesso utilizzato quando si parla di Social Media Marketing.

Stando ai dati riportati dalla ricerca, l’inserimento degli hashtag all’interno della didascalia ha assicurato la migliore copertura dei post in quasi tutti i profili aziendali (sia quelli con pochi sia quelli con moltissimi follower). 

I valori che invece scelgono di posizionare l’hashtag nel primo commento non sono poi tanto differenti: 

  • nei profili con meno di 5000 follower, i valori della portata di un post si allontanano del 3.5%
  • in profili che vanno dai 5000 ai 10000 follower, la differenza diventa circa dell’1.23%. 

 

Per quanto la differenza sia sottile, c’è comunque da ricordare che la minore portata di un post si traduce poi nel minor successo del brand. 

Sembrerebbe quindi proprio non valere la pena posizionare gli hashtag nel primo commento solo per una questione estetica.

 

quanti hashtag inserire

Numero di profili aziendali che inseriscono hashtag nel post e numero di hashtag. Indagine SocialInsider

 

 

Qual è il numero perfetto di hashtag da inserire?

Lo studio ha analizzato anche il numero di hashtag che i profili aziendali inseriscono in ogni post. 

Buona parte dei brand ne utilizza un numero variabile tra i 7 e i 25, con un divario piuttosto significativo tra questi due intervalli. 

Alcune ricerche passate hanno dimostrato che utilizzando tra i 9 e gli 11 hashtag un post si assicura l’engagement ottimale. 

Dall’altro lato, alcuni sostengono che anche non utilizzare hashtag può rivelarsi una buona scelta.

Nonostante i dati, è chiaro che molto dipenda dal nostro target e dagli hashtag che scegliamo di utilizzare. 

Una cosa però è certa: Instagram consente di utilizzare fino a 30 hashtag per post.

Possiamo inserirne dunque a volontà, ciò che conta è che siano mirati e che abbiano un alto seguito. Ricorda che un minimo di 7 è diventato oramai quasi fondamentale.

 

 
 
 
 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
redazione@veronawinelove.com

*** Sara Soliman fa parte di Studio AEsse Communication, agenzia web veronese. Dal 2016 si occupa di copywriting e di web marketing per le PMI. 

 

 

 

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Il Blog Daily Communication è una rubrica del Magazine “Verona Wine Love”. supplemento redatto in collaborazione con l’agenzia di informazioni Corte&Media(Reg. Trib. di Verona n° 2111 del 28.05.2018).
Direttore responsabile: Maurizio Corte
Web reporter e giornalisti: Nicola Albi, Sara Soliman, Elena Caracciolo, Cecilia Bay, Sonia Gastaldi, Jeena Cucciniello, Martina Zanetti, Andrea Braga

Sito Web per cantine e agriturismi. Perché è indispensabile e quali caratteristiche deve avere. Scopri come ottenere visibilità e portare visite

Sito Web per cantine e agriturismi. Perché è indispensabile e quali caratteristiche deve avere. Scopri come ottenere visibilità e portare visite

Il sito Internet è importante: è il cuore della tua attività di marketing, ti rappresenta e ti permette di essere raggiungibile da potenziali clienti o turisti.

Avere un buon sito web, per una attività che vende in tutta Italia o anche all’estero, è oggi di fondamentale importanza.

Ad alcuni di voi sembrerà scontato, ma vi assicuro che non è così.

A oggi sono ancora molte le realtà che non hanno un sito web ottimizzato per smartphone o che addirittura non hanno un sito.

Dal momento che la maggior parte degli enoturisti si informa sul web, è invece essenziale essere presenti con un sito internet efficiente. Perché sul web non basta nemmeno esserci, bisogna esserci in modo adeguato.

Il sito web è il cuore della tua attività commerciale e di marketing ed è ciò che maggiormente ti rappresenta in quanto racconta la tua storia e i tuoi prodotti.

 

Sito web per cantine

Il sito web ti rappresenta ed è il cuore della tua attività: scopri quali sono i requisiti di un sito web che ti permetta di ottenere risultati

 


Requisiti di un buon sito Internet

In questo articolo provo a stilare un elenco di quelli che sono i requisiti di un sito web efficiente.

