Angelo Branduardi in concerto al Teatro Romano il 22 maggio 2020 per il tour “Il cammino dell’anima”. Leggi l’articolo per saperne di più

Angelo Branduardi in concerto al Teatro Romano il 22 maggio 2020 per il tour “Il cammino dell’anima”. Leggi l’articolo per saperne di più

Angelo Branduardi fa tappa al Teatro Romano di Verona venerdì 22 maggio 2020 alle ore 21 per il tour “Il cammino dell’anima”.

In questa nuova tournée, Branduardi presenta l’ultimo album “Il cammino dell’anima, pubblicato ad ottobre 2019.

Il disco si ispira all’opera della monaca Ildegarda di Bingen, vissuta tra il 1098 e il 1179. Branduardi mischia musica e poesia per portare sul palco delle canzoni che interrogano la spiritualità e il lato intimo dell’animo umano.

Si prospetta un concerto emozionante, dove musica e mistico si fondono nella splendida atmosfera del Teatro Romano di Verona, uno dei luoghi di maggior interesse della città scaligera.

Il concerto di Branduardi al Teatro Romano fa parte della programmazione di Verona Folk, la rassegna internazionale di musica folk e d’autore organizzata dal Box Office Live, uno dei più importanti cartelloni musicali della stagione estiva.

 

Angelo Branduardi al Teatro Romano

 

Angelo Branduardi al Teatro Romano venerdì 22 maggio 2020, ore 21

Angelo Branduardi nasce a Cuggiono (Milano) il 12 febbraio 1950.

A tre mesi si trasferisce con la famiglia a Genova. Nel capoluogo ligure, Branduardi entra in contatto con la scuola dei cantautori, che costituisce uno stimolo importante per la sua carriera, assieme ad autori inglesi come Donovan e Cat Stevens.

L’incontro nel 1973 con il compositore Paul Buckmaster è stato decisivo per la sua carriera. L’anno dopo, infatti, incide il suo primo album Angelo Branduardi, che risente molto dell’influenza di Buckmaster.

Nel 1975 entra in contatto con il polistrumentista Maurizio Fabrizio, con il quale incide un secondo disco La Luna e dà inizio ad una collaborazione che durerà fino al 1979. Da quel momento, la produzione di Angelo Branduardi ha attinto alla musica popolare, barocca, rinascimentale, con spunti presi anche dalla musica etnica.

Nel 1976 torna ad abitare con la moglie e le figlie a Cuggiono dove rimane sino al 1982. Sono anni proficui, in cui incide l’album Alla fiera dell’est, premiato nel 1977 dalla critica discografica italiana.

In quegli anni la sua musica mischia folk e tradizione celtica, modernizzata in chiave pop. Grazie al suo particolare gusto musicale diventa celebre in tutta Europa. Alla fine del 1977 pubblica La pulce d’acqua, tra i cinque album più venduti in Italia nel 1978.

Tra il 1978 e il 1979 lavora ad un progetto dal vivo denominato La Carovana del Mediterraneo, che coinvolge anche i componenti del Banco del Mutuo Soccorso. I concerti toccano Italia, Inghilterra, Svizzera, Francia, Germania e Belgio.

Nel 1979 pubblica Cogli la prima mela, premiato in Italia, Germania e Francia come disco rivelazione dell’anno.

Il 1980 è un altro anno importante per la sua carriera. Branduardi pubblica due nuovi album: Concerto, un triplo Ip contente 22 brani in italiano e inglese tratti dalla serie di concerti La Carovana del Mediterraneo.

Il secondo album Gulliver, la luna e altri disegni, è la rivisitazione del disco La luna, con l’aggiunta dell’inedito Gulliver.

Sempre in quell’anno, Branduardi organizza la seconda edizione de La Carovana del Mediterraneo. Vi partecipano quasi tutti i musicisti della prima tournée, con l’aggiunta di Stephen Stills, Graham Nash e Richie Havens.

Nel 1981 pubblica Branduardi ’81. I testi sono scritti dalla moglie Luisa Zappa, con la supervisione di Paul Buckmaster.

Due anni dopo incide Cercando l’oro, in cui torna il contributo di Maurizio Fabrizio.

Il 1983 lavora alla composizione di colonne sonore per lungometraggi. Scrive State buoni se potete per l’omonimo film di Luigi Magni.

Branduardi è poi stato premiato con il David di Donatello come miglior musicista e con il Nastro d’argento per la miglior colonna sonora.