Prova a verificare se il sito web della tua cantina va bene così com’è o se invece, in base ai tuoi obiettivi, deve essere migliorato.

Troverai inoltre alcuni aspetti da evidenziare nel caso in cui la tua azienda vitivinicola o agriturismo si occupi anche di ospitalità.

Un buon sito web deve:

  1. Essere responsive, ossia ottimizzato anche per i dispositivi mobili (tablet e smartphone), dal momenti che oggi il traffico mobile rappresenta quasi il 90% del traffico web. 
  2. Essere semplice e veloce, ossia di facile consultazione e piacevole navigazione, per evitare il rischio di perdere l’utente. Un’ottima piattaforma per siti web veloci e ottimizzati è Word Press. 
  3. Essere ricco di contenuti. Per migliorare il posizionamento del tuo sito web è necessario puntare su contenuti di qualità. I motori di ricerca come Google premiano chi scrive contenuti originali e capaci di rispondere alle domande degli utenti. 
  4. Avere immagini di qualità, professionali e veritiere. Se nei i social media è normale condividere immagine scattate con lo smartphone, nel sito web farlo è impensabile. L’immagine anche se di qualità, mancherebbe in profondità e brillantezza. 
  5. Avere un blog: raccontare della propria attività, dell’ultimo evento, della storia della tua cantina sul proprio blog è un ottimo modo per acquisire importanza online e di conseguenza aumentare il traffico al tuo sito web.
     
  6. Essere costruito in ottica SEO (Search Engine Optimizazion): i testi inseriti sul tuo sito devono essere ottimizzati utilizzando le parole chiave del tuo settore di attività. La stessa cosa vale per il tuo per il tuo blog aziendale.Una delle tecniche più importanti al fine di ottenere un alto posizionamento sui motori di ricerca è la creazione di contenuti SEO friendly.

    Scrivere testi SEO friendly significa saper combinare un’ottima scrittura (col rispetto di regole grammaticali e della scrittura per web) alle pratiche di ottimizzazione per i motori di ricerca.

    Puoi intuire come non sia una cosa semplice.

     

    siti internet per cantine

    Il sito internet non è qualcosa che va costruito in modo standardizzato. Ogni azienda ha le proprie caratteristiche e un professionista sa come usare parole e immagini per valorizzarla

  7. Essere aggiornato: il sito web non è qualcosa di statico, deve essere sempre aggiornato con gli ultimi eventi e notizie sull’azienda. Ciò denota professionalità. Anche questo invece è talvolta un aspetto trascurato: trovare promozioni natalizie in piena estate non lascia una buona impressione! 
  8. Essere in più lingue. O almeno in lingua inglese, dal momento che è una lingua capita in ogni parte del mondo o quasi. Ciò ti permette di raggiungere e crescere anche a livello internazionale. 
  9. Il sito in multilingue è inoltre tra le linee guida stabilite nel nuovo decreto ministeriale sull’enoturismo. La prenotazione del soggiorno o della visita in cantina deve inoltre essere fatta preferibilmente tramite internet. 
  10. Contenere l’E-Commerce: non è fondamentale ma sicuramente aiuta a incrementare le vendite. La gestione dell’e-commerce non va però sottovalutata e va progettata se l’azienda ha del personale da dedicarvi. 
  11. Presentare i titolari: ultimo aspetto, ma non per importanza. È buona cosa creare una sezione del sito con la foto del titolare e della sua famiglia, soprattutto se si punta a instaurare un rapporto diretto col cliente. A chi arriverà in cantina sembrerà già di “conoscervi”. 