Nel 1986 compone la colonna sonora di Momo e nel 1988 di Secondo Ponzio Pilato diretto da Magni.

Sempre lo stesso anno realizza Branduardi canta Yeats. Si tratta di una trasposizione in chiave musicale di alcune poesie dello scrittore William Butler Yeats, composte tra la fine del 1800 e il 1918.

Nel 1988 Branduardi incide un album di inediti intitolato Pane e rose, seguito da Il ladro nel 1990. Entrambi i dischi si caratterizzano per sonorità più minimaliste con cenni all’elettronica, pur non abbandonando le basi folk.

Gli anni Novanta vedono la pubblicazione di ben quattro album. Nel 1993 incide Si può fare con gli arrangiamenti di Vince Tempera. L’anno successivo pubblica Domenica e lunedì (in cui sono presenti i testi di Pasquale Panella, Paola Pallottino, Roberto Vecchioni ed Eugenio Finardi).

 

 

Nel 1996 pubblica il live Camminando camminando lanciato dai singoli L’apprendista stregone e Piccola canzone dei contrari. Due anni più tardi incide Il dito e la luna, in cui spiccano le canzoni Il giocatore di biliardo e L’uso dell’amore.

Altro importante progetto nato nel 1996 è Futuro antico I, a cui seguono II (1998), III (2002), IV (2007), V (2009), VI (2009), VII (2010) e VIII (2014). In questi album, Branduardi riscopre il patrimonio musicale antico italiano ed europeo.

Nel 2000 pubblica L’infinitamente piccolo, dedicato alla vita di Francesco d’Assisi, di cui fa parte La Lauda.

Del 2003 è Altro ed altrove, una raccolta di poesie da tutto il mondo trasformata in musica.

Il 2011 segna il ritorno al pop con Così è se mi pare ed a una nuova collaborazione con Maurizio Fabrizio, mentre è del 2013 Il rovo e la rosa, una rivisitazione di alcune ballate inglesi della seconda metà del XVI secolo.

Nel 2019 gli viene conferito il Premio Chiara (premio letterario dedicato a Piero Chiara) “le parole della musica”, in onore alla sua carriera.

 

 

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“Il Grande Teatro”, la rassegna da novembre 2019 a marzo 2020 con un cartellone di alto profilo. Scopri il programma del Teatro Nuovo di Verona con le informazioni utili

“Il Grande Teatro”, la rassegna da novembre 2019 a marzo 2020 con un cartellone di alto profilo. Scopri il programma del Teatro Nuovo di Verona con le informazioni utili

Il Teatro Nuovo di Verona ospita dal 5 novembre 2019 al 22 marzo 2020 la rassegna invernale “Il Grande Teatro”, giunta alla 34^ edizione.

In programma la messa in scena di allestimenti ispirati alla letteratura, al cinema, ai classici greci e al teatro contemporaneo.

E’ un cartellone di alto profilo, quello proposto da “Il Grande Teatro”, con alcuni fra i migliori attori teatrali italiani.

 

“Il Grande Teatro” al Teatro Nuovo di Verona: il programma 2019-2020

Inaugura la rassegna, dal 5 al 10 novembre, L’ONORE PERDUTO DI KATHARINA BLUM di Franco Però.

Lo spettacolo è tratto dal romanzo di Heinrich Böll, premio Nobel per la letteratura nel 1972.

Gli interpreti sono Elena Radonicich (nota per la fiction Rai La porta rossa), Peppino Mazzotta (conosciuto per il ruolo di Fazio nel Commissario Montalbano) e la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia.

Tema di fondo della rappresentazione è la parodia al linguaggio della stampa scandalistica, i suoi luoghi comuni, le moralizzazioni spicciole, le espressioni alla moda e la sua piattezza intrinseca.

La rassegna prosegue, dal 19 al 24 novembre, con VINCENT VAN GOGH- L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO di Stefano Massini, vincitore nel 2005 del Premio Pier Vittorio Tondelli.

A vestire i panni di Van Gogh Alessandro Preziosi con la regia di Alessandro Maggi.

Il testo di Maggi esplora la vicenda umana dell’artista, portando alla luce degli aspetti nascosti. L’intera rappresentazione si sviluppa nelle stanze del manicomio, creando un’atmosfera tra il reale e il suo opposto.

 

Alessandro Preziosi in Vincent Van Gogh

Alessandro Preziosi in Vincent Van Gogh, l’odore assordante del bianco

 

Il terzo spettacolo in cartellone è il FALSTAFF E IL SUO SERVO di Nicola Fano e Antonio Calenda, in programma dal 10 al 15 dicembre.

L’opera rievoca le avventure di Falstaff e ripercorre gli ultimi giorni di vita di un personaggio iconico nella produzione shakespeariana (già noto in Le allegre comari di Windsor e Enrico IV).

 Lucia Calamaro e il suo SI NOTA ALL’IMBRUNIRE (SOLITUDINE DI UN PAESE SPOPOLATO) aprono il 2020: l’opera è in programma dal 14 al 19 gennaio.

Silvio Orlando interpreta il protagonista Silvio, rimasto vedovo.

Nel tempo, la solitudine lo spinge ad acquisire diverse manie, tra cui quella di non voler più camminare. Saranno i figli a dover trovare una soluzione per rompere questa monotonia.

Attraverso la vicenda personale di Silvio, la regista coglie l’occasione per indagare il tema della solitudine nella società attuale.

 

Il Grande Teatro - rassegna teatrale 2019-2020 - Verona - Teatro Nuovo - attori - Verona Wine Love

Alcuni dei protagonisti della rassegna “Il Grande Teatro”, al Teatro Nuovo di Verona

 

Il quinto spettacolo della rassegna è DRACULA di Carla Cavalluzzi e Sergio Rubini (prodotto da Nuovo Teatro), in programma dal 28 gennaio al 2 febbraio. I protagonisti sono Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini.

La rappresentazione ricalca l’opera celebre di Bram Stoker del 1897.

Il sesto appuntamento del Grande Teatro è con JEZABEL di Paolo Valerio, in programma dal 18 al 23 febbraio. Lo spettacolo è tratto dal romanzo omonimo di Irène Némirovsky, autrice russo-ebrea morta nel campo di concentramento di Auschwitz.

Lo spettacolo ricostruisce la vicenda di Gladys, interpretata da Elena Ghiaurov. Sudamericana bellissima e ossessionata dalla paura di invecchiare, la donna è accusata dell’omicidio del suo giovane amante ventenne.

La produzione è del Teatro Stabile di Verona e del Teatro Stabile di Napoli- Teatro Nazionale.

L’ANTIGONE di Sofocle è in teatro dal 3 all’8 marzo. L’opera, diretta da Laura Sicignano, è interpretata da Sebastiano Lo Monaco, Barbara Moselli e gli attori del Teatro Stabile di Catania.

La tragedia classica analizza la questione del “minore dei mali” che percorre l’ideologia occidentale, ponendo Antigone nei panni della martire che si ribella a questa filosofia.

Ferzan Özpetek chiude la rassegna con MINE VAGANTI, a teatro dal 17 al 22 marzo. La rappresentazione firma la sua prima regia teatrale ed è un adattamento del film pluripremiato Mine vaganti del 2010.

Il cast è ancora in via di definizione, ma al momento gli attori già selezionati sono: Francesco Pannofino (nei panni di Vincenzo Cantone), Paola Minaccioni  (Stefania), Arturo Muselli (Tommaso Cantone), Giorgio Marchesi (Antonio Cantone).

 

Locandina 34esima edizione Il Grande Teatro Verona - Teatro Nuovo - Verona Wine Love

 

 

Biglietti, abbonamenti e informazioni utili

I biglietti per i singoli spettacoli del Grande Teatro sono in vendita a partire dal 28 ottobre in queste sedi:

  • Teatro Nuovo, piazza Viviani 10 tel. 0458006100 dal lunedì al sabato dalle 15.30 alle 20.00,
  • Cinema Teatro Alcione, via Verdi 20 in orario di proiezioni, tel. 0458400848,
  • Box Office, via Pallone 16 tel. 0458011154, www.boxofficelive.it
  • Circuito Geticket: online dal sito www.geticket.it oppure tramite Sportelli Unicredit Banca abilitati, tel. 800323285, call center 848002008

I prezzi vanno, in base al settore scelto, da 26 euro per la platea a 10 euro per la seconda galleria.

I nuovi abbonamenti sono disponibili dal 10 al 24 ottobre 2019 in queste sedi:

  • Box Office, Via Pallone 16 – Tel. 045 8011154. Dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30, sabato dalle 9.30 alle 12.30,
  • Teatro Nuovo, piazza Viviani 10 – Tel. 045 8006100. Dal lunedì al sabato, dalle 15.30 alle 20.00

Il costo varia a seconda del settore scelto: si va da 176 euro (intero) per la platea, fino a 55 euro (intero) per la seconda galleria.