Come comunicare se ti occupi di ospitalità legata all’enoturismo

turismo del vino

Il turismo del vino è in continua crescita: si stima che il 56% dei turisti italiani abbia visitato una cantina nel corso delle sue recenti vacanze. La percentuale di turisti stranieri interessati a queste esperienze è ancora più elevata 

 

Se la tua azienda si occupa anche di ospitalità è particolarmente importante inoltre:

  1. Inserire una mappa della tua proprietà e del territorio circostante, quest’ultima meglio ancora se scaricabile.
     
  2. Raccontare il territorio: il turista del vino non cerca solo vino ma vuole conoscere anche ciò che il territorio offre. Di solito è un amante della cultura, della natura ed è alla ricerca di emozioni d ricordare. Vuole conoscere cosa c’é dietro la bottiglia di vino. 
  3. Potresti inserire nel sito qualche pacchetto che comprende percorsi particolari in grado di fargli vivere quell’emozione in più rispetto al classico giro turistico.Ricorda che la personalizzazione è importante, in ogni settore di offerta. 
  4. Inserire contatti utili: numeri di telefono di associazioni di noleggio di biciclette, per esempio. O di qualche associazione turistica in grado di dare informazioni approfondite sul territorio. 
  5. Inserire servizi aggiuntivi (servizi ancillari) quali la presenza di wi-fi, di aree destinate ai bambini, specificare se gli animali sono ben accetti, se sono in corso manifestazioni nelle vicinanze ecc.

>> Leggi le linee guida del D.M. sull’Enoturismo del 7 marzo 2019


Il tuo sito web rispecchia tutte queste caratteristiche?

Come vedi, gli aspetti da considerare nella costruzione di un sito web valido sono molti.

È importante, come puoi ben intuire, affidarsi a degli esperti di settore: i costi di realizzazione non sono proibitivi e variano in base alle necessità del cliente.

Ma credimi: è questo l’unico modo per farti raggiungere sul web da potenziali clienti.

Affidarsi al cugino che “ne sa qualcosa di informatica” non è mai una buona idea.

Con una buona strategia di web marketing invece, che valorizzi la tua storia, la tua azienda e il tuo territorio vedrai buoni risultati.

 

Strategia digitale - cos'è e come si costruisce - comunicazione digitale - Verona Wine Love - 3 -

E’ importante avere una buona strategia di web marketing che valorizzi la tua storia, la tua azienda e il tuo territorio


Cosa significa avere una buona strategia di web marketing

Significa non lasciare nulla al caso e affidarsi a persone che si occupano di marketing perché è il loro lavoro, lo studiano, si aggiornano, sanno come funziona il mercato e il mondo di Internet. Conoscono le regole del web come tu conosci la tua terra e i tuoi vitigni.

Il web marketing riguarda tutte quelle competenze che sono necessarie per costruire un buon sito web.

Ma non solo: si occupa dell’approccio ai social, della scrittura migliore per il web, che non è la stessa che funziona sulla carta stampata.

Con qualche accorgimento tecnico e con l’ottimizzazione in ottica SEO potrai ottenere un buon posizionamento online.

Inoltre, impostare un’attività di stesura testi ottimizzati SEO anche per il tuo blog aziendale (testi che siano utili ai tuoi potenziali clienti) è un ottimo modo per acquisire importanza online e di conseguenza aumentare il traffico al tuo sito web.

Una delle tecniche più importanti al fine di ottenere un alto posizionamento sui motori di ricerca è la creazione di contenuti SEO friendly.

Scrivere testi SEO friendly significa saper combinare un’ottima scrittura (col rispetto di regole grammaticali e della scrittura per web) alle pratiche di ottimizzazione per i motori di ricerca.

 

digital strategy

Avere una buona strategia web significa anche monitorare il sito web in termini di visualizzazioni. Ciò permette di verificare se le scelte effettuate sono ottimali o se è il caso di intervenire con alcune modifiche. 

Avere al tuo fianco un’agenzia web è una cosa importante.

Possiamo aiutarti a valorizzare la tua azienda e il tuo territorio, a far conoscere la tua passione e cosa ti contraddistingue e a far crescere il tuo brand attraverso efficaci strategie di wine-marketing.

Se sei interessato a conoscere come lavoriamo, a migliorare il tuo sito web e la tua strategia di marketing contattaci.

LEGGI LA RUBRICA “DAILY COMMUNICATION”

>> Leggi: Strategie di marketing: social media, brand journalism, business blogging, foto e video, comunicazione digitale. I consigli di Daily Communication

>>  Scopri i servizi che ti proponiamo

 

Articolo a cura di Sara Soliman
redazione@veronawinelove.com

*** Sara Soliman fa parte di Studio AEsse Communication, agenzia web veronese. Dal 2016 si occupa di copywriting e di web marketing per le PMI. 

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Ristoranti, come attrarre i clienti con una strategia digitale di qualità. Dalla comunicazione all’uso dei social media: i consigli utili dell’esperto

Ristoranti, come attrarre i clienti con una strategia digitale di qualità. Dalla comunicazione all’uso dei social media: i consigli utili dell’esperto

La moda della cucina e della ristorazione ha ormai preso piede in modo ufficiale già da qualche anno.

Le esperienze che si possono, in tutti i sensi, “assaporare” sono facili da trovare e alla portata di tutti; che si parli di una degustazione di vini o anche una “semplice” esperienza gastronomica, il mondo del food&beverage è entrato a far parte delle nostre vite, con o senza la nostra consapevolezza.

Canali e programmi televisivi dedicati all’universo culinario hanno iniziato a comparire sempre più spesso sugli schermi delle nostre televisioni o sui monitor dei nostri portatili mentre applicazioni come TheFork e TripAdvisor fanno capolino dai nostri smartphone.

Cosa è cambiato nel concreto con questa “Rivoluzione Copernicana” del cibo? Innanzitutto la visione stessa dei lavori legati a questo mondo è cambiata in maniera radicale.

Se fino a qualche anno fa infatti i mestieri del cuoco e del cameriere non erano visti come lavori di un certo livello e nobili, al giorno d’oggi questi tipi di lavoro hanno acquisito notevole prestigio, diventando motivo di stima e, perché no, ammirazione.    

 

Gastronomia: l'attenzione alla materia prima, mai come oggi, rappresenta la vera essenza della ristorazione

Gastronomia: l’attenzione alla materia prima, mai come oggi, rappresenta la vera essenza della ristorazione

 


Secondo punto di svolta, ma non meno importante, riguarda la qualità e la ricerca delle materie prime che mai come oggi rappresentano l’essenza stessa della ristorazione.

Etichette come “DOC”, “DOP”, “DOCG” attirano la nostra attenzione e, se ritroviamo queste diciture all’interno di un menù, influiscono sulla scelta del nostro piatto.

La moda ”Gourmet” ha preso piede in tutto il mondo e anche in Italia, sempre più realtà ristorative creano e aggiornano in maniera continua le loro proposte gourmet, andando ad enfatizzare un ingrediente rispetto all’altro, seguendo inoltre la stagionalità delle materie prime.

Terzo ed ultimo punto è quello che riguarda la popolarità dei ristoranti stessi.

Moltissimi ristoranti hanno pagine Facebook e profili Instagram con cui tengono aggiornati clienti abituali e non, promuovendo i loro prodotti ed eventi o chiedendo ai clienti stessi se preferiscono un prodotto piuttosto che un altro.

Prima ho fatto riferimento ad applicazioni che permettono, ancor prima di andare in un ristorante o una pizzeria, di avere un’idea (poco precisa e basata su gusti di altri clienti) sulla realtà ristorativa da noi scelta.

Queste applicazioni hanno però un potere enorme, e possono, con poche righe e qualche stellina, influenzare in maniera positiva o negativa la nostra decisione.  

 

Ristoranti: la comunicazione condotta in modo professionale cambia il modo di relazionarsi al cliente - verona wine love

Ristoranti: la comunicazione condotta in modo professionale cambia il modo di relazionarsi al cliente. Occorre una strategia pensata nel dovuto modo e con la consulenza di addetti qualificati

 

Enogastronomia: come i ristoranti possono catturare l’attenzione dei clienti

Dal punto di vista pratico, come fanno i ristoranti a “catturare” i clienti? Esiste qualche tipo di strategia? O i ristoratori devono affidarsi in modo univoco al connubio social e fortuna?

Gary Vaynerchuk, presidente della società americana di media e comunicazioni VaynerX, tratta questo argomento in uno dei suoi articoli.

Questa strategia ci viene spiegata prendendo come esempio un ristorante specializzato in piatti a base di carne, situato a Lexington, in Kentucky. Per “catturare” nuovi clienti, ci spiega Gary, si deve adottare una particolare tecnica basata sul lungo periodo.