Sono previste delle riduzioni per gli under 26, gli studenti, gli over 65 e i membri di CRAL, circoli e ordini convenzionati.

Il Teatro Nuovo include nelle proprie attività artistiche e culturali il pubblico con disabilità.

Per la rassegna vale la tariffa TEATRI 10 E LODE: 10 euro per carrozzina e posto di platea, 20 se i posti sono due.

Con TeatroUnder26 i giovani tra i 18 e i 26 anni che vivono, lavorano o studiano a Verona hanno diritto all’ingresso a soli 3 euro.

Per ulteriori informazioni chiama lo 0458006100 o visita il sito web del Teatro Nuovo.

 

Come arrivare al Teatro Nuovo

In autobus

  • Autobus 11-12-13-51-73 fermata S.Fermo, proseguire per via Cappello, girare per via Nizza, sulla sinistra Piazza Viviani.
  • Autobus 31-32-33-21-22-23-24 fermata Porta Borsari, proseguire fino in Piazza Erbe, poi via Cairoli fino in Piazza Viviani.
  • Autobus 70-71, fermata Piazza Viviani.


In macchina
È possibile lasciare l’auto nel parcheggio coperto di Piazza Isolo, a 5 minuti a piedi dal Teatro Nuovo.

Articolo a cura di Zara Rubes
redazione@veronawinelove.com

 

 

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Arena di Verona, Raf e Umberto Tozzi in concerto il 25 settembre con 30 grandi canzoni. Prendi i biglietti e leggi le informazioni utili su Verona

Arena di Verona, Raf e Umberto Tozzi in concerto il 25 settembre con 30 grandi canzoni. Prendi i biglietti e leggi le informazioni utili su Verona

Un concerto imperdibile quello di mercoledì 21 settembre 2019, ore 21, all’Arena di Verona: Raf Umberto Tozzi insieme per l’ultima data del loro tour italiano.

È l’occasione per ascoltare insieme i due talenti della musica italiana legati da una lunga amicizia.

Il concerto si sviluppa con una scaletta di oltre 30 hit, molti dei quali sono successi conosciuti in tutto il mondo.

I due artisti si ritrovano nel magico scenario dell’ Arena di Verona dopo l’incontro al concerto-evento di Umberto Tozzi “40 Anni Che Ti Amo”.

Evento che ha generato in loro l’entusiasmo e la voglia di ritrovarsi per cantare ancora insieme sullo stesso palco.

 

Raf e Tozzi all’Hotel Leon d’Oro di Verona hanno raccontato il concerto in Arena

Ambedue, come hanno affermato durante la conferenza stampa dei giorni scorsi all’Hotel Leon d’Oro di Verona, hanno sospeso i loro rispettivi progetti per dedicarsi al tour che li ha portati ad esibirsi nelle città di tutta la penisola.

Il brano di apertura – ha dichiarato Raf – è “Il battito animale” e quello di chiusura “Gloria”.

La band che accompagnerà i due cantautori è il frutto di un grande lavoro.

“L’intreccio e l’effetto musicale di musicisti diversi non è sempre scontato” aggiunge Tozzi durante la conferenza stampa “e questo gruppo di dieci elementi è riuscito ad amalgamarsi per produrre un suono straordinario”.

Ribadito quel sentimento di amicizia che li avvicina, Tozzi hanno confidato ai giornalisti presenti che “l’amore e il supporto della mia compagna mi hanno permesso di superare momenti in bianco e nero per trasformarli in momenti colorati”.

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Conferenza stampa RAF e Tozzi

Conferenza stampa di Raf e Umberto Tozzi all’ Hotel Leon d’Oro di Verona il 13 settembre 2019 (foto di Nicola Albi)

 

Il tempo, in effetti, è un grande protagonista nella loro esistenza personale e professionale. Ha scandito e differenziato lo stile musicale e le scelte sulle collaborazioni che, in molti dei rispettivi dischi, sono state determinanti.

Anche per quanto riguarda la musica di oggi molte cose sono cambiate.

“La velocità con la quale si devono pubblicare brani” aggiunge Raf  “è così ristretta che la qualità ne risente. Una volta per scrivere e pubblicare un disco si impiegavano mesi. Si studiava la musica adatta e le parole erano selezionate con ossessione. Ora in poche settimane tutto è pronto”.