Una strategia digitale basata sul breve periodo risulta infatti inefficace perché nel cliente non nasce il desiderio di riprovare le sensazioni che ha provato durante la sua prima (e forse unica) visita.

La prima volta che il cliente entra in un ristorante, magari sfruttando una particolare promozione, ci viene spiegato che, se l’esperienza è stata positiva, c’è la possibilità del 40% che il cliente ritorni.

Una percentuale che rimane pressoché invariata anche dopo la seconda esperienza del cliente nello stesso ristorante, che dal 40% passa al 42%.

Quanto però il cliente vive una terza esperienza positiva nel nostro ristorante, le probabilità che ritorni si impennano fino al 70%. Nell’articolo ci viene poi spiegato punto per punto come rendere unica la prima esperienza del cliente nel nostro ristorante.

Importantissimo è quindi servire i clienti con un particolare tipo di servizio e informare il nostro staff di questo, per lavorare al meglio per far tornare il cliente, consigliando di tornare per provare un piatto tipico del ristorante, più saporito e gustoso oppure più delicato e complesso.

Un piccolo dettaglio potrebbe essere quello di utilizzare dei tovaglioli di colore diverso, oppure offrire un piccolo benvenuto per far iniziare al meglio l’esperienza del cliente. Incentivando il cliente a provare un piatto diverso da quello che ha ordinato durante la sua prima esperienza, si sta già facendo strada nella mente del cliente la possibilità di ritornare una seconda volta.

Altro consiglio che Gary fornisce è quello di instaurare un rapporto di fiducia con il cliente, domandando durante il servizio se i piatti sono stati di suo gradimento e consigliando eventuali abbinamenti.

Non si deve però esagerare con sconti o promozioni: i clienti potrebbero diventarne “dipendenti” e non dobbiamo in nessun modo sminuire il nostro prodotto.

Un aspetto da tener presente è quello che riguarda i tempi d’attesa per il servizio.

Questo è un punto critico che ogni ristorante (o realtà ristorativa) non deve sottovalutare. Sarebbe un vero peccato se un cliente, che per la prima volta entra nel nostro ristorante, si trovi ad aspettare per troppo tempo i piatti che ha ordinato.

 

Gastronomia e comunicazione. la moda del cibo non ha tardato a contagiare anche i social network - verona wine love

Gastronomia e comunicazione. la moda del cibo non ha tardato a contagiare anche i social network

 

Cucina e comunicazione: i social media come mezzo per fidelizzare i clienti

La comunicazione passa, anche per il mondo della cucina e della ristorazione, attraverso i social media.

Gary Vaynerchuk affronta così la parte “social” della strategia comunicativa. Ricordate che il ristorante preso d’esempio si trovava a Lexington vero?

Bene, Gary ci spiega che, per il prossimo passo di questa strategia è necessario informarsi sulla popolarità che la cittadina ha sui social.

Cerca quindi Lexington su Instagram e, basandosi sulle foto più recenti fatte proprio nella cittadina, inizia a valutarne la popolarità. Individua la foto di una ragazza abbastanza famosa, proprio di Lexington, con un discreto numero di followers (circa 3000).

Decide quindi di inviare a questa ragazza un messaggio “Abby, vedi che sei a Lexington. Amiamo far parte di questa comunità. Saremmo molto felici se decidessi di passare a mangiare un boccone da noi! Ecco un coupon di 20 dollari, un coupon da 10 dollari e del pollo gratis”.

Questo messaggio può esser visto solo dalla ragazza quindi nessuno dei clienti abituali potrà sentirsi offeso o in qualche modo sminuito rispetto alla ragazza.

Sfruttando la grande popolarità della ragazza sui social, unito all’effetto del passaparola che la ragazza stessa farà e alle eventuali foto che scatterà fintanto che sarà nel ristorante, avremo fatto un’enorme pubblicità alla nostra attività.

Articolo a cura di Andrea Braga

*** Andrea Braga studia Editoria e Giornalismo. Lavora nel campo della ristorazione e si occupa di blogging nell’ambito dell’enogastronomia  

Altri articoli utili per comunicare i tuoi servizi e prodotti e la tua attività:

COME GESTIRE UNA PAGINA FACEBOOK: 10 CONSIGLI UTILI

COME AVERE SUCCESSO SU INSTAGRAM

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Marketing Digitale - Comunicazione online - Brand Journalism - Verona Wine Love -

Strategia digitale, Siti web, Webmarketing, Brand Journalism, Social Media Management, Foto e Video professionali: sono alcuni dei servizi di Verona Wine Love

 

Gli strumenti e i metodi della comunicazione e del marketing digitale

Nella rubrica “Daily Communication” – dedicata al marketing digitale e alla comunicazione a 360 gradi – parliamo di tutti gli strumenti di comunicazione e dei metodi di lavoro che utilizziamo su questo portale web e con i nostri clienti:

  • social media management (la gestione professionale dei social network: da Instagram a Facebook, da Twitter a Pinterest);
  • brand journalism (il giornalismo professionale applicato alle aziende, per farle conoscere e diventare media company);
  • mobile marketing e mobile writing (la comunicazione e il marketing su smartphone, da cui passa ormai più del 70% delle visite ai siti web);
  • business blogging (la scrittura di articoli per un blog, fatta con l’obiettivo di farsi trovare sul web e di farsi leggere);
  • content marketing (gli articoli per promuovere e vendere prodotti e servizi);
  • realizzazione professionale di siti web (che è altra cosa dallo smanettare con wordpress o dall’improvvisarsi webmaster);
  • strategia digitale (ovvero il pianificare, realizzare e coordinare in modo consapevole le azioni di comunicazione che mettiamo in campo);
  • fotografia professionale (l’avere foto di livelli ben superiori rispetto alla pur simpatica passione del fare scatti con il telefonino);
  • video professionali (immagini in movimento ad alta cura, sorrette da una sceneggiatura, capaci di coinvolgere lo spettatore)

Tutti questi servizi con il dialogo e la consulenza sia dei professionisti che lavorano con noi. E sia di un professionista del settore commerciale che si occupa da parecchi anni di comunicazione pubblicitaria (tradizionale e digitale).

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Fondazione-Arena-Foto-Ennevi - L’Arena di Verona, sede della stagione estiva di opera lirica organizzata dalla Fondazione Arena di Verona e dei concerti di musica pop, rock e leggera (FotoEnnevi – Fondazione Arena di Verona)

L’Arena di Verona, sede della stagione estiva di opera lirica organizzata dalla Fondazione Arena di Verona e dei concerti di musica pop, rock e leggera (FotoEnnevi – Fondazione Arena di Verona)

 

 

Soggiornare a Verona, sul lago di Garda e in Valpolicella: come scegliere un hotel

Se vuoi soggiornare a Verona, sul lago di Garda, in Valpolicella o nella zona del vino Soave, puoi affidarti a Booking.com con cui Verona Wine Love è convenzionato da un programma di affiliazione. 

SCEGLI UN HOTEL A VERONA
SCEGLI UN HOTEL SUL LAGO DI GARDA
SCEGLI UN HOTEL IN VALPOLICELLA

 

Eccoti poi i link di Verona Wine Love ad alcune informazioni utili su come arrivare sul lago di Garda e a Verona, città dell’Amore, e come soggiornarvi:

IL LAGO DI GARDA: GUIDA AI PERCORSI
COME RAGGIUNGERE VERONA E IL LAGO DI GARDA CON I MEZZI PUBBLICI
COME ARRIVARE A VERONA: GUIDA PER CHI ARRIVA IN AUTO O MEZZI PUBBLICI
INFORMAZIONI UTILI PER CHI SOGGIORNA A VERONA
GUIDA TURISTICA ALLA CITTA’ DI VERONA
SCOPRI LA VALPOLICELLA. TERRA DI VINI, NATURA E CULTURA
VERONA WINE LOVE, IL MAGAZINE SULL’ENOTURISMO  

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Come gestire una pagina Facebook: 10 consigli utili per non lasciare nulla al caso. E per ottenere risultati

Come gestire una pagina Facebook: 10 consigli utili per non lasciare nulla al caso. E per ottenere risultati

Sono sempre di più gli utenti di Facebook che decidono di gestire la propria pagina Facebook professionale. 