“Ai nostri giorni i ragazzi scrivono i brani e mi inviano le tracce sonore in file separati tra loro, magari con dei rumori di sottofondo. Poi io le devo unire per capire quale sarà l’effetto finale. Manca un lavoro di ricerca lessicale e di cura del timbro musicale” dice Raf.

“Il periodo degli anni  ’70 e ’80” aggiunge Tozzi  “è stato un momento irripetibile dal punto di vista musicale. Una creatività e una moltitudine di gruppi rock, cantautori e compositori, in primis Giancarlo Bigazzi che hanno fatto la storia”.

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Alcuni momenti della storia musicale di Tozzi e Raf

Si pensi per esempio al brano di Tozzi Eva(album del 1982), prodotto da Lucio Fabbri della PFM e con la straordinaria partecipazione di Walter Calloni. Il 1982 è anche l’anno in cui Umberto Tozzi riceve il GOLDEN GLOBE (mappamondo d’oro) premio ottenuto con oltre 27 milioni di copie vendute in soli 5 anni.

Anche per Raf (Raffaele Riefoli) gli anni ’80 sono stati una palestra professionale importante: è nel 1983 che nasce l’album Self control, suo primo successo discografico, cantato in lingua inglese.

Quattro sono i singoli che scalano le classifiche di quell’anno, grazie a una versione della statunitense Laura Branigan; Self Control, Change Your Mind, London Town e Hard.

Sempre nel 1983 scrive con Giancarlo Bigazzi il brano Il principe per Claudia Mori, utilizzato come sigla di chiusura del programma tv Hit Parade.

 

RAF-TOZZI-concerto-Arena-Verona

Mercoledì 25 settembre all’Arena di Verona il gran finale del tour di Raf e Umberto Tozzi

 

Ritornando al presente i due artisti si ritrovano nell’affermare, all’unisono, quanto sia determinante la voglia di rimettersi in gioco affrontando i cambiamenti di un mondo, quello musicale e sociale, sempre più frenetico.

E come afferma Giancarlo Mazzi, responsabile degli spettacoli extralirica della Fondazione Arena di Verona, presente alla conferenza stampa: “Umberto Tozzi e Raf rappresentano l’eccellenza della musica italiana. Loro sono dei veri “artigiani della musica” in quanto eprimono una professionalità e un talento difficili da trovare”.

E aggiunge Mazzi: “Sarà per me un piacere accoglierli e aprire loro le porte dell’Arena di Verona. Perché se riusciamo ad ascoltare, a Verona, artisti di questo calibro è grazie a loro”.

L’incontro tra i due, la voglia di condividere spazi e istanti di vita irripetibili li conferma a pieno titolo come due stelle del panorama musicale italiano e internazionale.

E come nel testo della loro ultima canzone “Come in una danza” Raf e Tozzi ci ricordano l’importanza del rapporto umano:

“In questo grande labirinto, amico mi ritroverai.

È l’apparenza che ci persuade ma è la sostanza poi che conta per noi che siamo perfetti con i nostri difetti, eroi nel silenzio senza gloria.

Attraverseremo altri fuochi e tempeste e finalmente impareremo dai nostri errori.

E il tempo guarirà tutte le nostre ferite, non so quando ma so che arriverà…”.

 

Raf & Umberto Tozzi – Come una danza

 

“L’amore ha la sua importanza, non è un algoritmo nè una scienza è come una danza che cresce e non puoi farne senza…la password è uguale, la trovi cliccando sul cuore…”.

I due artisti accenderanno l’Arena di Verona il 25 settembre 2019 con brani indimenticabili e grandi successi:

da “Gloria” (1979) a “Self Control”(1987), da “Si può dare di più” (1987) a “Cosa resterà degli anni 80” (1989), da “Infinito” (2001) a “Ti amo” (1977), ma anche “Ti pretendo” (1989), “Gli altri siamo noi”(1991), “Il battito animale” (1993) e “Immensamente” (1987).

Non mancherà il loro ultimo brano a due “Come una danza” (2018) e molti altri, tra cui la super hit che non potrebbe mai mancare, “Gente di Mare” scritto da Raf, Giancarlo Bigazzi e Tozzi (1987).

Sul palco insieme a loro ci saranno i musicisti:  Elisa Semprini (violino e cori), Daniele Leucci (percussioni), Raffaele Chiatto (chitarra), Valerio Bruno (basso), Maurizio Campo (tastiere), Gianni Vancini (sax), Salvatore Cafiero (chitarra), Gianni Daddese (tastiere), Riccardo Roma (batteria) e Gabriele Blandii (tromba).