Gestire una pagina Facebook sembra una cosa facile e alla portata di tutti, ma non è così. 

Se il tuo scopo è quello di diffondere la tua attività, è un lavoro che richiede le conoscenze di un esperto, il Social Media Manager. 

Cosa diversa se si tratta della condivisione di un post riferito a un blog personale e che dunque non necessita di alti numeri di lettura e condivisione.

In ogni caso è bene sapere qualche regola.

Di seguito troverai 10 consigli a mio parere utili per gestire al meglio la tua pagina Facebook.

Sono aspetti e funzionalità note ai Social Media Manager, ma utili anche a chi muove i primi passi sulla gestione di una pagina Facebook o agli imprenditori che gestiscono da soli la loro presenza su Facebook.

 

Web Marketing Daily Communication

Web Marketing: 10 consigli utili per gestire la pagina Facebook

 

1. Conoscere il target di riferimento

Innanzitutto è fondamentale aver ben chiara l’identità del chi siamo, della nostra azienda o negozio. Solo così possiamo studiare una strategia per comunicare al meglio. 

Una volta che abbiamo il nostro messaggio ben chiaro in mente dobbiamo farlo arrivare alle persone giuste, il target di riferimento, al fine di non disperdere tempo, soldi e risorse.

 

2. Content is King

Il contenuto è fondamentale, ma deve essere pertinente, originale e rilevante per il pubblico al quale ci rivolgiamo. Immagini di repertorio o post personali in una pagina professionale sono sconsigliati.

Il consiglio è quello di non pubblicare se non abbiamo nulla di interessante da condividere.

Non è scritto da nessuna parte che bisogna pubblicare un post ogni giorno, ciò che conta è postare bene. 

Qualche volta, come si suol dire, “less is more”.

 

3. Non essere invadente

Le persone navigano su Facebook per prendersi un momento di pausa, non vogliono essere investite da messaggi promozionali di prodotti che non conoscono e a cui magari nemmeno sono interessate.

Dobbiamo entrare nella mente dei nostri potenziali clienti in punta di piedi, con post che invitino alla scoperta del nostro brand finché non saranno pronti a compiere l’azione da noi desiderata: contatto o acquisto che siano.

 

4. Errori comuni nel “fai da te”

Mi capita ancora spesso di ricevere inviti a seguire pagine Facebook che, una volta aperte, sono scarse di contenuti. Ovvero sono presenti foto profilo, immagine di copertina e, al massimo un post o una foto. 

La fretta di ottenere like denota scarsa professionalità.

E perché mai, mi chiedo, dovrei seguire e supportare una pagina così scarsa di contenuti? 

Sul web è fondamentale scegliere con cura chi seguire, per non essere sommersi ogni giorno da post o notifiche che non interessano affatto.

Arriviamo al dunque: prima di invitare gli amici a seguirvi fate di in modo di essere “attraenti”. I contenuti devono essere di qualità.

Un altro errore frequente è quello di registrare la propria attività come persona fisica. Di sicuro in questo modo è più facile aumentare i contatti (basta chiedere l’amicizia). 

Con le pagine ci vuole più tempo e impegno ma è l’unico modo con cui possiamo sfruttare gli strumenti gratuiti che Facebook offre alle aziende.

Inoltre si devono rispettare le regole imposte dai gestori di Facebook, pena la cancellazione della pagina stessa. 

Prossimamente ti svelerò alcuni consigli utili per aumentare il numero dei fan alla tua pagina Facebook.

Social Media Marketing

10 consigli per usare al meglio la pagina Facebook e ottenere risultati

 

 

5. Provare le novità che Facebook propone

Facebook ti consente di pubblicare il “Post sponsorizzato perfetto” creando diverse combinazioni tra più opzioni di Titolo, Immagine/Video, Testo, Descrizione, Pulsante al fine di valutare quale variante raggiunge il numero maggiore di obiettivi.

Per fare un buon lavoro ci vuole sia una buona vena estetica quanto una buona mano da copywriter.

Ma la verità è che bisogna saper interpretare i dati, altrimenti si rischia di vanificare gli sforzi.