Radio Italia è radio ufficiale dell’evento.

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Cinema e Vino: nel film “Un’ottima annata” si vince e si perde

Cinema e Vino: nel film “Un’ottima annata” si vince e si perde

Siamo al secondo appuntamento della rubrica Film e Vino. Ieri sera ho rivisto “Un’ottima annata” (A good year), film del 2006 di Ridley Scott, tratto dall’omonimo romanzo di Peter Mayle.

Nel cast Russel Crowe, Abbie Cornish, Marion Cotillard, Albert Finney e Freddie Highmore.

Ancora Russel Crowe dunque con Ridley Scott. Questa volta, però, Crowe non combatte nelle arene sotto l’armatura del gladiatore. Lo troviamo nella city londinese nelle vesti di un finanziere pronto a sconfiggere i concorrenti con spericolati colpi in borsa, ai limiti della illegalità.

In breve la trama: Max Skinner, l’attore Russel Crowe, è un broker londinese tanto capace quanto odiato il cui carattere si può riassumere nel suo motto: “vincere non è tutto…è l’unica cosa”.

La vicenda si sviluppa quando Max eredita dallo zio la proprietà della tenuta lo Châteaux La Siroque in Borgogna. Max ritorna nei luoghi dell’infanzia deciso a concludere in giornata la vendita.

Nel vecchio casale il broker ricorda voci e immagini di un tempo passato che segneranno le sue decisioni future.

Siamo in Provenza (le scene sono girate a Bonnieux) in una calda e assolata estate. I grilli scandiscono il ritmo di una quotidianità senza lo stress imperante della metropoli.

Da un vecchio disco si sente una musica che richiama le armonie degli anni ’60 con i suoi chansonniers.

Una musica romantica che ben si addice alla sinuosità delle colline coltivate a vigna immerse nella bellezza della campagna francese (vedi il sito www.circuitoturismo.it).

Il film si apre con un flash-back: il bambino Max e lo zio Henry che giocano a scacchi. Gioco che è una metafora esistenziale: anche nella vita, se non si vuole perdere, ogni mossa deve essere pensata in tutte le sue variabili.

Insieme ai continui rimandi al passato, Max dovrà gestire situazioni collegate alla figura dello zio e a coloro (il vigneron, la cugina americana, l’amica d’infanzia) che gravitano intorno alla vigna.

L’intera vicenda poggia su quel fil rouge del vino, “nettare sublime incapace di mentire”. Il legame tra i personaggi si consolida e si sviluppa attraverso il contatto con la terra.

I valori e gli insegnamenti dello zio emergono nella mente di Max fino a trasformarlo da arido bussines-man ad uomo sensibile e amante delle piccole cose. In lui cambiano gli obiettivi e cambia la visione della vita.

Come dice lo zio Henry: “Al terroir non basta sole e pioggia, ha bisogno di equilibri”.

Un film che rievoca l’importanza dei legami affettivi perché, anche quando sembrano dimenticati, ritornano.

Una trama dosata nei colpi di scena, senza paternalismi e ben interpretata dall’intero cast.

Forse sono di parte (Russell Crowe è uno degli attori che preferisco), ma a mio parere questo film è magistralmente giocato tra passato e presente, tra memoria e futuro. Ci si commuove e si ride, si sogna…anche con una dichiarazione d’amore tra le più belle che io abbia sentito al cinema.

Peccato non sia stato accolta molto positivamente dalla critica, che ha parlato di film scontato, sdolcinato, banale.

È invece un film che ci porta a riflettere sui modelli di vita che, quasi automaticamente, seguiamo. Sono modelli di vita frenetici, dove un ottimo posto di lavoro o un bel conto in banca sembra possano essere l’unica strada per raggiungere la stima e l’ammirazione.

Abbiamo sempre fretta, fretta di cambiare, fretta di arrivare, fretta di amare…A volte piccoli avvenimenti, solo apparentemente insignificanti, possono cambiare il corso della nostra vita.

Un film può darci lo spunto per riflettere su di noi, sui nostri progetti, sui nostri sogni, su chi saremmo voluti essere e su chi siamo. Perché perdere quest’occasione?

Da vedere e, perché no? Rivedere.

 

 

 

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Articolo a cura di Sara Soliman
Redazione Verona Wine Love

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