Per conoscere il nostro target, per capire quali sono i post più rilevanti e che tipologia di contenuto converte meglio.

È indispensabile studiare i dati, e non intendo solo le “vanity metrics” (follower, like, commenti, condivisioni), ma soprattutto in quale modo possiamo massimizzare il ROI (ritorno sull’investimento pubblicitario) e ottenere i migliori risultati per il nostro brand.

 

6. Facebook non è gratis: non per chi voglia farne una risorsa di business

Se è vero che aprire e gestire una pagina non costa niente in termini di denaro da dare fisicamente a Facebook, non è possibile pensare di raggiungere obiettivi concreti di business a costo zero.

Oltre al tempo da investirvi dobbiamo considerare che, per raggiungere il pubblico che ci siamo prefissati, dobbiamo investire in Facebook Ads.

E qui mi collego a una questione molto attuale: ricorda che le persone non sono su Facebook per acquistare qualcosa. 

Su Facebook puoi presentare brand e prodotti nel modo migliore, puoi anche riuscire a vendere, ma la fonte primaria del tuo strumento di marketing è il tuo sito web. 

Facebook rimane una piazza, mentre il sito è di tua proprietà.

 

7. L’utilissimo Pixel

Il Pixel è una piccola stringa di codice che una volta inserita correttamente all’interno del sito può fare miracoli. 

Il pixel di monitoraggio delle conversioni di Facebook è uno strumento molto utile, se non il più utile, per monitorare l’andamento di una campagna pubblicitaria Facebook e verificarne l’efficacia. 

Esso svolge due utilissime funzioni:

1: monitora le azioni degli utenti (visita di una pagina, acquisto di un prodotto, compilazione di un form ecc.)

2: ci permette di creare delle liste di remarketing da utilizzare per interagire sia con chi già conosce il nostro brand, sia con persone che secondo l’algoritmo hanno caratteristiche in comune con chi è già nostro cliente o con chi ci segue sulla Pagina Facebook che gestiamo.

 

8. Richiedere la verifica della pagina con Badge

La spunta blu accanto al nome della pagina indica che la pagina è ufficiale e verificata. È possibile fare richiesta direttamente da Facebook:  vai su Impostazioni e poi su Verifica Pagina.

Non però è semplicissimo ottenere questo Badge: è necessario essere un personaggio pubblico o un brand affermato. In ogni caso vi consiglio di provare e riprovare.

 

9. Misurare la quantità di testo sulle immagini

Succede, quando si imposta Facebook Ads, di vedersi rifiutata un’immagine a causa dell’eccessiva quantità di testo presente. E spesso capita dopo aver già impostato il target, gli interessi, il costo e la durata del post.

È importante ricordare che il testo nell’immagine non deve superare il 20% del post complessivo.

Cosa che non tutti sanno è che Facebook offre la soluzione: con questo strumento è possibile verificare in anteprima se l’immagine è conforme o meno.

 

10. Usare Facebook Debugger

Spesso succede, a chi condivide link di articoli o pagine dal proprio sito/blog, di non veder comparire l’immagine in evidenza associata.
Facebook Debugger permettere di risolvere il problema.

È sufficiente inserire il link sul tool di debug di Facebook : il sistema restituirà le informazioni e gli errori. Per risolvere la situazione basta cliccare su Debug.

Ricapitolando: “contenti is king, but less is more”, attenzione al target, considerare un modico investimento economico per le proposte che Facebook Ads riserve alle pagine professionali, discrezione e analisi dei “vanity metics” e di Pixel Facebook, attenzione alle immagini.

Questi sono solo alcuni dei consigli per gestire in modo più efficace ed efficiente la tua pagina Facebook. 

Chi ben si destreggia con i Social Media può improvvisarsi gestore della pagina della propria attività, ma credo che per poter considerare questo un investimento, serva l’aiuto di persone preparate e competenti.

Nel web non basta esserci, bisogna farsi raggiungere e farsi scegliere.

Se hai bisogno di aiuto non esitare a contattare il team di Verona Wine Love.

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Potrebbe interessarti anche:

>>>  Perché affidarsi al “copywriter”per creare l’immagine del proprio brand 

Se desideri approfondire puoi leggere il libro:

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